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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    30 Gennaio 2024

    Allora: come detto, nel mammut della Newton & Compton dedicato a Lovecraft c'è di tutto.
    Inizio a commentare brevemente i romanzi, che Wikipedia individua in ben 6 opere e che io riduco a 3 (gli altri, di solito, vengono considerati racconti lunghi più che romanzi).

    - “Alle montagne della follia”: intrigantissimo nelle premesse ma troppo lento nello sviluppo, da un certo punto in poi si affloscia inesorabilmente.

    - “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath”: noioso dark fantasy dalla trama sconclusionata, come al solito senza un dialogo (grande limite di Lovecraft) e indebolito dall'assenza di una revisione professionale. Lo stesso Lovecraft, perfezionista com'era, non avrebbe mai lasciato alcuni passaggi nel modo in cui sono giunti fino a noi.

    - “Il caso di Charles Dexter Ward”: il più lungo e il migliore dei tre. Articolato, pieno di mistero, ha pure un bel finale e addirittura qualche dialogo nelle ultime pagine. Si può chiudere un occhio su certe ingenuità, parliamo pur sempre di un romanzo scritto nel 1927 e privo di revisione editoriale. Da questo racconto è stato tratto il passabile film horror “The Resurrected” (1991), inoltre vent'anni fa ho giocato a questo videogame per PS1:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Necronomicon_(videogioco)
    un punta e clicca palesemente ispirato al romanzo in oggetto.

    Da notare che solo “Alle montagne della follia” fu pubblicato quando l'autore era in vita.

    Di mio posso dire che i racconti gli si confacevano maggiormente, Lovecraft era troppo fissato con l'atmosfera (a scapito della trama) e come già altri autori, tipo l'Hodgson di “La casa sull'abisso”, non si rendeva conto che pagine e pagine di descrizioni possono uccidere il ritmo della narrazione e l'interesse del lettore.

    Dei racconti parlerò in un altro post.
     
  2. BANDIT

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    30 Gennaio 2024

    Ho letto tutto di Lovecraft e si, La ricerca onirica.... anche a me non è mai piaciuta più di tanto. Il caso di charles dexter ward lo ritengo il migliore tra i "romanzi" :) Joseph Curven è un gran personaggio dai

    I miei racconti preferiti sono: Colui che sussurrava nelle tenebre (il mio preferito), L'ombra su Innsmouth.

    Di quest'ultimo hanno creato anche un videogioco una ventina di anni fa, che ho comprato all'epoca ma non sono mai riuscito a finirlo, aveva dei controlli assurdi e diventava pesante e frustrante. Ma hanno ricreato una gran atmosfera molto fedele al racconto.
     
  3. Dwight Fry

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    30 Gennaio 2024

    Ne dubito.
    Non per sfiducia, eh. Ma ora che ho letto persino il suo taccuino e tutti i racconti che scrisse e revisionò per altri autori, so che di Lovecraft mi mancano comunque quasi tutte le poesie e parte dell'epistolario, nel quale peraltro affrontava argomenti molto interessanti e sempre col suo piglio da saggista.
     
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  4. BANDIT

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    30 Gennaio 2024

    Hai ragione invece. Ho letto tutto, ma non l'epistolario e forse qualcos'altro che non sta in questo volume di quasi duemila pagine

    Tutti i romanzi e i racconti. Ediz. integrale - Howard P. Lovecraft - Libro - Newton Compton Editori - Grandi tascabili economici. I mammut Gold | IBS

    Da ragazzino mi hanno emozionato i libri tascabili credo della newton&compton, ma mancavano tantissimi racconti e allora ho preso questo. Prima o poi devo leggerlo in inglese, con il signore degli anelli è stato come leggere il libro nuovamente per la prima volta
     
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  5. Dwight Fry

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    30 Gennaio 2024

    E' quello che sto commentando man mano, e che ho appena finito di leggere (collana I Mammut).
    Per cui sì, confermo che ti/ci mancano parecchi racconti in versi (o sonetti, è lo stesso) e ovviamente la parte saggistica relativa all'epistolario, talmente vasto che bisogna comprare non so quanti libri per leggerlo tutto. Libri a tema, perlopiù. Per esempio c'è questo sull'ateismo di Lovecraft:
    https://www.amazon.it/Contro-religi...&sprefix=lovecraft+ateo,stripbooks,207&sr=1-1
     
  6. Dwight Fry

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    30 Gennaio 2024

    Ancora Lovecraft, stavolta mi concentro sui racconti.

    Che dire? Il volumone della Newton butta nel calderone davvero di tutto e quindi è difficile formulare una sintesi. Diciamo che gran parte del materiale inedito e dei racconti scritti o revisionati per altri autori è, salvo eccezioni, robetta se non robaccia; il materiale ascrivibile a Lovecraft, invece, oscilla tra il mediocre e il capolavoro. Già nelle pagine iniziali del volume è possibile trovare racconti particolarmente originali e/o avanti coi tempi (“I cari estinti”, “La musica di Erich Zann”, lo splatterissimo “Herbert West, rianimatore”, eccetera).

    I racconti onirici che tanto piacciono al nostro Aslan, a me prendono poco, specie se letti uno dietro l'altro. Questione di gusti.

    È invece col ciclo di Cthulhu, a parer mio, che si raggiunge l'acme: racconti meno astratti, più vicini a un orrore che per quanto possa trovare origine (e spesso locus) nel cosmo, o in realtà parallele intangibili, si riflette nella nostra realtà ed è questo a inquietare: quell'orrore è sempre a portata di mano, basta poco per averci a che fare. Talvolta della banale curiosità.

    Tra i racconti che mi mancavano ho finalmente colmato alcune gravi lacune, pur sapendo benissimo di cosa parlassero grazie alle varie riduzioni cinematografiche: sto parlando dei citati “Herbert West, rianimatore”, “Da altrove” e soprattutto “Il colore venuto dallo spazio”, capolavoro fantahorror che trasmette un'angoscia notevole e che eserciterà un'influenza altrettanto notevole su tanto cinema (di genere) a venire.

    Nel leggerlo per la prima volta ho ricordato concretamente per quale motivo, da ragazzo, amassi così tanto Lovecraft: perché nei suoi racconti migliori c'è del genio. Purissimo genio.
     
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  7. BANDIT

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    30 Gennaio 2024

    Io avevo questi, e come è successo a te pure a me mancavano alcuni racconti e allora ho preso quel librone là. Per esempio anche quel racconto in egitto con Houdini è troppo forte, e ci sono tantissime note d'autore per far capire meglio i retroscena e la vita privata di Lovecraft.
    Il colore venuto dallo spazio è anche fenomenale, così come il Terrore a Red hook e quel racconto di una collina dove si vede un fantasma ogni notte e poi un tipo scende sotto e ci trova un' intera città...non mi ricordo il titolo ma comunque memorabile.

    Mi sono sempre chiesto che effetto poteva fare sui lettori dell'epoca questo stile, non erano abituati a guardare Freddy Krueger alle elementari, negli anni 20....
     

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  8. Dwight Fry

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    30 Gennaio 2024

    Che bella foto!
    Le mie vecchie edizioni della Newton sono molto più rovinate, ma parliamo di quella roba tipo 200 pagine 2000 lire.

    A me quel racconto non è piaciuto per niente, sarò sincero. Troppo prolisso (grande difetto di Lovecraft), troppo didascalico.

    "Il tumulo"! Quello sì che è bello! Uno dei primissimi lavori di Lovecraft che ho letto, ce l'avevo (e ce l'ho ancora) in un 100 pagine 1000 lire, pubblicato però col titolo "L'orrore sotto il tumulo".

    Secondo me all'epoca c'era una maggiore capacità di lasciarsi prendere e trasportare dalle storie scritte. Penso quindi che racconti del genere impressionassero tantissimo i lettori.
    Anche al cinema si spaventavano con poco, bastava che nei film una mano pelosa spuntasse dal buio e giù urla.
     
  9. BANDIT

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    30 Gennaio 2024

    Il tumulo! Proprio lui!

    Un altro che mi ricordo bene è L'illustrazione nella casa, credo che il nostro sia stato ispirato da questa immagine, mi ha semrpe divertito tanto come ha descritto il vecchio con la bava alla bocca e la tensione che sale mano mano che il racconto prosegue
    [​IMG]
     
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  10. Aslan

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    30 Gennaio 2024

    Il mammut di lovecraft (che non possiedo avendo già il precedente vecchio cofanetto equivalente, più pratico e leggibile), per prezzo e completezza è una delle più grandi opere di divulgazione mai pubblicate qui da noi nel settore. In questo senso, a mio parere, spazza via le recenti, costose ed antipaticissime edizioni mondadori.
    Non dico che il volume non abbia difetti (ho avuto modo di sfogliarlo diverse volte in libreria), ma è un atto d'amore dei curatori, pur datato. Per chi volesse approcciare l'autore oggi, lo consiglierei subito.
    Pure io fui introdotto dalle edizioni a 1000 lire da edicola, che conservo ancora con affetto. Newton tutta la vita, e lo dico con cognizione di causa, possedendo pure diverse edizioni mondadori uscite negli anni.

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  11. Dwight Fry

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    31 Gennaio 2024

    Continuo la mia analisi del mammuth della Newton dedicato a Lovecraft parlando di sonetti e saggi.

    I sonetti: sono dei racconti in versi ma onestamente non mi hanno colpito molto.

    I saggi: molto interessanti. Lovecraft aveva una personalità forte e maturava opinioni forti.
    Materialista più che ateo, conservatore più che fascista, senza dubbio pessimista nei riguardi dell'essere umano e quindi cinico, quasi stirneriano in certe sue esternazioni, ha scritto cose interessanti sulla religiosità, sul rigore scientifico, sulla letteratura, sull'arte, sulle dinamiche sociali, sul progresso.

    “Interessanti” non vuol dire “credibili” e non implica condivisione, ovviamente. La visione sociale di Lovecraft, basata su “razza” e assurdità frenologiche, è quella dei suoi anni, roba che la comunità scientifica (a lui tanto cara) considera obsoleta da decenni, e in quanto all'aspetto religioso cade nelle banalità tipiche dell'utilitarista, per cui a qualunque religione è meglio riconoscere una qualche utilità, se ciò permette alle classi/razze ignoranti (inferiori?) di starsene buone buone col loro timor di dio, mantenendo le distanze dall'elite istruita.

    In ambito artistico, qualunque novità slegata dal passato veniva aborrita da Lovecraft, dalla pittura di Picasso e Modigliani allo stile di James Joyce all'architettura di Frank Lloyd Wright. Era un anti-modernista fatto e finito, detestava le macchine per scrivere e non oso immaginare cosa avrebbe detto della musica metal, che tanto ha contribuito a influenzare tematicamente.
    Per lui esisteva un mondo ideale, di pura matrice anglosassone, fermo a molto tempo prima, che non andava in alcun modo inquinato e al quale guardava con perenne nostalgia.

    Ma come dicevo, pochi narratori possono essere considerati figli della loro epoca e Lovecraft lo era in toto, coi suoi pro e i suoi contro: ragione sufficiente per prestargli attenzione.

    Ah: la storia del Necronomicon è davvero divertente, Pilo e Fusco hanno fatto un bel lavoro di ricostruzione.
     
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  12. Dwight Fry

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    31 Gennaio 2024

    Un giudizio finale sul mammut della Newton dedicato a Lovecraft.

    Mettiamola così: se uno vuole studiare il solitario di Providence, questo volume è ottimo. All'ultima pagina ci arriva stremato, ma ci arriva, grazie anche alle interessanti note che introducono ogni singolo racconto o sezione del libro. Pilo e Fusco, in tal senso, hanno compiuto un'opera di divulgazione ammirevole, come già ricordato dal buon Aslan. E la Newton ha tenuto basso il prezzo.

    Chi invece vuole solo approcciare e/o leggere il migliore Lovecraft, per capire le ragioni che lo collocano tra i più importanti scrittori del '900, rischia di stancarsi e mollare dopo venti racconti perché in questo mammut c'è di tutto.
    In casi del genere è preferibile rivolgersi a edizioni più snelle, suddivise per temi o fasi, sperando che il curatore di turno abbia fatto bene il suo lavoro.

    In linea generale non è buona cosa leggere tutto ciò che ha scritto l'autore americano perché la qualità non è uniforme. Lovecraft non scriveva pensando a delle raccolte come le intendiamo oggi, ma alla pubblicazione (talora a puntate) di un solo racconto alla volta, sulle riviste. Spesso scriveva per altra gente. Ergo, molti suoi lavori presentano situazioni e personaggi simili se non identici, cosa di cui non si preoccupava perché ignorava che un giorno qualcuno avrebbe unito e messo in fila tutti i suoi racconti.

    Quando riusciva a scardinare i suoi stessi schemi, però, volava altissimo e se uno becca la raccolta giusta finisce per innamorarsene.
    Non credo possa essere questa, però: al di là dei suoi meriti oggettivi, il mammut della Newton rischia di scoraggiare i benintenzionati, c'è troppa roba ed è scomodissimo da leggere, sia per il peso che per le pagine di carta velina.

    La locuzione “solo per completisti” è perfetta, in questo caso.
     
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  13. Aslan

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    31 Gennaio 2024

    In effetti mi rendo conto che il vecchio cofanetto era più maneggevole, scritto in grande e con i volumi divisi per tipologia. Però diciamo che il mammut vale comunque molto di più del suo prezzo, così come i draghi valgono molto meno di quello che costano, anche se ho apprezzato moltissimo i due volumi di clark ashton smith, che, anomalia per la collana, contengono pure alcune rarità e inediti

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  14. BANDIT

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    1 Febbraio 2024

    Comunque è vero, molto palese l'attaccamento di Lovecraft alle cose antiche, che venivano mano mano rese obsolete nel suo tempo e lui questo non lo sopportava. è un elemento ricorrente in tantissime sue opere.

    Un libro di illustrazioni molto bello che ho comprato anche circa una ventina di anni fa
    lv.jpg
     
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  15. corpsegrinder jon

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    3 Febbraio 2024

    Io ho approfittato degli sconti Adelphi comprando La Terra Rossa di Hudson e Auto da fé di Canetti.
    Nel frattempo ho terminato un mattonissimo,Canone del Desiderio di Richard Powers suo secondo che leggo dopo Il fabbricante di Eco.
    Fondamentalmente sono due storie d'amore distanti nel tempo ma che vanno a intrecciarsi,in un contesto scientifico.
    Non sono bravo a commentare,penso sia considerato e a ragione un romanzo fondamentale nel postmodernismo(se ne parlava qui anni fa,infatti segnai questo autore proprio grazie al topic).
     
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