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Fabrizio De André

Discussion in 'L'Altra Musica' started by Gigen, May 26, 2006.

  1. RIP

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    Jan 12, 2008

    Che non farebbe male, eh :)


    In ogni caso, non era basata su tempistiche o influenze. Non era "De Andrè è arrivato prima, ha infuenzato questo e quell'altro".
    Semplicemente: De Andrè, che con la sua poesia può essere paragonato a Dylan e a Cohen, ha superato in bellezza questi.
    Insieme agli altri 3 già citati, ci ha permesso di non invidiare quello che ci porta l'estero (anzi!) e di godere di perle tra le più luminose.
     
    #61
  2. Rover84

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    Jan 12, 2008

    E' vero che cantautori come De Andrè, De Gregori, Paolo Conte, Guccini, per certi aspetti Battisti, sono il vanto della musica rock italiana, ma direi che gli americani per quanto riguarda la musica rock sono un'altra cosa, altro livello.
     
    #62
  3. Acid Rain

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    Jan 12, 2008

    Secondo me non ha senso paragonare il cantautorato italiano a quello d'oltreoceano.
    Sono due sport diversi ;)
     
    #63
  4. Rover84

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    Jan 12, 2008

    ...non saprei, direi che nonostante la differenza di contesto culturale e sociale, si tratta dello stesso genere musicale, della stessa forma di espressione. Di certo De Andrè conosceva Dylan e Cohen, dei quali ha inciso anche delle cover con ottime traduzioni, anche se la sua influenza principale pare fosse il francese Georges Brassens.
     
    #64
  5. Acid Rain

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    Jan 12, 2008

    Vero. Come è vero che difficlmente Cohen e Dylan conoscevano De Andrè. Se uno può essere stato ispirato dagli altri, questi non avrebbero avuto modo di essere ispirati dal primo.
    Comunque sia, continuo a sentire troppe differenze; anche perchè il cantautore in generale è sempre molto legato alla sua terra.
     
    #65
  6. christiane

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    Kledt I Nattens Farget
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    Jan 12, 2008

    la differenza è fondamentalmente appunto nelle tematiche dei testi, quelle di De Andrè sono strettamente legate ad immagini che fanno parte di realtà nn comprensibili da tutti, probabilmente al contrario di altri cantautori internazionali che invece trattano di argomentazioni che riescono a "parlare" un pò a chiunque. di certo nn per questo De Andrè risulta meno coivolgente o capace di profonde riflessioni, anzi.
    Poi di Brassens o Cohen mi pare abbia realizzato diverse cover o riarrangiamenti. Più che ispirazioni però li vedo proprio come omaggi a questi cantautori.
     
    #66
  7. Fairy Tale

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    Jan 12, 2008

    sul fatto ke dylan e cohen abbiano influenzato il faber e tutto il cantautorato italico nn ci sono dubbi:sono arrivati prima e, soprattutto, hanno offerto un qualcosa ke in italia nn c'era. nei primi anni 60 la musica italiana era di scarso livello, banalotta e molto indietro rispetto altri paesi. per de andrè, poi, oltre il filone made in usa il principale maestro e modello fu brassens (nn a caso ha coverizzato, anzi, tradotto, gare au gorille nella famosa il gorilla... ma questo è solo un esempio contingente delle influenze del francese sul faber...)

    premesso ciò nn si può e nn si deve negare ke l'influenza fu solo influenza. fra un album di de andrè e uno di dylan nn ci sono una nota o una parola in comune. il faber ha sviluppato col tempo, ma sin da princio il seme della diversità era pianto, uno stile completamente diverse dall'americano. personalmente accostare i due è errato. personalmente, poi, ritengo il lavorò di de andrè migliore di quello di dylan. e lo dico da NON fan di de andrè (prefrisco di gran lunga guccini) ma da conoscitore di entrambi... ritengo, personalmente, de andrè più profondo ed in gamba di dylan come cantautore (come rockers, magari, le posizioni si invertono).

    a dimostrazione della pokezza di influenza di dylan e coehn nel cantautorato italiano basta conoscere un pokino il faber e guccini. se fossero stati molto influenzati farebbero musica simile. guccini e de andrè in comune hanno poco, davvero poco. fanno musica impegnata e con testi di un certo livello. questa è l'unica cosa in comune. se poi voglioamo fare il confronto dylan-italia, più fe deandrè è guccini il migliore per essere paragonato: folk beat n1 (primo album del modenese, targato 67-68) è molto dylaniano (ma già due anni dopo è completamente diverso... per nn parlare dell'isola nn trovata e di stanzwe di vita quotidiana, album, per me, della maturità artistica gucciniana) e ci sono riferimenti musicali e linguistici al mondo americano (talking milano è suonata con un americano e cantata in parte in inglese) e poi, ricordiamo, ke deanbdrè dell'america nn ha mai parlato, guccini era fissato con gli usa... quindi se cè un dylan italiano è guccini e nn de andrè. ke poi, manco guccini lo era...

    dare a dylan del deandrè credo sia, semplicemente, un modo per innalzare il faber e sottolineare la sua assoluta grandezza...

    spero ke i miei figli nelle antologie abbiano testi di de andrè e di guccini....
     
    #67
  8. Fairy Tale

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    Jan 12, 2008

    ah, un'ultima cosa: trovo vergognoso ke in italia e nel mondo si conoscano cantautori spagnoli e americani e de andrè e guccini nn siano MINIMAMENTE conosciuti... credo sia veramente una vergona... di italiano si conoscono canzonette (volare... ohohoh...) lirica e tiziano ferro, la pausini (mah...) e ramazzotti... direi vergognoso... neanke vasco rossi, il più grande e famoso rocker italiano è conosciuto fuori dai confini... vergogno e assurdo
     
    #68
  9. Rover84

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    Jan 12, 2008

    L'influenza è stata piuttosto determinante e il debito che si ha con i singer-songwriters americani non è facilmente cancellabile. L'accostamento tra cantautori italiani e stranieri è possibile, e doveroso, che sia fatto: si tratta, come dicevo prima, dello stesso genere musicale, a prescindere dalla differenza di contesto. E' chiaro che le tematiche e gli stili sono differenti, ma la forma con la quale questi artisti comunicano è la stessa.
    Stabilire chi sia più profondo rispetto all'altro non è semplice e immediato, anche perchè bisognerebbe capire cosa significhi questo andare in profondità. La figura di Dylan è di importanza capitale per l'universo del rock, ed è uno di quei rari artisti rock il cui valore e significato dell'opera trascendono i limiti del genere per affermarsi come punto di riferimento dell'intero panorama culturale dei nostri giorni. La sua carriera ha attraversato ormai quasi 5 decadi, le sue canzoni e la sua vita sono quasi leggenda, universi. Ritengo che sia una figura di maggiore levatura rispetto al nostro, sebbene buono, De Andrè.

    L'influenza del modello cantautorale americano sui nostri cantautori mi sembra più marcata di quanto dici, anche se alcuni autori come De Andrè, Conte e Battisti hanno elaborato degli stili più personali, ma non sempre di valore assoluto come dici. In genere ai nostri artisti dell'epoca, ma anche di altri periodi, manca il senso pieno della musica e dello spirito rock, per evidenti diversità culturali, che invece agli americani scorre nelle vene e nell'anima.
     
    #69
  10. Melanio Vakyas

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    Jan 12, 2008

    La frase del "Dylan è il De Andrè americano" è di Fernanda Pivano. Una che conosce bene sia Dylan che Andrè... non certo la prima arrivata. Beh... Io con lo "spirito Rock" dei cantautori americani mi ci faccio il brodo.... Gente che ha le radici culturali della protesta solo a partire dagli anni '30 del '900. Scelgo De Andrè tutta la vita!
     
    #70
  11. Acid Rain

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    Jan 12, 2008

    Niente da aggiungere, se non: :applause:
     
    #71
  12. Rover84

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    Jan 12, 2008

    Che intendi dire, potresti spiegarti meglio? Il rock non è solamente protesta, almeno non solo nel senso più comune del termine.
     
    #72
  13. Melanio Vakyas

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    Jan 12, 2008

    Ho solo spiegato il mio punto di vista in riferimento alla tua frase "In genere ai nostri artisti, ma anche di altri periodi, manca il senso pieno della musica e dello spirito rock, per evidenti diversità culturali, che invece agli americani scorre nelle vene e nell'anima." Io ne faccio a meno dello "spirito Rock" degli americani, perchè ritengo più interessante (e ovviamente la sento più mia, e la comprendo di più) la "provincialità" dei cantautori italiani, che non tutto quello che ci propinano gli americani. Poi dire che non abbiamo un "senso pieno della musica" è un falso storico. La musica popolare italiana, è un grande patrimonio che abbiamo. Patrimonio da cui hanno attinto a piene mani i nostri cantautori. Per non parlare della tradizione poetica a partire dal Dolce Stil Novo... e dovrei farmi impressionare dagli americani, pur riconoscendogli i loro meriti? Voglio ricordare anche che Faber non era un cantautore e un poeta qualunque: dare ai contemporanei e ai posteri un "Creuza De Ma" un americano se lo sogna..... Come diceva Montesano in una vecchia gag "Gli americani sò forti".... Già sò forti gli americani.....
     
    #73
  14. Rover84

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    Jan 12, 2008

    Mi sembra di cogliere tra le righe una particolare posizione politica che secondo me non giova alla piena comprensione del discorso. Con la mia espressione mi riferivo alla musica rock, non alla musica in genere. Naturalmente anche il nostro paese ha una sua valida e ricca tradizione culturale e musicale. Se tu preferisci le atmosfere di provincia (sempre parlando in riferimento al centro del rock, che è stata e per molti versi è ancora l'America) io credo che invece il cuore della musica rock non sia nel nostro paese, sebbene apprezzi molto anche i nostri artisti. Non si tratta di svalutare i meriti dei nostri artisti, ma di riconoscere che la patria geografica e culturale della musica rock si trova altrove, e che lo stile che hanno gli artisti stranieri è altra cosa da quello italiano.
    Creuza de ma è un disco che cerca di recuperare il valore di una tradizione popolare. Se dici che gli artisti americani sognano un disco come questo non so a quali artisti ti riferisci...infatti tutta l'opera di cantautori come Dylan, Waits, Springsteen, Young è un dialogo denso con la tradizione del folklore americano e della cultura popolare, equivalente a quelle atmosfere mediterranee che si trovano in CDM. Una tradizione molto profonda che non si ferma al secolo appena trascorso, ma che risale nel passato sino ai primi coloni inglesi e che si intreccia con le culture indiane.
     
    #74
  15. Fairy Tale

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    Jan 12, 2008

    rover stiam parlando dio cose diverse io e te: tu parli di rock, io no ^^

    e questo direi ke appoggia la mia tesi: cantautorato italiano e usa sono molto diversi... in usa va a braccetto col rock da noi no... de andrè e guccini dio rock ne han fatto poco han preferito folk, tanghi e musica leggera...
     
    #75

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