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I nostri ascolti

Discussion in 'Sondaggi' started by Zerotolerance70, Oct 26, 2014.

  1. Tarotman

    Tarotman
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    Mar 23, 2024

    Qualcuno lo ricorderà di spalla ai Guns...fresco di uscita, un chitarrista che si spinge sempre un po' più in là

     
  2. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    Mar 24, 2024

    Male mica questo southern nordico, Venus Is High davvero bella.

    E il nostro duo southern quando lo formiamo?
     
  3. Sorhin

    Sorhin
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    Mar 24, 2024

    Pensa che è quella che meno mi piace del disco :D
    Dopo don’t let go e golden girl, l’altra bella che mi piace è bride of Jesus
     
  4. ReignInBlood_1986

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    De la Coronilla y Azevedo

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    Mar 24, 2024

    Mi vergogno
     
  5. Dwight Fry

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    Mar 25, 2024

    Ho sempre avuto problemi con la voce di Brian, purtroppo, e poi il sound generale del disco, così smaccatamente anni '80 e (mi pare) quasi AOR, mi tengono a distanza. Per non parlare di certi brani fastidiosi, tipo "Let you heart".
    Peccato, perché pezzi come "Love token", "Rollin over", "Last Horizon" e soprattutto "Resurrection" mi piacciono. Quest'ultima, non so cosa avrei dato per sentirla suonata/cantata dai Queen al completo.
    Va beh, almeno abbiamo potuto sentire "Too much love will kill you", cantata da Freddie (e infatti tra le due versioni c'è un abisso).
    Ho superato la mia avversione per un sacco di cantanti, potrei superare anche quella per un non-cantante come Brian, quindi chissà. Magari un giorno lo recupererò in CD, usato si trova a poco. In fondo parliamo del mio chitarrista preferito.

    Non male. Però meglio "Can't go" di "Golden girl", per i miei gusti.
    Certo, devi essere in giornata per ascoltare questo tipo di musica.
    O meglio, non-essere in giornata.

    Canzoni del genere, con atmosfere simili, le ho sentite nella proposta di gruppi strani come i King Dude o i 16 Horsepower, ma anche qui avverto una buona dose di personalità.
     
  6. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    Mar 25, 2024

    A me la proposta di Jarva è sembrata la via di mezzo tra la leggerezza dei primi dischi di Voltaire e la morte dell'anima dei solistici di Scott Kelly.

    Insomma è cupo ma non triste.
     
  7. Dwight Fry

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    Mar 26, 2024

    Per il grande Ken Erb, morto (duole ammetterlo) nell'indifferenza generale a fine 2023.
    Appena un mese prima avevo acquistato questo album.


    Shok Paris, “Concrete killers” (US power, 1989)

    [​IMG]

    Trattandosi di un bootleg, un po' mi vergogno di averlo preso in CD ma come ho già detto altrove, l'originale non è mai stato ristampato e può capitare di cedere alle tentazioni.
    Non mi giudicate, siete come me. [cit.]

    Comunque. È un album che ho preso soprattutto per tre ragioni: la grande voce di Vic Hix; il suono (che @Sinner definirebbe loud and proud) delle chitarre e i bellissimi assoli di Ken Erb.
    E poi per una manciata di pezzi: “The american dream”, la splendida “The heat and the fire” e la title track, che nell'intro di batteria sembra anticipare un noto pezzo dei Motorhead.

    Musica all'insegna di un heavy metal duro ma melodico, per fan di Fifth Angel, Warrior e Malice.

    Poi ovviamente c'è anche altro, seppure non all'altezza di quei brani lì. Per esempio mi piacciono non poco “Hold out” (mi gaso quando Vic Hix ìntima: Get out of my way!), “In the dark” (ritornello così così ma belle strofe e assolo da primo della classe), la veloce “Find a way out” e “Windows”.
    Pezzi deboli: “Memories” e "One war with the world", salvate dal solito Erb a livello solistico ma comunque noiosetti.

    Qualche coro suona troppo americano, per i miei gusti, e presso la critica l'album paga dazio all'ingombrante predecessore (“Steel and starlight”, 1987) ma “Concrete killers” è comunque un buonissimo disco, cui rimprovero solo la presenza di troppi tempi medi. Avrei gradito un po' di velocità in più.

    Media voti attuale su RYM: 3,48/5 (su circa 100 votazioni).
    Assente nel listone di Dustx inerente al 1989.
    Assente nel database di TM.
    Per iniziare a conoscere l'album:

     
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  8. Vic Rattlehead

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    Mar 26, 2024

    Almeno su Spotify ci sono tutti i dischi.
    Dato che hai scritto anche Malice ci darò una ascoltata :headbang:
     
    #2183
    Last edited: Mar 26, 2024
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  9. Aslan

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    Mar 26, 2024

    Bootleg pure io, pazienza. Bel disco

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  10. Sinner

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    Gloria Cremisi

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    Mar 26, 2024

    Be' in quanto a garra gli Shok Paris se la giocano con i migliori.
    Non conosco il disco che hai postato, ho ascoltato soltanto le prime due canzoni e promettono molto bene. Ricordo di aver ascoltato il gruppo per la prima volta all'interno di una compilation impossibile, con dentro brani di Laaz Rockit, Q5, Lizzy Borden e un sacco di nomi "minori" del metal a stelle e strisce, trovata in un negozietto che vendeva prevalentemente roba noise/alternativa bella pesante. Il perche' avessero una compilation del genere rimane un mistero...gli Shok Paris erano presenti con l'accoppiata Marseilles De Sade/Battle Cry di cui mi innamorai subito.
    Ricordo che erano presenti anche le mitiche Pull the trigger dei Q5 e American metal di Lizzy Borden.
     
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  11. Vic Rattlehead

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    Mar 29, 2024

    Sentry - Sentry (2024 - Heavy Metal)
    SENTRY-Sentry-2024-700x700.jpg

    Band nata dalle ceneri dei Manilla Road, 3/4 dell'ultima line-up, si presenta con un copertina molto bella di Paolo Girardi (autore anche delle ultime cover dei Manilla Road).
    La produzione finalmente rende giustizia agli strumenti, tutti ben distinguibili e valorizzati, potente ma per fortuna non plasticosa, la batteria è qualcosa di grandioso, e le canzoni ne giovano parecchio.
    Heavy metal tradizionale si ma ad ampio spettro, si sente lo spirito dei Manilla Road aleggiare durante lo svolgersi del disco, se dovessi scegliere 3 canzoni sicuramente segnalerei la violenta Awakenings (con riff trasheggianti) alla doomeggiante Funeral (dedicata con tutta probabilità a Mark) e l'opener Dark Matter, diretta e potente.
    Sugli scudi il batterista Neudi, una forza della natura, tra cambi di ritmo e potenza, veramente un plus molto importante per la band.
    Non arrendetevi al primo ascolto, come per i Manilla Road ci vogliono diversa ascolti per poter godere appieno dell'album.
     
    #2186
    Last edited: Mar 29, 2024
  12. Dwight Fry

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    Mar 30, 2024

    Rush, “2112” (prog, 1976)

    [​IMG]

    Di prog rock ne capisco davvero poco. Ne ho ascoltato un po' da ragazzo grazie alle MC che mi passava un cuggino (King Crimson, Yes, EL&P, primissimi Rush, un live dei Genesis mark II, Pink Floyd, Van der Graaf Generator...) ma in definitiva non mi ha mai preso.

    Pink Floyd e Rush sono gli unici vecchi gruppi prog (i Pink Floyd solo marginalmente, ok) dei quali ho ascoltato più di due album in vita mia, ma ogni volta che mi riavvicino a band del genere uso cautela, sia perché sono un'istituzione, sia perché è sempre strano rimettere in discussione i propri gusti.

    Ogni tanto però bisogna farlo, sennò ci si lascia sfuggire un lato positivo degli anni che passano: l'emergere di un sincero interesse verso gruppi e generi musicali che, anni prima, erano stati trascurati con una non chalance altrettanto sincera. Dopo aver assecondato per anni, istintivamente, il gusto personale, a un fan rimangono altri due tipi di musica: quella che probabilmente non piacerà mai e quella che è stata tenuta da parte solo perché, nel frattempo, la priorità era stata concessa a ciò che attirava di più.

    Poi ammetto di essermi riavvicinato ai Rush anche perché, nel frattempo, ho digerito la voce di Geddy Lee, che un tempo mi irritava. Continua a non entusiasmarmi ma almeno non devo litigare col tasto STOP, adesso.

    Andiamo al sodo: dopo avere ascoltato la prima volta la title track mi è venuta voglia di mettere su i Motorhead. Venti minuti sono tanti. Dopo 6-7 ascolti la percezione si è modificata, ma sulle prime non è stato facile digerire quella ragnatela di note. Hanno fatto sèguito altri ascolti e ora non dico che “2112” sia divenuto il brano della vita (considerate anche il mio odio per i synth), ma di sicuro ne ho capito la grandezza, a partire dai riff dell'overture iniziale passando per l'assolo pazzesco di Lifeson nel IV movimento, fino ad arrivare all'ottima prova di Geddy Lee nel V.

    Con tali premesse, il resto del disco mi ha colto di sorpresa: solo brani al di sotto dei 4 minuti e a parte “The twilight zone”, che è un brano magnifico, e la bella “A passage to Bangkok”, il resto mi piaciucchia senza esagerare. La ballata non è nelle mie corde e “Lessons” è troppo allegra e danzereccia per i miei gusti, nonostante alcuni riff rocciosi. Però apprezzo, in generale, il senso della misura espresso da una band di fenomeni dello strumento.

    Direi insomma che il mio ritorno al prog dei '70 si conferma tutto sommato felice, dopo avere ascoltato e gradito “Wish you were here” dei Pink Floyd l'anno scorso.

    Media voti attuale su RYM: 3,77/5 su circa 15.000 votazioni.
    Assente nelle liste dell'energizzante Dustx.
    Qui la rece presente su TM (voto 99 su 100):
    Recensione 2112 - truemetal.it

    Per iniziare a conoscere l'album:
     
  13. Vic Rattlehead

    Vic Rattlehead
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    Mar 30, 2024

    Beato te...
     
  14. Carnival900

    Carnival900
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    Legal at Last

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    Mar 30, 2024

    Mitici Rush, ho solo buonissimi ricordi dalla loro musica!
     
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  15. Dustx85

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    L'elettrizzante

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    Mar 30, 2024

    Basta chiedere.. IL voto è 3,9/5 (quello ribassato, altrimenti 4,2)
     

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