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Parliamo di Scienza

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Lazlow, 22 Gennaio 2008.

  1. PuroAcciaio

    PuroAcciaio
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    D:<

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    23 Febbraio 2015


    È il System Biology Toolbox, giusto? Ho dovuto fare una ricerca con Google. Sembra bellino.

    Ah, ovviamente non capisco assolutamente nulla di biologia (sei un biomedico, vero?), ero solo curioso di vedere la struttura delle equazioni. Hai in programma anche un' analisi delle biforcazioni? Ho visto che il toolbox la consente.
     
  2. eddyrockbass

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    23 Febbraio 2015

    no sono un matematico! Mi piace un sacco la biologia ma non farei mai nessun esame da biologo per via della mia pessima memoria :D eeee sì! System Biology Toolbox! L'ho scoperto da poco e lo sto amando tantissimo, così come il fatto che qui a Maastricht ti lasciano usare di tutto purchè arrivi al risultato che ti chiedono. Le biforcazioni no.. ehm.. diciamo che quello è un concetto che ho capito ma non capito a fondo e da bravo matematico quale sono voglio aspettare di avere piena padronanza del concetto prima di immetterlo nel modello.

    Un'altra cosa che il toolbox permette di fare è includere reazioni chimiche e disegnare i grafici delle concentrazioni dei reagenti e dei prodotti :) inoltre puoi specificare il tipo di reazione (reversibile o non) e i tipi di elementi coinvolti! Mi sento davvero come un bambino a cui hanno regalato un giocattolone e che attualmente so usare solo all'1% ma già faccio "grandi" cose con quell'1%!!!

    Oggi comunque mi ha un po' deluso.. non ho trovato il modo di aggiungere il termine stocastico come volevo io.. c'è una funzione che si chiama simulazione stocastica ma non mi lascia impostare il sistema come lo voglio io.. ho scoperto che poi risolvere equazioni differenziali stocastiche è roba talmente complessa che fuoriesce dai metodi classici di risolvere equazioni differenziali, ad ogni modo sono contento di aver fatto quello che ho potuto ed aver mandato un feedback esaustivo al professore :happy: l'ho visto oggi ed era già impressionato dai miei risultati di ieri :happy: :happy: abbiamo avuto anche una lunga conversazione dopo ed è semplicemente fantastico come in questo campo tutti cerchino di aiutarsi con un grande tasso di umiltà. Quasi tutti i software sono disponibili gratuitamente così come i toolbox, gli articoli scientifici, ecc... c'è una grande voglia di aiutare ed essere aiutati nella ricerca. E' un campo così complesso ed importante che è davvero l'unico approccio che può funzionare.. anche chi lascia dei lavori incompleti o si arrende su certe problematiche lo fa nella speranza che comunque qualcuno usi i suoi risultati per andare oltre. E la storia della scienza mostra che è proprio quello che succede :) sono felice ed onorato di contribuire a tutto questo
     
  3. Miron26

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    23 Febbraio 2015

    Se posso chiedere, stai facendo un dottorato?! Bello quello che hai scritto, io nella mia breve esperienza nella ricerca ho vissuto una situazione praticamente opposta :sadic:
     
  4. Il Luppoooo

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    24 Febbraio 2015

    Azzardo: dall'entusiasmo di cui è infuso direi di no :lookaround:

    Io scommetto su lavoro di tesi :lookaround:
     
  5. eddyrockbass

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    24 Febbraio 2015

    Quasi :D sono al primo anno della magistrale, la tesi la faccio esattamente fra un anno e penso proprio sarà su queste robe qua :)
     
  6. Miron26

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    24 Febbraio 2015

    :rotfl:

    Sempre se posso chiedere, stai facendo la magistrale lì o sei in Erasmus?! Nel primo caso figata, la magistrale all'estero è una cosa che mi sarebbe piaciuto tantissimo fare.

    Comunque spero vivamente tu riesca a mantenere questo entusiasmo anche in futuro. :)
     
  7. eddyrockbass

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    24 Febbraio 2015

    Grazie! sì mi sono trasferito qui l'anno scorso e ci resto fino all'anno prossimo :) poi chissà.. ma penso di aver chiuso con le grandi città. Non so se ci sono altre città come Maastricht ma è senza dubbio il mio modello di città ideale, piccola ma funzionale :love:
     
  8. Il Luppoooo

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    24 Febbraio 2015

    Ecco :sadic:
    Purtroppo in futuro, mediamente, la situazione peggiora. Arriva la frustrazione, il senso di impotenza nel confronto con un mondo che propone delle sfide che all'inizio sembrano (e non sono tanto lontano dall'esserlo) insormontabili.
    Non prende a tutti nella stessa misura eh, dipende da quanto si è dotati, dall'ambiente in cui si è inseriti, da chi sono i tuoi capi/collaboratori, dalla fortuna nel fare le scelte giuste, ma comunque un pò arriva per tutti.

    Io personalmente non mi aspettavo certo che una volta laureato poi fosse tutto in discesa, ma neanche tutto il contrario però. Perché tendenzialmente E' tutto il contrario. Da fisico teorico quasi alla fine del dottorato, da quando mi sono affacciato nella ricerca ovunque mi giro vedo montagne di cose complicatissime al di fuori della mia attuale comprensione. L'unico minuscolo angolo di conoscenza che riesco un pò a maneggiare me lo sono conquistato con sforzi e spese di tempo enormi. Ogni volta, per prendersi un altro millimetro, è una guerra come fosse il primo. Una soddisfazione ogni cento rodimenti di culo.

    Confido nel fatto che, se continuerò lungo questa strada, le cose miglioreranno, seppure ad un ritmo lentissimo. Lavorare nella ricerca, partecipare ad eventi, scuole, conferenze, nonostante la difficoltà enorme mi fa comunque sentire un privilegiato. Le poche soddisfazioni, quando arrivano, sono molto belle e danno un altro pò di benzina per proseguire, anche se dura per poco, bisogna subito ritirare fuori le unghie.

    A me comunque il dottorato è andato particolarmente male, ho visto miei compagni cavarsela un pò meglio. A te auguro il meglio, ma metti in conto che la parte brutta, più o meno brutta che sarà, dovrai affrontarla dopo la laurea.
     
  9. Il Luppoooo

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    24 Febbraio 2015

    Ho esagerato con le virgole :lookaround:
     
  10. Miron26

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    24 Febbraio 2015

    Chiaramente dipende da molte cose, e ti auguro che nel tuo caso le cose possano solo migliorare, ma personalmente quello che mi ha fatto più paura della strada della ricerca è stato proprio il periodo successivo al dottorato.
    Mi riferisco in particolare all'incertezza legata ai contratti da post-doc che ti porti avanti di anno in anno, cercando poi di diventare permanente con mille difficoltà. Mettendo da parte gli incapaci che ci sono ovunque, ho conosciuto tanti ragazzi che si fanno nel culo, con tutte le frustrazioni che la ricerca porta (lavoro che non ha orari, rischio di lavorare mesi su qualcosa che non porta a nulla, apparati sperimentali che fanno le bizze, scadenze assurde, week-end che in alcuni periodi non esistono), senza però averne il dovuto merito. Non solo per via della precarietà. Mi ha colpito per esempio che molti fossero assunti come ingegneri studenti anziché come post-doc semplicemente per pagarli meno (ed ero in uno dei centri di ricerca più grandi d'Europa, dove giravano milioni e milioni di euro di fondi).
    Per carità, alcune soddisfazioni che ti dà la ricerca non le trovi altrove, però altra cosa che mi ha fatto paura è che, superato un certo livello (se hai la fortuna di diventare permanente), inizi ad essere più un manager che un ricercatore, con continui incontri, presentazioni ecc. alla disperata ricerca di nuovi fondi. Il mio direttore si sporcava ancora le mani, ma chiaramente era molto più impegnato nel lato burocratico della cosa, senza contare che praticamente non aveva una vita al di fuori del laboratorio.
    Ultima cosa, e per questo mi ha sorpreso quanto scritto prima da eddy (e son contento che per lui sia così), l'ambiente tutt'altro che collaborativo. Dove ero io c'erano tre team che lavorano nello stesso campo, e si sarebbero uccisi se avessero potuto. Col risultato chiaramente che a volte ti ritrovi con difficoltà aggiunte causate solo, appunto, dalla mancata collaborazione.
    Non voglio parlare dell'Italia poi, lì almeno i fondi c'erano, qui ad esempio ho perso un mucchio di tempo solo perché non c'erano i soldi per acquistare una licenza e sono stato costretto ad usare un software open-source che però non era adatto per quello che mi serviva.
    Vabbé, mi son dilungato troppo :lookaround: Alla fine è solo la mia limitatissima esperienza, che però, oltre ad altri motivi, mi ha fatto decidere di lasciar perdere quella strada, anche se non sono per niente sicuro di aver fatto la scelta giusta, considerando che anche lato lavoro oggi come oggi non è semplice avere soddisfazioni facili...
     
  11. Il Luppoooo

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    24 Febbraio 2015

    Questo è indubbio. Però quantomeno tendono a svanire le difficoltà dal punto di vista puramente professionale. Col passare degli anni si inizia a possedere veramente la materia, quindi diventa possibile muoversi con sicurezza in quello che si sta facendo, non è più tutto impossibilmente difficile.
    Io adesso sento proprio la frustrazione di dover fare n cose senza saperne fare manco una.

    Nel caso (estremamente :sadic:) remoto che un giorno diventi un senior con un gruppo di ricerca da dirigere questo non mi spaventerebbe, starei comunque facendo un lavoro nell'interesse di una attività di ricerca. Certo il tempo in cui lavori proprio come ricercatore diminuisce, però puoi supervisionare, indirizzare i "sottoposti", alla fine dai pure il contributo più importante, lasciando il lavoro più "manuale" agli altri che sono meno esperti. E' pure giusto che sia così.


    Questa cosa è molto brutta e posso capire che ti fa passare veramente la voglia. Fortunatamente da teorico è molto difficile che vivrò certe situazioni.
    D'altra parte avrò vita estremamente più difficile per trovare lavoro :sadic:
     
  12. Miron26

    Miron26
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    24 Febbraio 2015

    Dici?! Io più vado avanti più mi sento ignorante :hihi:

    [​IMG]

    (old but gold)

    A parte gli scherzi, io ero semplicemente estasiato quando sentivo parlare il mio direttore. Eri lì a ragionare una mattinata su un problema, e lui ti risolveva tutto in 5 minuti. Purtroppo era sempre impegnato (e la maggior parte delle volte si dimenticava fosse necessario parlare inglese se c'ero anche io), ma ho imparato tantissimo dalle discussioni che ci sono state.
    Tuttavia mi son chiesto anche questo, ovvero se avessi la testa per fare il ricercatore. Ho avuto al mio fianco persone che secondo me erano geniali e non semplicemente con immense conoscenze, una piccola differenza che però mi ha fatto riflettere.

    No per carità, chiaro che il ruolo del supervisore è fondamentale. Mi riferivo più alla questione ricerca di fondi. Vedevo davvero il mio direttore organizzare decine di cene e incontri con grossi pezzi dell'industria perché era sempre a corto di soldi (visti gli esperimenti grossi e costosi che si facevano nel suo team), e questa cosa mi ha fatto storcere il naso.
    Poi ripeto, non avere una vita fuori dal laboratorio non so se potrei mai accettarlo. Anche se probabilmente, per come vanno le cose, sarà lo stesso con un qualunque altro lavoro eh...

    Eh si. Infatti non mi ha mai nemmeno sfiorato l'idea di fare un dottorato nella mia università vista la situazione, il mio lavoro da quando sono tornato si è completamente arenato...
    Per il lavoro, sarò catastrofista, ma secondo me siamo tutti sulla stessa barca :hihi:
     
    A Il Luppoooo piace questo elemento.
  13. Il Luppoooo

    Il Luppoooo
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    Piglia schiaffone su chiappa

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    26 Febbraio 2015

    Comunque povero [MENTION=27392]eddyrockbass[/MENTION], gli abbiamo smontato tutto l'hype :lookaround:
     
  14. eddyrockbass

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    26 Febbraio 2015

    ahahah no è che devo trovare il tempo di rispondere! avete detto delle cose molto utili per me :)
     
  15. eddyrockbass

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    4 Marzo 2015

    Dunque, finalmente mi sono ritagliato un po' di tempo per rispondere.
    Avevo già avuto una conversazione del genere con mia sorella che ha fatto il dottorato al politecnico e che ora non lavora più in università per alcuni dei motivi da voi citati.
    In piccola parte ho anche già provato quella sensazione di impotenza di fronte a problemi enormi presentati da madre natura e compagnia. Ma su questo fronte io dispongo di due armi molto potenti:

    1) il fatto di vivere a Maastricht.
    2) il fatto di fare meditazione 1 ora al giorno.

    Io personalmente mi sono accorto da tempo di non essere un genio della matematica come pensavo fino a qualche anno fa, anzi! Spesso ho bisogno di più tempo degli altri per capire delle cose. Ma ho anche capito che io colgo i concetti in una maniera diversa. Sono.. un pasticcione :D quella parte di me che quando ero un teenager mi spingeva a voler fare l'artista.. è qualcosa di passato ma non affatto cancellato! E grazie alla meditazione ho imparato ad assimilarla anzichè a disgustarla (anche perchè quando ho a che fare con le donne poi è il lato che piace di più ahahah). Quindi io già di mio so di essere un po' lento di comprensione ma controbilancio con il fatto che i nuovi concetti nel mio cervello sono collegati a molti più concetti rispetto a chi capisce prima di me! E questo è un vantaggio poi nella risoluzione di problemi che richiedono di uscire dai classici schemi.

    Da quando vivo qui ho imparato a concentrarmi molto di più, a darmi più da fare, a lamentarmi di meno e soprattutto a smettere di riflettere per ore su quello che può o non può succedere. Dopo 6 mesi così non ti sembra manco più di vivere.. sai che se lavori le cose succedono, se non fai nulla le cose collassano. Quindi è l'unico modo di vivere qui.. tutti fanno qualcosa ma con questo non voglio dire che è ideale. Io personalmente ci sguazzo bene perchè avevo proprio bisogno di incrementare la mia produttività ma ho incontrato gente che era molto affascinata dalla mia capacità di riflettere, così come io ero affascinato dalla loro capacità di vivere al 99% nel presente.

    Unisci queste cose e capirai come (per ora) io non perdo mai l'entusiasmo per quello che faccio. Ci sarebbero anche tante altre cose come il fatto che comunque tutto ciò è una bella spesona per la mia famiglia, che non voglio tornare a vivere in Italia, ecc. ma sono cose che sento meno presenti nella mia testa.
    Poi c'è mio padre e quello è un altro discorso..

    Mia sorella mi ha avvisato che questo ambiente collaborativo è molto raro da trovare al di fuori dell'università (e a volte come avete detto voi non lo si trova manco lì!). Io ho fiducia nel fatto che sceglierò con attenzione l'ambiente e il campo in cui andrò a lavorare. In Italia sembra utopia ma qui al Career Service mi hanno fatto capire subito che prendono molto sul serio le preferenze delle persone, semplicemente perchè credono nel loro approccio: metti la persona nelle condizioni migliori per lavorare e vedrai che renderà molto più di quanto ti aspetti e anche più di quanto si aspetta la persona stessa! Io ho avuto modo di vivere questa esperienza in prima persona e spero che in qualche modo mi possiate capire.

    Magari un esempio veloce.. le biblioteche. Qui sono enormi e bellissime e stracolme di risorse.. se uno viene qui a lavorare (qualunque cosa debba fare) si sente come un bambino a cui hanno scaricato addosso tutti i giocattoli che abbia mai desiderato.. di che ti vuoi lamentare? Del fatto che hai troppe robe da fare? Io non ce la faccio neanche. Anche quando una cosa è lunghissima sai benissimo che non c'è modo di farla in un minuto ma ciò che fai in ogni minuto è importante! E un minuto di lavoro è molto leggero :) Ancora una volta, se resti nel presente il futuro non ti pesa. A fine giornata ti sorprendi di quanto hai fatto (i primi tempi.. poi inizi a pensare "ho fatto quello che dovevo fare") e 'magicamente' anche il futuro è migliorato!

    Stessa cosa vale per ciò che verrà dopo la laurea.. sono convinto che facendo bene oggi miglioro anche quel periodo :)

    Ho apprezzato molto la vostra accurata scelta di parole :D "tendenzialmente" "mediamente" ecc. è bello saper parlare in generale includendo le eccezioni, per un matematico questo è molto importante ahah
    La realizzazione che più si conosce e meno si conosce per me è una gran cosa. Oltre ad essere segno di umiltà (che è una grandissima cosa) è anche qualcosa che ti aiuta a comprendere oltre le tue stesse capacità.

    Questo è bellissimo!!! Mi fa pensare alla nostra condizione di uomini sulla Terra. Quando mi ritrovo davanti al caos in natura sono più per il "WOW" che per il "pff...". Sarà la mia passione per Complexity Theory, boh! Ma per me capire quanto siamo piccoli (non solo di dimensione) in questo universo è affascinante. Noto in te molte pretese per quello che hai scritto dopo.. pretese su soddisfazioni, su ciò che 'dovrebbe essere logico che succeda'. Beh quello è proprio l'opposto dell'umiltà.. purtroppo nel mondo in cui viviamo è facilissimo sentirsi così, non tanto perchè le cose belle sono più rare ma perchè il nostro cervello cresce in un ambiente che glielo fa credere. Io ne sono uscito con la meditazione, spero tu troverai un modo! E lo dico perchè penso il segreto del mio entusiasmo stia proprio lì. Se riesci a godere di ogni momento (successo o fallimento)(ovviamente in modi diversi) il tuo entusiasmo per quello che fai non si esaurisce mai, ti senti instancabile, ti senti sempre soddisfatto in qualche modo perchè fai sempre del tuo meglio.. anche quando non basta.

    Ricordo che a un workshop sulla creatività ci fecero vedere un grafico sul successo. La gente pensa che la strada verso il successo sia una linea dritta. In realtà è un continuo sali e scendi, quindi il meglio che puoi fare non è solo avere fede nei momenti di discesa ma imparare ad accettarli con 'piacere' in quanto parte necessaria del processo. Io ne sono appena uscito oggi (forse) dall'ultimo periodo giù. A differenza di quello precedente non c'era neanche insoddisfazione.. c'era neutralità, che per i miei standard non è manco più così buono ahah. Mi accorgo di star alzando l'asticella ma contemporaneamente decido anche di abbassare la cresta.. in futuro la neutralità non voglio che mi dia fastidio. Come per magia stamattina penso di aver trovato finalmente la voglia di svegliarmi presto ogni giorno.. è così! A volte l'impegno ti ripaga con qualcos'altro ma forse questo solo per i pasticcioni come me ahah

    Nel campo della ricerca mi è ancora più facile non perdere mai l'entusiasmo. Non ho la pretesa di scoprire qualcosa di importante prima di morire, voglio solo fare del mio meglio per aiutare un campo nel quale trovo tante soddisfazioni. E tutto quello che avrò fatto magari non servirà a nulla, o magari verrà reputato tale fino a 50 anni dopo la mia morte quando si scoprirà invece fondamentale! La storia è piena di questi episodi. Se uno si libera dalle aspettative e trova le proprie motivazioni nel presente, tutto ciò diventa possibile :)
    Le conferenze sono bellissime.. ma spesso è lì che mi accorgo di quanto siano profonde le divergenze dovute ai differenti corsi di studio. Ad esempio in una sull'economia mi ricordo che gli economisti erano lì a parlare di coefficienti.. gli antropologi di comportamenti umani mentre un matematico come me vede il problema più grande nel sistema monetario. Ti arricchisce molto partecipare ad eventi come questi ma specialmente su questi temi ti accorgi di quanto alla fine rimangano sempre chiacchere.. e intanto la gente muore da qualche altra parte per via di questo fatto.
    (però di questo forse me ne sono accorto solo io e l'antropologo..)

    A me la triennale è andata da schifo ahah 4 anni di inferno ma se le cose devono succedere succedono.. sempre per via della meditazione ormai mi sono convinto che passato presente e futuro sono la stessa cosa ma ora non voglio divergere su questo ahah
    Però magari sarebbe carino dire questo: io sento che grandi cose sono all'orizzonte per me ma questo potrebbe anche voler dire finire in una situazione totalmente opposta a quella che potrei pensare ora. Tipo lavorare per la federal reserve ahahah.. non si tratta più di finire dove vuoi ma allineare i tuoi desideri a ciò che è destinato a succedere. Ma vabè :lookaround: sono cose che in genere non dico perchè non le posso dimostrare e non è detto che funzioni per tutti. Però io le sento e per me funzionano alla grande :D

    E fin qui, era tutto relativo alla prima risposta di Luppo ahah

    mmm sarà meglio continuare su un altro post ora..
     

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