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Blind Guardian

Discussion in 'Power Metal' started by Gollum, Nov 14, 2004.

  1. sciacallo010

    sciacallo010
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    MungoPolipiPerSoldi
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    Nov 28, 2010

    Non vedo l'ora

    Comunque anche per me è davvero un gran bel disco, di altissimo livello.
    @spit il mio primo (e lo ripenderei per primo potendo:)) è stato nightfall in middle earth che ti consiglio tantissimo, è qualcosa di davvero eccezionale, poi se hai letto qualcosa di tolkien ti sale ancora!
     
  2. Xiuhcoatl

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    Eadem Mutata Resurgo

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    Nov 29, 2010

    Magari dopo aver acquistato altri 2/3 album potrebbe anche buttarsi sul Live album doppio :)
     
  3. Zanna

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    Nov 29, 2010

    Anch'io, come altri, mi riascolto volentieri ancora adesso At the Edge of Time. E' un album che non stanca, nè troppo lineare, nè troppo complesso; ha un buon impatto ed è potente; inoltre aiuta molto, secondo me, anche la varietà dei temi trattati (la fantasy, la mitologia nordica, l'antico Egitto e/o Babilonia,...), che hanno però come filo conduttore, una grande e maestosa epicità.
     
  4. Xiuhcoatl

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    Eadem Mutata Resurgo

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    Nov 29, 2010

    Ci ho fatto caso solo adesso, in un paio di riprese dal vivo di una loro serata del tour di At the Edge of Time, mentre suonano Wheel of Time si vede sullo sfondo l'immagine del Calendario Azteco/Maya :happy:
     
  5. MF_Metal

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    Nov 30, 2010

    yeah anche a Milano ce l`avevano. ma la foresta durante bard`s song era :sbav:
     
  6. Vic Rattlehead

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    Nov 30, 2010

    Sarò l'unico a non digerire sto album...tra gli ultimi tre album continuo a preferire ANATO...maestoso!
     
  7. maxthecat

    maxthecat
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    Dec 1, 2010

    Me sa proprio di sì!!!!:D:D:D
     
  8. RIP

    RIP
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    Dec 1, 2010

    Si :sadic:

    Il pregio di ANATO è che contiene quella che per me è la più bella canzone dei BG, ATTWS. Più altri 2 pezzi magistrali, Battlefield e Precious Jerusalem, che forse superano tutti i pezzi di ATEOT.

    Però nel complesso, questo ultimo lavoro è un piccolo passo avanti a quel già capolavoro di ANATO. Più semplice e diretto, pur rimanendo complesso come tutti gli ultimi album dei BG. Poi, per me ha la più bella ballata scritta da IFTOS ad oggi, Curse my name.
    Peccato solo per 2 canzoni che ancora non digerisco e spesso salto: Road of No release e Control the Divine. Soprattutto la prima, mi urta inserita come terza canzone. La sucessione Sacred, Tanelorn, Ride into obsession sarebbe stata molto più micidiale, senza stroncare subito il ritmo.
     
    #13193
    Last edited: Dec 1, 2010
  9. Vic Rattlehead

    Vic Rattlehead
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    Dec 1, 2010

    E vabbè...purtroppo c'è qualcosa a livello viscerale, che ancora non riesco ad individuare, che non mi fa apprezzare il disco in questione. Le canzoni sono scritte bene, la produzione è giusta..ma...
     
  10. Xan

    Xan
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    Dec 1, 2010

    Quoto, anche il discorso sulla preferenza di ANATO
    Non sei certo l'unico, e credo che quel senso di "incompletezza" che l'album ti trasmette sia in alcune caratteristiche....almeno per me è così.
    Su ANATO c'era maggiore voglia di osare, su questo sono andati più sul sicuro. Il problema sta proprio quì: il compito è svolto perfettamente, ma non c'è quasi nulla che faccia balzare dalla sedia, che cattura come dovrebbe ed entra dentro, pur essendoci tracce nella media molto buone.
    La maggior parte delle canzoni mi fa dire "bella, ma...."
    Quel "ma" credo sia dovuto a questo, ad un lavoro che non presenta cali mostruosi (a twist in the myth) ma anche pochissimi momenti di esaltazione
     
  11. forza panino

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    Dec 1, 2010

    Finalmente, dopo mesi, sono riuscito a prendere At The Edge Of Time, oltretutto ad un prezzo accettabile. Le prime note di Sacred Worlds stanno già scorrendo nel mio stereo, ma credo che mi ci vorrà molto tempo per apprezzare al meglio l'intero disco. Dalle primissime battute, leggendo anche la tracklist e ricordandomi degli estratti che ascoltai in primavera, mi sembra un album "importante". Poi vi dirò, intanto ce l'ho!:D
     
  12. maxthecat

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    The Great Oracle

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    Dec 1, 2010

    Vai "Marchese Panino" e non te ne pentirai....:happy: Invece io a parte i classiconi devo studiarmi bene bene la loro discografia novantiana.... ma c'ho troppa roba da ascoltare!!!:roll:
     
  13. Xiuhcoatl

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    Eadem Mutata Resurgo

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    Dec 1, 2010

    Invece non sei l'unico, io l'ho riposto nello scaffale dei cd e da agosto non lo ascolto più, proprio non riesco ad andare oltre quelle 2/3 canzoni che mi hanno effettivamente colpito.
     
  14. Wakka

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    Dec 1, 2010

    Gli ultimi due son fiacchi, A night at the opera vince a man basse.
     
  15. The Hobbit

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    Dec 1, 2010

    Allora, ecco il giudizio sull'album.

    Comincio col lodare la confezione: davvero un buon prodotto. A me la tanto criticata copertina piace, con quelle favolose tonalità di blu dominanti. L'idea non è molto importante, c'è una specie di piramide custodita da un drago e due guardiani, il tutto sfumato in un paesaggio, che sembra convergere e fondersi con la piramide stessa, amorfo e freddo, in contrasto con la luminosità centrale della struttura... insomma direi che rende benissimo le suggestioni inafferrabili e sfuggenti di un titolo impegnativo come At the Edge of Time, oltre a rappresentare un bel colpo d'occhio. Non è da meno il libretto: due pagine dedicate ad ogni canzone di cui solitamente una di testo e una col disegno. Tra questi i miei preferiti sono quelli di Tanelorn (ancora con quelle tonalità di blu da sbavo), Curse My Name col trono di kamelotiana memoria ma con la chicca della corona in fiamme, Valkyries e infine il paesaggio innevato di War of the Thrones con l'oscurità che incombe alle spalle del protagonista. Carina l'idea dei volti fasciati e spiritati sull'ultima pagina del booklet, anche se Olbrich stona un po' perché è l'unico che non guarda in alto ^^. Il carattere scelto per i testi è esotico ma leggibile, lo preferisco a quello asettico (e molto più ingombrante) usato nel precedente disco. Insomma un miglioramento generale rispetto al bruttarello libretto di A Twist In The Myth coi suoi sfondi sfocati e le pagine anti-estetiche. :D

    Passando al discorso più importante (la qualità delle canzoni), mi posso dire pienamente soddisfatto. Da sottolineare subito la bellezza delle linee vocali, molto curate e accattivanti, con gustosi intrecci e melodie spesso di facile assimilazione; ne seguono strofe interessanti e ritornelli vincenti, come da tradizione. Il disco sembra molto variegato e ben bilanciato tra pezzi più speed e potenti, un paio di ballads o semi-ballads ben inserite nella tracklist, brani più maestosi ed epici e altri più diretti, tutti comunque ben sviluppati secondo lo stile BG. L'impressione è che i bardi siano riusciti a dosare in modo equilibrato le ambizioni: ci sono parti più ambiziose, raffinate, "elevate" diciamo così e parti più sostanziose e se vogliamo "nostalgiche" che catturano sicuramente il vecchio fan medio. Come dicevo un disco variegato e che non annoia, che strizza l'occhio al passato recente e a quello meno recente, presentando allo stesso tempo qualche spunto innovativo che non guasta.

    Nel dettaglio le 10 canzoni...

    Sacred Worlds. Premetto che non avevo mai ascoltato la sua "progenitrice" che invece il popolo dei BG-fan aveva da tempo consumato. Meglio, perché me la sono potuta godere partendo da zero. L'inizio è molto cinematografico e già mi ben dispone all'ascolto :happy:. Dopo un minuto e mezzo gli strumenti classici fanno il loro ingresso intrecciandosi alla perfezione con l'orchestra, in una seziona bella carica e dinamica che presto però rallenta adagiandosi su tempistiche più contenute. Già da queste prime strofe si intuisce la diversità e varietà di linee e soluzioni che contribuiscono lungo gran parte del disco a donare freschezza e vitalità agli ascolti. Il culmine arriva col ritornello dal facile acchiappo, con un incedere e un sapore che mi ha ricordato certe cose degli Iced Earth (mi inganno?) e che si libera presto sfociando in un primo veloce e apprezzabile break di chitarra. Si torna quindi al solito snodarsi tra ritmi più contenuti e altri più energici; personalmente impazzisco per la parte I'm sinking I'm drowning, there's no doubt and no regret - Time to reveal now - This is no illusion, it is real... caaarry on the flame, it's not over now, watch me I will rise - Time to reveal now... I know I will not fail anymore... ecco per me questo è uno dei punti più alti del disco, con intrecci di melodie e ritmiche vincenti, della voce di Hansi con i cori, dell'orchestra con la band, insomma esemplare di ciò che più apprezzo in questo disco. Nuovo ritornello e nuovo pregevole assolo, cui seguono ancora mutevoli strofe e quel coro vincente, così cadenzato e coinvolgente. Alcuni versi a metà tra il placido e il rabbioso introducono un nuovo sfarzo chitarristico degno di nota, sempre con l'orchestra a fare da contrappunto e appoggiare il lavoro dei nostri (forse la trovo più ben amalgamata con la musica del gruppo in questo brano che nella compagna di disco Wheel Of Time... pur preferendo quest'ultima! ^^ ). Il finale è totalmente affidato all'evocatività serena dell'orchestra, che accompagna degnamente il pezzo verso la sua conclusione. Canzone praticamente perfetta, un ottimo inizio.

    Tanelorn (Into The Void). Brano che avevo già imparato ad apprezzare durante l'estate sul sito dei bardi. Senza entrare nel dettaglio che altrimenti mi accorgo di non finire più, cito i potenti riffazzi che serpeggiano qua e là, la solida prova di Hansi, il ritornello stupendo e da cantare obbligatoriamente, una sezione solistica tra le migliori dell'album e la solita varietà di melodie e strofe che mi fa amare questa band. Un brano potente e molto "power" con una forte impronta del passato; uno dei miei preferiti.

    Road Of No Release. Strofe particolarmente mutevoli e intense (giusto per la cronaca segnalo tra le mie preferite quella più vivace della fox prima del primo ritornello, e quelle più esplosive della resurrected girl e del necromancer prima del secondo ritornello; impossibile poi rimanere fermi con quella dell'old man, dal facile impatto e con la giusta dose di energia e melodia :headbang:), accompagnamento di piano come contorno enfatico e una nostalgia di fondo che ricorda da vicino certe sensazioni di NIME. Nel complesso un piccolo gioiellino, anche se... al primo ascolto mi ha colpito da subito, risultando una delle mie preferite, mentre nel seguito è un pochino calata nelle mie preferenze. E' comunque uno dei brani più "impegnativi" (come ascolto) e se vogliamo particolari (a parte le due "orchestrali" agli estremi) del disco.

    Ride Into Obsession. Sarò più breve: brano veloce e dalle melodie molto marcate, se vogliamo il più classicamente power del lotto, con un ritornello facilone e musicalmente allegrotto (non è un difetto eh). E' il brano che mi ha preso di meno, il che non significa che non mi piaccia, però è quello che indicherei come il più debole.

    Curse My Name. Bellissima semi-ballata (per la cronaca, nel "derby" la preferisco alla Guerra dei Troni), dal sapore esotico e fiabesco (merito anche del flauto?), apparentemente pregno di un'amara e rassegnata ironia dal grande fascino. Bellissima la parte centrale, vero fiore all'occhiello dell'intero brano, con gli intrecci di cori che non sono niente di innovativo ma fanno sempre la loro brava figura :P. Nella sua interezza è una canzone abbastanza lineare e con pochi scossoni, ma ha un forte potere di presa e coinvolgimento su di me.

    Valkyries. Canzone strana, che per certi aspetti sembra uscita direttamente dalle sessioni di A Night At The Opera (ascoltare il maestoso coro, il culmine delle emozioni del brano). Poggia su forti sensazioni e atmosfere intense, con pochi sprazzi di energia diretta (ad esempio l'assolo, che tuttavia nella seconda parte ritorna in linea con l'aura del pezzo); principalmente si affida alle suggestioni di un'andatura non impetuosa ma incalzante e fatalistica. Molto "invernale" come canzone, mi piace.

    Control The Divine. Alcuni la considerano la meno convincente del disco, mentre per me è una delle più riuscite, con un'identità ben marcata e un ottimo gusto della melodia, strofe incalzanti e piacevoli, e uno dei miei ritornelli preferiti, oltre a una parte solistica molto "classica", poco dirompente ma abbastanza suggestiva.

    War Of The Thrones. Il piano qui fa un lavoro egregio, contribuendo a donare alle strofe un pathos molto sentito, che non sento sfumare neanche nel ritornello più musicale e vivace, anzi formano un bel connubio di sensazioni. Nient'altro da aggiungere, una ballad molto bella e riuscita, un altro centro.

    A Voice In The Dark. L'ultimo dei 3 pezzi che già conoscevo e apprezzavo. Qui davvero niente da dire: una bomba. :headbang: Forse il brano che ha più assonanze con il passato della band.

    Wheel Of Time. Al primo ascolto del disco ho subito pensato "questa sta nella Top 10 dei Blind Guardian". E in effetti a oggi è uno dei miei brani preferiti del gruppo. Senza entrare troppo nel dettaglio, tra i tanti momenti-top segnalo solo tra il 4°-5° minuto l'assolo fantastico seguito da strofe belle tirate che culminano nel superbo Wheel of time, save my soul find a way, and if I fail will it all be over - The wheel of time... Più in generale apprezzo molto il restrogusto esotico di certe melodie, la libertà delle linee vocali capaci di slanci molto piacevoli, la bellezza del coro al tempo stesso maestoso ma anche facilmente accattivante, la copertura lungo tutto il brano dell'orchestra, la rocciosità di certe parti e la leggerezza di altre... Ah, carino l'inserto centrale arabeggiante che ricorda un po' l'atmosfera da "mercato rionale atlantideo" (:D) ancora degli Iced Earth di Framing Armageddon. Molto bello anche il crescendo che porta al finale, insomma senza farla troppo lunga questo brano mi piace nella sua interezza, e rappresenta la degna chiusura di un album che si apre e conclude con brani dalle soluzioni metal-orchestrali davvero suggestive. Bravi Blind Guardian.

    In definitiva, questo disco mi sembra la giusta prosecuzione di A Twist In The Myth con picchi più elevati, una maggiore "solidità" di fondo e uno sguardo al passato più intenso e marcato con reminiscenze dai vari Imaginations, Nightfall, A Night At The Opera... Nessuno stravolgimento ma un risultato più coeso e convincente, con la ciliegina dell'inserimento di elementi suggestivi come l'orchestra o il piano. Ottima in generale la prova di Hansi Kursch, capace anche di graffiare quando serve, e ben dosati gli interventi dei cori di supporto. Buona la prova del resto della band. La produzione, ancora non ottimale, ma soddisfacente. Confermo insomma l'impressione: sembra superiore agli altri dischi degli anni 2000, anche se a A Night at the Opera può vantare una profondità che questo At the Edge of Time, più facilmente fruibile, deve ancora dimostrare di avere sulla lunga distanza (invece rispetto a A Twist in the Myth il confronto sembra meno variabile).

    Voto, per il momento: 8 (che per me è un votone e corrisponderebbe a un 90/92 su scala TrueMetal :D).
     

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