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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Thrashead

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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    2 Aprile 2011

    :grin: poraccio era vecchietto
     
  2. PoWeЯ MeTaL

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    nick ingannevole

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    2 Aprile 2011

    Ci ho inzertato! {Montalbano docet :D} La mia impressione era giusta.

    Approfitto di questo post di carattere goliardico per porre una domanda che a qualcuno sembrerà oziosa o illogica, ma alla quale gradirei comunque una risposta se è possibile. Se la domanda è stata già fatta o l'argomento già affrontato, una risposta veloce sarebbe comunque gradita.

    Sappiamo che all'interno dell'ambito medico/scientifico accadono degli eventi inspiegabili che vengono chiamati in genere "miracoli" [EDIT: dai credenti]. Ora io ho sempre e solo sentito parlare di miracoli che io chiamo "interni". Mi spiego meglio (e qui chiedo ausilio anche al medico in sala :rotfl:). Definisco "miracoli interni" quei cambiamenti che avvengono all'interno dell'organismo umano tali per cui si genera una guarigione da qualche "disfunzione" o da male ritenuto irreversibile e incurabile dalla scienza medica. Questo avviene sempre all'interno dell'organismo. Ora non mi spiego perché non abbia mai sentito parlare di "miracoli esterni", ossia di eventi macroscopicamente incontestabili, cioè visibili dal di fuori. Faccio un esempio estremo, non ho mai sentito nessuno che, privo di un arto, sia tornato da Lourdes con l'arto mancante ricresciuto. Che ne pensa un credente? Accetta che dio voglia o riesca a compiere soltanto certi tipi di miracoli e non altri?

    Non c'è bisogno che specifichi che non attribuisco alcuna paternità divina a tali eventi bensì li interpreto come una suggestione così forte indotta nella persona da permetterle di autoguarire attraverso dinamiche che non conosciamo ancora.
     
    #20807
    Ultima modifica: 2 Aprile 2011
  3. ador dorath

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    Leah at races

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    2 Aprile 2011

    in genere non vengono chiamati "miracoli". la parola miracolo viene usato "da altri" per spiegare ciò che al momento non è spiegabile, con connotazioni soprannaturali.

    inoltre c'è una sostanziale differenza tra il guarire ciò che è malato (per cui serve una cura, indotta o meno), e far ricrescere ciò che non c'è più (amputazione di arti, asportazione di organi interni), o che è già morto (necrosi).
     
    #20808
    Ultima modifica: 2 Aprile 2011
  4. PoWeЯ MeTaL

    PoWeЯ MeTaL
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    nick ingannevole

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    2 Aprile 2011

    Certo, ho già detto che io non ci vedo niente di miracoloso, soltanto i limiti attuali della medicina/scienza. Ma chi crede, crede che il fatto che una persona paralizzata si alzi dalla sedia a rotelle sia un miracolo.

    Grazie per la spiegazione tecnica. C'è differenza infatti e c'è anche differenza a mio modo di vedere tra i miracoli che avvengono. Non ripeto la domanda conclusione del mio post precedente.
     
  5. Rasputin

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    2 Aprile 2011

    Io, ad esempio, lo chiamo "culo". :D

    Cmq la provocazione di PoWeЯ MeTaL è condivisibile e l'ho già sentita fare, specialmente quando si vantano i presunti miracoli di Lourdes.
    Ma si sa che Dio agisce al di fuori della nostra logica e, soprattutto, è da 2000 anni che non compie atti chiari e lampanti che possano apportare prove concrete della sua esistenza.
    Un po' come quando nei romanzi/film fantasy gli indizi sono sempre indovinelli e mai una frase chiara su quello che c'è da fare. :)
     
  6. Thrashead

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    2 Aprile 2011

    Per quelli esterni devi aspettare la resurrezione eterna :)
     
  7. Percifall von Urlinger

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    3 Aprile 2011

    ma no è per dire che non faceva ridere:D
     
  8. PoWeЯ MeTaL

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    nick ingannevole

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    3 Aprile 2011

    Quindi ammetti che esistano dei miracoli impossibili durante la vita. Voglio dire: se una persona ha purtroppo un tumore oppure è paralizzata (ma dotata di arti) può pregare e sperare che andando a Lourdes possa un giorno guarire da quel male. Se invece non ha un braccio ad esempio, non c'è preghiera o pellegrinaggio che tenga, è condannata a rimanere così fino alla morte. Cioè paradossalmente se Zanardi avesse ancora le gambe potrebbe ritornare a camminare "normalmente"; poiché non ce l'ha perché gli sono state amputate non può più. Quindi dio non è capace o non vuole compiere alcuni miracoli. Perché ricompone o guarisce l'interno dell'organismo, mentre non l'esterno?
     
  9. Thrashead

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    3 Aprile 2011

    Forse perché con le malattie interne, tipo cancro, puoi morire presto, invece con quelle esterne puoi comunque riuscire a vivere.... e poi così ti lascerebbe sempre il dubbio e la libertà se credere o meno.
     
  10. css70

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    3 Aprile 2011

    Da ateo, rispetto la posizione dei credenti, ognuno ha la libertà di credere.
    Come tanti, da neonato sono stato battezzato, ma solo perchè appartenente ad una famiglia credente.
    Quando si è molto piccoli, si accetta questa fase (scusate se la parola è inadatta), punto e basta, non si sta a pensare. Si va al catechismo, poi la confessione, comunione, cresima, le varie messe domenicali ecc, si fa tutto ciò sena pensarci, magari con un pò di riluttanza, ma si fa perchè ci è stato detto di farlo.

    Crescendo, mi son sempre chiesto perchè la chiesa, o i genitori di un bambino, non lascino a quest'ultimo alla maggiore età, la decisione se essere credente o meno. Prima della maggiore età inoltre, quando si è ancora bambini, ragazzini, non sarebbe una cattiva idea esporgli, spiegargli ciò di cui parla la religione a cui apparterrà ciò che professa.

    Chi crede nell'esistenza di un dio che decida della sorte della loro anima, penso sia un modo di non accettare serenamente la vita e la morte. Ho visto, anzi sentito tanti parlare della loro fede e ciò che accadrà loro alla morte. Sono sempre propenso a pesnare che quelle parole non erano altro che una risposta forzata, illusoria, quasi pretesa, una risposta dettata dalle ansie personali.

    E tanti di quelli che credono, mi accorgo che agiscono verso il prossimo come se volessero una ricompensa. Da dio, o quando saranno in paradiso, ricompensa spirituale? Non so come definirla sinceramente.

    La vita di una persona, deve essere accetta per quello che è, non è altro che un periodo in cui il ciclo organico di un corpo umano declina col passare del tempo. Queste sono solo personali congetture, anche se stupide per alcuni, ma senza l'intento di creare un flame.
     
  11. Thrashead

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    3 Aprile 2011

    Bé anche se hai fatto il catechismo e sei stato battezzato, questo non ti ha impedito di diventare ateo. Penso che hai avuto la libertà di scegliere perché ti è stato insegnato cos'è a grandi linee la religione, così alla maggiore età, hai potuto fare una scelta consapevole.
    Se sin dalla minore età non conosci la religione, non potrai fare una scelta fra due alternative possibili, anche perché, ma questo lo dico io, è più facile che un credente diventi ateo che viceversa.

    Comunque chi agisce verso il prossimo per una ricompensa spirituale sbaglia per me. La fede cristiana non è un do ut des, anche perché non sono le opere a salvarci, ma il cuore. Il cristiano vero fa del bene perché se lo sente da dentro (dal cuore, per usare un termine usurato), chi lo fa per interesse, ripeto, per me sbaglia.

    Devo dire che da quando mi sono informato di più sulla mia religione vivo meglio, ma non è perché volevo vivere meglio che mi sono informato, è viceversa, è una conseguenza del conoscere.
    Posso dire che mi sono informato di più per rispondere a un richiamo che sentivo dentro di me, ma prima non ne sentivo l'esigenza, non ci pensavo di star meglio.
     
  12. Rasputin

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    3 Aprile 2011

    Il tuo ragionamento potrebbe avere un suo senso se la religione fosse una ma, visto che ne esistono tante, per essere veramente liberi (dal tuo punto di vista) dovrebbero almeno darti una infarinata su tutte, così come dovrebbero dare (UTOPIA! :hihi:) un'infarinata sul pensiero ateo.
    La libertà, per ora, è il tentativo di indottrinamento verso la religione cattolica (in Italia) o islamica, ecc.
    E' una libertà condizionata, diciamo. ;)
     
  13. PoWeЯ MeTaL

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    nick ingannevole

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    3 Aprile 2011

    A questo avevo pensato ma non mi soddisfa. Come controesempio immediato vedasi il caso di Zanardi al quale ho accennato prima: se avesse conservato le gambe, pur rimanendo paralizzato, avrebbe potuto sperare, magari pregando o andando in un luogo di culto, di tornare a camminare normalmente; stanti così le cose invece non può mai sperare di recuperare quella funzione.
    Chi si alza dalla sedia a rotelle non è in genere in pericolo di vita, eppure viene "miracolato". Chi non ha le gambe neppure è in pericolo di vita eppure non si è mai saputo sia stato miracolato.

    Vabbè :D
     
  14. Thrashead

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    4 Aprile 2011

    Bé alle medie (mi sa prima o seconda) ci hanno fatto studiare tutte le religioni.
     
  15. css70

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    4 Aprile 2011

    Ciò che non riesco a comprendere, è il comportamento che hanno alcuni credenti appertenenti a 2-3 generazioni fa, ma anche qualcuno di questa generazione.

    Tempo fa, assistendo ad una calma discussione tra atei, agnostici e credenti, i primi due, discutevano con l'ultimo sul perchè viene imposto (o quasi imposto se preferite) il battesimo ed invece non si attende il momento in cui il bambino, quando sarà ragazzo o adulto deciderà da se, dopo aver ricevuto un'infarinatura sulla religione.

    Sono rimasto ad occhi spalancati quando ho notato il viso infervorato del credente, come se fosse stato tirato in ballo un argomento tabù, di cui non si deve discutere, sui cui non c'è niente da discutere e ci ha messo un pò a ritornare in se con non poche difficoltà. Fortunatamente, non tutti i credenti reagiscono in questo modo.
     

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