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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    29 Dicembre 2021

    Fai bene. Ci sono un sacco di bei libri, sul tema. Io sono partito da "Quantum" di Kumar, che mi ha appassionato come fosse un romanzo.
    Quello di Balbi costicchia, purtroppo.

    Lo sto leggendo in questi giorni.

    Cuoricini su cuoricini per l'Edipo Re.
    Bibbia letta due volte, è il miglior fantasy di sempre (sorry Tolkien) nonché il libro che mi ha spinto verso l'ateismo.

    Non ho contato i titoli letti ma dovrei essere anch'io sulla quarantina/cinquantina.
    Tra i migliori: "La gaia scienza" e "Il viandante e la sua ombra" di Nietzsche; "La storia infinita" di Ende; "Fontamara" di Silone; "Anima persa" di Arpino; "Angel heart" di Hjortsberg; "Addio alle armi" di Hemingway.
    Le delusioni: "Il pendolo di Foucault" di Eco; "La vita, l'universo e tutto quanto", "Addio, e grazie per tutto il pesce" e "Praticamente innocuo" di Adams, cioè il 3°, il 4° e il 5° capitolo della "Guida galattica per gli autostoppisti"; "Walden ovvero vita nei boschi" di Thoreau (una palla assurda) e anche il libro di una scrittrice russa che ho acquistato solo perché volevo leggere una raccolta di racconti horror e al contempo dare una chance a un nome sconosciuto... che ora non rammento perché il libro non mi è piaciuto un granché. Per fortuna l'ho pagato pochi euro.

    Il libro che non sono riuscito a leggere ma è lì che mi attende: Ambrose Bierce, "Tutti i racconti vol. 2" (Fanucci).
     
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  2. Dustx85

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    29 Dicembre 2021

    Poteva spingerti verso la poligamia, ci hai guadagnato.
     
  3. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    29 Dicembre 2021

    Fa tutto parte del mio piano. Mi convertirò un secondo prima di morire, in modo da garantirmi le 72 vergini che mi attendono in paradiso.

    Ah no.
     
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  4. forza panino

    forza panino
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    29 Dicembre 2021

    Faccio anche io la mia classifica del 2021 con il metodo delle stelle:

    Josè Saramago, Cecità ✸✸✸✸✸
    Josè Saramago, Saggio sulla lucidità ✸✸✸✸✸
    Jose Saramago, L'uomo duplicato ✸✸✸✸✸
    Straordinario creatore di realtà paradossali nelle quali viene però fuori la vera natura umana, di volta in volta ferina, aggressiva, egoista, prevaricatrice.

    Albert Camus, La peste ✸✸✸✸✸: non tanto per le situazioni descritte, comunque attualissime, quanto per i sentimenti che i personaggi provano, così drammaticamente attuali a quelli che tutti noi abbiamo provato negli ultimi due anni.

    Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi ✸✸✸✸✸: mi rifaccio al mio commento di qualche pagina fa.

    Nicola Lagioia, La città dei vivi ✸✸✸✸✸: straordinario, un non fiction true crime in salsa italiana che ti tiene incollato dalla prima all'ultima riga; praticamente (fatte le dovute proporzioni) è un A sangue freddo italiano.

    Heinrich Boll, Opinioni di un clown ✸✸✸✸✸: un impietoso ritratto dei difetti della borghesia rampante tedesca del secondo dopoguerra, consiglio a tutti di leggerlo.

    Luciano Bianciardi, La vita agra ✸✸✸✸✸: libro amarissimo ed autobiografico su un rivoluzionario che si lascia assorbire dai ritmi vorticosi della capitale del capitalismo.

    Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira ✸✸✸✸✸: ogni commento è superfluo.

    Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli ✸✸✸✸✸: uno dei capolavori della letteratura italiana di ogni tempo, crudo, realistico, malinconico, vero.

    Albert Camus, Lo straniero ✸✸✸✸: un gradino sotto a La peste, ma ugualmente densissimo di significati.

    Herman Melville, Bartleby lo scrivano ✸✸✸✸: un piccolo capolavoro molto intenso, ma troppo breve per conquistarmi definitivamente.

    Sandro Veronesi, Il colibrì ✸✸✸✸: molto emozionante e coinvolgente, con una caratterizzazione dei personaggi molto profonda.

    Niccolò Ammaniti, Io non ho paura ✸✸✸✸: credo che il suo stile di scrittura sia tra quelli che più mi si confanno, infatti l'ho finito in tre sere.

    Antonio Scurati, Il sopravvissuto ✸✸✸: bella l'idea di fondo, ma il libro ha uno sviluppo davvero pachidermico (pagine e pagine delle riflessioni del prof annotate sul suo diario), e in più contiene pure un paio di svarioni grammaticali (mi ricordo un clamoroso quì...)

    Sandro Veronesi, XY ✸✸✸: all'inizio mi era piaciuto più de Il Colibrì, ma ripensandoci non è alla sua altezza.

    Stefano Benni, Bar Sport ✸✸ e mezza: a parte un paio di episodi, libro che risente troppo del tempo trascorso e soprattutto delle situazioni eccessivamente paradossali messe in scena dall'autore.

    Carlo Cassola, La ragazza di Bube ✸✸: un romanzo Harmony ambientato durante la Resistenza, no, grazie.

    Osvaldo Soriano, Triste, solitario y final ✸: una delle più grandi puttanate letterarie mai lette.
     
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  5. forza panino

    forza panino
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    Rockettaro estremo (cit.)

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    29 Dicembre 2021

    P.S. Se ce la faccio (mancano due giorni), entro il 2021 dovrei finire anche La casa del sonno di Jonathan Coe, ma già da ora - salvo sconvolgimenti nelle ultime pagine - posso dargli cinque meritatissime stelle.
     
  6. wataingods

    wataingods
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    hai paura del porco?

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    29 Dicembre 2021

    A me Per sematary è piaciuto un botto
     
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  7. wataingods

    wataingods
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    hai paura del porco?

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    29 Dicembre 2021

    Il mio preferito del re, credo che sia l'unico dei suoi libri che prima o poi rileggerò. Non posso che confermare, beliissimo
     
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  8. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    30 Dicembre 2021

    Non faccio la classifica ma vi parlo di ciò che ho letto.

    Infinite Jest (di Foster Wallace): di questo bisognerebbe parlare a lungo, c’è davvero di tutto, leggendolo si ride di gusto, si prendono pugno nello stomaco, ci si esalta, e onestamente in certi passaggi ci si annoia anche. La trama da’ filo da torcere, sia per la mole di personaggi presenti sia per la complessità del quadro generale, è un libro che non ti prende per mano (diversamente da quello che le 200 pagine di note possano farti pensare), bisogna trovare gli indizi, collegare i fili, e sperare di completare il puzzle. Io onestamente queste cose le adoro, e finita la lettura ho passato un’ora e più a rileggere certe parti e confrontare le mie teorie con il web. È stato bello. Inoltre, ma me ne sono reso conto solo alla fine, c’è un’aura di “Twin Peaks”che permea questo libro.

    Lord Jim (di Conrad): prima lettura di questo autore, ma non ho molto da dire se non che ho apprezzato. In particolare, la costruzione del carattere di Jim e del suo senso dell’onore mi ha colpito molto. Che uomo.

    Il Viaggio dell’Elefante (di Saramago): una sorta di fiaba molto bellina, con ingenti spruzzate di satira e umorismo saramaghiano, certamente non il migliore dell’autore ma molto carino.

    Fiesta (di Hemingway): molto strano, a me è subito saltato all’occhio come non riuscissi assolutamente a empatizzare con nessuno dei personaggi, mi sembrava proprio che ragionassero in modo sbagliato. Mi sembravano tutti stronzi. Finita la lettura (piacevole) ho fatto delle ricerche e sembra che l’obiettivo di H fosse proprio di mostrare come quella generazione (quella degli americani espatriati, la Lost Generation) fosse appunto “persa” anche a livello emotivo.

    La Luna e I Faló (di Pavese): poco da dire, romanzo magico e poeticamente realistico.

    The Witcher 3 & 4 (di Saprorsvdsxnky): metto insieme perché non ricordo cosa è successo nell’uno o nell’altro, comunque questi sono i volumi centrali in cui la questione si fa definitivamente molto più ampia e complessa, ho aspettativa per i prossimi.

    Annientamento & Autorità (di Vandermeer): voglio parlarne quando finirò la trilogia

    I Fratelli Karamazov (di Dostoevskyj): beh. Un romanzone che in certi punti ti fa pensare. Ad un certo punto ho davvero preso a cuore Dmitrij. Ammetto che certe parti, ovvero la biografiadel “santone” ( non ricordo il termine russo più corretto) e tutte quelle pagine di arringhe, le ho saltate assolutamente. Comunque, lo dico, è il quarto che leggo del Dosto ma continuo a preferire I Demoni su tutto.

    Un Oscuro Scrutare (di Dick): madoh che bello, perché ho aspettato tanto a leggerlo? Una paranoia unica, consigliatissimo

    L’Anulare (di Ogawa): boh? Un libro molto corto e fiabesco con trama di fondo abbastanza strana

    Il Fu Mattia Pascal (di Pirandello): non so cosa mi aspettassi, ma mi aspettavo di più

    Sei Quattro (di Yokoyama): un thriller visto dalla parte della sezione stampa della polizia, denigrata e osteggiata da tutti, a volte le cose un po’ noiosine, ma quando ingranava era soddisfacente. Lo giudico positivamente.

    I Mezzemaniche (di Courteline): l’avevo già scritto, questo libro è praticamente l’antenato di Fantozzi e di The Office , presa in giro del lavoro d’ufficio (statale, per di più)

    Addio Alle Armi (di Hemingway) madoh che bello pure questo, letto d’un fiato, commovente e emozionante, tra le migliori letture di sempre

    Venivamo Tutte per Mare (di Otsuka): storia delle ragazze giapponesi “importate” in America e sposate per corrispondenza con gli emigrati gialponesi che là lavorano, nel pre-Seconda Guerra Mondiale. Inutile dire che non ci sono storie di amore idilliaco. È in modo molto particolare, non c’è una protagonista, tutte loro sono protagoniste. Alla lunga questo modo strano di scrivere stufa, ma dura solo 130 pagine

    Le Anime Morte (di Gogol): madoh che bello anche questo, molto divertente, una sequela di personaggi strani accomunati dalla corruzione dei costumi

    Il Dolce Domani (di Yoshimoto): direi il peggiore dell’anno, una leggera storia della fine tragica di un amore e dell’andare avznti, con un pizzichino di sovrannaturale. Non brutto ma potevo farne a meno, comunque anche questo di 100 pagine e letto in un pomeriggio.


    Tra i buoni propositi dell’anno nuovo c’è quello di scrivere a proposito dei libri letti subito dopo averli letti per evitare wallpost :lookaround:
     
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  9. Dustx85

    Dustx85
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    30 Dicembre 2021

    Mi farai sapere poi ti dico la mia.

    Io ho ancora in mente il film visto alle superiori, poi Dick vorrei leggerlo in ordine cronologico (sono fissato..)

    Per parecchio tempo è stato il mio romanzo preferito, probabilmente perché sono nato e cresciuto in campagna. Tra l'altro non so perché ma poi mi ha dato le stesse immagini Uomini e Topi di John Steinbeck. Immagini che provengono dal film 900.
     
  10. Dwight Fry

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    30 Dicembre 2021

    [​IMG]

    Non dategli retta, è un capolavoro, al contrario di quella palla di

    :rissedifineanno:
     
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  11. forza panino

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    30 Dicembre 2021

    @Dwight Fry che dirti? È un libro che non mi ha preso. Mi sono piaciuti tantissimo gli episodi della Luisona (ormai divenuta espressione di uso comune), quella del bambino ed il gelato (che peraltro stava curiosamente su un mio libro di grammatica delle medie per l'analisi logica e del periodo) e quello del playboy di provincia (che è molto avanti ed è molto realistica). Per il resto è tutto molto, troppo enfatico, esagerato, paradossale. È un tipo di comicità che alla lunga non sopporto.
     
  12. forza panino

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    30 Dicembre 2021

    Finito di leggere. Fatevi un favore e leggetelo pure voi. Particolarmente riuscito l'incrocio tra le vite dei vari personaggi e l'uso molto appropriato del fattore tempo.
     
  13. The Transgressor

    The Transgressor
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    30 Dicembre 2021

    Sicuramente è più semplice leggere romanzi di lunghezza normale, ma nella maggior parte dei casi, per non dire sempre, quando un grande scrittore nella sua produzione ha anche opere mastodontiche e/o massimaliste queste sono il top assoluto.
    E proprio perché il tempo non è infinito, per me è sempre meglio partire dal meglio del meglio e/o da quello che andrebbe conosciuto. Sempre considerando il proprio campo di interesse.
    Il consiglio che posso darti per affrontare un mattone è, dopo che ti sei fatto un'idea su cosa ti potrebbe interessare, semplicemente partire con la lettura senza troppi dubbi; se per qualche motivo non riesci a portarla a termine perché “proprio no”, pace ci hai provato. “E se invece poi finendolo tutto mi sarebbe piaciuto?” pazienza; se è riprovi, altrimenti passi ad altro.
    Sono convinto comunque che uno riesce a comprendere, mentre ha avviato la lettura, se questa vale comunque la pena di essere portata a termine, anche se molto difficoltosa o con parti che non lo convincono appieno.

    In sostanza, è un romanzo sulla depressione, individuale ma direi anche sociale, una satira sull’America anni ‘90, una critica al mondo dell’intrattenimento massmediale, in cui tutto ormai è risucchiato (lo “scherzo infinito" è anche il romanzo di Wallace).
    Gli anni ‘90 sono stati una decade molto produttiva per le opere massimaliste postmoderne americane (Vollmann, Powers, Gass, Wallace, DeLillo e il ritorno inaspettato di Pynchon), dopo gli ‘80 che avevano visto una sorta di ripiegamento (anche se c’erano comunque state).
    Infinite Jest, più degli altri romanzi dei giovani (Vollmann, Powers) o di chi finalmente si cimentava (Gass, DeLillo) con l’opera enciclopedica, è quello che è riuscito a raccogliere meglio* l’eredità del monstre pynchoniano Gravity’s Rainbow, attualizzandolo e raggiungendo uno stadio diverso, sempre con sperimentazione linguistica, stilistica e narrativa ma in modo meno avanguardistico, meno contorto ed eccessivo e più agevole**, con vivide descrizioni iperrealistiche - vere e proprie situazioni-immagini che ti si stampano nel cervello - che sono proprie e tipiche di Wallace.

    *Ovviamente, un po’ tutti devono qualcosa direttamente o indirettamente a Pynchon ma Underworld è un capolavoro assoluto, che oltre ad uscire un anno dopo, è un po’ il punto di arrivo di tutto il primo DeLillo. Vollmann viaggia per fatti tutti suoi con i suoi romanzi storici sul nord America, Gass dovrebbe avere la stessa forte sperimentalità di un McElroy e come lui dovrebbe costruire uno stile del tutto proprio.
    **d’altronde, già lo stesso Pynchon con Vineland aveva cambiato il suo stile, aprendo alle possibilità di uno stile che mantiene le stesse caratteristiche esplosive, enciclopedico-barocche e sperimentali ma in modo più diretto, meno contorto ed arzigogolato, raggiungendo piena estrinsecazione e maturità in tal senso nei romanzi dei 2000.

    P.S. ho dimenticato che nei '90, c'è anche Gaddis, premiato con il secondo National Book Award
     
    #16018
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2021
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  14. Dwight Fry

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    30 Dicembre 2021

    Ovviamente si scherza.
    Il punto comunque è proprio quello. Benni e Villaggio hanno introdotto in Italia questo umorismo surreale e nonsense che difficilmente fa breccia in campo letterario. Io lo trovo irresistibile, oltre che difficilissimo sotto il profilo tecnico, perché prevede che si instauri una forma di "complicità" differente dal solito, tra scrittore e lettore.
    La cosa più vicina a un libro di Benni è un film dei fratelli Marx, e so di gente che ha letto alcune cose di Groucho senza ricavarne mezza risata.

    Mi sorprende però che "Viva Piva" (storia di un Cassano ante litteram) non ti abbia colpito. Io sono stato male dal ridere.
     
  15. corpsegrinder jon

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    30 Dicembre 2021

    Io mi aspettavo qualcosa di trascinante,grandioso..e mi sono ritrovato ''una palla assurda'':D
    Avrà la sua importanza storica ma e' davvero pesante..
    Bellissimo la Luna e i Falò,ora che ci penso mi sono fermato con lui,devo riprenderlo..avevo puntato La bella estate.
    Cuoricini per Gogol:happy:
    Ora che ci penso non leggo da un sacco di tempo un romanzo russo..
    Guarda il problema può essere proprio che non riesco a smettere qualcosa prima di completarla,sarà una forma di rispetto magari esagerata ma tant'e'.(lo stesso vale per un film o una serie tv).
    Per questo devo scegliere con massimo criterio e sicurezza,a maggior ragione un'opera mastodontica.
    Sono d'accordissimo con te sul fatto che in un lavoro da 1000 pagine di un'autore,possano eesere incluse tutti gli aspetti migliori della sua arte..comunque grazie del consiglio,sarà anche questione di periodo,in cui ho bisogno di divorare più scritti possibili,andare avanti velocemente.
    Qualcosa di imponente ogni tanto la approccio e sono sicuro che prima o poi sarà più di qualcosa ogni tanto:D
     
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