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Sulla omosessualità

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da nosferatu666, 2 Dicembre 2008.

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  1. Ellanimbor

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    26 Dicembre 2008


    Hai pienamente ragione. Però mi permetto di aggiungere una cosa: c'è differenza tra il concepire la sessualità ANCHE in maniera diversa da quella "normale" e non saper fare altro che concepire la sessualità diversamente da quella "normale". Se una coppia praticasse solo sesso orale e, messa di fronte alla possibilità di fare sesso anche in maniera canonica, si dicesse schifata anche solo dell'idea non penseresti che quella sia una coppia con problemi?
     
  2. Bull Gates

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    26 Dicembre 2008

    E i venditori di comodini sono i più perversi di tutti...
     
  3. Ellanimbor

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    26 Dicembre 2008

    Ma guarda, su questo discorso ti posso quotare al 100% infatti io non ho mai detto che è moralmente sbagliato essere omosessuali. L'unica cosa che io sto cercando di difendere e che mi sembra che qui dentro non venga ben afferrata è che secondo me è giusto che non si spinga ad avere una società omosessuale o comunque non si incoraggino comportamenti sessuali "anormali" in senso naturalistico come ad esempio feticismo, sado-masochismo, travestititmo, omosessualità eccetera. Poi naturalmente ognuno ha le sue pippe mentali, anche io spesso mi faccio il viaggio di fare sesso con la mia ragazza legata al letto, lo ammetto tranquillamente così come ammetto di non sentirmi in colpa per questo e di ridere in faccia a coloro che se mai pensano che io sia un pervertito perchè mi faccio certi viaggi.

    Ma c'è un ma... ossia che io non sono relegato ad una certa dimensione per provare piacere. Se avessi bisogno di legare la mia ragazza al letto per eccitarmi allora ammetterei tranquillamente di avere un problema. A questo punto: ok a tutte le voglie sessuali, compresa quella di farlo con i maschi, ma permettetemi di dire che coloro che arrivano addirittura a farsi amputare gli organi genitali in quanto non riescono ad accettarsi secondo me andrebbero aiutati. Se poi per loro l'unico modo per stare bene con loro stessi è seguire un certo percorso, diventare "donne" (scusate le virgolette, so che per alcuni sono offensive, ma rispettate anche le mie credenze...) oppure farlo solo con i maschi in quanto non ce la fanno a farlo con le donne ok. L'UOMO NON E' UN SANTO, lo diceva anche e soprattutto Kant, quindi non si può pretendere che si comporti sempre nella maniera corretta, e comunque come ho già detto, non è una questione morale.

    Ma almeno non arrampichiamoci sugli specchi per dimostrare che queste persone hanno una sessualità assolutamente "normale" (sempre intendendo questa parola in senso naturalistico eh?).
     
  4. Guest_001

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    26 Dicembre 2008


    e qua mi sento chiamata in causa (in realtà mi sento chiamata in causa in qualsiasi perversione dell'essere umano, ma vabbè, è un altro discorso :rotfl::rotfl::rotfl:)


    non si diventa donne. semplicemente lo si è. che poi si nasca nel corpo giusto o nel corpo sbagliato per esprimere il proprio essere donna, è un altro paio di maniche. e nel mio caso, essendo nata in un corpo sbagliato, semplicemente lo cambio. quelle virgolette non m'offendono. sono semplicemente stupide.


    e l'essere donne con la sessualità non c'entra una minchia. si chiama "identità di genere" (l'ho ripetuto 86 milioni di volte, ma evidentemente le fette di prosciutto negli occhi non si riesce proprio a togliersele di torno).

    e l'identità di genere è un qualcosa che va ben oltre un prepuzio o una clitoride.


    poi chiaro, se continuiamo con questa visione genitalocentrica delle persone, bypassando tutto il resto (le fantasie sessuali, le emozioni, i sentimenti, le identità di genere appunto) non finiamo da nessuna parte.
     
  5. Melanio Vakyas

    Melanio Vakyas
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    Bella fregatura. Che fai?

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    26 Dicembre 2008

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  6. Guest_001

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    26 Dicembre 2008


    grazie ma io non ho bisogno della carità pelosa di nessuno. Ho solo bisogno di vivere nel corpo che sento mio. Ovvero sia nel corpo di una donna.

    Fine della questione. E vedi di portare un po' più di rispetto, non solo a parole, ma anche coi fatti.


    PS: e per la serie, informarsi non nuoce alla salute, la vaginoplastica non amputa un'emerita cippa. E' semplicemente un'operazione nella quale trasformi un cazzo in una figa.
     
    #756
    Ultima modifica: 26 Dicembre 2008
  7. HeadlessChild

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    26 Dicembre 2008

    Beh.. la questione si complica. Ribadisco che la premessa è che la normalità nel sesso non è norma. Dopo di che bisogna vedere caso per caso. Non tutte le perversioni sono accettate o accettabili. Se una perversione è rara è destinata a creare insoddisfazione nel soggetto in quanto avrà difficoltà a trovare nella comunità in cui è situato persone adatte a soddisfarla, o quantomento a far si che le persone con cui c'è "corrispondenza d'amorosi sensi" (se cercata) siano quelle che la condividono. Se si tratta non di una perversione, diciamo, di creatività estemporanea, ma di un nodo cruciale nella sessualità del soggetto, la cosa è destinata a creare problemi significativi, fors'anche nevrosi.
    QUello che vorrei sottolineare però è che ciò di cui ho parlato sin ora ha senso in una determinata cultura ed in una determinata società.

    Come fai notare, è pieno di gente a cui il coito in se e per se non basta. Esemplari sono i casi di feticismo, esempio: non ci può essere un rapporto (o almeno non soddisfacente) se la ragazza non indossa i tacchi alti.
    L'omosessualità in un certo senso si può ascrivere a questo ambito, perché appunto richiede - necessariamente - un oggetto del desiderio diverso da quello standard.
    Tuttavia a questo ambito vanno ascritte anche cose comun.. e sto pensando allo stranoto"senza preliminari non arrivo all'orgasmo". Soprattutto nelle donne l'orgasmo non è una cosa così scontata e passa anche e soprattutto attraverso ciò che fa da "contorno" al coito. Ciascuna ha le sue esigenze, tutte perversioni che se non soddisfatte rischiano di far "fallire il tutto". Ma la cosa non mi sembra un problema.. si tratta degli equilibri soggettivi e strani per definizione che regolano la "normale" attività sessuale, e non c'è nessun problema se una donna richiede di essere toccata con foga (come minimo), o se un uomo vuole iniziare con una fellatio, o se durante il rapporto i baci si sprecano, direi. Solo il costume sociale può trasformare queste cose in difficoltà.


    Da quanto ho capito in giappone il sadomasochismo (leggero?) è pratica ampiamente diffusa. Se questo è vero deduco che un giapponese con perversioni del genere non dovrebbe faticare molto nel trovare soddisfazione in una partner, dunque il problema tutto sommato non sarebbe da definirsi significativo. Non si tratterebbe in sostanza di un problema, ed una volta trovata la partner il soggetto non ha motivo di non vivere un'esistenza serena e normalissima. In una cultura invece in cui una persona avesse paura sin anche di confessare alla propria partner la volontà di legarla pratiche simili porterebbero facilmente alla nevrosi, o comunque a distorsioni del rapporto.
    Due culture diverse, due risultati completamente diversi. C'è da dire che in taluni casi la volontà di sottomissione (attiva o passiva) può essere un "circolo vizioso" verso pratiche sempre più estreme e meno - di fatto - realizzabili. In tal caso sono possibili delle difficoltà.. ad ogni modo una "vita sessuale travagliata" non rende necessariamente un soggetto meno integrato nel suo complesso.
    Tutt'altra cosa invece è l'omosessualità, o la voglia di cambiare sesso. Li si tratta di una deviazione lineare e semplicissima: una volta trovato il partner dello stesso sesso, cambiato (oggi che è possibile, per chi è possibile) il sesso, la vita sessuale è sostanzialmente "standard". Trovare un partner dello stesso sesso è statisticamente più difficile, ma se la società non impone di "nascondersi" (e, come diversi casi storici dimostrano, anche se l'imposizione c'è), è di fatto fattibile.. suppongo essere un po' come essere molto esigenti nella scelta delle compagne (o non risultare attraenti per le più).
    Sostanzialmente non mi sembra un grandissimo problema e ci sono noti casi di omosessuali e transessuali che di aiuto non hanno assolutamente bisogno, anzi...
    ..semmai hanno bisogno di aiuto quelli di carattere più debole, che faticano a convivere con una società che li guarda con sospetto o, se proprio va bene, accondiscendenza. L'aiuto ovviamente consisterebbe nell'eliminare l'isolamento psicologico...


    Dopo di che, per carità. Non è che il costume sociale non sia autorizzato a porre limiti... una perversione sullo stupro non potrebbe essere sdoganata, ovviamente.. benché in forme simboliche e sublimate sia una delle più ricorrenti, tra le donne soprattutto.
    Ma questo è un discorso a parte.
     
  8. Guest_001

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    26 Dicembre 2008


    sì, soprattutto a livello di bondage (legatura). tutte le tecniche e le figure del bondage (a partire dallo shibari) hanno nomi giapponesi, fra l'altro.
     
  9. Ellanimbor

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    26 Dicembre 2008

    Va bene dai, mi ritiro dal dibattito e amen, tanto le mie idee le ho già esposte. Mi scuso per quell'aiutati che mi sarei potuto risparmiare, comunque non volevo offendere nessuno.

    Ci tengo comunque a specificare che questo tipo di discorsi li ho tirati fuori qua dentro perchè si parla di certe cose, ma non è che li vado a sbandierare in giro... probabilmente se ci fossimo conosciuti nel mondo reale, o anche solo in un topic diverso da questo, il nostro rapporto sarebbe stato ben diverso.
     
  10. otrebla86

    otrebla86
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    26 Dicembre 2008

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  11. Acid Rain

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    26 Dicembre 2008

    Ma no, dai!
    Servono le posizioni contrastanti in un dibattito che in potenza è costruttivo.
    Servono quando sono portate avanti in modo civile come il tuo. Fossimo tutti d'accordo non staremmo qui a scrivere, no?
    Non credo che Dysphoria si sia offesa sul serio, le piace essere acida (a chi assomiglia? :D) nelle risposte, ma lei, come me e tutti quelli che sono qui denro, ha bisogno di posizioni differenti (non del tutto, se ho capito bene i tuoi post ;)) per dialogare e crescere.
    Se non è così, Dysphoria, sotterrami pure :hihi:
     
  12. Monk

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    26 Dicembre 2008

    Beh, non troppo differenti, sennò siamo anormali

    [​IMG]

    Oh, si scherza eh...:D
     
  13. Fux89

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    27 Dicembre 2008

    Se posso dire la mia sulla questione, penso che, quando si parla di sessualità, in particolare di quella umana, si ha a che fare con un argomento estremamente complesso, troppo complesso per poter affermare cosa è normale e cosa no. Più che una questione sull'offensività o meno del definire l'omosessualità un'anormalità, penso che il punto sia l'assurdità di stabilire cosa è normale e cosa è anormale. Dire che la condizione normale è l'eterosessualità perché lo scopo del sesso è la riproduzione lo trovo (senza offesa per chi ha fatto questa affermazione, sia chiaro) ridicolo. Se l'unico scopo del sesso fosse la riproduzione, perché la donna non prova desiderio sessuale solo quando avviene l'ovulazione? E perché l'uomo prova attrazione sessuale per la donna anche quando lei non è nel periodo fertile? Dopotutto, questo è ciò che avviene in molte specie animali.

    È troppo semplicistico, poi, dire che l'evoluzione ha fatto sviluppare il desiderio sessuale con lo scopo di portare avanti la specie. Intanto, l'evoluzione non "fa" qualcosa con uno scopo. L'evoluzione è cieca, parte da mutazioni casuali, che vengono poi trasmesse se sono vantaggiose nell'ambiente in cui si sono sviluppate, e se permettono dunque all'organismo che le porta di sopravvivere e riprodursi più facilmente. Ora, se in moltissime specie diverse è presente l'omosessualità, è evidente che questo, evolutivamente parlando, non è un caso. Se tale comportamento si sviluppa, significa che, alla pari dell'eterosessualità, ha portato e porta, in qualche modo a me ignoto, un vantaggio di tipo evolutivo. Se l'omosessualità esiste in natura, ed è diffusa in numerose specie diverse, significa che è qualcosa di assolutamente naturale, e, per quanto possa aver senso affermarlo, è perfettamente normale.

    Se, come qualcuno ha detto, lo scopo del piacere sessuale è la riproduzione, allora sono atti assolutamente anormali la masturbazione, il sesso orale, il sesso anale, anche praticati tra persone eterosessuali. L'unica cosa "normale" sarebbe il rapporto sessuale classico tra un uomo e una donna nel suo periodo fertile, naturalmente senza l'utilizzo di contraccettivi. Tutto il resto sarebbe "anormale". A questo punto, però, non si potrebbe che concludere che la maggior parte dei rapporti sessuali (etero o omo o in solitaria;)) avvengono in una condizione di anormalità. Ma allora avrebbe ancora senso parlare di anormalità?

    Dopo questa lunga premessa, vorrei fare qualche considerazione sul paragone che è saltato fuori (come capita spesso:roll:) tra omosessualità e pedofilia. Credo che il paragone abbia senso se si intendono omosessualità e pedofilia come orientamenti sessuali (da questo punto di vista, ha allo stesso modo senso il paragone tra pedofilia, eterosessualità, zoofilia ecc.). Quello che risulta offensivo è paragonare gli atti omosessuali agli atti pedofili, cioè la messa in pratica dei due orientamenti. Mentre da una parte si hanno due persone consenzienti che decidono liberamente di fare sesso (escludendo il caso dello stupro, naturalmente, che si può parimenti applicare al caso dell'eterosessualità), dall'altra si ha una persona adulta che decide di far sesso con una persona che non può essere consenziente. Per fare un esempio, una bambina di sei anni non può volere far sesso con un uomo di venticinque (la situazione già si complica se si vanno a considerare ragazzine/i di tredici/quattordici anni, ma rischierei di andare OT), perciò l'atto in questione è certamente un abuso.

    La sostanza del mio discorso è che non si può vedere tutto bianco o nero, soprattutto in tema di sessualità. Per questo io trovo semplicemente ridicole le affermazioni del papa, secondo il quale l'essere umano è stato creato (:shock:) maschio e femmina, e secondo cui la sessualità va finalizzata alla procrezione, e dunque praticata solo tra maschio e femmina (naturalmente all'interno del matrimonio:roll:). Le sfaccettature (sia per quanto riguarda l'orientamento sessuale, sia per quanto riguarda la definizione di "maschio" e "femmina") sono troppo numerose per categorizzarle in maniera così netta.

    Detto questo, vorrei concludere dicendo che, dal mio punto di vista, qualunque considerazione si possa fare sulla "giustezza" o meno dell'omosessualità, il riconoscimento degli stessi diritti alle persone omosessuali deve prescindere da tali considerazioni. Più in concreto, io sono assolutamente a favore all'equiparazione tra matrimonio etero e omo, compresa la possibilità di adottare figli e/o ricorrere alla fecondazione assistita.
     
  14. Necrophelia

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    27 Dicembre 2008

    esattamente...:)

    vabè ma è ovvio che la Chiesa vada contro questa cosa. E' uno strumento di controllo, così come la paura (il più forte che l'uomo possiede), per cui in questo modo riesce a controllare le masse...il brutto è che troppo spesso ci rimettono le masse cui della visione cattolica non gliene importa una cippa lippa...:roll:
     
  15. Xan

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    27 Dicembre 2008

    Concordo. Bisognerebbe dare prima di tutto una definizione di normalità e anormalità, e poi FORSE, dare il proprio parere.

    Alt! Quì nessuno ha paragonato gli ATTI omosessuali con quelli dei pedofili, infatti io parlavo di diversità tra conseguenze e l'essere in se omosessuale o pedofilo. Ho solo paragonato, quindi, i due orientamenti sessuali, perchè sono 2 orientamenti sessuali, punto! mentre chi se l'è presa probabilmente l'ha fatto perchè continua ad associare il pedofilo con l'atto di violenza che non necessariamente avverrà. Io credo che invece abbiano capito, però sai com'è, la parola PEDOFILIA suona forte.


    Concordo anche con il resto
     
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