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Solitudine..

Discussione in 'Chiacchiere' iniziata da Sytry, 9 Febbraio 2007.

  1. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    20 Febbraio 2007

    Si qualcosa la conosco:) ..La Spezia puo essere bellissima se la vedi riflessa in occhi sorridenti;) ...più realistiacamente: è un po smorta; è grande quanto il mio quartiere ed è come quello la domenica.

    Tornando a noi; in posti come quello...nei dintorni (chessò, Lerici) ti imbatti in scorsi e luoghi dove la solitudine puo esplodere anche creativamente...questo intendevo scrivendo poco sopra.
     
  2. MetalMatte85

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    20 Febbraio 2007

    Più che dai luoghi però, devo dire che la solitudine viene scaturita dalle persone che ci circondano, dal nostro rapporto con esse, dalle sensazioni che si verificano in noi in determinati momenti. Devo ammettere che sul fatto della creatività hai ragione, quando mi sento un po' solo ultimamente, ho iniziato a scrivere qualcosina sul mio blog di msn, giusto come sfogo. Devo dire che momentaneamente funziona, il fatto è che non so se lo possa fare a lungo termine. Come per alcuni farmaci il nostro organismo diventa refrattario e potrebbe perdere gli effetti benevoli. Spero di no, uno sfogo ci vuole proprio ;)
     
  3. MetalMatte85

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    20 Febbraio 2007

    Io avevo interpretato qualcosa come " Troveremo noi stessi e la nostra consapevolezza sconfiggendo la solitudine, senza di essa non troveremo mai il nostro io, e come la solitudine che si può espandere fino a divorarci pure la pienezza (come dice lei buon uomo) potrà non avere limiti e confini. Cercare il nostro tutto qualsiasi, quello che per noi è l'obiettivo, che sia una persona o una meta, la quale ci permetterà di non andare alla deriva.

    Se non intendevi niente di questo, vuol dire che ci ho capito quello che volevo capirci io. Vuoi vedere che chi non vuol spiegare i propri testi ha ragione? Alla fine quando si dicono parole "artistiche" spesso chi le riceve le fa sue, le interpreta a suo modo, perdendo magari ciò che voleva dire l'artista. :hihi:
     
  4. Fleba_il_Fenicio

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    20 Febbraio 2007

    Intendevo questo nella misura in cui l'Io si dà pienamente a se stesso ma solo quando la solitudine è creativa; meglio se dettata da un bisogno intrinseco al momento e non da fattori esterni e negativi.

    E' una parte del tutto e come tale non puo totalizzare la totalità del tempo.

    E' vero anche che spesso molte situazioni che per te rappresentano equilibrio e anche "compagnia" per altri sono latrici e immagini di solitudine, desolazione...quante volte ti avranno detto "che solitudine qui, triste davvero" e tu lì zitto a dirti "ma allora cavolo c'abbiamo in comune?".

    Quanto a mete, derive, persone. Beh, sono gli attanti principali di questa pseudo sensata esistenza.
     
  5. +GoThicDoll+

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    22 Febbraio 2007

    Quanto da te affermato rispecchia me stessa, la solitudine quale parte integrante della molteplice e poliedrica psiche umana, uno stato di grazia se vissuta volontariamente con coscienza, predisposizione e la capacità di porne fine. Credo che essa sia intrinseca in noi, seppur legata alle differenze caratteriali e psicologiche, ed ogni individuo la affronti in base a tali peculiarità ed all’influenza del proprio vissuto. Solitudine quale strumento conoscitivo e riflessivo per indagare e meditare sé stessi, dedicarsi alla propria persona, al Sè, all’Io… Sono una persona solitaria, schiva, asociale e talvolta misantropa, compio questa scelta quale necessità di contemplare l’isolamento volontario e dedicarmi completamente a me stessa, agli interessi ed alle passioni. Nonostante questo lato caratteriale mi abbia sempre contraddistinta, condizionata e talvolta isolata involontariamente, se ho l’opportunità di dialogare e frequentare persone a me affini o particolari ed interessanti nella propria diversità divengo una persona molto socievole, amichevole e di compagnia. La mia famiglia ha sempre vissuto questo mio atteggiamento quale incapacità di rapportarsi con il mondo esterno, la società, la vita, credendo manifestassi disagio e malessere, incomprensione ed incapacità di relazione, per divenire successivamente considerata con amara rassegnazione persona anormale e problematica. Non vedo la musica quale strumento di estraniamento dagli individui se viene compresa ed accettata da quanti la ascoltano e la sanno comprendere, in tali casi essa diviene uno splendido strumento emozionale che può accomunare, sviluppare affinità e permettere di confrontare quanti la vivono. Torno a scrivere dopo mesi di assenza dovuti ad un personale rifugio interiore verso il confronto, l’esposizione, l’ambiente nel quale la vita pone un ostacolo ogni volta differente, che nel periodo temporale vissuto in precedenza ha contribuito al mio voluto isolamento.
     
  6. Am0nAmarth

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    22 Febbraio 2007

    Sto uscendo propio ora da una fase di solitudine che é durata quasi 2 anni.
    A scuola parlavo con tutti scherzavo ma non volevo mai uscire la sera o la fine settimana...quando lo facevo era uno sforzo.mi sentivo bene da solo...purché molti mi rompevano le palle e dicevano che non facevo mai niente, era vero in un certo senso ma era una mia decisione e mi rodeva un sacco mi far dire questo.Parlavo solo con me stesso perche non volevo dire cosa passava nella mia testa a gli altri e consideravo che era meglio cosi...Sinceramente non so come mai ho avvuto un periodo cosi non so come mai ho dovuto cercare questa solitudine.

    Mi ricordo che ero cosi chiuso che non parlavo manco alla gente su MSN...:roll:
    ormai da qualche mese sto ricominciando a dire di piu cosa penso andare a delle feste.. e quando esco lo faccio per piacere é non piu per sforzo..sono sempre timido con la gente che non conosco é questo misa che non cambiera.:(
     
  7. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    22 Febbraio 2007

    Certo in te controllo e razionalità non sono sinonimi; nel senso che controlli la solitudine ma non con la partizione razionale del tempo verso una programmazione del Sè. E' suggestivo.

    E' una affinità nella lettura dei momenti interiori che a tutti i livelli determina un accostamento reale fra le persone (considerando che a livello superficiale basta un avvicinamento fisico un transitorio avvicendamento emotivo).

    Questo ci porta a leggere aldilà di ciò che determinate condizioni ed attività mostrano superficialmente: così che la musica quando anche d'introversa lettura e indiretta assimilabilità puo essere contrariamente al suo sembiante qualcosa che mette in comunicazione due anime senza che queste svolgano un discorso razionale composto di semplici referenti.

    E' incredibile come ci si possa trasformare con persone affini mostrando di se stessi quel lato nomade che pur ci costituisce. L'essere aldilà di ogni chiusura un ponte gettato sul tutto che in quell'istante ci circonda.
     
  8. Djmz

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    3 Marzo 2007

    per la solitudine e' qualcosa che uno deve fare e provare. un esempio classico e' che a volte mi piace stare solo (soprattutto lo faccio quando sono a casa , a riposare, durante le mattine, quando mia moglie e' al lavoro e i miei figli a scuola, e quando sono, come adesso, ogni sera al lavoro -in piattaforma- dentro alla mia cabina, solo). per me ognuno deve stare solo e in solitudine per stare "da solo" con il proprio "io", con la propria coscienza, anche per riposare da questo mondo che sta impazzendo sempre di piu', e che gira' sempre piu' veloce.
    qui, in generale, in generale, non capiscono ancora la idea di solitudine, per quello che non capscono quando voglio stare in italia.
    sara' perche' ho dei genitori tranquilli, e anche io lo sono (meno ai concerti, ovvio, anche se adesso, forse per l'eta', sono piu' tranquillo di prima).
    la solitudine, per me, non esagerata, ovvio, aiuta a conoscersi meglio e a vedere delle cose che quando c'e' casino non capisci, mentre sei solo puoi ragionare su cose molto piu' tranquillamente.
    qualche anno fa, prima di venire qui in messico, siccome so sciare molto bene, la idea era di lavorare come cercatore di sciatori che si perdono. sulle montagne vivono "eremiti" o quasi, in capanne, e vengono chiamati per radio se c'e' qualche emergenza.
    la mia idea era quella di stare solo, con un cane e la mia musica. prima ascoltavo solo glam, thrash e rock, adesso anche gothic, doom e black, la musica perfetta per quei posti.
    se questa non e' solitudine...... e forse per questo che adesso mi piace stare solo, in piattaforma, ascoltando musica e facendo altre cose (e qualche altra volta me ne sto in ufficio con i miei colleghi).
    pero' la idea, per me, della solitudine, e' per ricaricarsi, non per perdere energie.
     
  9. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    5 Marzo 2007

    Bisogna non aver paura di affrontarsi; e ancora sapersi "accontentare" nel senso di esaudire qualcosa per se stessi: ciò che -ci dobbiamo- per diritto ma anche per dovere.

    Altrimenti tutto è -normale- e ci si nasconde tutta una vita dietro un nugolo di azioni vorticanti, sfuggendo a se stessi continuamente.
     
  10. METAL_KILLER

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    5 Marzo 2007

    ...mi piace molto pensare in generale....per analizzare le cose.....e scrivere.....quindi di conseguenza mi piace star solo...per far ste cose...però sono un animale socievole in generale.......
     
  11. luigirock85

    luigirock85
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    5 Marzo 2007

    la questione è molto lunga ma molto spesso in questa società ci si può sentire soli anche stando nello stesso posto con 100000 persone.
    LA solitudine alle volte è il più grande dei valori perchè ci fa pensare e stare meglio.la compagnia è importante ma molte volte è stupendo stare soli con se stessi
     
  12. Djmz

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    6 Marzo 2007

    la solitudine e' uno stato d'animo, come gia' detto da qualcuno, ma e' anche una cosa soggettiva. io posso anche stare solo, ma mi sento circondato da tutte le cose che noi, esseri umani, non ritaniamo tali da "compagnia", tipo la fauna, la flora, gli oggetti.
    Per solitudine intendiamo uno stato d'animo e uno stato fisico (o materiale), ma per me e' qualcosa che ognuno di noi non puo' spiegare oggettivamente, perche' per ogni singolo soggetto, la solitudine e' qualcosa di personale, e per questo non si puo' generalizzare.
    la solitudine, come detto, a me piace, in certi momenti, e in certi momenti no, per certe situazioni.
    qualche sabato era piu' bello in casa "da solo", guardando i film, ascoltando musica, gocando, e qualche volta era piu' bello con gli amici.
    dipende dal "momentum" che il soggetto ha, e, come detto, riteniamo una persna "da sola", anche se circondata da oggetti, che, con il passare del tempo, la possono ancora di piu' isolare dal "mondo esterno", un esempio e' questo forum o la musica stessa, dove un soggetto si puo' rifugiare per nascondersi dal mondo.
    personalmente ho avuto una esperienza di solitudine (voluta), perche' (forse per una cosiddetta "crisi esistenziale") c'e' stato un periodo che pensavo tutti i miei amici non mi volessero vedere, e per quello tagliai i ponti con il mondo.
    probabile che fossero state piu' seghe mentali, pero' e' stato un periodo che mi ha fato conoscere a me stesso...... e da li' sono cresciuto....
     
  13. Fleba_il_Fenicio

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    6 Marzo 2007

    Djmz ha sottolineato un altro legame che la solitudine o comunque stadi interiori di solitudine acuiscono; è una sorta di rapporto privilegiato con gli -oggetti- (prima di ogni civiltà quando gli Elementi erano ancora interpretati come segni e vissuti come manifestazioni d'Altro, gli oggetti stessi avevano proprietà particolari, venivano tramandati ed entravano a far parte del circuito della vita del singolo...).

    Un legame che nel dialogo con se stessi si fa più intenso; è come percepire una patina di passato; qualcosa di "dato" che attraverso la memoria personale si riconnette all'immagine personale che abbiamo di quel paesaggio, di quell'oggetto, di quest'ambiente in cui scriviamo.

    Nel bene come nel male ciò che ci circonda nel silenzio ticchettante puo anche determinare la qualità positiva o negativa del nostro momentum di solitudo
     
  14. Djmz

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    6 Marzo 2007

    immagino che sono gli egiziani.
    pero' e' vero, purtroppo, che stiamo dando alla solitudine un significato diverso, e soprattutto una definizione sempre "negativa"..... sara' negativa, ma non tanto come la societa' ce lo vuole affibbiare.
    per me la solitudine e' come entrare en trance ed avere tempo per vedere dentro al sottoscritto.
    ovvio, la solitudine ha anche delle connotazioni negative, ma anche positive, secondo me.
    tutto quello che ho passato nei primi anni '90 mi ha aiutato dopo, a spiegarmi molte cose.
     
  15. RAZAMATAZ

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    6 Marzo 2007

    ho passato il 99% della mia vita in solitudine mi sono accorto che sto bene solo con me stesso, (anche se a dir la verità di tanto in tanto non è così) un esempio: fino ad un anno fa avevo il cellulare (ora non più), e mi arrivavano di media 0,1 messaggi/mese la foresta è la mia unica amica, il 31/12 mi son andato a fare un giro nel bosco dietro casa!!
     

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