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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. corpsegrinder jon

    corpsegrinder jon
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    6 Dicembre 2021

    Ho letto Due Vite di Emanuele Trevi,vincitore del Premio Strega 2021.
    Se avessi conosciuto i protagonisti del romanzo,cioè qualche loro lavoro,sicuramente lo avrei apprezzato di più-
    Comunque e' una buona lettura,parole sentite e vere.
     
  2. forza panino

    forza panino
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    Rockettaro estremo (cit.)

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    6 Dicembre 2021

    L'ho preso d'istinto alla libreria sotto a dove lavoro e me lo sono trangugiato in tutta tranquillità in una notte del weekend (anche perchè non riuscivo a scollarmi): bello, bello, bello. Si lascia leggere che è una meraviglia, scorrevole, la tensione è sempre viva,
    specie nel finale travolgente, con una scrittura così fitta e un susseguirsi di tanti piccoli avvenimenti che riesce a farti percepire perfettamente l'urgenza del bambino in quei disperati attimi.

    Ne prenderò sicuramente altri, mi destreggerò un po' tra Ti prendo e ti porto via e Come Dio comanda.

    @giova vero, il mancato uso del congiuntivo l'ho notato immediatamente anche io. Credo che sia voluto, legato al fatto che
    il narratore è il bambino, quindi usa un linguaggio da bambino (pur raccontando i fatti ad anni di distanza, quindi da adulto)
     
  3. The Transgressor

    The Transgressor
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    Crimson King

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    7 Dicembre 2021

    Io sono stato completamente assorbito dalla lettura della monumentale (circa 2660 pagine) “Trilogia dell’Eternità” (o dell'Increato) di Antonio Moresco: Gli Esordi (1998)*, Canti del Caos (2009)** e Gli Increati (2015).

    Ho avuto qualche esitazione nel decidermi a leggere un suo romanzo (che doveva essere solo uno), perché è uno scrittore abbastanza particolare che suscita giudizi spesso contrastanti: o lo si ama o lo si odia. Questo anche dovuto all'esposizione egocentrica della sua figura di letterato (presente anche nella sua opera).
    Ma una volta iniziato, sono stato così affascinato che mi sono letto la trilogia tutta d'un fiato e mi è piaciuta davvero tanto. Senza alcun dubbio, per la loro peculiarità ed inventiva, sono opere molto importanti per la letteratura italiana contemporanea e si pongono anche come romanzi interessanti in campo internazionale.

    Dato che è quasi impossibile riassumere “cosa tratti” i "Giochi dell’Eternità", proverò così: il racconto di come uno scrittore (Moresco) perviene alla propria vocazione alla scrittura come unico modo per “andare oltre” la gabbia della vita e come sola maniera per trovare un senso al proprio “esserci” attraverso la trasfigurazione del mondo (reale) che attua la letteratura e la tracimazione del mondo letterario (ri)creato verso l’in-creazione. Ok, scritto così è non è chiarissimo ma spero si comprenda meglio dopo.
    I romanzi di Moresco sono popolati da una serie di figure, personaggi ed episodi, strampalati, stralunati, grotteschi, assurdi narrati con uno sguardo immaginifico, ironico e metaletterario e sono costituiti da uno stile basato su descrizioni visionarie, con ricerca di termini atipici, insoliti, ed un totale abbattimento dei piani spaziali e temporali consueti, oltre che dei piani di “realtà” della finzione letteraria.

    Di seguito una digressione, riflessione sui tre romanzi:

    Tutto inizia con Gli Esordi, appunto (un titolo programmatico).

    Con un giovane seminarista in un convento, in una specie di ritiro simbolico dal mondo. Il quale poi si dà all’attivismo politico in uno dei tanti gruppi di estrema sinistra. Per poi, alla fine, approdare alla vocazione letteraria. La prima parte è dominata dall’osservazione e descrizione fenomenica delle cose, degli eventi, degli strambi personaggi, delle sensazioni in questa sorta di non-luogo “assoluto”, un posto “dell’anima” che è il convento, dove il futuro scrittore dà inizio simbolicamente al proprio sogno (c’è un costante riferimento al sonno, nel silenzio e mutismo assoluto in cui è rinchiuso il protagonista), quello della letteratura che ri-crea (in-crea, in questo caso) il (proprio) mondo.
    Poi, con l’attivismo politico si passa più all'azione, nel senso che inizia il movimento nello spazio e nel tempo del protagonista (prima c’era stata la meravigliosa parentesi a Ducale), che è anche movimento non solo della trama ma del romanzo; anche se pure qui c’è una sezione statica ed il movimento si interrompe di nuovo. Piano piano, già all’inizio, i personaggi bizzarri, gli eventi assurdi, costituiscono delle penetrazioni del caos che scompagina la vita del protagonista e mette in moto il mondo e il romanzo. Il caos, che è anche esistenziale (seppur mai esplicitato, Moresco non narra mai per indagine psicologica, ma per osservazione e descrizione materica dei fatti, delle cose e delle persone senza fornire motivazioni), continua sempre più a dilagare, in un continuo alternarsi di movimento-stasi. Si giunge così all’ultima parte, dove ora il giovane Moresco deciso ad essere scrittore, stabilitosi a Milano, viene contattato dall’editore (il Gatto, suo vecchio compagno in seminario) per pubblicare - in un tira e molla interminabile - il suo romanzo.

    Ed è da qui che inizia Canti del Caos.
    L’editore il Gatto, deciso a non pubblicare Gli Esordi perché ormai inattuale, sprona lo scrittore Moresco, soprannominato il Matto, a scrivere un “nuovo capolavoro”, al passo con i tempi, adatto al mondo odierno e lo manda dalla Musa, letteralmente una puttana, per dargli l’ispirazione.
    Ormai finzione letteraria e “realtà” della finzione del romanzo e del videogioco che si sta creando all’interno del romanzo (con la realtà dell’autore Moresco che ha scritto tutto questo ed è il protagonista) si fondono ineluttabilmente e tutto inizia a deragliare in un delirio allucinatorio di figure/personaggi sempre più assurdi (cito a caso, l’Investitore, il traslocatore, l’uomo che pesta le merde, il dominatore, il donatore di sperma programmatore del videogioco che deborda nella “realtà” del romanzo, l’Interfaccia, il ginecologo spastico, lo stupratore di donne gravide, Ditalina, Pompina, il copy, l’art, le evacuatrici, la donna caudata, lo stilista Lupus, l’ispettore Lanza, l’account executive, Dio, la ragazza con l’acne, la ragazza con l’assorbente, il papa Elvis che scioglie la Chiesa, le scartavetrate, Aminah ecc.), in un caleidoscopio parodistico di generi (tra cui anche la pornografia) in cui prima si deve salvare l’assistente del Gatto, la Meringa, nell’inferno del porno clandestino poi c’è il briefing dell’agenzia pubblicitaria per l’annuncio di Dio che vende il Mondo, mentre tutto si muove sempre più verso la distruzione totale, o meglio verso l’in-creato, dove creazione e distruzione, i due poli entro i quali si muove tutto il romanzo, sono un tutt’uno, oltrepassati in un non-luogo di infinite possibilità della creazione di un’opera, con esseri/non esseri mai nati e allo stesso tempo da sempre già morti, dove lo spazio-tempo cessa di esistere.
    Il Mondo stesso non fa che sfuggire al suo stesso autore che non è altro che un personaggio tra gli altri, che deborda assieme agli altri.
    Il tempo e lo spazio ormai non hanno più senso e passato, presente, futuro sono la stessa cosa. E questo anche sul piano stilistico, con i tempi verbali che si scompaginano nelle frasi.
    Canti del Caos è un romanzo abortito, che si fa mentre si disfa; un’opera che non è, eppure è, non inizia mai ma proprio in questa negazione incomincia sempre e “va per la sua strada”, in un potente vortice immaginifico che ti trascina con sé.

    Giungiamo così a Gli Increati, il punto di arrivo finale, teorico ed estetico, della trilogia e di tutta la letteratura di Moresco. Oltre ad essere sempre una riflessione sulla letteratura e sulla figura dello scrittore, per e di Moresco, è anche una meditazione sulla morte.
    Ora non resta che l’autore, morto nella sua stessa opera che ha increato, in un mondo dove tempo e spazio, causa- effetto, connessioni logiche sono saltati, dove anche vita e morte sono tracimate tra loro.
    Tutto è già accaduto, tutto deve ancora avvenire, tutto non è mai successo.
    In una sorta di viaggio dantesco lo scrittore, inseguendo l’amata Pesca, il perno che lo spinge avanti in questo deragliamento continuo, attraversa il mondo dei Morti, che sta collassando per la tracimazione dei vivi e poi il mondo dei Vivi, dove è in atto la Terza Guerra Mondiale, quella definitiva tra vita e morte, che poi diventa una guerra tra l’Immortalità e tra la vitamorte (perché simbolicamente i vivi sono morti e i morti sono vivi). Ma l’Immortalità cioè l’Eternità non è altro che un perpetuare all’infinito il ciclo di Vita e Morte, di Creazione e Distruzione e può venire oltrepassato solo dall’Increato: cioè una creazione che nega se stessa e negando se stessa continuamente si attua; un cominciamento che mai inizia, una fine che mai finisce, un esserci che mai è e mai è stato, sarà, ma proprio per questo c’è, ci sarà. Va detto che dal punto di vista della concettualizzazione il tutto è sfumato e labile, d’altronde Moresco non è un filosofo, ma un romanziere ed è attraverso le immagini, le visioni e i giochi di parole che costruisce il senso dell’increato, che resta letterario, estetico, una sensazione e non una razionalizzazione logica. Il discorso è interessante se preso sul piano metaletterario, anziché metafisico.

    Gli Increati è una lettura stimolante ed avvincente, con bei momenti e parti eccellenti, certe visioni restano immancabilmente nella memoria, ma almeno ad una prima lettura e riflessione a caldo, risulta anche il meno riuscito dei tre, un po' troppo ridondante e ripetitivo, costellato volutamente di continue domande ed interrogativi ossessivi. Tuttavia, sempre notevole.

    Se volete leggere opere che escono “fuori dall'ordinario” e che sicuramente stanno segnando/hanno già segnato la letteratura italiana contemporanea con la loro singolarità, ecco leggete questa trilogia e, soprattutto, l’esplosivo Canti del Caos, quasi certamente il suo capolavoro assoluto e il bellissimo Gli Esordi. Poi, se vi sono piaciuti, concludete con Gli Increati.


    *pubblicato dopo 15 anni di lavoro e gestazione, l’edizione del tutto riveduta e definitiva è quella pubblicata da Mondadori nel 2011, che ora si trova solo in ebook
    **pubblicata la prima parte nel 2001, la seconda parte nel 2003, l’edizione definitiva con tutte e tre le parti e le prime due rivedute è quella del 2009 di Mondadori (poi in edizione economica)
     
  4. Dustx85

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    7 Dicembre 2021

    Ci hai fatto una tesi :deal:
     
  5. The Transgressor

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    Crimson King

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    7 Dicembre 2021

    Appunti che ho buttato giù dopo aver finito ogni libro (ero partito con il parlare solo di Canti del Caos) e che poi ho messo insieme. Alla fine mi è servito anche per capire cosa cazzo avessi letto. :zizizi:
     
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  6. The Thunder God

    The Thunder God
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    Samurai che profuma di girasoli

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    7 Dicembre 2021

    Mi segnerò anche questi
     
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  7. RIP

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    7 Dicembre 2021

    Mi sembra di capire che la Mondadori stia finalmente ristampando la prima trilogia di Mistborn di Sanderson. :seghe: Era introvabile da secoli ormai
     
  8. requiemscript

    requiemscript
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    Bradipandoom (cit.)

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    7 Dicembre 2021

    Sta anche stampando roba fino ad ora mai pubblicata, tipo Edgedancer e White sands. Spero che continuino anche con gli altri racconti mancanti e soprattutto la seconda trilogia di Mistborn, di cui era stato pubblicato in italiano solo il primo volume.
     
  9. The Transgressor

    The Transgressor
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    Crimson King

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    7 Dicembre 2021

    Ti aggiungo che ovviamente la cosa migliore se uno parte proprio per leggersi tutta la trilogia è cominciare con il primo (siamo a capitan ovvio qui), però si può anche leggere Canti del Caos isolato e poi tornare indietro. Mentre sconsiglio di partire dall'ultimo o di leggerlo senza prima aver letto i primi due.
     
  10. sebek

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    Chiamatemi Ismaele

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    7 Dicembre 2021

    [​IMG]
     
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  11. RIP

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    8 Dicembre 2021

    Queste sono le belle notizie! Speriamo davvero che continuino con la seconda trilogia... Intanto, appena ordinato L'Ultimo Impero, Edgedancer, White Sands e Arcanum Unbounded
     
    #15971
    Ultima modifica: 8 Dicembre 2021
  12. wataingods

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    hai paura del porco?

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    8 Dicembre 2021

    Ho trovato finalmente il tempo di cominciare a leggere uno dei libri che più mi incuriosisce e che mi è stato spesso consigliato, cioè 1984 di Orwell:seghe:
     
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  13. Dustx85

    Dustx85
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    8 Dicembre 2021

    Dopo Crossroads e mentre leggo qualche passo della Bibbia mi sono letto l'autobiografia di Rob Halford e adesso sto leggendo la biografia dei Savatage.
    Quella di Halford mi ha spiazzato alla grande. È davvero esplicito nel raccontare la sua vita, forse è un po' carente la parte musicale rispetto a quella sessuale (a me interessa di più il dietro alle quinte musicale) ma il punto di vista (per me abbastanza inedito) è molto interessante e fa capire (o almeno intuire) quanto la discriminazione, sia diretta che indiretta mutuata dalla società in cui si nasce, sia opprimente per persone che si discostano da quella che viene definita normalità.
    È una bella lettura anche se potrebbe far inorridire i più (in)sensibili.

    La bio dei Savatage invece è un po' all'acqua di rose. È un ottimo modo per approfondire la band, ma nulla di sensazionale. C'è da dire che ha sfatato un mito che avevo letto da qualche parte decenni fa, ovvero che Chris fosse un fan che si voleva unire ai Sava.
    Spero che esca qualcosa di più completo perché penso che le personalità di Criss e Jon abbiano bisogno di un approfondimento. Magari un'autobiografia del Mountain King, se non ci lascia le penne prima.
     
  14. Dustx85

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    8 Dicembre 2021

    Stavo per scriverti come mai non avevi ancora letto quel classico quando mi sono ricordato di essere un ignorante con lacune spaventose. Anzi, mi sarebbe piaciuto leggerlo per la prima volta con un bagaglio migliore di quando l'ho affrontato. Prima o poi lo riprenderò, pure la fattoria degli animali. E poi in tema dovrei riprendere Fahrenheit 451 perché tendo a confondermi spesso con 1984.
     
  15. wataingods

    wataingods
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    hai paura del porco?

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    8 Dicembre 2021

    Un lavoro che mi fa star via da casa dalle 6 alle 18, 3 figli e una moglie che reclamano tempo, una marea di musica da ascoltare e sonno onnipresente sempre... Ti basta?:crush::banana:
    Qui nevica, comunque:blizzard:
     
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