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Savatage

Discussione in 'Heavy Metal' iniziata da Eric, 3 Gennaio 2005.

  1. Aslan

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    21 Maggio 2023

    Facile: watching in silence, burden of truth e se proprio (ma un pelo sotto) in the middle of nowhere. Il resto va dal decente al noiosissimo
     
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  2. Aslan

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    21 Maggio 2023

    Con unica eccezione Burden secondo me, che è un bel disco se si ignora il pseudoconcept malriuscito e appiccicato con lo sputacchio
     
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  3. Vittorio

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    Poi vediamo.
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    21 Maggio 2023

    Quante storie! Quindi dopo Criss i Savatage non esistono più? Ok. Nonostante che anche nel live ci sia Jon?
    Mancano tanti classici…solite storie.
    Come si fa a criticare questa setlist?

    IMG_3018.jpeg

    Ok classici solo alla fine, ma non era un tour celebrativo.
    La shirt dei COC ce l’ho anche io! :sisi:
     
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  4. Dwight Fry

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    21 Maggio 2023

    Il mio approccio tardivo ai Savatage, avvenuto all'incirca 25 anni fa, coincise con la pubblicazione in un box (che ovviamente conservo ancora) della SPV, contenente Handful of Rain e Ghost in the ruins. Non uno di quei cofanetti da sfigati cui siamo abituati oggi ma un autentico box-set, coi 2 CD veri e propri, autonomi, accoppiati in una confezione di cartone.
    Prima di allora li conoscevo solamente per le interviste e per qualche brano presente in vecchie raccolte su MC.

    Fu "Chance" e i rimandi ai miei amati Queen a far scattare la scintilla, mentre per quanto riguarda "Ghost..." rimasi folgorato dalla tripletta "Gutter ballet" / "When the crowds are gone" / "Of rage and war".
    Non so però se qualcun altro farebbe bene a cominciare da quegli album. Sono dell'idea che ognuno debba crearsi il suo percorso, quando il materiale è di così facile e gratuita reperibilità (un tempo certi consigli avevano molto più senso, avendo fini pratici), oltre che di qualità elevatissima.
    Al massimo consiglierei di NON iniziare da album come "Fight for the rock" (non brutto come lo si è dipinto ma di sicuro un corpo quasi estraneo nella loro discografia) o "Poets and madman". Secondo me anche "Streets" può destabilizzare un attimino chi non è già passato da "Gutter ballet".

    Tutto e niente, a mio parere, nel senso che non hanno mai sfornato l'album del KO.
    Però visto che dei Sava hai tutto non posso che accodarmi e consigliare il primo disco, il più Sava-oriented (alla stesura di alcuni pezzi contribuirono Jon e Caffery) e con un ottimo LaPorte, anche se io preferisco la maggiore personalità mostrata in alcuni album successivi, comunque non eccezionali.
     
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  5. Kaine

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    21 Maggio 2023

    Al tempo l'album non fù recepito benissimo da molti, me compreso. E non l'ho mai apprezzato particolarmente.
    Bisogna contestualizzare.
    Innanziutto (ricordiamoci che internet era agli albori), in tanti si aspettavano un live tributo a Criss che era appena mancato (e non c'era l'idea di un Ghost in the Ruins all'orizzionte).
    Far uscire, a solo un anno dalla sua dipartita, un live con un altro chitarrista che (con tutto il rispetto alla bravuta di Skolnick) andò perdipiù a personalizzare troppo gli iconici assoli di Criss tuttora lo trovo un errore.
    A maggior ragione perchè è il PRIMO live ufficale della band.
    Conscio di quello che era, non mi feci problemi a spendere 80 mila lire (perchè inzialmente fù disponibile solo come import giapponese), ma ricordo ancora le lacrime quando ascoltai la versione dell'assolo di Edge of Thorns, rivista da Skolnick, perchè fù un ulteriore mazzata sul fatto che Criss non c'era più.
    Inoltre, benchè non abbia mai apprezzato Chris Caffery in un intervista lui stesso dichiarò che decise di ritornare nella band proprio quando li vide live perchè voleva che gli assoli di Criss fossero riproposti tali e quali.

    Anche Jeff Plate al tempo era un signor nessuno entrato nella band a sostituzione i Steve Wacholz che era sempre stato il batterista fin dall'inzio. E la foto con solo Zak in copertina (perchè?) è pure insipida.
    Chance poi è tagliata (nel tour di Dead Winter Dead, invece, la riproposero completamente) e Jon è in sordina rispetto al contributo che dava on stage nei tour di Dead Winter Dead e The Wake of Magellan.
    Il momento perfetto per un live, della seconda incarnazione dei Savatage, sarebbe stato a seguito di uno di questi di questi due dischi con una band consolidata e rodata e non ancora in assestamento.

    Ma ripeto, in quel periodo vigevano le marchette alle case discografiche giapponesi e ho tanto idea questa uscita sia su quella falsariga.
    E' un peccato perchè solo due anni prima suonarono nello stesso posto con Criss (esitono solo dei bootleg di questa data precendete) e, permettimi, la scaletta (benche mi paicciano tutti parecchio i pezzi scelti per il Japan Live edito) è un bel pò più significativa per quello che è a tutti gli effetti il primo live ufficiale della band:

    Date: 3/12/92
    Location: Club Citta - Kawasaki, Japan
    Track Listing: Sirens, 24 Hours Ago, Of Rage And War, She's In Love, Hounds, Streets, Jesus Saves, Tonight He Grins Again, City Beneath The Surface, The Dungeons Are Calling, Sammy And Tex, Agony And Ecstasy, Beyond The Doors Of The Dark, Gutter Ballet, Somewhere In Time, Believe, Mentally Yours, Power Of The Night, Hall Of The Mountain King

    Cmq è andata meglio che con il live giapponese dei Metal Church che si sente malissimo.
    Un bel live giapponese, invece, è quello dei Vicious Rumors che fà giustizia alla storia della band e la fotografa nel suo momento migliore (ed un Japan Live 92, anzichè 94, dei Savatage ne sarebbe stato il fratello maggiore).

    Non sono solite storie ma il fatto che l'affezione ad una band ti porta a volere che sforni sempre il meglio ed in quel momento, credimi, a fronte dei riscontri entusiastici di Handful of Rain nessuno sentiva la mancanza di una pubblicazione di questo tipo.
    Poi è vero che se fosse uscito prima Ghost in the Ruins e poi il live giapponese del 94, quest'ultimo avrebbe fatto storcere meno il naso a molti... ma il nocciolo del discorso corrente è se, oggi come oggi, è significativo il Japan Live per introdurre e rappresentare i Savatage ad una persona che non li conosce. La mia risposta è NO.
    Lo vedo come un prodotto per una persona che i Savatage già li apprezza, non per una che li vuole approfondire.

    Per me, anche se non c'è Criss, l'epifatto è Handful of Rain (incluso).
    Poi è un altra band, un preludio alla TSO.
    Sempre a mio avviso (ci mancherebbe), i dischi dei JOP sono più (o perlomeno egualmente) meritevoli del nome Savatage degli ultimi tre.. a maggior ragione visto che Matt La Port era riuscito nell'impossibile.

    Sì ma non la metti se sai che stai registrando un disco ufficiale della tua band.
    O meglio se sono un gruppo storico che ti ha influenzato ci stà, se sono un gruppo contemporaneo che con la tua band non c'entra una beneamata mazza e tu nella band pergiunta non componi niente è tutt'un altro discorso.
    Credo, semplicemente, che il giorno del concerto sapevano che lo show sarebbe stato ripreso ma non si aspettavano una pubblicazione ufficiale, per questo nessuno prestò attenzione alla maglietta di Zak fino al momento della foto di copertina.
     
    #7415
    Ultima modifica: 21 Maggio 2023
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  6. Hornsintheair

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    21 Maggio 2023

    Concordo su molto di quello che dici e soprattutto sui JOP, molto più Sava di altro che è seguito alla scomparsa di Criss.
    Una band tributo con un’anima sua e il pensiero sempre rivolto a Criss, in modo consono.
    E Jon alla voce.
     
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  7. Kaine

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    21 Maggio 2023

    Chi è quel Frodo di cui si parla intorno al minuto 14?
    Ho provato a cercare ma non trovo niente, da quello che dicono l'idea che mi sono fatto è che dovrebbe essere un super-collezionista del nord europa che ha materiale che neanche Jon si ricordava di aver registrato.
    E "forse" dico "forse" gli ha passato qualcosa con Criss.

    Mi pare che nella prima parte dica che ci ha messo settimane a comporre When the Crowds are Gone (riferito al fatto che non aveva avuto il successo di Christmas Eve composta in pochissimo tempo) mentre nella seconda dice che ci ha messo mezz'ora (rferito al fatto che iniziò ad improvvisarla sul piano che fù usato da John Lennon) ed, intervenuto Paul, la composizione fù poi molto veloce. Ma forse si riferiva all'arrangiamento della stesura finale.
    Curioso, poi, sapere che a Paul O'Neill non piacevano Thorazine Shuffle, White Witch e Beyond the doors of the dark ;-)

    P.S. Thorazine Shuffle, se non ci fosse stata Of Rage and War, sarebbe stata una grande opener.. altro che bonus track ;-)
     
  8. Kaine

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    21 Maggio 2023

    Idem.. mi sorprende abbastanza nel leggere certe domande oggigiorno.. il consiglio assolutamente ci stà soprattutto su discografie vaste, l'indecisione a seguire meno... perchè basta aprire Youtube e Wikipedia ed è tutto lì.
    Quantomeno per farsi un idea inziale.
    Di mio, quando voglio approfondire una band che non conosco di solito spulcio anche i pezzi che fanno di più su setlist.fm.
     
    #7418
    Ultima modifica: 21 Maggio 2023
  9. Vic Rattlehead

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    21 Maggio 2023

    L'album dei Circle II Circle non mi sembra malvagio, certo che c'è qualche riff e melodia riciclati ma non mi sorprende.
    Non so se questo basterà a convincermi all'acquisto come invece ha fatto Global Warming.
     
    #7419
    Ultima modifica: 24 Maggio 2023
  10. judas81priest

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    22 Maggio 2023

    Arrivo un po' tardivamente e spero di ricordare bene ma se non sbaglio nella scrittura di primi due album dei CIIC c'è lo zampino di Jon Oliva, credo più consistente nel primo e un po' più ridotta nel secondo.
    Invece in Burden of Truth non c'è l'apporto diretto di Jon ma alcune parti dell'album includono "paro paro" alcuni passaggi delle demo di Streets a Rock Opera (demo di brani scartati che Jon ha regalato a Zak). In un certo modo si potrebbe dire che in Burden c'è un po' di Criss Oliva.
     
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  11. Aslan

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    22 Maggio 2023

    Il problema è che dal dopo burden le capacità interpretative di zak sono calate di brutto. Ed essendo che i brani girano soprattutto intorno alla sua voce, ne sono usciti dischi piatti come sogliole. Un po' come i recenti progetti frontiers che lo vedono coinvolto.
     
  12. Kaine

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    22 Maggio 2023

    Non sono pezzi che risalgono a Streets (anche se il periodo è più o meno quello). O sono "scarti" di lavorazione pre-Edge of Thorns o delle demo a cui Criss stava lavorando per altro (vedi sotto quanto aveva riportato da Silent a riguardo).
    Essendo tutte le canzoni state accreditate a Zak, come se le avesse composte per Burden, non si sà altro.

     
  13. Kaine

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    22 Maggio 2023

    Secondo me il meglio l'ha dato in The Wake of Magellan e nel relativo tour.
    Essendo stato scelto direttamente da Criss, Zak mi è sempre stato simpatico. In Edge of Thorns, tuttavia, è ancora acerbo.
    Su Handful of Rain e Dead Winter Dead è un buon cantante con margini di miglioramento sull'espressività, dopo Magellan invece è a scendere.
     
  14. Aslan

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    22 Maggio 2023

    Concordo, ma su edge of thorns mi piace tantissimo
     
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  15. xavier-75

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    22 Maggio 2023

    @Kaine ha spiegato il tutto benissimo e dettagliatamente.
    Comunque, sì, per me la mancanza di Criss fa tutta la differenza del mondo! Nonostante, per esempio, uno dei miei album preferiti sia Dead Winter Dead, dopo Criss si tratta di un'altra band...
    Fatte le debite proporzioni, è come se il primo live della storia degli Iron fosse uscito dopo il tour di The X factor o Virtual XI, senza Bruce e Adrian!
    Inoltre, è il primo live ufficiale, e non ci sono Hall..., Believe, When the Crowds...
    Io, sinceramente, preferisco, e di molto, il Ghost in the ruins.
     
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