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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Dreki

    Dreki
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    11 Ottobre 2010

    Ma daaaaaai.... :roll:

    Se fai un figlio fuori matrimonio (suppongo tu intenda matrimonio religioso), presumo voglia dire che la coppia non crede nel matrimonio religioso, no? Ergo: non ci credi. E allora,l scusa, ma... CHE TE NE FREGA?
    Non ti battezzano il figlio? E che te ne frega? Risparmi anche un pranzo
    Non lo mandi a catechismo? E che te ne frega? Tanto non ci va più nessuno
    Non va a fare il chierichetto? E che te ne frega? Eviti che il prete te lo palpeggi

    E sinceramente, non credo che nel 2010 certe mentalità bigotte possano infastidire più di tanto... io vivo in un paesino di 2 mila anime, campagna e negozietti di paese, due medici e un parroco, tante vecchiette. I pregiudizi appartengono a chi è nato prima dell'80. 30 anni fa. oggi ci sono decine di coppie di fatto, con figli. E non mi pare vengano schifati dai coetanei o trattati come paria.... :roll::roll:

    Cos'è, abito nel paesello piccolino più laico d'Italia?
     
    #19216
    Ultima modifica: 11 Ottobre 2010
  2. ostfront

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    11 Ottobre 2010

    scusa ma temo che il punto non sia questo, o per lo meno non prettamente religioso...
     
  3. Dreki

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    11 Ottobre 2010

    mah, le questioni, per chi vive qua in Italia, si mescolano tra due fronti... per chi difende una laicità (ormai utopistica), è inevitabile scontrarsi con le idee della Chiesa, soprattutto quando queste vengono accolte a chiapp... pardon, braccia aperte dalla classe dirigente che noi chiamiamo politica.

    Se a questo aggiungi una coscienza atea, si fa presto a far montare l'incazzatura. Perché l'ateismo, che magari altrove è considerato al pari dell'idea politica (ovvero: vivo come caccccchio voglio), qua è una posizione che ha un avversario interno. Sono cattolico, ma non mi nascondo dietro a un dito....

    Quindi quel "rancore" non è dettato solo da una posizione atea (anche, ma non solo), ma più spesso anticlericale. Ci si incazza non tanto perché il cristiano è un illuso, ma perché è un illuso che vuole imporre a tutti di condividere le sue illusioni. E che ha alle spalle un'istituzione che, se proprio non può "imporle" a chi non le condivide, comunque gli straccia i maroni in modo assurdo su tutti i media presenti.

    Insomma, la tua frase ha un errore di fondo: qui e oggi, non puoi vivere "come se il cristianesimo non esistesse". Nemmeno se sei ateo... anzi, TANTOMENO se sei ateo. Puoi vivere come se Dio non esistesse, ma non il cristianesimo.
    Per farci una battuta: qua tutti dicono che non ci sono prove dell'esistenza di Dio... ma dell'esistenza della sua chiesa ce ne sono pure troppe :D
     
  4. Dreki

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    11 Ottobre 2010

    Ma infatti io ho fatto un discorso SOCIALE, mica religioso....

    Come ho scritto qua sopra, so benissimo che chi oggi è ateo e laico, PER FORZA diventa anticlericale. Processo automatico. ma da qui a dire che se fai un figlio fuori matrimonio la tua vita peggiora PER QUESTO.... beh, siamo seri. E' strapieno di gente sposata solo con formula civile o manco quello, con figli. E LO SAPPIAMO BENISSIMO TUTTI.
     
  5. ApocalypseathalloweeN

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    11 Ottobre 2010

    si ma se fossi ateo scriverei due o tre post qui e poi basta perchè appunto disinteressato verso qualcosa che non esiste che non ha senso e che è pure dannosa per la propria libertà.
    Diciamo che io penso che in fondo "chi disprezza...compra" cioè che sotto sotto chi si accanisce così tanto a demolire il cristianesimo alla fine lo fa perchè paradossalmente nel suo inconscio ne è attratto e affascinato:grin:
     
  6. Dreki

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    11 Ottobre 2010

    Eh... ma infatti questo topic mica si chiama "Ateismo": si chiama ANTICRISTIANESIMO.
    E qua non trovi solo atei: trovi anche neopagani, satanisti, agnostici, deisti, teisti, etc etc etc... e anticristiani. E, beh, qualche pecora nera cristianuccia-uccia :D
     
  7. ApocalypseathalloweeN

    ApocalypseathalloweeN
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    11 Ottobre 2010

    ho capito ma sul chi disprezza compra sei d'accordo?:D
     
  8. Dreki

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    11 Ottobre 2010

    Non del tutto.
    Stiamo parlando di religione... non può essere così semplice, dài.

    Non nego che il concetto di anti- mi fa sempre un po' storcere il naso. Nel senso che non mi piace considerare una posizione come il contrario di un'altra, il suo contrasto insomma. Prima di "ritrovare" Dio ero assolutamente ateo, non mi sono mai definito anticristiano.

    Ma non è vero che "chi disprezza compra"... non siamo a questi punti. Non credo, almeno. Questa non credo sia gente che passa la giornata a bestemmiare e a criticare il pope. QUA si parla di questo... e qua loro hanno quella posizione. Non li vedo come "cristiano-dipendenti", cioè.
    Poi... dicano loro! :D
     
  9. ApocalypseathalloweeN

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    11 Ottobre 2010

    no certo ognuno ha le sue idee ci mancherebbe, io ho cercato di metterla solo un po' sul tono ironico..ma io credo comunque che in ogni caso di fronte alle parole del vangelo difficlmente si può rimanere indifferenti
     
    #19224
    Ultima modifica: 11 Ottobre 2010
  10. ador dorath

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    Leah at races

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    11 Ottobre 2010


    davvero credi che questo topic sia solamente un "credo in Dio o non credo in Dio"

    è molto di piu'............


    fai un figlio e poi ne riparliamo.

    non è una questione di sguardi della gente, è una questione come dici te sociale. ma non sociale della società. ma delle istituzioni.

    esempio? graduatorie per iscrivere il figlio alla scuola pubblica. specie se ha bisogno dell'insegnante di sostegno.

    ecco cosa significa influenze negative della religione predominante in Italia sullo Stato.

    e potrei continuare all'infinito. semplicemente io ho meno diritti di una coppia legalmente e religiosamente sposata. e cosa c'entra con i diritti dei miei figli?

    il discorso è complesso e non ho voglia di tirarlo fuori.
     
  11. Dreki

    Dreki
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    11 Ottobre 2010

    No no no, aspetta un attimo....

    Legalmente, è una questione di stato civile.
    E se mi vieni a dire che secondo te l'unione matrimoniale non va intesa come un qualcosa a tutela del figlio, personalmente (parlo sempre dal punto di vista civile) NON sono d'accordo.
    Il matrimonio serve a sancire i DOVERI dei coniugi, nei confronti reciproci e soprattutto dei figli: è troppo comodo far tutto sulla buona fede. Se uno decide di NON PRENDERSI UN IMPEGNO DAVANTI ALLA LEGGE, poi non si lamenti se non ha gli stessi diritti di chi l'ha fatto.
    Un figlio non è un giocattolo, tu lo sai meglio di me. Della sua vita si deve occupare il genitore, anche prima che questo nasca.

    Troppo comodo scegliere di non sposarsi, e poi lamentarsi se tuo figlio non gode dei diritti del figlio di una coppia sposata: e grazie al cazzo, serve anche a questo il matrimonio!
    Non è mica nato con un handicap: è stata una scelta dei genitori. CHE NE RISPONDANO LORO, AL FIGLIO.


    E visto che si parlava di casi personali:
    Nasci figlia di una coppia non sposta o divorziata, e poi ne riparliamo.
    Non sono ancora genitore, ma sono stato figlio. Figlio di una coppia divorziata, e ho dovuto occuparmi anche della sepoltura di uno dei miei genitori. E fidati: è stato un bel casino doverlo fare, visto che di fatto spettava a me. Avevo un po' più di 25 anni e una sorella di 20.
    Fatti due conti: e se capita a un 19enne, figlio di una coppia di fatto o divorziata? Glie lo vai a chiedere tu, cosa ne pensa?


    Per quanto riguarda il matrimonio religioso: sai meglio di me che, se in qualche modo tu fossi penalizzata dalle istituzioni, si tratta di un abuso da parte loro. Ergo, i tuoi diritti sono stati violati e puoi e devi farli valere.
     
  12. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    11 Ottobre 2010

    anche i miei genotori erano divorziati. li ho entrambi seppelliti senza cerimonie di sorta come volevano e tanti saluti. se ci sono bastoni tra le ruote a livello legale la colpa è solo di chi ragiona ancora con i paraocchi e presuppone che il coniuge abbia sempre e cmq maggiori diritti di qualsiasi altra persona.

    cmq non hai afferrato bene il discorso. io trovo che non uno stato non sia progredito civilmente se non da le stesse possibilità a tutti i suoi cittadini. facendo una discriminazione sulla base di concetti che di per se non devono essere presi come discriminanti.
    se io non voglio sposarmi non devo essere costretta a sposarmi per forza. oppure l'obbligo è piu' importante del diritto?

    non sto parlando mi mancanza di obblighi e doveri derivanti dal non matrimonio. sto parlando del fatto che lo status di signorina in certi ambiti è troppo penalizzante. senza nessun vero motivo che è alla base.

    impegno davanti alla legge? ma cosa stai dicendo? io l'impegno lo prendo di fronte a chi voglio bene. ragioni come se si trattasse di una "tua" legge divina. se la stagione della ciaccia apre 6 mesi l'anno o 12 mesi puo' fregare di meno. pero' se per iscrivere mio figlio devo avere il patentino da cacciatore mi girano un tantino. o no?

    avere la fede (al dito) ed essere sposati non è un lasciapassare per avere figli e x essere una famiglia da mulino bianco o per essere accreditati di essere buoni genitori. stiamo scherzando?

    il matrimonio legale prevede obblighi e doveri. ma solo in italia è necessario essere sposati x avere determinati diritti. gli obblighi e i doveri me li gestisco da sola. e per i diritti mi aspetto che siano uguali per tutti.
     
  13. ador dorath

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    11 Ottobre 2010

    e cmq l'ho gia' detto in passato:

    nella scuola pubblico mio figlio non lo vogliono per certe motivazioni, quella privata per altre, quella religiosa ancora peggio.

    che faccio. abortivo? troppo facile............

    contro il muro non sono ancora attrezzata a lottare, ma appena mi compro un carroarmato faccio qualcosa.
     
  14. Dreki

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    11 Ottobre 2010

    No ador, forse non mi sono spiegato bene.
    Il matrimonio CIVILE (lasciamo stare il religioso) è la formalizzazione di un'unione... e basta? No: è uno stato civile, un ATTO la cui sottoscrizione (sottoscrizione, ripeto) implica DIRITTI E DOVERI. Anche in relazione alla cura dei figli, al loro mantenimento, etc.

    La famiglia è una "società" dal punto di vista della nostra Costituzione. Non puoi rinunciare ai doveri (nei confronti del coniuge e dei figli!) e poi lamentarti se non hai gli stessi diritti. Non funziona così.

    Nessuno ti obbliga a sposarti: se non lo fai, non hai il vincolo (per esempio) della fedeltà coniugale, non hai la comunione dei beni. Tutte figate, eh. bello essere svincolati, no? Epperò, scusa, i diritti son quelli.


    In dettaglio:
    Eh no: qua non si sta parlando di un handicap, ripeto.
    Quelle non sono discriminazioni, ma cosa dici?
    E' come dire che il fatto che un 17enne non possa vere la patente è una discriminazione... :roll:
    Non sei discriminata, ador: HAI RINUNCIATO A QUEI DIRITTI!
    Sono diritti riconosciuti alla famiglia unita col matrimonio (civile). Ci hai rinunciato? Bene: l'hai voluto tu.

    ....ma cosa stai dicendo?
    il matrimonio dal punto di vista civile è un ATTO! mica una promessa con stretta di mano! c'è un atto firmato, una copia firmata dal pubblico ufficiale di competenza, e la firma di 2 testimoni!

    Nah nah nah, non girare la frittata.
    Nessuno ha detto che solo la famiglia sposata vive felice, e che solo la coppia sposata ama i propri figli.
    Qua si parla di DIRITTI E DOVERI CIVILI. La felicità non è fra questi.
    Esiste una cosa che si chiama "matrimonio". Sottoscrivila, e ti becchi diritti e doveri. Rinunciaci, e non hai i secondi, ma nemmeno i primi.

    fantastico: perché non aboliamo codice civile e codice penale, allora?
    tanto ador se li gestisce da sola diritti e doveri... :roll:
    La frase "i diritti sono uguali per tutti" è una stronzata se la decontestualizzi.
    Allora io voglio il diritto alla maternità. E la stessa età pensionabile di una donna. E la spesa a casa come gli anziani. :roll:
    Ma che dici???
    I diritti sono uguali all'interno della stessa categoria di persone! Io non posso pretendere gli stessi diritti alla pensione di un militare... perché dovrei farlo?
    Il figlio di un ferroviere anni fa aveva diritto allo sconto sul biglietto (EDIT: non so se sia ancora così oggi): io sono figlio di un bancario, mi hanno discriminato?

    Stai interpretando i codici un po' alla tua maniera, ador...
     
    #19229
    Ultima modifica: 11 Ottobre 2010
  15. Pier79

    Pier79
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    Starless One

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    11 Ottobre 2010

    Senza nulla togliere alla correttezza del discorso di Dreki in una prospettiva de iure condito, vorrei aggiungere però qualche considerazione in una differente prospettiva de iure condendo.

    E' un dato di fatto che nel nostro paese -e non solo- cresca sempre di più il numero di coppie che pur convivendo preferiscono non sposarsi. Sarebbe un errore grossolano e una semplificazione pensare che in tutti questi csi la scelta nasca da motivazioni futili come la paura di impegnarsi, il desiderio di lasciare una porta aperta altrove o che ne so. Posso solo dire che nei -molti- casi che ho potuto osservare, tra amici, parenti e conoscenti (parlo dunque pur sempre della mia limitata conoscena personale), si tratta di persone che la convivenza -spesso anche con uno o più figli di mezzo- la prendono molto seriamente, da tutti i punti di vista (lavoro, sostegno reciproco, assistenza e educazione del/dei figlio/i) e l'ultima cosa che posso pensare è che "non abbiano voglia di impegnarsi" nel rapporto. Dunque credo che siano ben altre le ragioni che li hanno indotti a non volersi sposare, nemmenoin sede civile. Non è in questo discorso che voglio addentrarmi però, era solo per dire che, almeno dal mio punto di vista, associare con tropa faciloneria la scelta di non sposarsi a pigrizia, immaturità, paura di prendersi impegni, è una generalizzazione grossolana.

    Detto questo vado al punto: la legge civile non può e non deve essere vista come qualcosa di immutabile a priori, ma anzi, dovrebbe (certo i modo graduale e per quanto possibile assennato) prendere atto dei mutamenti in atto in seno alla comunità e provvedere a colmare vuoti o lacune che in precedenza non esistevano o non venivano avvertiti, magari perchè la società nel frattempo sta cambiando. Come avviene ad esempio per quanto concerne il rapporto tra matrimonio e convivenza "di fatto".

    Eppure il nostro paese si sta dimostrando molto più restio, rispetto ad altri, ad intervenire in materia, fosse anche solo in modo graduale e prudente, magari iniziando, timidamente, ad estendere alle coppie di fatto almeno alcune delle tutele previste per i coniugi. Perchè? Perchè almeno in minima misura la legge deve fare i conti con la realtà, e in questo caso la nostra realtà, piaccia o meno, è che il "sistema" delle coppie di fatto si sta diffondendo sempre di più ed è ormai divenuto un fatto sociale con cui dovremmo fare seriamente i conti.

    dunque in una prospettiva de iure condendo il discorso "vuoi le tutele allora sposati e non rompere il cazzo" secondo me inizia a perdere molta della sua vis logica.

    Detto questo, non è un mistero per nessuno che uno dei principali motivi per cui in Italia il discorso "riforma in materia di convivenza di fatto" non viene affrontato è la posizione della chiesa cattolica. Non è semplicismo, è la realtà. Quindi capisco le affermazioni di ador e in parle le condivido.
     

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