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Eutanasia

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Asperger, 15 Novembre 2008.

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  1. Asperger

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    18 Novembre 2008

    L'immagine che la chiesa vuole dare di se è quella che tutti i fedeli la pensano allo stesso modo... i politici ricevono questa immagine e si adeguano

    ...e per questo, e per altro, tu sai che sei uno dei pochi cristiani con cui riesco a dialogare civilmente e in modo costruttivo:). Non prendere come una critica il mio precedente post, e poi io dicevo che è oggettivo le ingerenze della chiesa, non parlavo di eutanasia in quel frangente; ho fatto il tuo nome solo perché ho letto da qualche altra parte (e anche in quest'ultimo post) che tu non dai alla chiesa la colpa di questa situazione (ed invece per me è così). Non voleva comunque essere una critica:).
     
  2. Dreki

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    18 Novembre 2008

    Non saprei.
    Roussesau (uno che non si definiva anticristiano forse solo perché all'epoca non andava di moda :D ) diceva che il Cristianesimo era una dottrina che aveva firmato la sua condanna a morte nel momento in cui aveva rinunciato a essere una cosa sola col potere politico.

    Secondo lui, un'autorità religiosa per sopravvivere doveva NECESSARIAMENTE essere una sola cosa col governo politico: re-dio. Il Cristianesimo ha scisso questo legame, ha propiettato il regno di Dio nel cielo e non sulla terra -deicav in sostanza- e finirà per perdere ogni capacità di propagarsi.

    200 anni fa, più o meno. Non mi ricordo quando è stato scritto "Il contratto sociale".
    Che vuol dire? Che le cose si sonoe volute, nei secoli, in modo molteplice.


    Esistono sondaggi di opinione fatti su campioni di cattolici e persone non credenti o "miste"... che dimostrano che, in ambedue le categorie, le risposte avevano più o meno la stessa percentuale di valori. Che vuol dire invece questo? Che la religione su temi sociali e politici influenza meno di quanto si vuole far credere.
    "Gesù voterebbe repubblicano" c'era scritto sui volantini di McCain: ecco, il risultato.



    Non dico che non esiste un legame: dico che non è a senso unico. Non è solo la Chiesa che influenza: è la politica che, a sua volta, si presta a farsi influenzare da essa.
    Ambedue le cose seguenti sono a modo loro "vere":

    1) se di colpo NESSUN cattolico decidesse più di seguire le parole del papa su temi socio-politici... i politici non avrebbero più bisogno di contar balle e dirsi cattolici per raccattare i voti dei credenti

    2) se di colpo NESSUN partito si dichiarasse più cattolico... i credenti dovrebbero oerientarsi secondo la propria morale, e chi fa politica attraverso la Chiesa non avrebbe altra scelta che appellarsi all'astensionismo (ti ricordi il monito "né eletti né elettori"?)

    Una parte dai politici. Una dagli elettori. Nessuna delle due parte dalla Chiesa. Quindi, qua sta il punto: una laicizzazione dello stato è possibilissima, anche senza che la Chiesa rinunci a dire la sua.


    Anni fa, coi grandi referendum sul divorzio e sull'aborto fu così. Oggi no: la Chiesa parlava allora come oggi. Cos'è cambiato? E' cambiato il peso che la politica dà a questa voce, da cui ne deriva l'attenzione mediatica che oggi ha uno tipo il card. Bagnasco (CEI), a cui fra un po' chiederanno il parere anche per asfaltare una strada.

    L'eutanasia è un tema che PER FORZA tira in ballo la voce della Chiesa. Basterbbe che chi governa se ne fottesse.
    Farebbe magari una legge che io riterrei sciagurata (magari invece no). Ma avremmo una legge laica. Non lo si VUOLE FARE.
    Ecco, secondo me, cosa accade.
     
  3. Fux89

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    19 Novembre 2008

    Il punto è che quello che un credente pensa riguardo alla mia vita, in uno stato democratico (e dunque laico), è del tutto irrilevante. Se per un credente la mia vita è un dono, e in quanto tale non potrei disporne liberamente, beh, il credente in questione sarà costretto a far buon viso a cattivo gioco, perché io, della mia vita, dispongo come mi pare e piace, per il semplice fatto che nessuno può impormi la propria visione della vita basata sull'esistenza di un'entità che io reputo inesistente. Diversamente, entriamo in una teocrazia, e penso sia evidente a tutti a cosa portano le teocrazie (basta guardare i paesi islamici).
    In sostanza, per il discorso "eutanasia", il concetto cristiano di "vita=dono" è irrilevante, perché può essere applicato personalmente, ma non esteso agli altri.
     
  4. Rasputin

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    19 Novembre 2008

    Un altro grande scandalo, dal mio punto di vista, è anche il discorso dell'obiettore di coscienza.
    Medici che, pur conoscendo le leggi del paese in cui vivono, decidono di fare o non fare in base alla propria fede.
    Così ora, poco importa che la legge abbia deciso di terminare l'accanimento terapeutico, si farà pure fatica a trovare qualcuno disposto a farlo.
    Come succede giornalmente con l'aborto, la pillola del giorno dopo, ecc.

    E' come se uno facesse il poliziotto o il soldato ma decidesse, per motivi religiosi, di non voler mai sparare...
    Un mestiere da dei doveri ben specifici, se non si è in grado di portarli avanti, si cambia mestiere.
     
  5. Fux89

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    20 Novembre 2008

    Esatto. L'obiezione di coscienza è, dal mio punto di vista, inaccettabile. Nel momento in cui sei un medico e lavori in una struttura pubblica, devi offrire un servizio pubblico. Se vuoi fare l'obiettore di coscienza, causi un'interruzione di pubblico servizio, e dovresti pagarne le conseguenze del caso.
     
  6. Dreki

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    20 Novembre 2008

    E allora, se è "irrilevante"... perché ha tanto rilievo? :D

    Perché si cerca di accaparrarsi il VOTO dei cattolici: lo sappiamo benissimo. Perché qua funziona così. Perché chi legifera preferisce etichettarsi, che rimuovere tutte le etichette.
    E l'etichetta "cattolico", secondo questo PERVERSO meccanismo, porta voti. Io -perlatro- ho dei dubbi che li porti davvero... ma sta di fatto che negli ambienti parlamentare nessuno osa alzare apertamente il dito medio contro il papa.

    Son cazzi vostri.
    Mi spiace.
    Davvero: perché io VORREI UNO STATO LAICO.
    In cui il credente non ha leggi conformate al suo pensiero, e in cui il noncredente non deve emigrare per poter avere accesso a certe pratiche mediche.

    Francamente: il caso Eluana ha monopolizzato il discorso, e non è neppure vera eutanasia. Qua si è parlato solo di quello, e di Chiesa.
    Mi fa pensare, come sempre.
     
  7. Nemalo

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    20 Novembre 2008

    visto che c'è un credente a disposizione :D

    come trovi l'approccio che gli studiosi di bioetica cattolici hanno avuto col caso Englaro? Io sinceramente li ho trovati infantili, per così dire. Hanno impostato la faccenda giocandola sul personale, in un modo che trovo inappropriato per una questione del genere. Il confronto va benissimo,ma che bisogno c'è di gettar fango e fare insinuazioni?
     
  8. Dreki

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    20 Novembre 2008

    Dunque: le menate sulla "prima condanna a morte della nostra Repubblica", "un giudice che ha ucciso" e cose simili mi fanno venire il voltastomaco. Ma in quanto strumentalizzazioni: mi fanno schifo anche le tesi opposte, che facevano passare il mantenerla in vita come una tortura.

    L'ho detto e lo ripeto: non ho un'opinione chiara, non ce la faccio. Umanamnte, mi fa più pena il padre che la figlia - ma non riesco ad accettare del tutto il fatto che si sia sentenziata l'interruzione (indiretta) di una vita.
    E ho già detto qual'è la domanda che mi pongo, anche in senso religioso. La risposta più sensata che mi dò -ovvio- è che, se Dio avesse voluto la morte, avrebbe chiamato a sé e basta. Ma ammetto che parte di me si chiede dov'è che è stata "forzata" la natura, se prima o ora, e dunque.... non ci vedo chiaro.

    D'altra parte: mi hanno irritato i paragoni che ho letto dal lato cattolico "Eluana è come una pianta": stupidi e fuori luogo. E pure errati, tecnicamente.
    Ma sono espressioni di un punto di vista che non può non tenere conto di certi presupposti spirituali.


    Il punto è che in assenza di una legge, le opinioni sono tutte dello stesso valore.
     
  9. Nemalo

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    20 Novembre 2008

    io in particolare mi riferivo almodo in cui hanno impostato l' "accusa", cosa che ho letto e anche sentito di persona: invece di improntare la discussione sul "generale", si concentravano proprio sulle motivazioni del padre, e in sostanza il pensiero era questo "è sbagliato perchè il signor Englaro sta reagendo come un bambino cui si è rotto il giocattolo preferito".
    M'è sempre parsa un'argomentazione, oltre che spregevole, decisamente inutile al fine di una discussione sull'etica..


    vorrei fare un post più lungo ma devo correre a cena, o mia sorella mi squarta :D
     
  10. Fux89

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    21 Novembre 2008

    Ha tanto rilievo perché, evidentemente, c'è qualche cosa che non va.

    Già, i nostri politici sono scandalosamente proni al Vaticano. Se si vanno a vedere i sondaggi, la maggior parte della gente è su posizioni diverse dal Vaticano su vari temi "eticamente sensibili". Però, poi, la gente continua a votare questi leccac... ehm... leccapiedi del Papa.:roll:


    Purtroppo lo sport preferito dei nostri pseudo-politici è il bacio della sacra pantofola:roll:
     
  11. Fux89

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    21 Novembre 2008

    La cosa più civile e rispettosa, in casi come questi, sarebbe il silenzio. Invece, si continua a strumentalizzare il caso di Eluana Englaro, il che è veramente spregevole. Trovo di pessimo gusto, poi, le trovate tipo portare le bottigliette d'acqua, e trovo che parlare di omicidio sia una gravissima mancanza di rispetto verso il dolore di una famiglia.

    La mia opinione chiara è che, siccome la volontà di Eluana era quella di non rimanere in vita in quelle condizioni, a quella volontà bisogna attenersi, quella volontà bisogna rispettare. Ma finché rimarrà gente che pensa che la vita non ci appartiene, e che vuole applicare questo principio anche alla vita degli altri, non potrà mai esserci libertà.

    Ribadisco che i presupposti spirituali vanno bene se applicati alla propria vita, ma non possono essere utilizzati per decidere della vita di chi questi presupposti spirituali non li riconosce validi.

    Su questo non sono d'accordo. Una legge sul testamento biologico non c'è, ma c'è una Costituzione che riconosce alcuni diritti. Ed è basandosi sulla Costituzione che i giudici della corte d'appello di Milano hanno preso la decisione.
     
  12. Incipit_Tragoedia

    Incipit_Tragoedia
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    21 Novembre 2008

    Scusate da due mesi purtroppo per motivi vari sono abbastanza fuori dal mondo e non seguo telegiornali in modo regolare e non sto leggendo quotidiani...quindi probabilmente mi sono persa qualcosa... comunque io sapevo che il caso di Eluana ha suscitato un caso enorme tra l'altro per il fatto che nonostante lei sia totalmente incosciente il suo corpo, diciamo. "va da solo", se alimentato e ovviamente curato come una situazione di completa immobilita prolungata richiede...in un certo senso quindi va senza "macchine"...come se si fosse riusciti a salvarla e a curare il corpo ma troppo tardi per evitare che il cervello venisse irrimediabilmente danneggiato...mi sbaglio? Si trattava quindi di interrompere l'alimentazione e lasciare che ovviamente la vita terminasse il suo corso... dico bene?Non vorrei avere informazioni sbagliate. Ecco, io mi trovo decisamente dalla parte di coloro che rispettano il volere di questa ragazza, che il padre sta faticosamente cercando di far valere. Trovo giusto che altri esprimano una loro opinione ma non capisco come questa possa essere coercitiva e non solamente propositiva in uno Stato libero considerato che si tratta pur sempre di una scelta di Eluana. Ho trovato tra l'altro squallida la sceneggiata delle bottigliette d'acqua, specie se promossa da uno come Ferrara sulla cui buona fede ho dei seri dubbi. Detto questo, ammetto che la scelta di interrompere l'alimentazione per accompagnare Eluana alla morte che la medicina ha artificialmente "rinviato" tanti anni fa, seppure "naturale" e indolore, mi pare qualcosa di "disumano"... voglio dire, istintivamente sento che cozza contro la natura della nostra sensibilita lasciare che una persona muoia lentamente "di fame" e mi sembra invece "umana" l'eutanasia vera e propria, come nel caso di Welby, attraverso i farmaci. Ovviamente mentre l'interruzione dell'alimentazione puo passare come rifiuto dell'accanimento terapeutico, l'eutanasia sarebbe comunque vietata. Nella mia ignoranza in fatto di medicina e di legislazione mi chiedo se questo non sia un paradosso... vietare l'eutanasia quando di fatto il malato subisce comunque una specie di "eutanasia" ma piu "lunga" e in un certo senso appunto "innaturale" visto che se davvero si fosse lasciato sedici anni fa che la natura facesse il suo corso Eluana sarebbe morta subito e non lentamente e di fame...una volta interrotto artificialmente il decorso della morte forse sarebbe lecito anche agire artificialmente perche esso riprenda... quindi attraverso l'eutanasia vera e propria...non so
     
  13. Noteskisser

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    21 Novembre 2008

    E' un tormento intimo


    Lungi da me criticare nel merito la tua affermazione, il dovere prima di tutto, però l'interruzione dell'alimentazione comporta la morte della persona. Personalmente, non me la sentirei di farlo perchè, conoscendomi, sarei torturato per tutta la vita pensando che magari si sarebbe risvegliata..Con questo non biasimo chi ha il coraggio farlo..
     
  14. Dreki

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    21 Novembre 2008

    Non ha senso.
    In pratica, stai dicendo che un cattolico dovrebbe dire: "Dio esiste solo per me che ci credo". Fantasia pura.
    Come potete comprendere ciò che accade, se fate finta che un credente possa ragionare come un ateo? :sgrat:


    Se Dio ha donato la vita a tutti, l'ha donata... A TUTTI. Non solo a chi ci crede in lui. Tu questo non lo condividi. Non importa: è così.
     
  15. Incipit_Tragoedia

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    21 Novembre 2008

    Il fatto e che i cattolici fondamentalmente non hanno capito che considerato che vivono in uno Stato che non si dice cattolico per definizione dovrebbero limitarsi a predicare affinche la gente la pensi come loro (e mi pare che non abbiano difficolta a raggiungere il pubblico con tutto il potere che hanno) e non a imporre legalmente le conseguenze di una dottrina che altri loro concittadini RIFIUTANO. Considerato che non sono solo cattolici ma anche cittadini dello Stato italiano, dovrebbero volenti o nolenti cominciare a conciliare le due cose. Non credo che uno Stato laico, che deve pensare A TUTTI in maniera imparziale, possa legiferare secondo l'etica imposta dal cristianesimo. Deve lasciare ciascuno libero di seguire le proprie convinzioni in fatto di etica (Ovviamente nei limiti imposti dalla convivenza eccetera, altrimenti non ci sarebbe nemmeno Stato). Sta poi a ciascun cittadino cattolico vivere secondo i dettami del suo credo e proporlo al resto della comunita, e quindi avversare l'eutanasia e rifiutarsi di praticarla. Altrimenti sarebbe come dire che il cattolicesimo per essere coerente dovrebbe esigere una teocrazia!

    PS Mi scusino la grafia
     
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