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Olocausto

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da HeadlessChild, 1 Marzo 2009.

  1. Wizard_87

    Wizard_87
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    19 Marzo 2009

    Non è una giustificazione, io ho cercato semplicemente di smascherare un luogo comune che i regimi liberaldemocratici hanno interesse a tenere in vita.

    Ah, e un ultima cosa, il marxismo non è un ideale ma un approccio scientifico alla realtà. ;)
     
  2. Druso Italico

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    19 Marzo 2009

    infatti funziona proprio bene.........................!
     
  3. miklos

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    19 Marzo 2009

    Ho usato la parola stato perchè era la più vicina a quello che avevo in mente, purtroppo è difficile in 5 minuti scrivere senza imprecisioni.
    Non so come riuscire a spiegarmi... dovremmo parlare per 2000 pagine della nozione di stato e delle diverse definizioni che mi han fatto studiare per anni.

    Ad ogni modo, tagliando: l'esistenza di un bene comune (mezzo di produzione o quello che vuoi) implica delle regole, altrimenti il bene non potrebbe definirsi comune. L'esistenza stessa di una regola che tutti rispettano porta ad una embrionale forma statuale, perchè quella regola è il fondamento della società-comunità (il motivo per cui non si può parlare di stato in presenza ad esempio di un condominio :D). Il rispetto di quella regola rende presto necessaria la sua salvaguardia e l'accentramento della forza. Il marxismo non tiene conto di ciò, anzi addirittura psotula un periodo transitorio (la famosa dittatura del proletariato) necessario a spianare la strada all'assenza di stato. Ma come potrebbe fare ciò la dittatura del proletariato senza imporre regole ad applicazione futura?

    Comunque siamo all'eterna discussione "è il marxismo ad essere stato tradito dai regimi comunisti o sono i regimi comunisti ad essere diretta conseguenza del marxismo". Una domanda su cui è impossibile trovare punti di incontri tra i sostenitori delle diverse fazioni...si può sostenere tutto e il contrario di tutto per ore.
     
  4. HeadlessChild

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    19 Marzo 2009

    - Per il marxismo la rivoluzione o è mondiale o non è
    - La dittatura del proletariato NON può essere uno statalismo autoreferenziale di pochi gerarchi
    ...già qui dunque le dittature comuniste erano FUORI dal marxismo. Notare che TUTTE le dittature non autoreferenziali sono state falcidiate, o dagli USA o dall'URSS, in quanto ostili agli interessi di entrambi.

    Il kibbutz non è una versione in piccolo dell'urss, perché la dimensione del kibbutz è una dimensione in cui il cittadino ha voce in capitolo, può esprimere le sue esigenze. E soprattutto c'è la famosa comunione dei mezzi di produzione. L'urss non c'entra proprio nulla.. l'idea che la decninazione in grande del kibbutz debba essere una burocrazia gigantesca è arbitraria. E' solo una declinazione possibile e visibilmente non soddisfacente.

    Comunque, nel progetto marxiano c'è un punto X ovvero la dittatura del proletariato. Sempre in base a Marx, il comunismo è necessità storica. Nel momento in cui nel punto X diventa palese che la situazione degenera e che non c'è più possibilità di superare lo stato, diventa anche evidente che la dittatura del proletariato così come l'abbiamo conosciuta non è più un progetto comunista, non certo nell'accezione di Marx, che mai l'ha vista come un fine a cui arrivare. Nel momento in cui la dittatura del proletariato diventa una dittatura fascista con capo assoluto, culto della personalità, ecc.. è totalmente fuori dal marxismo.
    Declinazioni ben più credibili del marxismo son state dunque altre... dagli esempi falcidiati di riformismo e governi di collaborazione, all'idea italiana di "democrazia progressiva", alla dimensione "umana" dei kibbutz appunto. Si tratta di un'idea di comunismo dotata di realismo, orientata al popolo ecc... di cui si può contestare molto - compreso qualche morto - ma che non conserva i tratti mostruosi che le varie dittature (tra l'altro sempre avvenute in paesi disastrati e del terzo mondo, con una lunga tradizione autoritaria, e privi di una classe operaia forte... insomma, non nono MAI state rispettate le premesse che secondo marx rebdevano possibile il comunismo) ci hanno consegnato. Non solo... si tratta di progetti che quand'anche abbandonati e falliti lasciano un'eredità di approccio e gestionale fondamentale per la nostra cultura e per i nostri stati.
     
  5. Wizard_87

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    20 Marzo 2009

    Posso capire (pur non condividendo) chi lo accusa di economicismo ma sulle profezie che compie da quasi due secoli penso non ci siano dubbi.



    Ed è proprio da quel punto X che è nata la spaccatura tra i comunisti e gli anarchici. Questi ultimi volevano "tutto e subito" saltando a piè pari la fase transitoria della dittatura del proletariato. ;)
     
  6. Druso Italico

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    20 Marzo 2009

    è evidente che vivi in un mondo alternativo,perchè in questa dimensione il marxismo di profezie (ottimo termine per una dottrina che si pretende scientifica....) non ne ha azzecata una manco di striscio.
     
  7. Wizard_87

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    20 Marzo 2009

    Certo che tu l'oggettività non sai manco dov'è di casa eh?
    Le profezie (termine usato per rendere idea della grandezza del filosofo tedesco, non c'è nulla di magico) possiamo apprezzarle un po' in tutta l'opera di Marx ma trovo particolarmente significative quelle presenti nella prima parte del Manifesto dove vengono riconosciute le capacità rivoluzionarie della borghesia, capace di far tramontare per sempre la parassitaria aristocrazia.

    - Innanzitutto dopo averne esaltato i meriti, egli si chiede come avrebbe fatto la borghesia a superare le crisi intrinseche al mercato capitalistico ed egli trova una risposta nella "conquista di nuovi mercati" che molto semplicisticamente puoi individuare nelle centinaia di guerre imperialistiche che purtroppo caratterizzano il nostro pianeta oggi a circa un secolo e mezzo dalla stesura del Manifesto.

    - Un'altra straordinaria lettura è quella dell'internazionalismo borghese, "Con grande dispiacere dei reazionari essa [la borghesia ndr] ha sottratto all'industria il suo fondamento nazionale. Antichissime industrie nazionali sono state distrutte e continuano a esserlo ogni giorno. Nuove industrie le soppiantano, si tratta di industrie provenienti dalle regioni più lontane e i cui prodotti non vengono utilizzati solo nel paese stesso ma, insieme, in tutte le parti del mondo".
    Non ti risulterà difficile comprendere che quì si fa riferimento alle multinazionali e al fatto che le industrie nazionali sarebbero state messe in crisi da quelle provenienti da mercati lontani di più recente creazione. Correva l'anno 1848 e all'epoca chiunque avesse pensato all'Asia come potenza economica mondiale sarebbe stato perso per pazzo. Oggi sappiamo bene come stanno le cose...

    Potrei continuare a elencarti profezie marxiste per ore, straordinario non trovi? :)
     
    #202
    Ultima modifica: 20 Marzo 2009
  8. dicklaurant

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    20 Marzo 2009

    scusate, io credo che l'analisi della dottrina politica debba essere slegata dal discorso sul/sugli Olocausti, altrimenti non si capisce una sega, pregherei qualche moderatore di staccare gli ultimi post e magari creare un thread ad hoc, che potrebbe essere chessò "Storia ed Economia", "Ideologia e Progresso", "Fancazzismo e Limp Merdkzit" ecc ecc
     
  9. RUHM & EHRE

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    24 Marzo 2009

    Per tornare alla musica ...che concerne sull' argomento per non discernere ...molti gruppi si sono
    distinti per l'ossequiosa se non maniacale scelta di inserire l'argomento
    nei propri testi nonchè artwork ,vedi
    KILL THE KRISTIANS,INFERNAL WAR, e molte altre creature del movimento BM politico e non.
    Gli accenni all' Holokausto sono presenti anche nel Thrash ,Heavy,HardRock,R'N'R e nei più disparati generi musicali interni ed esterni al metal.
    HAIL BLACK METAL HOLOCAUST
     
  10. Strangel

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    25 Marzo 2009

    Per questo c'è un topic apposta in questa sezione.
     
  11. dicklaurant

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    25 Marzo 2009

    che lingua è?
     
  12. Wizard_87

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    25 Marzo 2009

    C'è un gruppo black-thrash brasiliano di Belo Horizonte che si chiama Holocausto. Nei primi anni della loro carriera (metà anni '80) adottarono una simbologia che richiamava al nazismo ma come loro stessi precisarono più tardi, lo fecero solo per schockare la gente che li vedeva, nei loro testi effettivamente non c'era nulla di politico.
     
  13. Byford86

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    23 Ottobre 2009

    Più che altro non capisco che differenza ci sia tra chiudere dei tizi in una stanza e gasarli e dire che venivano chiusi in una stanza e fatti crepare di malattia/fame/freddo ecc. . Lo scopo e l'effetto erano in entrambi i casi uguali : ucciderli.
    Inoltre le dimensioni e l'organizzazione di tutto il complesso dei campi di concentramento mostra come il loro scopo fosse il genocidio.
    E' ampiamente dimostrato inoltre come i politici (ad es. Albert Speer) e i tecnici che intendevano utilizzare i deportati come forza lavoro abbiano visto i loro "desideri" frustrati dalla volontà hitleriana e di Himmler di sterminare i prigionieri.
    Specie quando la guerra stava per finire, e i campi erano ormai inutili, le uccisioni furono accelerate!! A quale scopo, se non quello di sterminare tutti?!

    scusa druso ma che intendi per "la dimensione e organizzazione dei campi dimosrano che il loro scopo era il genocidio"?

    cmq lo stesso discorso potrebbe essere utilizzato per criminalizzare anche gli alleati e le morti sui loro campi di concentramento,secondo questo ragionamento si potrebbe parlare di sterminio pianificato dei tedeschi e dei giapponesi sul suolo americano?
     
  14. Druso Italico

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    23 Ottobre 2009

    intendo che i campi erano accuratamente predisposti per procurare la morte di centinaia di migliaia di persone. A pieno regime, avrebbero senza problemi sterminato un popolo intero, e infatti ci sono quasi riusciti.
     
  15. Sixx77

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    23 Ottobre 2009

    Come intro del disco avevano un pezzo di comizio di Hitler.

    ehehe
    Diciamo che non era un granchè di immagine!

    comunque "musicalmente" il disco i nquestione non era niente male! UN thrash tipico brasiliano!
     

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