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Mago de Oz

Discussione in 'Power Metal' iniziata da Fairy Tale, 17 Novembre 2005.

  1. Defender of Metal

    Defender of Metal
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    7 Giugno 2009

    I Mago de Oz sono una delle mie band preferite, Metal o non Metal. Gaia lo ritengo un gran disco, con delle perle immense.

    L'unica pecca secondo me, è che non tutti i dischi si fanno ascoltare per intero. In ognuno ci sono sempre quei 2 3 pezzi da urlo, gli altri sono carini ma nulla di più.

    Sarò felice di vederli al Wacken quest'anno.

    El Atrapasuenos è una delle mie preferite in assoluto.
     
  2. Kurai-sama

    Kurai-sama
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    7 Giugno 2009

    Gaia II

    GAIA II : LA VOZ DORMIDA

    Introduzione

    Spesso il successo e il fallimento -quei due maledetti impostori- affacciano la testa dalla crepa dell’ispirazione e, ti bisbigliano all’orecchio che cosa devi e che cosa non devi fare…
    Là comincia la battaglia di un compositore e quella di uno scrittore! Placando l’angoscia che lo riempie scrivendo su un foglio bianco, tacendo quelle voci interessate al successo e al fallimento, ascoltando soltanto, in modo lento ed onesto, il tuo cuore…
    In questo nuovo lavoro “La Voz Dormida (la voce sopita)”, con l’aiuto inestimabile dei miei compagni di viaggio, ai quali tanto devo in quanto così poco ricevono da me, abbiamo provato a far cantare il cuore, abbiamo provato a far suonare alle chitarre la nostra illusione e abbiamo fatto scrivere le parole alla penna più pura che conosco: la nostra anima…
    Sono soltanto un ladro di parole, un rapitore d’idee e di melodie e, come riscatto, chiedo solo il tuo sorriso.
    La Musica è la lingua dell’anima ed i romanzi sono i baci che l’immaginazione porge alla nostra vita.
    L’autore scrive soltanto la metà di un’opera, dell’altra metà deve interessarsi chi la riceve e, ora, tocca a te, non giudicare con leggerezza questo lavoro… è impregnato di sforzo duro e di rinnovata illusione.
    Speriamo di non defraudarti e farti sentire fiero di noi: il vecchio Mago è tornato!
    Ringraziamo la Musica per amarci e ringraziamo voi perché… senza… saremmo silenzio…
    We must be over the Rainbow!!
    Il Cairo, 25 settembre 2005, Txus di Fellatio
     
  3. Kurai-sama

    Kurai-sama
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    7 Giugno 2009

    I. Volaverunt Opus 666

    Madrid, 25 maggio 1823

    Non importa se hai successo o fallisci. Non importa se arrivi alla meta o semplicemente rimani alle sua porte. Quello che importa non è la meta, ma il cammino...
    Durante tutta la sua vita la forza motrice che aveva sgranchito la sua stanca immaginazione era stata la sua volontà. Ma questa era solo il combustibile, l'alimento che faceva sì che il suo corpo e la mente non si piegassero di fronte all'insuccesso, quella forza invisibile che lo faceva alzare ogni mattina e guardare negli occhi la sconfitta, e scansandola d'un colpo, affrontare i suoi sogni. Ogni volta che si fronteggiavano con un telo bianco lo studiava, addirittura si potrebbe dire che parlava con lui.
    Tu chi sei?-gli chiedeva.
    E prima di scegliere il colore dalla sua tavolozza, sapeva perfettamente in quale pigmentazione doveva immergere il suo pennello, la sua anima...in quello della passione.
    Qualunque cosa tu faccia nella vita, che trionfi o che tu venga sconfitto, sia solo per divertirti o per dovere, fallo con passione. Non importa se è buono o cattivo, mediocre o sublime. L'Arte senza passione è come baciare una pietra, è carente di calore, di Anima... Qualunque cosa tu faccia nella vita, falla con passione.

    Una perla è un'insignificante granello di sabbia, non è importante, nessuno gli presta attenzione. Ma, col tempo, la costanza e la passione fanno di lui qualcosa di prezioso, che persino gli oceani gli rendono omaggio. Tutti i sogni cominciano con l'essere qualcosa di piccolo.

    Mentre rifletteva, Goya dava gli ultimi ritocchi a una strana opera disegnata, come tante altre, sulle pareti della sua isolata villa, sulle rive del fiume Manzanares, sulla riviera di Aluche. Le pareti di questa casa si riempirono di allucinanti scene di superstizione, stregonerie e possessioni. Lì c'è Saturno divorando i suoi figli con una vividezza che fa raggelare, là il Gran Buco convocando i suoi torvidi credenti e lì la sua ultima pittura, il gran Aquellarre fantasmagorico di facce fatte a pezzi, di essere magligni...e a presidiare il tutto: Il Caprone demoniaco.

    Da quando la sordità su impossessò dei suoi silenzi, Goya si rifugiò dalla corte di Fernando VII in questa villa isolata, nei dintorni di Madrid. La si conosceva come “La Quinta del Sordo”. Lì, in compagnia di Leocadia, la cuale badava alla casa, e il fedele Isidro, che gli faceva da interprete e curava l'orto, fu dove una strana visita ebbe luogo, che avrebbe cambiato il trascorrere degli eventi e, perchè no, del mondo...

    A mezzanotte meno un minuto, immersa nella spessa oscurità, un'ombra agile e silenziosa chiama alla porta de La Quinta del Sordo:
    -Buonasera, vorrei parlare con Don Francisco de Goya, gli dica che vengo da molto lontano e che mi manda Volaverunt-. Quell'uomo aveva uno strano accento straniero ed era vestito di nero, totalmente di nero.
    Donna Leocadia, sorpresa per l'ora inusuale, invitò lo straniero ad aspettare il suo padrone su una piccola poltrona di pelle accanto al camino del salone al piano terra. Don Francisco era abituato a ricevere innumerevoli visite da anni ma, ultimamente, a causa della sordità, era diventato sfuggente, taciturno.
    -Francisco- scrisse su un foglio – hai una visita da parte di un uomo con accento straniero, vuole parlarti da solo alcuni minuti, porta con sé una lettera e dice di venire in nome di Volaverunt.
    -Volaverunt?- sclamò Goya -digli si salire per favore.
    Volaverunt! Finalmente era arrivata l'ora! Lui era l'uomo di uno dei suoi capricci, sigillato in acquaforte già da diversi anni, ed era anche il nome in codice che avrebbe fatto scattare il meccanismo...

    Il visitatore risultò essere un tedesco e gli diede una lettera firmata da un altro tedesco, nonché amico Goethe – pensatore e romanziere creatore, tra gli altri, del romanzo Fausto, e uno dei precursori di Darwin. In quella lettera veniva convocato nel giro di una settimana nella città francese di Bordeaux, lì gli avrebbe presentato una celebrità, che come lui, facevano parte della Società...Il sigillo della lettera aveva quello strano simbolo che aveva già visto la prima volta in casa di Goethe.

    Bordeaux, 1 giugno 1823

    Carissimo Francisco, il tempo è agli sgoccioli, e tanto tu come noi siamo sempre più vicini alla morte che alla vita, la nostra crescente ansietà ci premeva a concludere la nostra opera. La Voce Sopita deve svegliarsi, e perchè ciò accada, oggi ti presenterò qualcuno che vive illuminato dalla luce dell'arte, a un essere che vive nelle tenebre del silenzio, un essere che come te, mio vecchio amico, è sordo...”

    Quell'uomo robusto risultò essere colui di cui si parlava tanto nella Corte di Spagna, un musicista eccezionale, un compositore che, senza ascoltare nota alcuna, riusciva a riempirle di magia, armonia, forza ed eleganza. Lui diceva che chiudendo gli occhi riusciva a sentire la musica chiaramente dentro la sua testa. Era un essere unico, il suo nome era Ludwig van Beethoven.​

    Convenirono, dopo una lunga notte di conversazione -nella quale i traduttori si affannavano a far giungere all'altro quello che il suo interlocutore diceva – che la soluzione migliore sarebbe stata quella di criptare il messagio, aspettando che un essere altamente sensibile, una purezza umana non corrotta, lo facesse suo.​

    Goya occultò il simbole della Società segreta nel suo capriccio Volaverunt, mentre Beethoven fece lo stesso ma con la frase “Misst me Dominus”, nascondendolo in uno dei frammenti della sua Sinfonia in re minore n° 9.​

    La Voce Sopita non avrebbe tardato a risvegliarsi...​

    Gaia, Gaia, Gaia​
    Libera me domine de morte aeterna​
    Volaverunt, Missit me Dominus​
     
  4. Defender of Metal

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    7 Giugno 2009

    ma traduci tu o copi da qualche fonte ?
     
  5. Kurai-sama

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    7 Giugno 2009

    Traduco io dal libretto originale.
     
    #695
    Ultima modifica: 7 Giugno 2009
  6. Defender of Metal

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    7 Giugno 2009

    Hai tutti i dischi ? Quali sono i tuoi dischi e le tue song preferite ?
     
  7. Kurai-sama

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    7 Giugno 2009

    No, purtroppo mi mancano originali Jesus de Chamberi, la Bruja e La ciudad de los arboles.
    Tra le preferite direi La cantata del diablo, Satania, La cruz de santiago, Jesus de chamberi, Finisterra, Hijo del blues, Gaia, La venganza de Gaia, Hasta que el cuerpo aguante, Hasta que tu muerte nos separe...insomma quasi tutte ad essere sincero :P Tra alti e bassi, mi hanno soddisfatto come gruppo musicale.
    Ah non mi piacciono molto Resacosix en la barra e Si molesto me quedo.
     
  8. bellicapelli

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    7 Giugno 2009

    lo stavo ascoltando proprio adesso Gaia!
     
  9. CelestialDream

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    7 Giugno 2009

    grande Kurai.. io sarei interessato alle tue traduzioni per intero...
     
  10. Defender of Metal

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    7 Giugno 2009

    Mi pare hai dimenticato: La costa del silencio (come traduzione)
     
  11. Kurai-sama

    Kurai-sama
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    7 Giugno 2009

  12. Defender of Metal

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    9 Giugno 2009

    tu studi spagnolo ?
     
  13. Kurai-sama

    Kurai-sama
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    9 Giugno 2009

    Sono peruviano, indi di madrelingua spagnola. Sono in Italia da 15 anni.

    Cmq, per nn andare OT, che ve ne pare dell'incipit di Gaia II? Commenti?[FONT=Arial ! important]
    [/FONT][COLOR=#000000 ! important][FONT=Arial ! important][/FONT][/COLOR]
     
    #703
    Ultima modifica: 9 Giugno 2009
  14. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    10 Giugno 2009

    un'altra Intro che ha la sua ragion d'essere musicale, lungi dall'esser compitino svolto e telefonato d'introduzione prima della canzone vera e propria.Ecco Kurai, in questo senso c'è un lieve Barocco, una ridondanza. Senti poi come passa dal minuto 2.34 con quella voce femminile che spezza la sinfonia con un che di andaluso di sud prima della chitarra elettrica che apre una terza via. C'è pathos, tantissimo pathos come in tutto Gaia II. Questo ed il primo hanno avuto dalla mia sorte personale il caso di legarsi sempre a momenti esistenziali molto intensi. Rischio di essere affettuosamente parziale con questi lavori dei MAgo.
     
  15. Kurai-sama

    Kurai-sama
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    10 Giugno 2009

    D'accordissimo con te Fleba. In tutto Gaia II c'è un pathos incredibile.
    Cmq io mi riferivo + che altro all'inizio del racconto di Gaia II, che ho postato prima.
     

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