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Punk & Hardcore

Discussione in 'L'Altra Musica' iniziata da Rover84, 26 Luglio 2006.

  1. Flea

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    4 Maggio 2023

    Penso sia per ribadire il concetto "oh, vi ricordate che bello Rancid 2000 con tutte quelle canzoni da 1 minuto e spicci? Ecco qua".
    Altri motivi non credo ci siano.
    Comunque non è male :)



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  2. Dwight Fry

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    4 Maggio 2023

    Finito di leggere l'Atlante Giunti sul punk di Federico Guglielmi. Riporto le mie impressioni su richiesta dell'amico @xavier-75

    Il libro è ben scritto e senz'altro interessante. Pubblicato a fine anni '90, fa il punto della situazione sul punk quando il punk non era ancora entrato nel nuovo millennio (“Smash” degli Offspring e “Dookie” dei Green Day erano usciti solo cinque anni prima, per dire).

    È diviso in 3 sezioni, debitamente introdotte:
    1) punk '76 e '77
    2) hardcore / punk anarchico / OI!
    3) punk revival dei '90

    Per ogni gruppo c'è a sua volta un'introduzione, poi l'analisi degli album maggiormente rappresentativi, proprio come negli Atlanti sull'heavy metal di Signorelli.
    80 gruppi citati e 200 album analizzati, o almeno questo sostiene la quarta del libro.
    Ci sono tante immagini a colori, perlopiù copertine ma anche foto tratte dai relativi booklet.

    Ovviamente il libro non è esaustivo. Nella prefazione l'autore specifica il senso di alcune scelte ma se devo essere onesto non capisco per quale motivo abbia incluso gruppi che hanno pubblicato un solo album di genere (mi sovvengono i Wire) per poi escludere gente come gli Ultravox che ne ha pubblicati due. Per non parlare dell'inclusione di gruppi trascurabilissimi e l'esclusione di gente imprescindibile come Fear (e dai, su), The Business, Anti-Nowhere League o Cock Sparrer.
    I gruppi street punk, in particolare, vengono un po' ignorati; a Guglielmi quella scena non piace o sembra troppo ambigua, suppongo, perché la sminuisce in modo un po' fastidioso, fino al punto di bollare Cockney Rejects, Angelic Upstarts e primi Exploited come band impersonali che hanno avuto successo solo perché colmavano il vuoto lasciato dai gruppi del punk '77, un'interpretazione che francamente mi pare superficiale. Guglielmi, peraltro, insiste spesso sulla correlazione (a lui indigesta) tra OI! e attivismo di destra, habitus che posso sforzarmi di capire ma che sembra indicare un a priori in grado di minare l'equità del saggista.

    L'autore cita pure gruppi che io non ho mai sentito nominare (Dag Nasty, SS Decontrol, The Rip Offs e altri), cosa che mi colpisce regolarmente perché per quanto mi consideri ignorante in materia, in questa vita ho ascoltato comunque tanto punk. Non abbastanza, sembrerebbe.

    La parte del libro che mi ha interessato meno è l'ultima, visto che per me il punk dei '90 (vissuto in presa diretta) non regge il confronto con quello dei '70 e '80, ma non escludo di recuperare qualche nome di nicchia come Born Against o Humpers. Aggiungo che Guglielmi spiega benissimo come e perché il pop-punk ha avuto quel successo pazzesco, con buona pace di chi se lo chiede ancora oggi.

    Una critica che posso muovere, inevitabile quando si parla di atlanti e guide musicali, riguarda certi voti. Di per sé lasciano il tempo che trovano, eh, ma è sempre divertente appuntarsi le discrepanze di giudizio. Le più eclatanti sono queste tre:

    Clash, “Sandinista”: voto 5 su 5, lo stesso di “London calling”! Mah. Da notare che l'esordio omonimo dei Clash becca invece un 4,5 su 5. Doppio mah.

    Rancid, “And out come the wolves”: voto 3,5 su 4, che non è affatto male, solo che al successivo “Life won't wait” Guglielmi appioppa un 4 su 4, indicandolo come il miglior album dei Rancid. Non scherziamo.

    Exploited, “Punk's not dead”: voto 1,5. Qua niente commenti o mi bannano.

    Voglio precisare che il sistema dei voti è di suo abbastanza caotico: delle volte Guglielmi stabilisce come voto massimo 4 pallini, delle volte li aumenta fino a 5; altre volte si limita a indicare il voto assegnato, per esempio 3 pallini, senza specificare su quanti in totale (3 pallini su 4 è un conto, 3 su 5 un altro).

    Detto ciò, come già sottolineato il libro è un buon compendio, se non si hanno pretese di esaustività e si chiude un occhio su certe esclusioni/valutazioni un po' meh dettate dalla parzialità dell'autore.
    Consigliato.
     
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  3. Quintus Horatius

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    4 Maggio 2023

    Bella recensione: fa venire voglia di leggere il volume.
    Poiché i gruppi, per lo meno in Italia, si possono tranquillamente dividere al cinquanta percento tra le due appartenenze, non vedo il motivo per il quale si debba attribuire al genere un'identità esclusivamente di destra.
     
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  4. Dwight Fry

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    5 Maggio 2023

    Thanx.
    Il libro mi è arrivato dalla libreria Libraccio di via Candiani, lì a Milano. Zona Dergano.
    Pagato un cacchio: 3,80 euro (usato, ma si fatica a crederlo). Se capiti da quelle parti buttaci un occhio, magari hanno un'altra copia.

    Quanto all'OI!, lo amo proprio perché mi ha sempre dato l'impressione di essere figlio di un fermento che viene dal basso e che in quanto tale non è chiamato a indossare casacche (non necessariamente, almeno) ma a raccontare il disagio.
    Lo preferisco quando tiene gli occhi sulla strada e non li alza per rispondere al canto delle sirene, insomma.
     
  5. Quintus Horatius

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    5 Maggio 2023

    Magari butterò un'occhiata, grazie.
    Certo. Poi, alle volte, il disagio può farsi anche, magari in maniera grossolana, coscienza.
     
  6. Dwight Fry

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    6 Maggio 2023

    Fa sorridere quel "Associazione Pordenone giovani presenta" ma forse in Friuli l'età media è molto alta e i giovani hanno quarant'anni.

    [​IMG]

    Gli Stranglers erano poco punk già nel '77 ma i primi due album sono dei classici.
    I Buzzcocks, assieme agli Undertones ma non solo, rappresentano l'ala più melodica del punk originario.
    I Ruts DC (io continuo a chiamarli Ruts) non sono mai entrati nelle mie grazie, forse per l'eccessiva contaminazione del punk con quel cacchio di reggae, ma obiettivamente i due lavori griffati Ruts (col vecchio cantante) meritano.

    Per capire di chi stiamo parlando:


     
  7. corpsegrinder jon

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    10 Maggio 2023

    Ho dato un ascolto al nuovo,mi e' parso un album di classe con belle linee vocali e melodie,anche se un po' monocorde.
    C'e' da capire come evolverà con gli ascolti successivi,assimilando i brani..se non stancheranno sicuramente lo considererò un grande album piuttosto che discreto.
     
  8. Dwight Fry

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    17 Maggio 2023

    Segnalo all'amico @Sinner , visto che ci sono i T.S.O.L. come headliner:

    [​IMG]

    Tutto questo nella speranza che, dalla fine del contest sul punk a oggi, la sua salute sia migliorata abbastanza da permettergli di recarsi a un concerto, o almeno di prendere in considerazione l'idea.

    @Quintus Horatius , conosci i Gozzilla & le tre bambine coi baffi?
     
  9. Quintus Horatius

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    17 Maggio 2023

    Dei marci di prima qualità e divertenti.
     
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    17 Maggio 2023

    L'ultimo disco è registrato e suonato meglio.
     
  11. Quintus Horatius

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    17 Maggio 2023

    Se non erro, erano stati nominati anche nel contest:
    upload_2023-5-17_18-22-34.jpeg
     
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  12. Dwight Fry

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  13. Flea

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    17 Maggio 2023

    Sì infatti mi erano piaciuti e avevo ascoltato anche qualcos'altro. Ci faccio un pensierino:)

    Nel frattempo tra poco andrò a vedere i No Fun At All, di cui comunque avrei parlato post concerto.
     
  14. Flea

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    18 Maggio 2023

    Ed eccoci qua :)

    Mi ero segnato questo concerto dei No Fun At All che avevo trovato quasi per caso su DICE (manco me lo aveva proposto in home page :facepalm: in generale direi che l'algoritmo di DICE ha bisogno di qualche messa a punto, non solo per questo caso specifico), perché stì svedesi li ascoltavo da parecchio, cioè da quando era uscita la raccolta Master Celebrations, ormai 20 anni fa, ma per un qualche motivo mi sono sempre trovato a sentire singole canzoni senza approfondire nulla, come faccio spesso per quei gruppi di cui mi piacciono da matti quella manciata di brani (una era nel mio listone del contest, ne parlerò più avanti), ma poi se ne becco 2 o 3 di fila di un album a caso che non mi convincono, lascio stare e rimango solo sulla superfice, difatti ero anche abbastanza indeciso se andare o meno...mi tenevo segnata sta data sul calendario eventi, senza una reale convinzione.

    Poi però ho visto che avevano fatto un disco l'anno scorso, Seventh Wave, che mi sono ascoltato con piacere e da lì sono andato a riprendermi anche gli album più famosi, ovvero i primi 2: No Straight Angles e Out Of Bounds, scoprendo che, pur contenendo solo una delle canzoni che già conoscevo del gruppo, racchiudono delle chicche molto belle, per cui alla fine, nel bel mezzo dell'ennesimo ascolto, mi sono preso sto biglietto, anche perché poi ho anche visto che non passano così frequentemente in Italia (secondo setlist.fm, l'ultima volta addirittura nel 2000, ma è probabile che ci siano state altre date non segnate lì, di sicuro non son state molte però)

    Non mi sono affatto pentito della scelta: il gruppo fa uno skate punk che, vista la provenienza, potrei facilmente definire un mix tra Millencolin e Satanic Surfers, ritornelli molto orecchiabili e riff che spesso si rifanno all'hardcore melodico, non in tutte le canzoni, ma in molte sì.
    Vedendo il cantante, che sembra un tuo professore 60enne random di quando ancora andavi a liceo (e secondo me porta semplicemente molto male i suoi anni), non gli daresti 2 lire, un po' come non li avresti dati ai Descendents, ma come per i californiani, poi quando i No Fun At All salgono sul palco e iniziano a suonare, la cosa cambia e ti rendi conto che sanno il fatto loro, con un'ottima presenza scenica e una riproposizione molto fedele dei brani, che via via vanno a scavare nella discografia più nota al pubblico, che reagisce con tantissimo entusiasmo.
    Infatti il Bloom, pur con i 4 gatti che eravamo (in un infrasettimanale di un gruppo comunque non così famoso, non è che mi aspettassi il pienone, ma forse qualche testa in più sì), risponde sempre meglio col passare del tempo e, alla fine, il gruppo ci regalerà anche 2 canzoni extra al termine di quella che era la scaletta proposta nel resto del tour europeo. Sarà che era l'ultima data (ce ne doveva essere un'altra a Cesena, forse per rimediare alla cancellazione all'ultimo dello scorso BayFest, ma purtroppo è saltata anche quella per i fatti tristemente noti dovuti all'alluvione), ma mi piace pensare che sia stato dovuto anche all'insistenza e all'entusiasmo con cui abbiamo chiesto un ulteriore bis.
    Di fatto alla fine han fatto un botto di canzoni, suonando per quasi un'ora e mezza, che non è affatto poco se ci si pensa, dato che solitamente nei piccoli locali ci si ferma quasi sempre dopo un'oretta.

    Tra il botto di canzoni fatte non ce n'era NESSUNA di quelle che mi piacevano di più! :\ Should Have Known, che è quella che avevo inserito nel mio listone, che è bellissima, è anche tra le più suonate dai No Fun, mentre in questo tour, guarda un po', mancava totalmente. Ovviamente lo sapevo, avendo spulciato prima le setlist per prepararmi, ma speravo la facessero nel bis aggiuntivo, invece nada :nono:
    Però poco male, perché hanno fatto davvero tantissime belle canzoni che avevo scoperto nei giorni precedenti e che dal vivo mi hanno conquistato, tra cui Strong And Smart, che ha uno dei ritornelli più belli del repertorio, e See The Splendor, che probabilmente è anche la mia preferita dell'ultimo album (anche secondo il cantante, a quanto pare).
    In generale un grande concerto, che avrebbe meritato solo un po' più di pubblico, ma quelli che c'erano si son fatti ben volere dal gruppo, che secondo me si è divertito molto.

    E se non li conoscente e vi può piacere un minimo il genere, vi direi di fiondarvi sui primi 2 dischi e se mai dovesse ricapitare l'occasione prima che vadano in pensione, andate a vederli ;)
     
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  15. Quintus Horatius

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    18 Maggio 2023

    Ambiente accogliente, fonico bravo (mio amico, ma l'avrei scritto a prescindere, in quanto dato innegabile), ingresso meno caro di una consumazione in un qualsiasi bar del centro.
    In più, sebbene magari questo aspetto non ti interessi più di tanto, gli euro da te spesi, anziché rimpinguare le tasche del proprietario di qualche locale o finire nelle casse della Bocconi per coprire la retta di suo figlio, saranno devoluti a beneficio di una buona causa.
     
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