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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    29 Aprile 2010

    ottimi interventi in mia assenza. veramente.

    (ho imparato a usare i quote)

    io penso che sia molto diverso. chi fuma si fa del male. io non penso che un cattolico si faccia del male a credere in Dio.
    ma cmq. non riesco a capire. anzi, non riesco a farmi capire. chiudiamo l'argomento.

    DREKI: hai detto una cosa molto vera e sulla quale c'e' da riflettere. per la gente comune un laico e' un mangiapreti, uno che disgusta la Chiesa ed eventualmente un dissoluto (i piu' estremi la pensano cosi').
    su questa cosa c'e' da lavorare parecchio. credo che tutto dipenda dal fatto che la gente comune se crede crede nel cattolicesimo, ha questa religione "conosciuta" fin da piccolo e piu' in la' non va. per questa gente il loro Dio e' necessariamente il Dio cattolico e via dicendo.
    al contempo se uno non crede nel loro Dio e' un laico, che non e' disposto a fare del bene incondizionatamente (specie molti anziani vivono in questa concezione).
    c'e' da lavorarci parecchio.

    e' notizia di questi giorni che gli adolescenti italiani sono quelli che sono piu' ignoranti in tema di sessualita'. il motivo penso di rintracciarlo in una societa' pudica e cattolica. voi che ne pensate?

    e rimanendo sugli adolescenti, sulle 15enni dal giocattolino rotto, sull'aborto:
    racconto un episodio personale.
    quando ho saputo di avere in grembo un figlio di un Dio minore e ho (tralasciando tutto il resto) deciso di tenerlo pur sapendo cosa significa al giorno d'oggi, in Italia, far crescere un figlio (il secondo) di questo tipo lavorando dalla mattina alla sera... e bla bla bla.... al momento del parto mi sono anche sentita dire, non solo dal cappellano, dai vicini di letto, dalle infermiere: è proprio una brava cristiana, Dio ne sara' contento!

    coooooooooooooooosa? (alla aldo giovanni e giacomo)

    si' come no, l'ho fatto per Dio e perche' Dio regala la vita.

    ecco una cosa che non sopporto di moltissimi cattolici: se uno fa un gesto d'amore, un gesto di Bene, un aiuto disinteressato loro ne fanno necessariamente un gesto cristiano.
    cosa che mi sembra assurda, perche' partono dal presupposto che solo i cattolici siano capaci di tali azioni? o perche' loro stessi partono dal presupposto che si comportano bene seguendo la Parola di Dio e non la propria morale? cioe' quindi perche' glielo dice Dio?

    (vado molto di fretta e non ho tempo per spiegare meglio. prendetelo per buono).
     
    #16756
    Ultima modifica: 29 Aprile 2010
  2. Dreki

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    29 Aprile 2010

    ... chissenefrega se aveva 300 modi per prendersi comunque quell'uccello senza farsi mettere incinta... che so, preservativo, cerotto, pillola, elastico, salto della quaglia...


    veramente io sono a favore della 194 (è la terza volta in meno di mezza pagina, chissà se sapete leggere)

    io non so se tu hai mai dovuto abortire, presumo di no visto che non credo che ti interessi questo aspetto della sessualità (la gravidanza).
    ma le donne che ci passano assicurano che non è proprio una passeggiata

    Necrophelia stessa, qua, ha detto che è assurdo usare l'aborto come anticoncezionale

    a me non va giù (PER RAGIONI CLINICHE, NON RELIGIOSE) il fatto che ci sia chi lo considera un anticoncezionale al pari della pillola o del preservativo: "scopo senza precauzioni, al massimo se rimango incita abortisco"

    ma tanto bisognerebbe leggere i post altrui...
    :lollone::lollone::lollone:
     
  3. Guest_001

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    29 Aprile 2010


    già Dreki, i post altrui bisognerebbe proprio leggerli... ed infatti Necrophelia ha pure detto (ed io la penso come lei) che qualsiasi ragazza/donna abbia una CONSIDERAZIONE ed una CONSAPEVOLEZZA MINIMA della sessualità, non ci pensa manco per sbaglio a pensare all'aborto come anticoncezionale.



    ergo, tu pensando di fare un favore alle donne ti stai ponendo problemi che qualsiasi donna con un minimo di usta non si pone... a buon rendere, caro.
     
    #16758
    Ultima modifica: 29 Aprile 2010
  4. Guest_001

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    29 Aprile 2010


    chissenefrega se il preservativo si può rompere...

    chissenefrega se in Italia grazie a molti tuoi simpatici correligionari praticamente l'educazione sessuale non esiste.

    chissenefrega se in certe zone d'Italia alle donne viene inculcato che avere un rapporto protetto significa essere una bottana, grazie alla simpatica cultura cattolica che ci pervade...
     
  5. Dreki

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    29 Aprile 2010

    se è vero (non sapevo di questa notizia), può darsi che dipenda anche da quello... ma faccio qualche fatica a definire la nostra attuale società pudica!
    :D:D:D:D


    ti dò 3 risposte, se permetti
    1) hanno detto la LORO opinione... tu non la condividi, e vabbè
    2) si son fatti i cazzi altrui, e non dovevano.
    3) aggiustiamola così: hai fatto un bel gesto anche dal punto di vista cristiano... per motivi, giustamente, che col cristianesimo non c'entrano nulla

    risultato: scusa.. ma chi se ne frega, no??
    hai fatto un gesto d'amore: conta il gesto no? lascia che parlino, chi se ne fotte

    la prima: no
    la seconda: dipende
    la terza: no
     
  6. Dreki

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    29 Aprile 2010

    e che vuoi fare?
    ammazzare o rendere sterili tutte quelle che non hanno quella consapevolezza?
     
  7. Guest_001

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    29 Aprile 2010

    :shock::shock::shock:


    cioè, ma ti stai rendendo conto di quel che dici?


    (e viva la pietas cristiana, soprattutto...)
     
  8. Percifall von Urlinger

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    29 Aprile 2010

    no no si uccidono tutti i cattolici, che discorsi idioti
     
  9. Dreki

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    29 Aprile 2010

    però! SICCOME il preservativo si può rompere, ALLORA va benissimo non usarlo, tanto poi se resti gonfia puoi abortire?
    :D:D:D:D:D
    minkia!
    questa sì che è una corretta educazione alla sessualità!!!
    i miei complimenti
     
  10. Percifall von Urlinger

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    29 Aprile 2010

    si oh va a finire che i credenti portano le malattier
     
  11. Dreki

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    29 Aprile 2010

    ribaltiamo sempre eh?
    :D:D:D:D



    proviamo a metter giù le armi, e ri-leggiamo qual che ci siamo detti.
    sei tu quella che ha detto che una ragazzina che ragiona così non ha la "un minimo di usta" - io ti sto solo dicendo quel che accade.
    se scopano senza precauzioni e non sono abbastanza mature (come dici TE)... che possiamo fare?

    per me il problema resta il fatto che l'aborto come anticoncezionale è una vaccata... e qua posso anche ammettere che il problema è che la mancanza di un'educazione sessuale degna di questo nome è alla base di questa cosa.
    nel senso che per decenni l'Italia cattolica e pudica ha voluto parlarne solo di nascosto
    e se tu mi confermi che comprare un preservativo è cosa da puttana, allora davvero si finisce ad abortire di nascosto

    ma resta il fatto che QUESTO è un problema, e che non basta permettere a una 15enne di abortire senza problemi, per risolverlo.
    tu pensi di sì?
    e io penso di no.
     
  12. Dreki

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    29 Aprile 2010

    tanto non sono molto contagiosi...
     
  13. Percifall von Urlinger

    Percifall von Urlinger
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    29 Aprile 2010

    comunque quanto tempo è che non andate in una scuola media o superiore?
     
  14. Dreki

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    29 Aprile 2010

    per la Media: qualche giorno :D
    per la Superiore: due mesetti, ma parlo con studenti quasi di continuo

    perché?
     
  15. The Neuromancer

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    29 Aprile 2010

    Ecco il parere di un noto pensatore tradizionalista. Non mi ritengo un suo seguace, ma in proposito esprime un parere autorevole. A voi l'occasione di travare riscontri veritieri o meno.

    Il Popolo Italiano, 8 settembre 1957 [​IMG] versione stampabile
    Religione e sesso
    di Julius Evola

    In ogni grande religione si possono distinguere due parti. La prima, che si può chiamare mistica o eterna, è rivolta verso l'alto, mira a stabilire un certo rapporto fra l'uomo e il modo spirituale, trascendente. La seconda parte la si può chiamare "sociale" o morale, e consiste in un complesso di norme per la condotta di vita. Mentre la prima parte è quella essenziale e forma il nucleo imperituro di ogni religione, la seconda è, in un certo modo accidentale e mutevole, perché risente sia delle diversità dei popoli e delle società, sia delle contingenze storiche.

    Fare questa distinzione è importante, per orientamento generale, e altresì nell'interesse della stessa tradizione religiosa. Infatti essa impedisce che nei momenti di crisi, quando la critica mostra la relatività e la mutevolezza di certe norme e di certi precetti a cui era stata già attribuita l'assolutezza di una legge divina, tale critica vada a colpire anche la parte superiore, veramente rivolta verso l'alto, di una religione.

    Questa premessa è necessaria per il problema al quale qui vogliamo dedicare qualche breve considerazione, cioè a quello della concezione del sesso propria alla religione venuta a predominare in Occidente. Tale concezione risente di una confusione di domini, che nel cristianesimo è caratteristica e che gli sforzi dei teologi sono riusciti ad ovviare solo in parte. Si tratta di una confusione fra le norme che hanno una finalità ascetica, e che come tali si rivolgono ad una piccola minoranza di vocati, e le norme che debbono invece valere pel mondo e per la gran massa. Se noi consideriamo altre religioni - fra le quali si può considerare l'Ebraismo, l'antica religione persiana, l'Islam, il Brahamanesimo - nei riguardi del secondo dominio sono state lungi dal predicare e a condannare tutto ciò che riguarda l'ordine naturale. Poiché qui la natura veniva concepita come opera divina, la legge data a coloro che vivono nel mondo mirava alla sacralizzazione di ogni attività, di ogni impulso e di og ni istituzione, cioè ad un riferimento verso l'alto che, in un certo modo, trasfigurasse e desse uno sfondo spirituale a tutto ciò che si fa. Quel che l'apologetica cristiana dice sul "paganesimo" delle religioni non-cristiane o pre-cristiane, attribuendo loro una soggiacenza a tutto quanto è "natura", è semplice fantasia, essendo noto ad ogni studioso di scienza delle religioni che, in quei culti, riti e norme sacre accompagnavano ogni manifestazione della vita, sia individuale che collettiva. E ciò vale anche per tutto quanto ha attinenza col sesso e con la donna.

    Nel cristianesimo, specie a quest'ultimo riguardo le cose sono andate diversamente. In esso è ben visibile che si è cercato di introdurre nella vita nel mondo norme, che hanno una validità e un senso unicamente sul piano ascetico. A voler indicare degli esempi, non vi sarebbe che l'imbarazzo della scelta. Così il precetto di amare il proprio nemico, di porgere l'altra guancia a chi vi ha schiaffeggiati, di non curarsi del domani e di imitare i fiori nei campi e gli uccelli del cielo, e via dicendo, fino a quegli spunti in cui certi cattolici di oggi in vena di "aperture a sinistra" hanno voluto vedere una giustificazione cristiana del pacifismo, del socialismo, se non dello stesso comunismo. Tutte queste norme possono valere in sede di disciplina per che abbia vocazioni ascetiche e per la "santità", non certo per chi vive nel mondo. Con esse non si ordina una società, ma, semplicemente, si rende impossibile ogni società. E, in effetti, se sono esistiti Stati cristiani, ancora non è esistito nessuno Stato cristiano, cioè informato praticamente e rigorosamente ai principi sovramondani della morale evangelica. Ebbene, la stessa cosa vale nei riguardi del sesso. Si può condannare il sesso, e porre come ideale la continenza, dal punto di vista ascetico. Fare di ciò una norma per la vita nel mondo, è invece un assurdo. Di nuovo, vi è confusione fra due domini distinti. In vari modi i teologi si sono sforzati di attenuare quel dualismo fra mondo naturale e mondo sovrannaturale che fu caratteristico nel cristianesimo delle origini. Ma nei riguardi del sesso si è rimasti in una posizione ibrida e paralizzante: il pregiudizio moralistico nei riguardi della sessualità, anzi una specie di "odio teologico" per essa (Pareto), la stretta relazione fra sessualità e peccato è una caratteristica mai perduta nella religione venuta a predominare in Occidente, la quale la mette in contrasto con le altre religioni creazionistiche dianzi ricordate. In effetti, come accennammo, queste si intesero a sacralizzare la sessualità, non a reprimerla e a bollarla a fuoco.

    Spesso la funzione procreatrice fu da esse glorificata come un riflesso nell'uomo del potere creatore divino. Cosa che per ogni cristiano apparirebbe blasfema, l'Islam contempla invocazioni divine durante l'atto sessuale, l'antico Iran giunse a promettere grazie divine a che desse il massimo ardore nell'amplesso, note formule indù nell'unione dei sessi fanno intervenire simboli cosmici e sacri, e via dicendo. E ciò, a tacere di correnti, come il dionisismo, che all'estasi del sesso riconobbero possibilità mistiche. Si sa che lo stesso Platone mise il trasporto eros vicino a specie varie di entusiasmo divino, profetico e iniziatico.

    Se dicessimo che di tutto ciò nel cristianesimo non si trova traccia, udremmo solo ribattere che esso conosce il matrimonio come sacramento. Ma proprio qui si vede l'ibridismo cui abbiamo accennato poco fa. Anzitutto il matrimonio come sacramento è cosa tardiva, nella tradizione cattolica. Prese questa forma solo verso il XIII secolo e fu obbligatorio come tale solo col Concilio di Trento. Ma, in più, il matrimonio è concepito dal cristianesimo come un pis aller, come un ripiego dovuto alla fragilità umana, perché come dice San Paolo, "è meglio prender moglie che ardere". Se no, è la castità, l'astinenza, che è l'ideale: non il "Sacro connubio" ma il "casto connubio". Che non si sa più che connubio sarebbe.

    Ciò si conferma nell'idea, che l'unico fine del matrimonio sarebbe la procreazione, ossia quel di più naturalistico e di biologico presenta la sessualità: indulgere a questa per altro scopo, perfino fra coniugi, sarebbe peccato. Si vede perciò che il carattere di sacramento conferito al matrimonio non porta a nessun mutamento di piano, non dà - come nel già accennato orientamento delle antiche sacralizzazioni - dimensioni diverse, spirituali, all'esperienza sessuale presa in se stessa, la lascia tale e quale come una mera necessità della natura e ha alla fine, una portata sociale: sancisce il regime di una società trovatasi ad essere monogamica (anche qui si vede la relatività della parte puramente sociale e morale della religione, perché notoriamente l'Antico Testamento sanzionava la poligamia), cercando di rafforzarlo attraverso il principio della indissolubilità del matrimonio.

    La consegna di tutto ciò è stato, nel mondo cristiano, un inselvatichimento per repressione di tutto quanto è proprio al sesso, con molta ipocrisia, finché lo sbarramento è saltato. Così oggi si assiste ad una specie di scatenamento di tutto ciò che si lega a sesso e a donna, nel senso più primitivistico, pandemico e pericoloso. Per questo, delle revisioni dei rapporti fra spiritualità e sesso si impongono.
     

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