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Chitarra: didattica

Discussione in 'Musicisti' iniziata da VentoGrigio, 5 Luglio 2008.

  1. M_EsS

    M_EsS
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    30 Gennaio 2009

    posso farti un esempio?
    Prendiamo la scala minore armonica.
    Ora si potrebbe dire appunto sensazione fortemente arabeggiante, molto barocca e suonarla tranquillamente.

    oppure sapere che rispetto alla scalaminore ha il settimo grado alzato di un semitono crea una tensione verso la tonica, e sapere che proprio quello crea tale sonorità ogni volta che ci si passa :)

    Man mano che la suoni anche se non lo sai l'orecchio impara che quando passi di lì tale sensazione si fa forte, ma a saperlo prima si fa meno fatica no?
    L'armonia trasforma sensazioni in schemi alla fine, ma non li crea, a quello ci pensano anni di musica, tradizione e storia.
    Infatti si narra (sia vero o no boh) che si passò alla scala minore melodica, proprio per il rifiuto del clero di quella tensione che ricordava musica araba durante un periodo di attrito tra le civiltà.
    Praticamente è stata modificata una regola per una associazione mentale da evitare.

    è la musica che viene prima la teoria è solo un aiuto per l'orecchio e la mente.


    per esempio se qualcuno non riesce a:
    allora con la teoria sa tradurre l'emozione in musica, se ci riesci senza non ne hai bisogno.
     
    #1036
    Ultima modifica: 30 Gennaio 2009
  2. Azagthot

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    30 Gennaio 2009

    Ovviamente si certo la teoria semplifica molto e ti da la capacità di esprimerti al meglio delle tue capacità. Giusto non vorrei che si perdesse il significato vero della musica che non sta nei libri ;) Per il resto continuate a studiare (per me inizare:D) che mamma me lo dice sempre di studiare anche se non credo si riferisce proprio alla chitarra :sgrat:
     
  3. raffomaster

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    30 Gennaio 2009

    Ma io non parlo di delta blues. Parlo del blues moderno ;)
    Sul discorso Greg Howe: beh, io non so se è lui che spara puttanate o noi ascoltatori che gli crediamo :sadic:
    Intendo dire che lui a tutti i seminari non parla in modo tecnico, anzi, lascia molto a desiderare in quanto a conoscenze d'armonia, almeno da quello che si nota. Ma poi, vederlo suonare, mi viene in mente che non è proprio così... oppure, lui ha imparato (come Stochelo Rosemberg) studiando pezzi e scale (in maniera ultra-didattica, senza sapere magari cos'è la tonica :hihi:) senza mai accoppiare queste cose all'armonia :) L'enorme ascolto, il suonare sempre e provare le scale "inusuali" ha contribuito al resto :) (forse)
     
    #1038
    Ultima modifica: 30 Gennaio 2009
  4. Darkstar

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    30 Gennaio 2009

    si, però vedi .. non si tratta solo di suonare una scala con la 7ma maj, ma bensì sapere su che quadriade piazzarcela per tirarne fuori il colore caratteristico.

    ti faccio un semplice esempio: dire che suono in E-Lydian senza aver poi sotto una quadriade con la 4# e/o un pedale al basso in E equivale a suonare una comune scala maj! ;)
     
  5. M_EsS

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    30 Gennaio 2009

    scusa ma ho fatto un esempio con una scala non diatonica....

    con lo stesso ragionamento sulle modali ugualmente non si può confondere il suono per un motivo:
    Suonare una scala modale secondo lo stesso ragionamento (che funziona proprio per i casi che tu dici) vuol dire averne ben a mente i gradi...quindi anche senza accompagnamento riuscirò a distinguermi bene dalla maggiore naturale.

    Mi spiego meglio....un A in una scala di F-lydian è un terzo grado, mentre in C Maj sarebbe una sesta di passaggio.

    Per questo preferisco sempre considerare le scale modali in base alla più vicina maggiore o minore naturale, per avere 2 vantaggi:

    1) sapere le note che come detto danno la sonorità (in una scala modale lidia il quarto grado che quando suonato darà proprio l'effetto modale)

    2) rapidità nei cambi di tonalità.
     
  6. Darkstar

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    30 Gennaio 2009

    hai preso una minore armonica, che è una diatonica della chiave minore e genera triadi e quadriadi come tutte le altre diatoniche rispetto alla chiave d'impianto ... occhio ai termini che utilizziamo, se non ne padroneggiamo il significato si rischiano figure meschine.

    Ehmm...hai le classiche idee confuse di chi si sta avvicinando all'armonia modale e/o non ne ha mai approfondito a dovere gli aspetti.

    I gradi a cui ti stai riferendo tu, son semplicemente correlati alla scala tipica a cui si fa riferimento (quindi maj o min) .. ma nulla hanno a che fare con il colore intrinseco della scala qualora questa viene suonata estrapolata da un contesto armonico.

    Se è pur vero che la teoria derivativa stabilisce che un D-Dorian è una semplice scala di Cmaj a partire dal suo secondo grado, mentre secondo la teoria parallela questa risulta una semplice scala di D-maj con il terzo e settimo grado abbassati .. entrambe qualora suonate senza un vamp sotto son semplici scale tonali.

    come sopra, anche in questo caso stabilisci una scala a cui correlare le tue modali e da cui estrapolarne il colore (=tensioni caratteristiche) .. il che ancora una volta risulta scollegato da quanto dicevi nel merito del "farsi l'orecchio"...
     
  7. raffomaster

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    30 Gennaio 2009

    Infatti, scala diatonica vuol dire scala di 7 note che si susseguono tramite una precisa successione di toni e semitoni :)

    Straquoto ;)
     
  8. M_EsS

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    30 Gennaio 2009

    Diatonic scale - Wikipedia, the free encyclopedia
    VI-VII 1,5 toni quindi la minore armonica NON è una scala diatonica come puoi controllare su qualunque libro di armonia.
    -----------
    per il resto


    da wiki:
    Primo grado: tonica - Secondo grado: sopratonica - Terzo grado: modale - Quarto grado: sottodominante - Quinto grado: dominante - Sesto grado: sopradominante - Settimo grado: sensibile

    Gli accordi si formano sulle scale, non viceversa.
    Ovviamente c'è chi nega per intero il sistema modale, trattasi non di leggi ma di schemi per organizzare le note.

    Ci sono varie visioni della cosa, ma questa è la più diffusa in assoluto.



    chiudo.........ti lascio il campo libero perchè 3 in pochi giorni sono troppe per me e volevo solo essere utile.
     
  9. Marenigma

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    30 Gennaio 2009

    Mamma mia come vi sciarriati! xD
    Beh,io per riprendere i vecchi concetti studiati un po' di tempo fa mi sto facendo un mazzo così e certe volte mi porto anche i fogli a scuola e li leggo durante la ricreazione.Beh che io so' pazzo...xD

    Qui è stato un po' estremizzato ciò che avevo scritto io riguardo il concetto di musica.
    Io credo che bisogna comunque mischiare almeno un po' di razionalità matematica (del resto la musica ne è piena) e di sentimenti,c'è poco da fare.Se si guarda il lato tecnico=ogni pelo della musica,si ha una visione uguale a quella che può avere un matematico di fronte ad un teorema da dimostrare.Certo,a volte diventa un po' triste...
    Io sto cercando di prendere seriamente in considerazione quantomeno in futuro di prendere un insegnante,perché da autodidatta se si ha un piccolo problema che non si risolve è finita.A suonare "ad orecchio" ci arrivo tranquilamente,ma uno studio anche non intensivo aiuta un po'.Tra un anno dirò quasi sicuramente:ma perché cavolo cambiavo tonalità?:shutup:

    Visto che parliamo di tecnica e studio,non scriviamo pò o ma bensì.
    Una parola è "accorciata" e nel secondo caso,o si usa ma o bensì.
     
    #1044
    Ultima modifica: 30 Gennaio 2009
  10. Satcher

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    30 Gennaio 2009

    Ehm..In effetti..:roll:

    Per Marenigma: Se sai l'inglese guardati i libri di armonia della Berklee e praticamente c'è scritto tutto ciò che serve ad un chitarrista per la teoria ed armonia...Non sò se esistono tradotti, ne trovai uno una volta forse...
     
    #1045
    Ultima modifica: 30 Gennaio 2009
  11. Marenigma

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    30 Gennaio 2009

    Me la cavo abbastanza con l'inglese,lo leggo quasi come se fosse l'italiano.
    Grazie per il consiglio!^^
     
  12. Darkstar

    Darkstar
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    31 Gennaio 2009

    Yep pardon, ho inteso solo ora che tu ti stavi riferendo alla diatonia della scala (la cui succesione è fissata dalle condizioni in cui si combinano toni e semitoni) e non alla diatonicità della stessa.

    Errore mio, no problem. ;)

    Mah .. guarda a me spiace che tu sia stato ripetutamente beccato in inesattezze varie (vuoi da me o da skin o da altri..) su queste pagine, ma del resto come spesso avviene ci si confronta e ci si corregge a vicenda. :)
     
  13. Icarus88

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    3 Febbraio 2009

    vi pongo un quesito:
    a lezione di chitarra l'altra volta il mio insegnante mi ha introdotto all'improvvisazione mediante l'uso della scala melodica, quella diminuita, e la superlocria. e abbiamo preso come esempio questa sequenza di accordi:

    Em9 - A7 - B7#5

    sul Em9 dovrei provare ad usare la melodica di Em, sul A7 la diminuita di A (Bb, Eb, Gb) e sul B7#5 la superlocria di B.

    solo che essendo scale che hanno un suono particolarmente alterato ed inusuale mi trovo in difficoltà nel costruire un fraseggio sensato (che non sia la scala sù e giù tutto il tempo). non è che sapreste consigliarmi qualche video in cui un chitarrista improvvisa i questo modo?
     
  14. Darkstar

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    3 Febbraio 2009

    Effettivamente quel tipo di modulazione suona proprio "strana" eheh!:P

    Io ho un testo di Don Mock, "Melodic Minor Revealed" dove sono illustrati fraseggi e tensioni da enfatizzare .. se oggi mi ricordo ti posto qualche lick. ;)
     
  15. Il Luppoooo

    Il Luppoooo
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    Piglia schiaffone su chiappa

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    3 Febbraio 2009

    Verità sacrosanta, che io ho sempre sostenuto ma che non sono mai riuscito ad esprimere cosi bene :sadic:...

    Invece si può tranquillamente far sentire il colore della modulazione senza bisogno di avere un accompagnamento... basta fare le frasi giuste...
     

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