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Metal ribelle...?

Discussione in 'Chiacchiere' iniziata da MetalMusic666, 27 Dicembre 2017.

  1. Strogg

    Strogg
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    13 Agosto 2018

    Scusate la domanda un po' provocatoria, ma voi l'avete mai conosciuto un "ribelle" in tutta la vostra vita? Io personalmente no, penso che la maggior parte Delle persone si limita ad aspettare di crepare per andarsene da sto mondo di merda.
    Penso che il metal sia trasgressivo, anticonformista (anche se ci sarebbe da discutere) anarcoide ( anche se ora va di moda il fascismo tra i metallari), anche impegnato, ma di ribelle cosa c'è? Ma dove sono sti ribelli? La poi cosa significa? Bhoooo
     
    #31
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  2. Dwight Fry

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    Non so se ringraziarti o...

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    14 Agosto 2018

    Esatto.
     
    #32
  3. Iasonis

    Iasonis
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    10 Settembre 2018

    Guarda anche se sei stato bannato mi sento in dovere di risponderti , perché il topi fa proprio gola , anche se magari mi becco dello scontato come un capo di P&B non mi interessa io penso che il Metal lo si interpreta come c...o si vuole , guarda me ad esempio , ho avuto un bruttissimo periodo ed ora è la mia salvezza e ti dirò di più non mi sento protagonista di nessun vittimismo , anzi non auguro a nessuno tutto ciò , anyway io la penso così aloha mi amigo .
     
    #33
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  4. Quintus Horatius

    Quintus Horatius
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    10 Settembre 2018

    A dispetto dell'apparenza e delle tante identità assunte, il rock si è sempre dimostrato un contenitore vuoto facilmente manipolabile a seconda dalle esigenze dello spettacolo.
    Tanto si è investito sui "maledetti" e su un certo ribellismo da cartolina, ieri come oggi (anzi, oggi sembra fare meno presa sul pubblico pagante, per lo meno nel rock; nuove forme di eroismo, ad esempio il "ragazzo del ghetto che emerge con le sue sole forze" della trap o del rap. si sono però imposte negli ultimi anni).
    Bisognerebbe serenamente ammettere che, sebbene a volte a qualcuno di noi possa sembrare una grandiosa manifestazione di potenza o coraggio, si tratta solo di mera produzione di frequenze, tutt'al più accompagnata da messaggi raffazzonati, nel peggiore dei casi anche banali e raramente degni di nota.
    D'altronde, perché chiedere di più alla musica di quanto non faccia?
    Lasciamole fare il suo lavoro, ossia appagare e appassionare, e cerchiamo, eventualmente, in altro gli strumenti per ipotetiche ribellioni.
     
    #34
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  5. requiemscript

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    Bradipandoom (cit.)

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    13 Settembre 2018

    Che poi ci sta anche fomentarsi per canzoni che parlano di ribellione, fratellanza metallica, l'essere sopra tutto e tutti e storie simili. Ci sono band che ci han basato sopra un'intera carriera (tipo i Manowar) e che han fatto funzionare benissimo questo meccanismo. Per dire, ultimamente sto rispolverando gli Hammerfall, che ascoltavo parecchio una decina di anni fa e che vivono da sempre su queste 4 tematiche in croce, e ammetto candidamente di essermi divertito ad aizzarmi ascoltando certe canzoni. Il problema che molti di noi metallari hanno è che non riescono a capire quando la canzone è finita e quando si ritorna alla realtà. Io, almeno per i primi 5 anni di "militanza", ho vissuto il metal come un'estensione diretta della mia passione per tutto ciò che fosse fantastico e/o immaginario, vista la necessità impellente che provavo di estraniarmi da una realtà che odiavo. Il metal, visto quanto si collega anche a quei concetti, mi permetteva (e mi permette tutt'ora) una forma di evasione ancora più completa. Mi accorsi che, finché riuscivo a evadere così, il mondo reale diventava meno opprimente, e di conseguenza a viverlo meglio. A questo punto mi chiedo: se gli effetti sono questi, che differenza c'è tra l'essere un appassionato di metal e l'essere appassionato di qualsiasi altra cosa che provochi le stesse conseguenze? Nessuna. E quindi tutta la mitologia del "metal lifestyle" si rivela per quel che è: un travestimento, un calarsi in un personaggio e in un mondo con quelle regole. E' un po' come giocare di ruolo.
     
    #35
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  6. Quintus Horatius

    Quintus Horatius
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    18 Settembre 2018

    Esatto, hai colto il punto nodale.
    Il problema si presenta nel momento in cui queste maschere si tramutano in fedi, aprendo le porte a catastrofi personali, nella migliorie delle ipotesi, o, nelle peggiore, a drammi collettivi.
     
    #36
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  7. Il Luppoooo

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    Piglia schiaffone su chiappa

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    18 Settembre 2018

    10/10 would buy again :zizizi:
     
    #37
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  8. Sinner

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    Gloria Cremisi

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    18 Settembre 2018

    Metal ribelle, ti strappa la pelle!

    No, seriamente:

    Sono abbastanza d'accordo con quanto hai scritto. Anch'io, quando ero ragazzino (ho iniziato ad ascoltare metal intorno ai 12-13 anni), vivevo la musica metal come un modo soprattutto di affermare la mia identità in mezzo alla massa. Ai tempi andava di moda il grunge, tutti a scuola ascoltavano Nirvana, Smashing Pumpkins, Pearl Jam (non ho niente contro queste band), poi è venuta la moda del pop-punk, del crossover e via discorrendo; io invece ci andavo giù di metallo con Slayer, Judas Priest, Maiden, Megadeth, Black Sabbath, ero fiero di ascoltare una musica potente e lontana dal mainstream (più o meno). Poi capisci che quello che conta veramente è la sostanza della musica, gli stimoli che trai da essa, non l'immagine che gli altri hanno del modo che hai di vivere la tua passione.

    Adesso intendo la musica, come altre passioni similari come il cinema o la lettura, come un mezzo per colorare una realtà spesso grigia.

    Altre forme d'arte però, come appunto il cinema e la letteratura, spesso e volentieri riescono a darti delle chiavi di lettura che ampliano il tuo modo di interpretare la realtà, la società, insomma il mondo nel suo aspetto complessivo, nella sua infinita rete di rapporti finanziari, economici, sociali, di potere...in questo senso, almeno per quanto mi riguarda, si tratta di forme d'arte "istruttive", da cui in sostanza si può imparare qualcosa per vivere meglio in un determinato contesto sociale.

    La musica invece è esplosiva, è principalmente suono che colpisce il lato emotivo, primordiale dell'essere umano. A volte i testi riescono a dare un valore aggiunto alla musica, ma in primo luogo, a mio avviso, la musica trae la sua ragione di essere nell'irrazionale, nel bisogno dell'artista di rappresentare attraverso i suoni delle immagini mentali, chiamiamole così, che sarebbe impossibile tradurre in parole. Anche le linee vocali sono suoni, al di là del significato delle parole cantate. In questo senso, per quanto mi riguarda, la musica è ancora evasione dalla realtà, perché l'ascolto di un disco riesce ancora a trasportarmi in un mondo che di concreto ha poco.

    Soprattutto adesso che ho scoperto il krautrock :hihi:
     
    #38
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  9. ReignInBlood_1986

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    18 Settembre 2018

    Forse il cinema può essere una forma d'arte istruttiva solo se ci si limita a film impegnati e di un certo tipo, allo stesso modo di come può esserlo la musica di un cantautore che scrive canzoni con testi importantissimi e di cui si capisce bene la lingua madre (in modo da comprendere bene appunto i testi)

    Perché anche nel cinema c'è l'ignoranza, intesa in senso buono
     
    #39
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  10. Sinner

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    Gloria Cremisi

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    18 Settembre 2018

    Sul cinema: sicuramente ci sono film di puro intrattenimento, a volte fracassoni, disimpegnati, che non intendono veicolare alcun tipo di messaggio. Molti di essi sono bei film.

    Però, anche prendendo come riferimento i film di genere, spesso e volentieri i migliori autori riescono ad elevare il messaggio allo stesso livello dell'intrattenimento, basti pensare a film come gli zombie movie di Romero o alle bordate sociali e politiche di Carpenter (Essi Vivono, Distretto 13, Fuga da New York). Chiaramente i messaggi che possiamo trovare in un film come Nightmare (il primo) sono dei sottotesti di non immediata lettura, quello che realmente conta è l'estetica macabra che il regista è riuscito a creare, come ad esempio nei migliori film di Dario Argento e in tutto il filone dell'horror italiano d'annata.

    Per quanto riguarda i cantautori, spesso le canzoni sono belle perché l'autore non si limita a proporre un testo impegnato, bensì riesce a creare un rapporto indissolubile tra testo, linea vocale e arrangiamento musicale. La musica è musica, e si basa sui suoni. Un testo impegnato da solo non è musica, bensì letteratura (nella migliore delle ipotesi).
     
    #40
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  11. ReignInBlood_1986

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    18 Settembre 2018

    Senz'altro
     
    #41
  12. ador dorath

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    we, the gods

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    6 Ottobre 2018



    Black Doom Gothic ❤️
     
    #42
  13. doc elektro

    doc elektro
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    Guest

    12 Ottobre 2018

    che dire? Il metal lo ascolto da almeno 35 anni. Ossia da quando ne avevo 15. Inframmezzato con tanta altra roba occhio.....non da solo...
    Definirlo "ribellione " è giusto da un lato e sbagliato dall'altro.
    Io detesto quei locali dimmè,dove se non sei vestito elegante come un beccamorto non entri e dove magari col carrello rimorchi le ragazze a seconda della "posta" che metti sul banco . Ma non mi definisco un ribelle.
    Più che altro non sono un poser che dal giorno Y va in giro strappato e col chiodo e poi il giorno Z si veste elegante e magari (orrore! si taglia i capelli) solo per un giorno in questi posti.
    La musica,se ben fatta è potenza,è energia positiva è buon gusto e sensazioni piacevoli. Tutto qui. E il metal è una di quelle che la danno.
    Tutto qui.
    Che poi a casa mia santini e crocefissi siano finiti nella stufa già da almeno 15 anni è un altro discorso. Come ho fatto una corretta selezione musicale e nell'hard disk che ho in tavernetta ci sia solo roba "positiva" ho fatto anche una corretta selezione ideologica.
    Ed è un mio diritto farlo.
    E in ogni caso nell'hard disk ho anche una cartella chiamata giostrume con il tunz più becero ma non house da mangiamorti bensi tarrume più spinto perchè ci sono i casi dove ci va anche quello,ho anche canzoni agricole perchè anche nel liscio a modo suo esiste un goccio di "ribellione"

    Ah,dimenticavo....in un mondo di polveri fini di moda casa mia va a legna e la mia macchina è un diesel!
     
    #43
    Ultima modifica di un moderatore: 12 Ottobre 2018
  14. LucaGiulio

    LucaGiulio
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    28 Ottobre 2018

    Su canale 8 in onda l'ennesimo documentario sulle cosiddette bestie di satana infarcito di assurdità e inesattezze sul.metal estremo.
     
    #44
  15. Zanna

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    Soldier of fortune

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    24 Novembre 2018

    Allora, che vivere il rock o il metal come una religione possa essere una cosa risibile, che può ancora ancora andare bene quando hai 15-16 anni...è una cosa che posso condividere.

    Però. Però, lo ammetto: a me questa attitudine "ribelle", nei confronti di questa società piace, ancora adesso che non sono più un "cucciolo di primo pelo", diciamo così. Che poi si tratti di una ribellione più o meno infantile o sentita...ne possiamo parlare, per giorni, mesi, anni interi.

    Io ci ho riflettuto tantissimo sul senso della vita, dell'essere maturi, del lavoro...ecc. e ci rifletto ancora, sempre.

    Ebbene, sono giunto alla conclusione che la vita della maggior parte di noi sia attualmente riassumibile in una frase ironica che gira su Internet: "lavori per comprarti un auto, per andare al lavoro".

    È una società che non ha senso. Con troppe disuguaglianze, contraddizioni, con la ricchezza quasi del tutto concentrata nelle mani di pochi e gli altri poveretti a fare la fame.

    Ci hanno inculcato nella testa che essere maturi significhi andare a lavorare per quattro soldi, da bravi soldatini, a fare un lavoro che dobbiamo considerare un privilegio "perché c'è la crisi, non ci sono i soldi" mentre i nostri capi vanno in giro con la Porsche. E far finta di essere contenti così...sorridere sempre perché se no fai brutta impressione col cliente.

    Quindi sì, faccio finta di essere d'accordo, perché i soldi a casa li devo portare a casa in qualche modo e purtroppo ti devi anche un po' adeguare. Altrimenti puoi solo fare il clochard.

    Ma dentro di me sarò sempre d'accordo con il messaggio di ribellione a questa patetica società di burattini e burattinai che è insito nel rock e nel metal e lo sentirò sempre mio.

    Cercherò però, se possibile, di cambiarla un pochino in meglio, questa società, per quel poco che posso fare.
     
    #45

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