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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    9 Settembre 2025

    Questo ce l'ho in wishlist da una vita.
     
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  2. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    25 Settembre 2025

    Martiria, “The eternal soul” (epic metal, 2004)

    [​IMG]

    Mentre riascoltavo quest'album sono andato a leggere ciò che scrissi nel quinto dei miei volumetti:

    musica elegiaca, melodica, epica in senso per l'appunto warlordiano; c'era qualche inserto di tastiera, un po' di power e un po' di folk, nonché un approccio “colto” alle liriche, per un risultato globale soddisfacente.

    Rimango della mia idea, tutto sommato. “The eternal soul” non ha nella personalità il suo elemento di distinzione (un po' derivativo lo è, sebbene siano rare le formazioni e i musicisti di scuola warlordiana), ma di sicuro i Martiria erano già allora dei validi epigoni e i fan di Tsamis e soci dovrebbero offrirgli una chance, al netto di un vago sentore di “artigianalità” e di una eleganza che a volte smorza un po' troppo la matrice heavy (la produzione un po' spompa non aiuta, sebbene risulti anch'essa in linea con la proposta dei Warlord).

    Canzoni migliori? Per me la doppietta “The grey outside” / “Romans and celts”.

    All'epoca Dodax vendeva l'album a pochi euro, per di più nella ristampa in versione limitata doppio album (c'è il “Live at Play It Loud 2009”, come bonus-CD). Davvero niente male il lavoro svolto al riguardo dalla Graveyard, con un digipack di quelli fatti bene e un booklet pieno di foto e parole. Solo così ho potuto scoprire che Rick Anderson ha due grandi amori, cioè Gesù Cristo e i tortellini di Bologna.
    Fai attenzione al sesto vizio capitale, Rick.

    Qui la rece di TM (voto 70/100):
    Recensione The Eternal Soul - truemetal.it
    Media voti attuale su RYM: 3,31/5 su appena nove votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
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  3. Dwight Fry

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    26 Settembre 2025

    Steve Grimmett's Grim Reaper, “Walking in the Shadows” (heavy metal, 2016)

    [​IMG]

    Ogni tanto anch'io compro un CD alla cieca, per puro supporto.
    Mi è capitato qualche anno fa con questo album dello sfortunatissimo Steve Grimmett, ottimo cantante della NWOBHM che pochi anni prima, in Ecuador, si era sottoposto a un intervento chirurgico salvavita e poté tornare dal Sudamerica solo grazie ai suoi fan (vennero raccolti 14.000 dollari, visto che l'assicurazione di Steve non aveva sganciato la grana per chissà quale cavillo).
    In quell'occasione perse una gamba; poi, tre anni fa, ha perso anche la vita, a soli 62 anni. Metal Archives parla di generici “problemi cardiaci”.

    Non mi aspettavo poi molto da questo album, estratto dalla mia pila di CD dopo tutti questi anni a causa della
    e invece ho ricevuto una bella sorpresa. Per carità, niente di nuovo sotto al sole, la proposta è ancorata al buon vecchio heavy metal classico e la tracklist è sbilanciata, ma certi pezzi sono trascinanti anzichenò. Merito di un Grimmett che aggredisce bene le strofe e si lancia talvolta in ottimi ritornelli (i due pezzi iniziali e finali), poi Steve ha mantenuto una bella voce fino alla fine e spesso è proprio lui, qui, a salvare le canzoni un po' anonime.

    Un disco piacevole, consigliato a chi apprezza le cose più anni '80 degli ultimi Saxon.
    Anche il booklet è molto old school, coi testi su sfondo nero, i ringraziamenti e nient'altro.

    Nessuna recensione su TM.
    Media voti attuale su RYM: 3,32/5 su quasi 150 votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
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  4. Aslan

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    26 Settembre 2025

    Io ho la prima edizione in cd singolo, però c'ero al play it loud 2009 e fu un ottimo concerto, soprattutto considerato che non sono propriamente una live band e che con anderson non credo avessero la possibilità di provare spesso. Fu un bill pazzesco: wotan, holy martyr, etrusgave, jag panzer...che roba.
    In generale i martiria mi sono sempre piaciuti, per me il migliore è il secondo The Age of the Return. Ora alcuni componenti se non ricordo male hanno un progettino da poco con cantantessa inclusa. Avevo ascoltato un pezzo e mi suscitò molta tristezza.

    Inviato dal mio SM-A145R utilizzando Tapatalk
     
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  5. Dwight Fry

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    27 Settembre 2025

    Anche per me.
     
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  6. Dwight Fry

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    27 Settembre 2025

    Frozen Tears, “Nights of Violence” (heavy metal, 2007)

    [​IMG]

    Avevo apprezzato molto, all'epoca, il secondo e il terzo disco dei toscani eppure in CD possiedo solo gli ultimi due, i meno riusciti.

    Ogni tot, però, provo a concedere nuove chance agli album che non mi convincono, se realizzati da gruppi che stimo, e nella fattispecie il giudizio generale è migliorato. Il talento c'è anche qui, l'album è un po' più moderno dei precedenti ma ci sta; a non convincermi è il songwriting, che risulta a tratti monocorde; delle volte ho la sensazione che l'accumulo di riff sia un po' fine a se stesso e che i brani vadano a chiudersi in un vicolo cieco.
    Poi Alessio Taiti sembra seguire, vocalmente parlando, la strada intrapresa da cantanti neo-halfordiani come Sean Peck (all'epoca i Cage avevano appena pubblicato “Darker than black”, non a caso), una scelta che non condivido. Tanto più che già non amo gli urletti alla fine di tante, troppe strofe.

    Mi piace invece la parte centrale dell'album, vicina alla produzione precedente, soprattutto la doppietta costituita da “The fortress” e “Stories”, con un Taiti più a suo agio nell'intonare linee vocali dal mood classico e vagamente epico.

    Il CD della My Graveyard ha un'agghiacciante copertina in stile Paint 1.0, ma anche un discreto booklet: il sito di TM viene ringraziato assieme ad altre webzine e fa un po' specie trovare un musicista che omaggia degli scrittori che non siano i soliti Lovecraft e Poe (Leonardo Taiti ringrazia Buzzati, Baricco e De Carlo).

    Qui la recensione di TM (voto 67 su 100):
    Recensione Nights Of Violence - truemetal.it
    Media voti attuale su RYM: 3,22/5 su una decina di votazioni.

    Questo album è talmente di nicchia che in versione “full” non si trova neppure su Spotify o Bandcamp. Sul Tubo scorgo solo due pezzi, dovendo scegliere opto per la cover judaspriestizzata di “Run if you can” degli Accept:

     
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  7. Dwight Fry

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    28 Settembre 2025

    Fil di Ferro, “Hurricanes” (heavy metal, 1986)

    [​IMG]

    Adoro quest'album, probabilmente quello che più di tutti mi ha spinto a riconsiderare l'heavy metal tradizionale di casa nostra, anni fa.
    Per me fin lì esistevano solo i primi Death SS.

    Con questo disco d'esordio fu amore a primo ascolto, in particolare grazie al pezzo eponimo: di rado mi esalta un brano il cui ritornello poggia sulla ripetizione del titolo, eppure “Hurricanes” ci riesce grazie ai fraseggi di chitarra sottostanti. Non sarà un caso se i Fil di Ferro l'hanno riproposta in tutte le salse, è la loro hit. Peccato solo che la voce di Sergio Zara resti un po' indietro, all'inizio del brano, causa missaggio perfettibile.

    E infatti “Hurricanes” non è un album perfetto, ci sono sbavature qui e lì, anche vocali, ma è tutto così vero da sembrare quasi irreale in tempi come i nostri, all'insegna di una presunta perfezione tanto noiosa quanto posticcia.
    L'inizio di “Burning metal”, poi, è un orgasmo totale, sembra di sentire i Motorhead con Klaus Meine al microfono, o qualcosa del genere.

    Pezzi preferiti: quelli che ho già citato più “Rock fever” e “Over the light”, e siamo a 4 su 8... ma vanno benissimo anche gli altri, eh, si tratta solo di predilezione personale.
    Poi l'album dura appena 35 minuti, non ti dà proprio il tempo di annoiarti.

    Preso nella ristampa della JRR, con biografia scritta in italiano (alleluia!) da un certo @Stefano Ricetti , il quale conferma il notevole passo avanti compiuto a livello di botta sonora da questa versione remaster.

    Qui la recensione di TM (voto 82/100), considerate però che è compresa anche quella del disco successivo, immagino si sia optato per una media tra i due album:
    Recensione Hurricanes / Fil di Ferro - truemetal.it
    Media voti attuale su RYM: 3,36/5 su una ventina di votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
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  8. Vic Rattlehead

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    28 Settembre 2025

    Grande album!
     
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  9. Vittorio

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    28 Settembre 2025

    La title track è una bomba, ricordo di averla registrata da un programma radio a fine anni ‘80!
     
  10. Dwight Fry

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    2 Ottobre 2025

    :baffibarba&bastone:
     
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  11. Dwight Fry

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    2 Ottobre 2025

    Deep Switch, “Nine Inches Of God” (hard & heavy, 1986)

    upload_2025-10-2_10-55-25.png

    Prima band dell'attuale batterista degli Iron Maiden, Simon Dawson, che qui si firma Simon DeMontford.

    Probabilmente è il disco più eccentrico riconducibile alla (tarda) NWOBHM, descriverlo è un discreto casino perché dentro ci trovi Alice Cooper (all'inizio di “Pigfeeder!” sembra di sentire proprio l'Alice di “Zorro's Ascent”) e Ozzy+Randy, un pizzichino di punk così come la parte più oscura della new wave metal inglese (Demon, Hell e Witchfynde echeggiano in brani come “The dark angel” o “The poison lake”), bellissimi assoli in tapping e cori a cappella, riff 100% heavy e voce salmodiante, tocchi teatrali e addirittura del proto-rap, ma solo nel primo brano e solo nella sezione finale (non dà molto fastidio, è più parlata che rappata). L'unico pezzo “controllato” e tradizionale è “Spinning on the wheel”.

    Aggiungo una vena umoristica già evidente da titoli, testi e copertina, oltremodo blasfemi per l'epoca, e persino qualcosa di vagamente progressivo nei numerosi cambi di tempo e in certi cori.

    Ogni canzone è molto densa, insomma, e va scoperta prendendosi del tempo perché può piacere o non piacere, quest'album, ma è innegabile che abbia qualcosa di genialoide, pur non rientrando nel non plus ultra della scena inglese.
    Se Tobias Forge suonasse heavy metal e fosse più pazzo che furbo, scriverebbe pezzi del genere.

    Preso in doppio CD (il secondo presenta la versione demo di tutti i brani) nella ristampa della Shadow Kingdom, che ha fatto un gran lavoro sia nel trasferimento da vinile originario a CD, sia nell'estetica, con un bel jewel robusto e un librettone di 30 pagine (!) con dettagliata storia della band, una barca di foto e tutti i testi.

    Nessuna recensione su TM.
    Media voti attuale su RYM: 3,58/5 su appena sette votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Nine Inches of God
     
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  12. Dwight Fry

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    5 Ottobre 2025

    Raff, “Raff” (heavy metal, 2014)

    [​IMG]

    Album uscito nel 2014, pur essendo materiale (risuonato) risalente agli anni '80, quando la band romana se ne andava in giro per l'Italia ad aprire per gente come Ian Gillan e Iron Maiden (c'era già Bruce).
    Questi pezzi ri-registrati dopo trent'anni sanno tanto di vendetta contro la malasorte ed è giusto che siano stati pubblicati: la bellezza ha sempre un senso.

    Fermo restando che a me piacciono tutte, 'ste canzoni, di alcune in particolare ti chiedi se sarebbero diventate dei classici dell'heavy metal, in un contesto storico più propizio. “Live it loud” è splendida, per esempio, una canzone che trasuda epicità da ogni nota; “Rafforce commandos” è un anthem di quelli belli, con una grande sessione ritmica, e quando pigiano sull'acceleratore i Raff se ne escono con brani come “Driven mad” o “Rocker”, che a me piacciono tanto.
    Poi certi assoli di Tony Arcuri sono fantastici, cito quelli di “I trust” e “All for one”.

    Ho letto in rete alcune critiche alla voce di Chris Bianco: la pronuncia è alquanto meh e di tecnica neanche a parlarne, ma chi se ne frega, a me non dispiace affatto, non è certo stonato e il timbro si sposa benissimo con le sonorità proposte. Se dovessimo bocciare un album solo perché il cantante è privo di estensione, dalla mia collezione sparirebbero non so quanti classici dell'heavy metal.
    I brani dei Raff comunque si reggono da sé, non è che vengono azzoppati da Bianco, anche perché le linee vocali si fanno apprezzare, alcuni cori a supporto sono eccellenti (“Watch it”) ed è questo che conta.

    Preso in CD direttamente dalla JRR a un prezzo ridicolo (2,40 euro nuovo) su suggerimento dell'amico @Vic Rattlehead , che ne ha parlato QUI e che ringrazio.
    Bello il booklet, con tante foto, tutti i testi e un bell'excursus firmato dalla celebre penna di Giovanni Loria.

    Qui la rece di TM (voto 80 su 100), ovviamente di Steven Rich:
    Recensione Raff - truemetal.it

    Media voti attuale su RYM: 2,48/5 sulla bellezza di tre votazioni... che non fanno testo, visto che qua siamo in 4 (io, Vic, Loria e Ricetti) ad apprezzarlo, e la maggioranza vince.
    Inoltre noi ne capiamo di più, e siamo più belli.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Raff
     
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  13. Dwight Fry

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    6 Ottobre 2025

    Mi era completamente sfuggito questo commento.

    Gli Hawaii in realtà non erano "molto rock". Anche quando hanno alleggerito la proposta sono rimasti nei paraggi dell'hard rock metallizzato in stile Manowar di "Fighting the world", giusto per fare un esempio. E comunque il loro primo album ("One Nation Underground") è una scheggia impazzita di speed metal anni '80. Erano in 3 e facevano un casino d'inferno, per l'epoca.

    Perché si tratta di media matematica.
    Proprio per questo penso che la maggior parte dei voti oscilli tra 3 e 3,50.
    Più voti riceve un album, più tenderà a collocarsi in quella media. Giusto i capolavori e gli album con pochi voti riescono a superare quella soglia.
    Ovviamente ci sono delle storture inaccettabili, al di là dei gusti personali; per esempio notavo che "Back in black" degli AC/DC ha una media voti di 3,45. Corrisponde a 6,9 su 10 e io penso proprio che non gli renda giustizia.
     
  14. otrebla86

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    6 Ottobre 2025

    per RYM se vedi una media di 3.60 è già un discone. Ovviamente a ognuno i suoi generi, se ascolto un "discone" come Jane Doe dei Converge, dico subito che non è nelle mie corde e anche questo per me arriva a stento a 3/5, ma RYM gli da' 4/5

    A back in black io gli dò 3, ma il problema è mio che non mi sono mai piaciuti più di tanto gli ac/dc. Anche a me sorprende un voto di 3.45/5 comunque
     
  15. Dwight Fry

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    6 Ottobre 2025

    Neppure a me. Infatti possiedo giusto 4 album degli australiani, 3 dei quali presi usati perché non avevo voglia di spenderci troppo. Inoltre detesto la voce di Brian Johnson.
    Ma un album che suona ancora freschissimo 45 anni dopo la sua pubblicazione... che ha quell'energia e impatta su intere generazioni di musicisti e fan... a voler essere un minimo obiettivi, non può prendere meno di un tot.
    Poi lo so che uno di solito vota in base al suo gusto personale e stop. Dell'obiettività se ne frega. Legittimo, però qui scatta un altro problema, che è quello della smania di voler disquisire di album che non rientrano nei propri orizzonti musicali.
    Anche se per me il vero problema è un altro, ed è quello della polarizzazione dei gusti: oggi una cosa o è bellissima o fa schifo. Per fortuna la matematica castiga gli estremismi e limita i "danni".
    Ma è un discorso lungo e parzialmente OT.
     

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