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Editoria: la nuova legge contro gli sconti sui libri

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da VentoGrigio, 4 Marzo 2011.

  1. gobbonero

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    30 Luglio 2011

    Il tuo amico misa che non conosce http://www.bookdepository.co.uk
     
    #31
    Ultima modifica: 30 Luglio 2011
  2. Dwight Fry

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    Non so se ringraziarti o...

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    30 Luglio 2011

    Non ne ho idea, può darsi anche, ma non vedo cosa possa c'entrare. In inghilterra i libri costano di più nonostante la totale libertà in materia: questo è il dato di fatto.
    In Italia ci sarà un tetto massimo di sconto pari al 15% (25% in determinati casi). Faccio però presente che in Spagna e in Francia lo sconto massimo previsto è del 5%, e in Danimarca e Germania non è possibile effettuare sconti (zero per cento, insomma).
    Mi chiedo quanta gente - tra quella che ha gridato "al lupo al lupo" - sia al corrente della cosa. Poi si può anche discutere sulla sensatezza del provvedimento, ma i dati fanno riflettere.
    p.s.
    lavoro nell'editoria, per la cronaca.
     
    #32
  3. emanuele

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    Il blallo

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    30 Luglio 2011

    Riflette, bene o male, quello che buona parte dell'Italia è...niente più, niente meno.
     
    #33
  4. gobbonero

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    30 Luglio 2011

    Io sono dell'idea che l'editoria (così come l'industria musicale) debba adeguarsi alle leggi del libero mercato, e porre limiti alle liberalizzazioni sia la cosa più deleteria sia per il produttore, sia per il creatore, sia per il consumatore finale.
    porre freni tentando di salvare le piccole case editrici e le piccole librerie perchè "senza di esse verrebbe a mancare la varietà" mi sembra come cercare di resuscitare un essere già morto, ovvero inutile se non dannoso per il libero fluire e diffondersi della cultura.
    Il vero problema, soprattutto in Italia è la lunghezza della filiera, nell'editoria come in ogni altro settore industriale. ci vogliono mangiare in troppi, tutto li.
     
    #34
  5. Dwight Fry

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    31 Luglio 2011

    Le idee personali sono una cosa, i dati un altro. In Inghilterra c'è libero mercato ma i libri costano di più. Poi si può pensarla come si vuole, ma il dato resta.
    Inoltre, che le piccole librerie e le piccole case editrici siano cadaveri "inutili se non dannosi per il diffondersi della cultura" è un'interpretazione non solo distantissima dalla realtà (è la piccola editoria di qualità che alimenta le forze fresche del nostro sottobosco culturale, non certo Mondadori o Feltrinelli), ma anche agghiacciante per quello che implica (rimarrebbero i megastore e i colossi editoriali come unici oligarchi della Cultura: bella prospettiva).
    Vaglielo a dire, alle migliaia di persone che lavorano nel mondo della piccola editoria (editori, scrittori, correttori di bozze, impaginatori, editor e così via) e ai piccoli librai che si fanno il mazzo per alimentare uno straccio di alternativa in questo Paese, che il loro lavoro è infruttifero e che sono degli "esseri già morti".
    E in Italia il problema dell'editoria non riguarda semplicemente la filiera, che pure ne è concausa. E' un problema assai più vasto. "Culturale", appunto.
     
    #35
  6. gobbonero

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    31 Luglio 2011

    dati alla mano, in inghilterra i libri nuovi, a parità di edizione, costano meno (almeno confrontando i prezzi qua e la, a caso). non c'è bisogno che glie lo vada a dire qualcuno, purtroppo lo sanno benissimo che la situazione è agli sgoccioli. il problema è il modo di affrontare le cose: se si desse fiducia al consumatore invece di penalizzarlo, magari allora il corso delle cose cambierebbe direzione. comunque io ho ancora a capire come la legge sugli sconti vada in qualche modo in aiuto degli editori. forse aiuterà qualche libraio a galleggiare per qualche tempo ancora (anche se ne dubito) la globalizzazione ed il libero mercato si affrontano non penalizzando il consumatore ma producendo un prodotto qualitativamente migliore.
     
    #36
  7. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    31 Luglio 2011

    Ma non è confrontando a caso che si stilano dati seri (che infatti dicono altro).
    Mi chiedo poi quali siano le prove a sostegno della teoria secondo la quale piccoli editori e piccoli librai sanno di essere un peso morto per la nostra Cultura. Io che ci lavoro, nell'editoria, questa cosa non la scorgo. Anzi.
    In quale modo tale Legge vada in aiuto degli editori (aggiungo i librai), ti assicuro che siamo in due a non averlo capito.
     
    #37
  8. Snake

    Snake
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    ...To the end of time.

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    31 Luglio 2011

    Dwight non ha tutti i torti, il liberismo estremo e selvaggio ha di fatto fallito, portando alla creazione di monopoli che fanno tutt'altro che l'interesse dell'acquirente finale.
    Resta però il problema che questa legge non aiuta i piccoli librai, visto che la possibilità di fare sconto rimane, viene solo ridotta. Questo tetto tra l'altro vale per sconti "lunghi", le offerte a durata limitata non vengono toccate dalla nuova legge. Oramai inoltre molte catene spediscono gratis per gli ordini maggiori ai 20 euro (quindi una cifra bassa).
    I problemi che giustamente rilevi non verranno risolti da questa legge. Piuttosto sarebbe necessario rivedere da 0 tutto il processo di distribuzione e accorciare le immense supply chain che vessano il settore, ad esempio.
     
    #38
  9. gobbonero

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    puppa-in-posa

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    31 Luglio 2011

    Non sto dicendo che i piccoli editori e gli scrittori con un bacino di utenza potenzialmente più ristretto siano dei pesi morti, tuttaltro. sto dicendo che il sistema sta mutando e chi non si adatta muore. e sto dicendo che se produci davvero roba di qualità il problema non si pone. per questo dico che, tutto sommato, anche in un sistema prettamente capitalistico di libero mercato la cultura (quella buona) non andrà persa, anzi. quello che non mi piace sono leggi che penalizzano il consumatore.

    per i dati, purtroppo io non lavoro nell'editoria e non trovo fonti a riguardo, quindi faccio quel che posso, ovvero confronto e valuto (anzi se le tabelle dello studio sono disponibili alle masse link link!)

    poi tornando al problema della filiera lunga ci sarebbe davvero da dedicarci un topic che se non ci fosse da piangerci ci si potrebbe fare delle grasse risate :sadic: io di recente ho dovuto farmi arrivare una macchina dall'inghilterra perchè la differenza di prezzi era tale che anche il negozio italiano che offriva il miglior prezzo mi ha detto tranquillamente di comprare in inghilterra perchè i distributori italiani caricano del 50% in più rispetto agli inglesi o tedeschi etc. per farsi un'idea, ho speso 1000 invece di 1800, col cambio euro sterlina e maggiori spese di spedizione incluse.... c'è qualcosa che non va se non si può tenere i soldi in italia....
     
    #39
  10. miklos

    miklos
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    2 Agosto 2011

    Primo firmatario: LEVI del PD... tutti uguali. Saluti
     
    #40

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