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Islamofobia?

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da HeadlessChild, 8 Dicembre 2008.

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  1. HeadlessChild

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    22 Settembre 2009

    Un gruppo di privati cittadini (Santanché & friends) ha cercato - lo avevano annunciato - di impedire alle donne di entrare con il velo ad una festa per una cerimonia religiosa. Se questo ti sembra normale, tanto per cominciare, andiam bene.
    Dopo di che, ci sono due versioni: una è che è stata aggredita, l'altra è che s'è messa a strappar veli (aggressione).

    Un'ipotesi abbondantemente sensata è che siano vere entrambe le cose e siano avvenute in sequenza.
    Personalmente se andassi a rompere i coglioni ad una festa della lega (per dirne una) e qualcuno mi tirasse un calcio in culo non mi stupirei particolarmente. Detto questo, a prescindere da tutto, se ci sono delle responsabilità penali si cercherà di accertarle e identificare colpevoli.

    Il fatto che tu prenda il fatto che eventualmente (non lo escludo) sia stata presa a calci in culo una che è andata a rompere i coglioni durante una festa religiosa come una probva che l'islam è un pericolo, la dice lunga sul problema. Tuo.
     
  2. Necrophelia

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    22 Settembre 2009

    :hihi: questo perchè sono loro a non essere tolleranti! Mica noi...sia mai!
     
  3. Druso Italico

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    22 Settembre 2009

    non ha cercato di impedire nulla a nessuno, non per niente la polizia non ha bloccato lei, ma gli aggressori che volevano picchiarla.
     
  4. Druso Italico

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    22 Settembre 2009

    Niente affatto!! Erano amici e alleati:

    Il libro “Icona del male. Il muftì di Hitler e la nascita dell’islam radicale” (Random House), a firma degli storici David Dalin e John Rothmann, ricostruisce una delle figure più cupe e controverse della storia musulmana del Novecento: Haj Amin al-Husseini, la massima autorità religiosa e politica della Palestina tra le guerre mondiali. Amin al Husseini era figlio di una delle due grandi famiglie di Gerusalemme e aveva studiato nel Vaticano dell’islam ad Al Azhar. Era dal 1921 il gran Muftì di Gerusalemme e quindi una delle grandi voci con il potere di parlare per conto dell’islam. La fama di Husseini era costruita non con la dottrina o gli atti di pietà, ma con i pogrom. Perché il gran Muftì aveva due nemici: gli ebrei e la Gran Bretagna. Contro i primi Husseini scatenò, il 23 agosto del 1929, un orribile massacro nella città di Hebron mentre a Gerusalemme e a Safed fu data loro la caccia con stermini e incendi a case e negozi. Al fianco del gran Muftì combattevano i padri di molti terroristi di oggi, come Hassan Salameh il fondatore di “Settembre Nero” autore della strage di Monaco nel 1972. I rapporti tra il Muftì e il nazismo non furono tattici. Hitler era invocato, da Rabat alla Mezzaluna fertile, come Abu Ali, “il redentore” che avrebbe spazzato via inglesi e ebrei. Giovani ufficiali egiziani, come Sadat e Nasser, parteciparono ai raduni di Norimberga mescolati alla gioventù hitleriana e il gran Muftì, esule a Berlino, finì la sua carriera di alleato come padrino religioso dei reggimenti musulmani delle SS, arruolati in quella fetta di mondo islamico occupata dell’Asse che era la Bosnia. In cambio chiese, ma non ottenne, il bombardamento di Gerusalemme e la formazione di un corpo speciale per la “liberazione” della Palestina. Caduto il Terzo Reich, Husseini riuscì a sottrarsi ai processi per crimini di guerra e a riparare in Medio Oriente, dove morì nel 1974.

    Il libro di Dalin e Rothmann quindi ripropone ed eleva a grande livello accademico la tesi secondo cui il nuovo estremismo musulmano affonda le radici nei totalitarismi europei dell’inizio del XX secolo, in particolare nel nazismo. Le parole pronunciate dal gran Muftì a Sarajevo, il 21 dicembre 1944, davanti alle Ss islamiche bosniache, sciolgono ogni dubbio: “La Germania è la sola grande potenza che non ha mai attaccato un paese islamico. Inoltre la Germania nazionalsocialista sta combattendo contro il mondo ebraico. Il Corano dice: ‘Voi vi accorgerete che gli ebrei sono i peggiori nemici dei musulmani’. Vi sono inoltre considerevoli punti in comune tra i principi islamici e quelli del nazionalsocialismo, vale a dire nei concetti di lotta, di cameratismo, nell’idea di comando e in quella di ordine. Tutto ciò porta le nostre ideologie a incontrarsi e facilita la cooperazione, io sono lieto di vedere in questa Divisione una chiara e concreta espressione di entrambe le ideologie”. In nome di questa ideologia antisemita e pestifera, nel 1948 il gran Muftì fu di nuovo di nuovo alla guida del movimento palestinese nel tentativo di distruggere lo stato ebraico nascente. Al processo di Norimberga il vice di Adolf Eichmann, Dieter Wisliceny, disse che al-Husseini aveva pure visitato in incognito le camere a gas di Auschwitz.
     
  5. Druso Italico

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    22 Settembre 2009

    Monk, invece di fare discorsi generici inutili, sei capace di smentire NEL MERITO quelle analogie? Se sì, fallo, se no, non ti resta che ammettere che hanno contenuti molto simili. Se poi anche Feltri scrive roba simile, non cambia questo fatto....

    Ah la libertà di culto non comtempla le violazioni dei diritti umani proprie dell'islam

    Ma vabbè è una catena:hai - avete deciso che l'islam è buono, pur conoscendolo poco e per sentito dire, e neanche prove evidenti vi smuovono.
     
  6. HeadlessChild

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    22 Settembre 2009

    Leggi da più fonti. Se pensi che un articolo di cronaca possa ricostruire una versione chiara e univoca dei fatti è evidente che un giornale (qualunque giornale) non sai nemmeno cosa sia.

    Per esempio yahoo come altri notiziari riporta che
    alcuni degli attivisti hanno tentato di impedire l'ingresso delle donne coperte dal velo integrale, e che sono stati identificati dagli agenti alcuni dei coinvolti nel parapiglia, sulle cui modalità dovrà far chiarezza la polizia.
     
  7. HeadlessChild

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    22 Settembre 2009

    :rotfl:
     
  8. Necrophelia

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    22 Settembre 2009

    bhè mi pare palese che lo fosse per pura convenienza: aveva trovato uno stronzo che voleva vedere sterminati gli Ebrei (per il loro potere economico, non per il credo comunque!:roll:) e quindi vai con l'alleanza.
    Bhè sarebbe divertente poter vedere cosa sarebbe successo se avesse vinto Hitler! Chissà se una volta avuta l'egemonia non si sarebbe rivoltato anche contro il suo amicone Haj Amin al-Husseini...se la razza ariana è quella pura, loro che c'entrano? :sgrat:
    Ripeto: ma di cosa stiamo parlando?

    ah e continui a non rispondere sul proibizionismo dando a noi dei "pro-islam" e che non vediamo l'evidenza dei fatti (come coniò qualcuno qualche post fa)...;)
     
  9. Ross the Boss

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    22 Settembre 2009

    In tutta onestà la soluzione di Druso di proibire il culto islamico a casa nostra ha più senso, ciò che proponi tu presuppone il nostro diritto di dettare (anzi, imporre) legge ad altri Paesi.
    Se in un Paese europeo andasse al governo uno che predica odio (ad esempio Haider in Austria) non diresti che bisognebbe invadere quel Paese e rieducare i bambini, o mi sbaglio?

    Un'altra cosa: quando Quattrocchi disse "vi mostro come muore un italiano" si dimenticò di specificare quanto guadagna un italiano andando volontariamente lì e sapendo di rischiare una cosa del genere. Chi l'ha ammazzato è un criminale, ma di sicuro lui non era un eroe, ha agito per pecunia (se non per odio) come ogni soldato moderno da quando hanno abolito la leva obbligatoria. E quando muoiono e la TV li spaccia per patrioti ci sono ancora fessi che ci credono e se ne fottono dei normali incidenti sul lavoro...
     
  10. Ross the Boss

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    22 Settembre 2009

    Come Molotov e Ribbentrop suppongo. :D
     
  11. Necrophelia

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    22 Settembre 2009

    :) grazie mille...mi ero esentata dal ribadirlo perchè avevo il prosciutto nella boc...hem sugli occhi!
     
  12. HeadlessChild

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    22 Settembre 2009

    :lol:
     
  13. Druso Italico

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    22 Settembre 2009

    forse, anzi, probabile, ma intanto erano uniti dall'interesse di sterminare gli ebrei.


    Cmq vabbè per oggi me so rotto e poi dovrò pur lavorare.

    Buona sottomissione.
     
  14. Necrophelia

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    22 Settembre 2009

    eh no non si abbandona così la lotta! :D

    sto scherzando Druso, buon lavoro! ;)
     
  15. Druso Italico

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    22 Settembre 2009

    Rieccomi :;

    Terrorismo, le moschee dove si predica l’odio - Interni - ilGiornale.it del 22-09-2009
    Gian Marco Chiocci - Luca Rocca

    Predicatori d’odio islamici. Fiancheggiatori del terrorismo, predicatori di violenza, fondamentalisti di professione, leader spirituali sulla carta eppoi espulsi per decisione del governo e non di rado «salvati» da sentenze giudiziarie ambigue. Alcuni fanno esplicitamente il tifo per la sharia, altri applicano l’arte della dissimulazione, predicando pace ma diffondendo il jihad. La «mappa geopolitica» degli imam che hanno scelto il nostro Paese per diffondere il Corano nel senso più estremo, radicale, e violento del termine, è più estesa di quanto si pensi. Secondo una recente analisi dell’Antiterrorismo è soprattutto il Centro-nord l’area prescelta da coloro che esortano i fedeli alla caccia all’apostato dal pulpito della loro carica: siano essi predicatori patentati, imam fai-da te, guide spirituali o tabligh «itineranti». Si comincia dalla Lombardia «base strategica del proselitismo» (attenzionati 12 fra predicatori e centri religiosi) al Veneto (11), passando per il Piemonte (10 centri) dove a Torino e a Ivrea, per dire, «in nome della libertà di culto spesso si fomenta l’odio per l’Occidente». Scendendo per l’Emilia (10 centri), si arriva in Toscana (6) che con la Campania (8) e il Lazio (13) costituisce il serbatoio del credo estremo, sunnita, sciita ed anche wahhabita. E che dire dell’Umbria (3) o dalla costa marchigiana (12), oppure della Puglia (8 siti, escluso quello barese cui faceva riferimento l’imam Nassam Ayachi arrestato a maggio con l’accusa di voler colpire Parigi). La situazione d’allerta non cambia in Sicilia (14) e in Calabria (11): considerati a rischio, quali «siti sensibili», un bel numero fra moschee ufficiali e le tante non ufficiali, con relativi imam o pseudo-imam. In Piemonte l’attenzione degli investigatori ruota attorno all’entourage integralista di tre imam espulsi negli ultimi cinque anni, non ultimo quel Mohamed Kohaila, cacciato nel gennaio scorso perché incitava i musulmani a non integrarsi con ebrei e cristiani, un po’ come i colleghi Bouriki Bouchta e Abdul Qadir Fadallah Mamour etichettati come indesiderati. Sotto traccia s’indaga su un esposto della parlamentare Souad Sbai a proposito di imam itineranti che in Piemonte seminano odio, inneggiano alla rivolta contro il Papa, fondano associazioni benefiche per incassare soldi che puntualmente finiscono sui loro conti correnti personali, in Marocco. Gli esempi di investigazioni contro i sermoni d’odio del venerdì si sprecano. Vedi Bologna dove Nabil Bayoumi, già direttore della moschea An-Nur, sostiene da tempo che «in Israele non esistono civili e nemmeno i bambini sono innocenti (...) i kamikaze non sono tutti da scomunicare, specialmente quelli palestinesi (...) Osama Bin Laden dice cose condivisibili quando afferma che gli americani e i loro leccapiedi dei governi occidentali devono andarsene dai paesi arabi». In questo senso la situazione resta incandescente a Perugia e dintorni, dove l’arresto per terrorismo dell’imam marocchino di Ponte Felciano, Mostapha El Korchi, (che intimava gli adepti a «colpire i bambini italiani finché non esce sangue») non avrebbe debellato le istanze estremistiche segnalate in più luoghi di culto della regione. Ma è il Nord la «casa» naturale di chi semina risentimento per l’Occidente. Vedi Vicenza dove insieme a un collega imam attivo nel casertano, è finito indagato l’imam yemenita collegato a personaggi sospettati di contiguità al terrorismo della moschea veneziana di via dei Mille. Vedi anche un’inchiesta di Udine dove alcuni imam sono finiti in un’inchiesta sulla pedopornografia. Vedi soprattutto Roma, con il centro di Monte Antenne che fa da catalizzatore per la Lega musulmana mondiale (ubicato nella moschea più grande d’Europa) e che resta lo snodo di tutti i monitoraggi, per due ordini di motivi: perché da qui si ha sentore di quel che accade nei tanti luoghi di culto «invisibili» o meno battuti della Capitale, come la moschea di Centocelle gestita da Samir Khaldi, vicino ai Fratelli musulmani, sfiorata dalle indagini sulle bombe di Londra per aver ospitato in preghiera uno degli attentatori; e perché a Roma si sono consumati gli strappi più significativi con il «licenziamento» degli imam Abdel Samie Mahomud Ibrhim Moussa e Andulòwahab Hussein Gomaa, coinvolti in polemiche infinite per l’estremismo di certi sermoni in memoria dei martiri combattenti dell’islam. Da qui si è avuto un input diretto a tenere sotto controllo i centri di preghiera della Tuscia o di Latina dove operano oltre dieci imam appartenenti alle correnti islamiche più esagitate. Se più predicatori vengono anche arrestati per finalità di terrorismo a Firenze, Cremona, Desio, Milano, Varese, Brescia fino a Como, inutile parlare di chi è pronto a immolarsi per difendere l’onorabilità dei divulgatori del verbo di Maometto. A Ostia un’intercettazione la dice lunga del clima: «Gli imam sono troppo intransigenti», urla un pachistano a un suo connazionale. «Sbagli, gli imam sono come angeli», replica il secondo lanciandogli addosso acqua bollente, colpendolo con una spranga per poi finirlo con una coltellata alla gola. L’Antiterrorismo continua gli accertamenti sui seguaci dell’imam di Gallarate, Mohamed el Mahfoudi, accusato di intrattenere rapporti strettissimi con personaggi vicini a Bin Laden, condannato ma poi assolto in cassazione. Così come traccia diversi siti fra Napoli e Caserta, crocevia essenziali del fondamentalismo ispirato all’imam algerino Amar Sahounane che era solito intrattenere i fedeli con espressioni che giustificavano gli attentati agli italiani all’estero in risposte risposta alle crociate degli antichi cristiani. E se tanto si è detto sull’imam di Pordenone che avrebbe ispirato l’accoltellamento dell giovane Sanaa fidanzata con un giovane italiano, non si fermano le verifiche sulle «modalità d’esposizione» di alcuni imam. Gente tipo quell’imam del veronese, Wagdy Ghoein, che ripetutamente invitava i fedeli «a governare le donne come le pecore perché stupide come le bestie».
     
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