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Southern Rock

Discussione in 'Hard Rock - AOR' iniziata da -jaco-, 24 Gennaio 2006.

  1. fdr

    fdr
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    29 Dicembre 2008

    Buon gruppo ma tira un po' troppo aria di soundgarden e cose del genere per i miei gusti...
    qualcosina di southern possono anche averla ma non è che siano proprio inquadrabili nel genere.
     
  2. rocker1966

    rocker1966
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    1 Gennaio 2009

    Ho completato la discografia dei LYNYRD SKYNYRD, sono finalmente arrivati "1991" e "Lyve From Steel Town". Adesso mi sono buttato sui "MOLLY HATCHET" che trovo assolutamente travolgenti; "The Deed Is Done" è praticamente AOR e di grandissima classe, veramente un discone. Mi è arrivato anche "At Filmore East": poesia in musica.-
     
  3. Melanio Vakyas

    Melanio Vakyas
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    1 Gennaio 2009

    Ho scoperto un'altra band, la quale purtroppo va incontro al solito destino di chi non ha la fortuna di scalare le vette di un genere, un genere che già di per sè non è certo un genere di massa. I Rebel Pride, autori di un Southern molto roccioso e adrenalinico, per nulla elaborato e che paga il giusto tributo all'ala dura del movimento.

    Tra l'altro li ho scoperti con una ballatona mozzafiato in pieno stile sudista, "Survive"; seguendo la scia delle varie Highway Song dei Blackfoot e tanto per restare nei nostri tempi, Long Way From Home dei Copperhead. Nulla di nuovo all'orizzonte da quel che ho sentito, ma come penso in questi casi, meglio delle sonorità trite e ri-trite ma di classe, che delle vaccate spacciate per delle presunte novità sperimentali!

    MySpace.com - Rebel Pride - LARGO, Florida - Southern Rock / Rock / Rock classico - www.myspace.com/rebelprideband
    YouTube - Rebel Pride Band Performs Live "Survive" 2007
     
  4. NordicBlood

    NordicBlood
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    1 Gennaio 2009

    Non mi ero accorto dell'esistenza di un topic come questo!

    Bé, che dire? Che nonostante la mia giovane età (18 anni), il southern rimane uno dei miei genere preferiti, cosi come il Lynyrd Skynyrd sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto e di sempre.

    Casuale il modo attraverso cui mi sono avvicinato al genere: avrò avuto più o meno 9-10 anni, in macchina con mio padre, tira fuori un cd appena preso (mi pare in omaggio con qualche rivista, l'espresso se non sbaglio)...era "Second Helping"...lo mise su...e da quel momeno rimasi folgorato da quel suono...me ne innamorai! Tanto più che ancora oggi quel disco ogni volta che mi si presenta un lungo viaggio in macchina rimane la mia colonna sonora preferita!

    Col tempo poi ho approfondito la conoscenza del genere...oltre agli altri album dei Lynyrd (Anche il primo è fantastico...e Freebird direi che è la mia canzone preferita...e quella che + mi rappresenta, nonché una delle migliori canzoni mai fatte), ho conosciuto gruppi come Allman Brothers Band, Blackfoot, Marshall Tucker Band, Charlie Daniels Band, 38 Special, Molly Hatchet, quei pazzi degli ZZ Top, Black Crowes, ecc...Il Southern è un genere che veramente AMO, cosi come amo l'atmosfera, la cultura, la dimensione storico-sociale che ci sta attorno...

    Per quanto riguarda i consigli, avete mai sentito i Pride & Glory??? Si tratta di uno dei tanti progetti "solisti" del grande Zakk Wylde (anche lui grande estimatore del Southern), con cui però fece solo 1 album, che usci nel 1993, prima di formare i Black Label Society. L'unico album (omonimo) che fecero è un miscuglio di sonorità southern classiche e hard rock con puntate sul metal, suonate però con gran stile (lo stile di Zakk, in fondo) e modernità. Se per caso riuscite a procurarvene una copia, non fatevela scappare, non ve ne pentirete! ;)
     
  5. Melanio Vakyas

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    1 Gennaio 2009

    Bella considerazione, anche io resto molto conivolto da tutto quello che gira attorno al Southern; a tal proposito vorrei riportare la splendida introduzione dal libro "Southern Rock" di Mauro Zambellini edito dalla Giunti per la serie Atlanti Musicali Giunti. Un pò la risposta italiana al bel "Southern Rockers: The Roots and Legacy of Southern Rock" di Marley Brant. Grande Zambellini, quando lessi la sua splendida recensione di Searchin' for a Rainbow della Marshall Tucker Band che c'è nel libro, mi portò veramente al South.... ecco l'introduzione:

    "La saga del Southern Rock anni '70 è così carica di ingenuo ottimismo, colore locale e ineluttabile tragedia da poter essere facilmente scambiata per un romanzo di Willia Faulkner o un dramma di Tennessee Williams. Come il nome lascia immaginare, il Rock sudista è legato al suo luogo di origine molto più tenacemente di qualsiasi altro ibrido che il Rock abbia mai prodotto nei cinquant'anni o quasi della sua esistenza.
    Nella sua forma originale, si trattava di una musica aggressiva, forte, pulsante, a voltre cruda altre volte melodica, che esprimeva fiducia nello stile di vita e negli stereotipi del Sud-est degli Stati Uniti, esplicitamente richiamati in celebri inni come Sweet Home Alabama, Dixie on My Mind, Carolina Dreams, The Devil Went Down to Georgia, The South'e Gonna Do It Again. Le band del nuovo movimento mostravano atteggiamenti da good ol' boys che potevano apparire banali e addirittura sgradevoli per noi europei, ma dal punto di vista sonoro sapevano graffiare, tanto da imporre la loro musica come un genere a parte, duraturo e influente.
    La nascita del Southern Rock risale al momento in cui, nella naturale crisi tra due decenni nevralgici come i '60 e i '70, quasi tutto il Rock "maggiore" soffriva di quell'annoiata indolenza che avrebbe generato i lustrini del Glam Rock e la pompa magna del Progressive. Lo squadrone Dixie offrì invece al Rock americano un salutare e vivace ritorno alle origini e impose una serie di musicisti (specialmente chitarristi) che furono l'equivalente USA del Rock Blues bianco inventato dagli inglesi anni prima. Duane Allma, simile anche per la sua prematura scomparsa ai vari Jimi Hendrix e Paul Kassof, è il più geniale e mitizzato di costoro; ma dietro di lui spiccano il cantante Ronnie Van Zant, i tastieristi Gregg Allman e Billy Powell, il violinista Charlie Daniels, i chitarristi Dickey Betts, Allen Collins, Toy Caldwell, Dru Lombar, Barry Bailey e Steve Gaines: tutti chitarristi che seppero creare uno stile e scrissero una pagina importante del Rock americano.

    Le fonti di ispirazione del Souther Rock originale erano le stesse del puro Rock and Roll anni '50, cioè le radici della musica americana contemporanea: Country and Western, Rhythm and Blues, due generi con cui qualsiasi adolescente bianco residente a Sud della Mason-Dixon Lane poteva facilmente entrare in contatto fin dalla nascita. Nello stesso tempo, però, quei giovani sudisti erano cresciuti conoscendo e apprezzando i dischi dei Cream, Rolling Stones, Led Zeppelin, Free, Who, Faces, gli incursori di quella British invasion che aveva profondamente modificato il modo classico di suonare Blues. Insomma, da un lato c'era la classicità del Boogie e del Blues, come maestri ispiratori Elmore James, Muddy Waters, T-Bone Walker, John Lee Hooker; dall'altro la ruggente, eretica novità delle bande britanniche, capaci di riesumare dall'oblio con tratti originali pagine fondamentali come You Shook Me, Spoonful e Crossroads e di imporle all'attenzione di chi magari non aveva mai ascoltato Robert Johnson o Willie Dixon.

    A un certo punto, verso la fine degli anni '60, si stabilì un inatteso ma spontaneo amalgama. L'enorme serbatoio di idiomi musicali sudisti (oltre a Rock and Roll, Blues e R&B, anche il Western Swing di origine texana e la Country music dei monti Appalachi) si combinò con l'attitudine delle nuove generazioni a suonare in libertà, dilatando i tempi, improvvisando, esplorando la possibilità che un numero maggiore di strumenti (in particolare chitarre e percussioni) poteva offrire a una band. Tale atteggiamento di libertà e sperimentazione era in qualche modo ereditato dal Jazz, ma l'influenza principale veniva per rivoluzione psichedelica di quel periodo, quando Grateful Dead, Quicksilver, Moby Grape e Mick Bloomfield in California e Cream, Jimi Hendrix Experience e Fleetwood Mack in Gran Bretagna indicavano nuovi orizzonti caleidoscopici alla lingua del Blues.
    Jam fu la parola chiave del cambiamento: grande sfoggio di assoli, destabbilizzazione delle regole del Blues e del Country con brani che duravano un'intera facciata di long playing, inarrestabili cavalcate ritmiche e disinvolte interpretazioni strumentali; e revisione dei classici nuovi tempi e nuove forme. In poche parole, le roots, le radici della musica americana, vennero ripiantante nel nuovo contesto giovanile con un ritrovato entusiasmo e una contaggiosa energia.

    E così quando il Rock Blues britannico dei '60 ebbe raggiunto la sua apoteosi con i selvaggi assoli dei Cream di Wheels of Fire e la psichedelia californiana ebbe consuamato tutti i suoi effetti lisergici, nel Sud-est degli Stati Uniti un pugno di bande dalla solida tecnica musicale cresciute con quei miti propose un suo Rock originale, riconoscibile e in grado di attecchire ovunque. Con ruspante orgoglio, queste nuove bande rivendicarono la propia identità e le propie radici musicali con un sistema di riferimento ben più ricco e profondo di quel che poi sarebbe apparso secondo la classica iconografia bonacciona da esportazione.

    Gli Allman furono i primi a rendere conciliabili due concezioni apparentemente divergenti in uno stile nuovo: la consapevolezza delle roots, l'attaccamento ai valori della propia terra, il gusto per le lunghe Jams improvvisate e per la vita da Hippie. Dopo di loro fu un turbinio di gruppi e gruppuscoli. Un'intera armata di southern rockers prese d'assalto il Rock americano sventlando orgogliosa la bandiera della Confederazione e conquistando l'attenzione generale del Paese, tanto da indurre un politico potente come Jimmy Carter a interessarsi di loro e a cercarne in qualche modo l'appoggio quando tentò, con successo, la scalata alla Casa Bianca. Il triangolo formato da Georgia, Alabama e le due Carolina divenne sinonimo di una musica speciale, affine ma diversa rispetto al Blues del Mississippi, al R&B di New Orleans e al Country di Nashville, per citare le fonti primigenie di quel Sud che è la madre di tutta la musica americana.
    Si seppero caratterzzare in modo molto preciso queste nuove band, facendo grande sfoggio di assoli chitarristici e usando sezioni ritmiche potenti come non s'era mai visto prima. La Allman Brothers Band fu quella che espanse i confini del Blues secondo le nuove tecniche del jammin', i Lynyrd Skynyrd ricrearono un ruvido e aggressivo Boogie Rock da strada che importava in America Rolling Stones e Zeppelin, la Marshall Tucker Band sposò la causa di un Western Swing elegante e caldo, introducendo strumento sofisticati come il flauto e il sassofono; ancora, Wet Willie fomentò un focoso Rhythm and Blues urbano tutto da ballare, Charlie Daniels fece da ponte con il Country di Nashville mentre la Atlanta Rhythm Section riuscì a mettere la propia elevata professionalità in sala di registrazione al servizio di un facile Pop Rock da classifica. Ognuno con le sue caratteristiche, tutti erano comunque parte di un ricco movimento con diversi tratti in comune.

    C'erano una serie A del Southern Rock e una serie B, una prima generazione (i gruppi nati agli albori dei '70) e una secona (quelli nati dopo il '77). Ci fu chi (Grinderswitch, Eric Quincey Tate, Hydra) bazzicò i "bassifondi" del genere a costo di dischi che trasudavano passione ed energia, ma poco appeal commericale; e chi invece (Outlaws, Molly Hatchet, 38 Special) raccolse quanto gli altri avevano seminato prima, sostando parecchie volte in classifica e traghettando il Southern Rock verso il mercato dell'Hard Rock radiofonico e il pubblico dell'Heavy Metal. Ci fu addirittura chi tentò di gettare un ponte con la Fusion e il Jazz, come i Sea Level e i Dixie Dregs; mentre altri, come Elvin Bishop e la stella del Country Hank Williams Jr., semplicemente presero un treno per il Sud, giusto per una momentanea vacanza. Ma il Southern Rock non fu solo un genere musicale fortemente localizzato: almeno nei suoi giorni di gloria fu anche uno stile di vita. I musicisti che componevano le varie band vivevano spesso insieme in comuni artistiche e di vita (famosa la Big House degli Allman) dividevano case, spazi, musica, figli, averi e vizi. La ridente cittadina di Macon in Georgia divenne il centro di una scena artistica viva e pulsante, e diverse citta del Sud (Jacksonville in Florida, Spartanburg nella South Carolina e Atlanta) vennero investite dalla brezza di questo nuovo rinnovamento culturale. Il denaro sembrò a lungo l'ultima delle preoccupazioni del Southern Rock e del suo mondo, e almeno fino al 1975 il fenomeno fu così carico di innocenza e ottimismo da rendere legittimo accostarlo a quanto a San Francisco solo pochi anni prima.

    Purtroppo non esiste storia del Sud senza un carico di fatalità. Duane Allman andò a sbattere con la sua Harley Davidson contro un camion il 21 Ottobre del 1971, a Macon, e un anno dopo in circostanze identiche capitò la stessa sorte a Berry Oakley, altro membro storico della Allman Brothers Band. Due morti tragiche e premature che avvolsero di luce sinistra il nascente movimento, quasi come il motto prediletto dal cantante del Lynyrd Skynyrd Ronnie Van Zant ("vivi di corsa, lavora duro, muori giovane") fosse una sorta di destino obbligato. Se ne sarebbero andati prematuramente anche i fratelli Caldwell, della Marshall Tucker Band, ma l'evento che più di ogni altro segnò la storia e la vita del Southern Rock fu l'incidente aereo in cui perirono tre Lynyrd Skynyrd e i loro roadies.
    Era il 20 Ottobre 1977. Quella tragedia spezzo un sogno. La maledetta palude nelle vicinanze di Gillsburg, nel Mississippi, dove cadde il Convair 240 noleggiato dal gruppo fu la tomba non solo per il cantante Ronnie Van Zant, del chitarrista Steve Gaines e della corista Cassie Gaines, ma di tutto il Southern Rock, o almeno di quello pionieristico e innocente della prima metà dei '70. Quell'aereo tarpò improvvisamente le ali all'unico sound americano del decennio capace di far scuola e di imporre una viva, ricca "scena musicale".

    Dopo il distastro le cose non furono più le stesse. Ci fu naturalmente chi continuò a far urlare le chitarre e a rullare il Boogie sotto la Mason-Dixon Lane con inalterata energia, ma nè gli Outlaws nè i Blackfoot nè i granitici Molly Hatchet, per fare i nomi più noti, riuscirono a rinverdire la gloria originale; e tanto meno ci ruscirono i numerosi, mediocrissimi cloni dei Lynyrd che spuntarono come funghi. La stagnazione prese il sopravvento sulla creazione e negli anni '80 il genere si ridusse addirittura a parodia, commercializzandosi con i più fastidiosi clichè di Nashville (Charlie Daniels e Marshall Tucker Band), insieme inseguendo le chimere del mainstream radiofonico (38 Special e Atlanta Rhythm Section) o riducendosi ad alzare talmente tanto il volume da confondersi nell'arena dell Heavy Metal (Molly Hatchet, Blackfoot, Doc Holliday".

    Il Rock Sudissta, insomma, smise di essere quel vento di rinnovamento che era stato agli albori e in molto casi diventò la caricatura di se stesso, ripetendo a memoria gli stessi assoli, gli stessi versi, gli stessi ritmi. Anche perchè la crisi, anzichè impedire che i media americani corteggiassero il fenomeno, fece scoppiare un flirt in piena regola. Ora che quella musica aveva perduto la ruvida carica ribelle degli inizi, la si poteva tranquillamente maneggiare un nuovo sottogenere dell'american music, populista e anche un pò reazionario: una malinconica questione di gadget, bandiere, camice da cowboy e raduni da strapaese. Un decennio buoi quello degli anni '80, che per fortuna venne squarciato dall'urlo selvaggio dei Georgia Satellites e dall'irruzione dei Black Crowes, due band in grado di invertire la tendenza e ridare fiato al Rock sudista più autentico. Grazie anche al loro esempio, nei successivi anni '90 si è assistito a un rinato interesse verso la musica Southern, con espressioni diverse ma accomunate spirito: dai troubadours in salsa Dixie come Steve Earle, Tom Faulkner e Terrell, nelle cui canzoni compaiono temi e atmosfere cari alla letteratura del Sud (da Flannery O'Connor ai più moderni Kaye Gibbons e William Goyen), all'esplosione delle giovani Jam Bands di ispirazione postmoderna, dalle rimpatriate delle vecchie formazioni Southern Rock (a partire propio da Lynyrd Skynyrd e Allman) alle band del tutto nuove come i Gov't Mule.

    Oggi non esiste più, quindi, uno scenario codificato e riconoscibile come negli anni '70: la situazione e frammentaria e le espressioni sono molteplici e diverse. Ma non è azzardato dire che si respira una nuova aria di Primavera. Anche se cantare di cowboy e sentirsi semplici può far sorridere e suonare anacronistico, rimane sempre uno dei modi migliori per tenere vive le radici, e per non smarrire la propia identità. E così che in quella parte degli Stati Uniti che da sempre è la più attaccata alle propie radici sventola di nuovo la bandiera della Confederazione".
     
  6. NordicBlood

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    2 Gennaio 2009

    Ti diro che ormai quella introduzione la conosco fin troppo bene, essendo quel libro uno dei libri che continuo a rileggere sempre più spesso, anche perché li ci trovo molti nomi di band di cui cercare album, ecc...

    E cmq niente di più vero, il Southern non è solo musica, ma è uno stile di vita, e quando si dice così, lo si dice perchè è vero, non perché dirlo fa fighi...il Southern è feeling, è passione, è sudore...
     
  7. Melanio Vakyas

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    4 Gennaio 2009

    Dato che ho citato i Copperhead, due paroline per loro ci devono essere.... :D

    Li ho scoperti qualche mese fa con la Long Way From Home, una delle canzoni di punta del film "Harley Davidson & Marlboro Man" con Mickey Rourke e Don Johnson, una vera road song come non se ne scrivevano da tempo! Una band che mi ha entusiasmato non poco.... incarnano nel vero senso della parola la potenza e la melodia del Southern Rock!

    Dal loro sito si possono ascoltare le canzoni dei loro album, divertitevi... :hihi:
    Copperhead: Official Website of 90's Southern Rock Band

    I Black Crowes sono stati la band grazie la quale un certo tipo di sound è tornato alla grande, ma loro sono stati uno degli esempi "occulti" degli anni novanta che ci hanno messo il carico!
     
  8. rocker1966

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    11 Gennaio 2009

    Devo dire che questi COPPERHEAD mi hanno fatto un'ottima impressione penso che mi procurerò il loro album, mi hai dato proprio una bella dritta. Per quanto riguarda i BLACK CROWES sfondi una porta aperta; li adoro anch'io, splendido il loro primo disco "The Southern Harmony And Musical Companion" CD da avere assolutamente.

    Cambiando discorso, ma che grandi sono MOLLY HATCHET? Li conoscevo pochissimo anzi, devo dire che li apprezzavo poco, ma di recente, in preda a questa mia fissa per il Southern Rock, ho preso un po' di loro dischi e mi hanno preso alla stragrande. "Lightning Strikes Twice", "The Deed Is Done" e "Double Trouble Live" sono anche questi dischi che non possono mancare nella collezione di un rockettaro che si rispetti, veramente spettacolari. Sicuramente provvederò a completare anche la loro discografia.-
     
  9. juliushark

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    11 Gennaio 2009

    beh i molly hatchet insieme ai blackfoot e agli outlaws sono i miei gruppi southern preferiti, ma questo lo avro scritto decine di volte, per quanto riguarda i molly ci sarebbero da dire e da scrivere decine di righe, ma per quanto riguarda i loro album migliori da questi mi sento di escludere deed is done e lightning strikes (anche se godibilissimi), mentre dal primo al quinto album posso dire senza dubbio che sono uno migliore dell'altro: molly hatchet, flirtin with disaster, beatin'the odds, take no prisoners (ora abbastanza reperibile, capolavoro!!) e no guts no glory
     
  10. NordicBlood

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    11 Gennaio 2009

    Purtroppo ti devo correggere...The Southern Harmony and Musical Companion è il loro secondo album...il primo è Shake Your Money Maker...secondo me più bello, anche se con meno sonorità southern, più vicino ad un rock '70 tipicamente british style, con influenze che vengono da Led Zeppelin, Rolling Stone, The Band, The Faces ecc...più potente ed esplosivo e con un suono di maggior impatto rispetto al seguente...che comunque rimane un album straordinario...

    Ma 'sti Pride & Glory??? Nessuno gli ascolta (e li venera) oltre a me???
     
  11. Melanio Vakyas

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    28 Gennaio 2009

    Un'altra grave, gravissima notizia. E' morto oggi Billy Powell, storico tastierista dei Lynyrd Skynyrd. Tra l'altro ieri ho saputo che Ean Evans, il bassista il quale prese il posto del grande Leon Wilkenson morto nel 2001, lotta contro un cancro. Vi giuro, non so cosa pensare.... un altro pezzo importantissimo del Southern, l'ennessimo, che se ne va prematuramente.

    Non so a cosa pensare in questo momento....

    RIP Billy, e salutaci gli altri ragazzi.....
     
  12. Dwight Fry

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    22 Febbraio 2009

    io ce l'ho. Gran bell'album, energico e variegato. Di recente ho sentito qualcosa di vagamente simile nel progetto post-Pantera di Dime (i Rebel meets rebel), ma il debut album dei Pride and Glory rimane di un altro livello.
     
  13. NordicBlood

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    22 Febbraio 2009

    Anche io ho quel cd dei Rebel Meets Rebel, niente male...anche se col southern c'ha ben poco, perlopiù nei testi e nell'attitudine...perlopiù si tratta di country-metal (coi fiocchi, direi)

    Cmq anche io rimango del parere che l'omonimo dei P&G sia su un altro livello...peccato per la troppo poca pubblicità che ebbero quando uscì...album cosi non si sentono tutti i giorni...
     
  14. Dwight Fry

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    22 Febbraio 2009

    Uno dei miei gruppi preferiti. Per me anche meglio dei Lynyrd, se non altro in quanto a variabilità. Quel che mi lascia basito è la sproporzione tra qualità e successo ottenuto. Chè a parte "Flirtin' with disaster" e forse "No guts... no glory", gli altri album sono caduti nel dimenticatoio. Compreso il bellissimo "Kingdom of XII", che consiglio a tutti di comprare a scatola chiusa.
     
  15. Melanio Vakyas

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    23 Febbraio 2009

    'azz, Flirtin' e l'omonimo mi piacciono parecchio, ma sono i soli album che posseggo; mentre Kingdom of XII è quello con la copertina con il cavaliere con l'armatura sul cavallo nero, giusto???

    L'unica cosa che mi è parsa sempre fuori contesto sono propio le loro copertine fantasy... in genere mi piacciono moltissimo le copertine fantasy, ma io sono dell'idea che ad ognuno il suo mondo; e nel mondo Southern non vedo bene le cose fantasy... maglio case rurali, deserti, cavalli, autostrade, stazioni ferroviare abbandonate del vecchio West e cose del genere, dalla forte connotazione territoriale quale ha il Southern... :hihi:
    Ce li vedreste voi i Rhapsody con la copertina in un deserto americano??? :sadic:

    Giorni fa ho ascoltato la canzone di Danny Joe "Edge of Sundown". Dwight, che mi consigli del Danny Joe solista??? :)
     

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