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Miti e leggende

Discussione in 'Chiacchiere' iniziata da Attila, 29 Dicembre 2005.

  1. simona

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    13 Gennaio 2006

    Beh, per quanto mi riguarda, se avete letto i miei post poco sopra,...sapete già come la penso, non sto a ripetermi...:)
     
    #91
  2. Siderarticus82

    Siderarticus82
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    13 Gennaio 2006

    Idem
    mi affascinano le leggende
     
    #92
  3. HELM

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    17 Gennaio 2006

    Si narra che il popolo delle Janas vivesse in prosperità nella natura, in case scavate nella pietra, e che saltuariamente decidesse di aiutare il popolo degli uomini, con doni o saggi consigli; queste donnine alte una spanna, avevano mani con dita finissime, le quali erano abilissime nell'intrecciare i fili d'oro...
    Vi è familiare come immagine? Strano come molte immagini del folklore celtico e di quello sardo si somiglino, come alcune usanze e perfino delgi strumenti musicali.
    Le domus de janas si trovano realmente in varie parti della sardegna, Gallura e Barbagia in testa.
    Potrete approfondire con un qualunque libro di Dolores Turchi.
     
    #93
  4. simona

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    17 Gennaio 2006

    Conoscete la leggenda medievale di Melusina, la fata-serpente?
    E' francese, della Vandea,...nordovest francese, circa tredicesimo secolo.

    Si narra di un principe locale che durante una battuta di caccia incontrò tre splendide donne che si bagnavano in un fiume. Erano figlie del re di Scozia, ma anche creature fatate. Si innamorò della più giovane, Melusina, la sposò e vissero insieme nel palazzo,...ma lei pose un veto allo sposo: non avrebbe mai dovuto incontrarla di sabato.
    Ebbero molti figli, la maggior parte dei quali deformi e con tare al volto (verruche, occhi strabici, ecc....) ma che ebbero tutti ottimi matrimoni e ruoli politici. Melusina eresse un castello magicamente, durante una notte grazie alle sue arti magiche. Ma il marito sospettava, così un sabato infranse il giuramento ed entrò nelle sue stanze, dove lei si rinchiudeva.
    La vide e gridò con un moto d'orrore: la sua bella Melusina era davanti a lui, il corpo metà umano e metà serpiforme.
    Vedendosi tradita, Melusina scappò volando attraverso la finestra, e maledì la casata del marito, che in poco tempo si estinse.
    Tuttavia la leggenda ha un sottofondo di dolcezza; il popolo non ha mai considerato Melusina come una creatura demoniaca, ma ha conservato di lei un poetico ricordo,....tutt'oggi i negozietti della cittadina hanno per insegna la fata-serpente e la si ritrova un pò ovunque.
    Inoltre, la fata si diceva tornasse quasi ogni notte per accudire segretamente i figli ancora piccoli.

    La dolce terra di Francia....
     
    #94
  5. Attila

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    18 Gennaio 2006

    Beh, in effetti è dolce... soprattutto il fatto che tornasse per accudire i figli. D'altronde è il cretino è il marito che ha infranto il giuramento. Non lei o i figli... Eh la gelosia e la mancanza di fiducia.

    Ciò di cui sto per scrivere è ancor più "zuccheroso" del precedente però vale la pena di raccontarlo.
    Rangi e Papa

    Rangi e Papa erano dei del cielo e della terra e si amavano così tanto che erano uniti in un abbraccio fin dall'alba dei tempi. Dalla loro unione nacquero numerosi figli (divinità della fertilità, della luce, delle tempeste ecc...) ma il loro abbraccio era così stretto che i figli ne erano intrappolati. Tuttavia Tane (o Tangaroa, uno dei figli) riuscì a separare i due genitori (non chiedetemi come, non me lo ricordo :embarass: ). Trovandosi separato dalla sua amata Rangi iniziò a piangere e le sue lacrime formarono gli oceani. I suoi pianti rischiavano di inondare il mondo appena creato, allora i figli decisero di voltare Papa in modo che l'amato non potesse vederne il volto.
    Rangi si calmò ma non smise di piangere: Le sue lacrime sono le gocce di rugiada mentre le nebbie che si alzano da terra sono i sospiri di Papa.
     
    #95
  6. simona

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    18 Gennaio 2006

    Mi hai battuto, Attila...una storia davvero bellissima, commovente, ti dirò.
    Cos'è,...polinesiana? I nomi mi suonano di quel tipo...
    Cmq dolcissima :ueeee: :) !!
     
    #96
  7. Attila

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    18 Gennaio 2006

    Se non sbaglio è della Nuova Zelanda...
     
    #97
  8. Attila

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    21 Gennaio 2006

    #98
  9. suttoman

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    21 Gennaio 2006

    avevo già sentito parlare di sta cosa...figata xò!
     
    #99
  10. simona

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    21 Gennaio 2006

    Anche io ne avevo sentito parlare,..anni fa fecero uno speciale a Stargate, su la7 (mitico!!) ,....e ne ero rimasta molto impressionata.
     
  11. Ratzial

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    25 Gennaio 2006

    Doppio...
     
    #101
    Ultima modifica: 25 Gennaio 2006
  12. Ratzial

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    25 Gennaio 2006

    In occasione dell'avvicinamento del 31 Gennaio,eccovi una descrizione della festa celtica ricorrente a tale data (e daje a scrive:) :D )...L'Oimelc:

    IMBOLC - (o Oimelc) 31 Gennaio circa
    Imbolc, letteralmente "latte di pecora", è celebrata in onore della dea guaritrice Brigit, trasformata poi dalla chiesa in santa Brigida e festeggiata il 1 febbraio. Si tratta di una festa prevalentemente femminile, incentrata sulla nascita degli agnelli e sulla luce primaverile che, nonostante il freddo ancora intenso, cresce di giorno in giorno, quasi incoraggiata dalle corone di candele ritualmente portate in capo dalle donne. E' la grande festa del Ritorno della Luce. Questo giorno celebrato da sempre e ovunque, è noto con nomi diversi presso i vari popoli di ogni tempo e paese: Imbolc, Oimelc, I Lupercali, Candlemas, Brigid's Feast, Womeoluc, Groundhog's Day, Candelora. L'inverno allentava la sua morsa e in questo periodo nascevano gli agnelli e le pecore avevano latte. La Candelora è uno dei Festival più enigmatici e affascinanti, dietro l'apparente semplicità della candela bianca, si nasconde uno dei più profondi misteri di tutto l'Anno Magico. La Candelora (2 Febbraio) si colloca a metà tra la notte più lunga dell'Anno del Solstizio d'Inverno (21 dicembre), e l'Equinozio di Primavera (21 Marzo), quando la notte è lunga come il giorno. Gli antichi Druidi chiamavano questo giorno il Festival del Ritorno della Luce, nel quale si risvegliava la Dea Terra (Imbolc letteralmente 'in the belly' of the Mother, nel ventre della Madre Terra). Dopo il sonno dell'Inverno spuntavano infatti i primi timidi fiori e il giorno era visibilmente più lungo: iniziava la Primavera. Candlemas e la misteriosa Brigida la Trina La Candelora Celtica coincideva con la celebrazione, il 1° Febbraio, di una loro importantissima Dea chiamata Brigit o Bride, da cui il nome Brigit's Day, la Dea del Fuoco, di natura Trina poiché aveva altre 2 sorelle a lei identiche e sempre di nome Bride. Per questo era contemporaneamente la protettrice dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. A Bride erano consacrate 19 sacerdotesse, molto simili alle vestali romane: anche nel culto di Bride non erano ammessi uomini. 19 è il numero del ciclo metonico, in quanto ogni 19 anni le fasi lunari ricadono nello stesso giorno dell'anno solare. Le caratteristiche della dea Bride furono assorbite da Santa Brigida, una suora missionaria omonima (Saint Brigit) vissuta tra il 450 e il 525, i cui miracoli la fecero identificare, presso il popolo, con l'antica divinità pagana. Santa Brigida, divenuta poi seconda patrona d'Irlanda (dopo S. Patrizio), resta ancora oggi la protettrice di fabbri, poeti e guaritori e viene raffigurata nei dipinti con una fiamma sopra la testa, in ricordo dell'Antico Fuoco di Bride.

    Comunque Attila,bella la storia del chupacabra...:)
     
  13. Attila

    Attila
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    27 Gennaio 2006

    Grazie Ratzial! Non sapevo tutta 'sta roba... :sgrat:

    E comunque ora so da dove viene "Candlemass" :hihi:

    Qualcuno di voi conosce i "Godiva"?
    Almeno mi hanno fatto conoscere quest'atra leggenda...

    Lady Godiva

    Verso la metà dell'undicesimo secolo,la fondazione di un priorato benedettino da parte del conte Leofrico cambiò completamente la vita di tutto il regno di Mercie, oggi contea di Warwick. A poco a poco nella regione si stabilirono commercianti ed artigiani e Coventry si trasformò in una cittadella medievale. Naturalmente il conte Leofrico si rallegrava di questa trasformazione e faceva galoppare la fantasia: immaginava Coventry divenuta importante quanto Londra e perché no, capitale dell'Inghilterra.Siccome il conte passava facilmente dai sogni ai fatti, cominciò ad accrescere lo splendore e la prosperità del suo paese; però tutto questo richiedeva molto denaro e poiché i suoi forzieri erano più vuoti che pieni, dovette trovare un modo per reperire altrove i fondi. Cominciò quindi a tartassare i suoi sudditi con ogni sorta di imposta; i poveretti erano disperati ed imploravano il cielo di venire in loro aiuto. Ben presto in tutto il paese, si sparse la voce che Leofrico avrebbe ancora tassato pesantemente gli abitanti e, che una dura punizione sarebbe toccata a coloro che non avessero versato il loro tributo agli esattori.Il conte non prestò orecchio alle suppliche dei sudditi, ma Lady Godiva, sua bella e giovane sposa, soffriva molto dell'infelicità del suo popolo e piangeva per ore ed ore ed era visibile il dolore sul suo viso. Un giorno il conte le domandò perché mai fosse così triste. "Provo compassione per la mia gente" rispose Lady Godiva. "Per l'amor di Dio, risparmiate loro questo fardello... tutti vi hanno implorato invano: ascoltate almeno la mia preghiera." Il primo impulso del conte fu quello di far tacere la moglie, ma nel vedere le sue lacrime egli le spiegò:" Si forse la gente si lamenta, ma tutti sono sempre restii a pagare le tasse. Pensa che presto Coventry sarà ricca e gloriosa. Certo per te é difficile capire ma, io ho bisogno di denaro così come tu hai bisogno per farti bella di ricche vesti e bei gioielli.""Cosa?" chiese allora sua moglie. "Che senza bei vestiti e gioielli la tua bellezza é meno splendente" l'interruppe il conte. "Senza tutto ciò, difficilmente potresti presentarti per strada, poiché nessuno indovinerebbe che a passare é una dama di alto lignaggio. Vedi dunque che é per la medesima ragione che sono stato costretto ad aumentare le tasse dei miei sudditi." Lady Godiva si limitò a stringersi nelle spalle, poi disse con aria divertita: "Ciò vuol dire dunque che se io andassi nuda per le vie della città voi abolireste le tasse per i vostri sudditi?" "Più o meno..." borbottò il conte e fece per uscire dalla stanza quando Lady Godiva gli sbarrò il passo. "Se é così signore vi prendo in parola: domani attraverserò Coventry da un capo all'altro senza alcun vestito, e voi esonerete dalle tasse i vostri sudditi. Vi proverò che ho più a cuore la miseria del mio popolo che l'inutile civetteria. E non é detto inoltre, che una vera nascita d'alto lignaggio e un'autentica bellezza non possano mostrarsi al naturale senza alcun timore." Ciò detto, Lady Godiva uscì mentre il conte si metteva le mani nei capelli.Invano corse dietro a sua moglie, pregandola di rinunciare a quel progetto e dicendole che il paragone era stupido: la bella dama fu irremovibile ed il conte fu proprio costretto ad annunciare a tutta la città ciò che sarebbe successo il giorno seguente.E così l'indomani, Lady Godiva passò nuda per le vie di Coventry sul suo cavallo bianco: soltanto i lunghi capelli biondi velavano il suo corpo candido come la neve. Essa si ergeva in sella senza alcuna vergogna, con l'ombra di un lieve sorriso sulle labbra: sapeva bene che non avrebbe incontrato anima viva. La gente restava in casa con le imposte chiuse, e nessuno avrebbe mai osato lanciare anche un solo sguardo dalla finestra, poiché nessuno ignorava il motivo dell'insolito pellegrinaggio.


    Presa da "Il pianetedeibambinichesorridono.qualcosa se ricordo bene :sgrat:
     
  14. simona

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    27 Gennaio 2006

    Davvero non conoscevi la storia di Lady Godiva e dei suoi boccoloni biondi? :D
    Ma sarà una leggenda, poi? Potrebbe benissimo essere successa veramente...chissà...
     
  15. Ratzial

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    27 Gennaio 2006

    Wow...:shock:
    Attila,questa è meglio di Diana...:D :D :D
     

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