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Black. Nero. Topic ufficiale by MOON, benedetto da Armand.

Discussione in 'Black Metal - Avantgarde' iniziata da MOONSKIN80, 17 Novembre 2003.

  1. ReignInBlood_1986

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    Vi siete rimpinzati

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    27 Febbraio 2021

    Nuovo EP dei Nordjevel a Maggio

     
  2. Apeiron

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    1 Marzo 2021

    Ne avevo parlato qualche post fa.

    Comunque ringrazio Damagedone per aver segnalato i Mooncitadel. Night's Scarlet Symphonies è un gran disco, arcaneggiante, misticheggiante, medievaleggiante, novanteggiante, lo-fieggiante come piace a me. I testi non sono alta letteratura ma dipingono l'immaginario che cerco io. Mi riconosco sempre meno nelle ultime mode del black, anzi non mi ci riconosco per nulla.
     
    A damagedone e Eclipsed piace questo messaggio.
  3. Apeiron

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    1 Marzo 2021



    Vindsval mi ha reso felice.
    La prima volta che ho visto la copertina (molto bella) ho pensato ad un ritorno di fiamma del cascadian black. Invece è il progetto parallelo del chitarrista dei francesi Blut Aus Nord, che ci regala il mancato "Memoria Vetusta IV". Per inciso, ho adorato il terzo Memoria Vetusta, che invece in giro non mi sembra abbia suscitato grandi entusiasmi, pur essendo un grande disco sotto ogni aspetto.

    Quel black violento ma indifferente e maestoso, che scorre come un fiume (di lava) è riproposto paro paro in questo album. Il suono è un po' più sporco, le atmosfere più quiete (sempre nei limiti di un disco che non lascia mai la presa), le vocals sono le stesse, lontane e inafferrabili. Difetti principali: la batteria, una drum machine programmata per un ta-ta-ta-ta costante di blast-beats senza requie, l'assenza di riff memorabili. In un album in cui la voce non conta, la batteria è di puro supporto e le componenti atmosferiche sono ridotte, verrebbe da dire che non rimane niente. Ma non è così. Forhist è un album in cui domina l'insieme, la violenza distaccata, quasi eterea, che fa pensare ad una tempesta in un bosco lontano. Non ci sono riff che si stampano in testa ma tutti funzionano, il sound è ottimo e sporco quanto basta, più sporco e ovattato rispetto a quello di MVIII. È davvero un bell'esempio di quel black naturalistico che qualche anno fa andava tanto di moda e che continua ad affascinarmi. Certo, non è un capolavoro e stanca verso la penultima traccia, ma se Vindsval andrà avanti e riuscirà a raccattare bravi collaboratori, in futuro questo progetto potrebbe regalarci soddisfazioni. Cioé, potrebbe regalarle ai vecchi reazionari come me. Gli altri hanno le loro dissonanze islandesi con cui deliziarsi.
     
  4. ReignInBlood_1986

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    1 Marzo 2021

    Lo avevo linkato nella pagina precedente, ma certe volte bisogna ribadire
     
  5. Apeiron

    Apeiron
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    1 Marzo 2021

    Ritrovato casualmente il mio post nel topic sul black atmosferico:

     
  6. Esperis

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    2 Marzo 2021

    Io invece
    Io invece l'ho trovato molto rinfrescante e penso che lo ricorderò per parecchio, certo ci sono canzoni più riuscite e altre un po' meno coerenti, ma l'autore afferma di aver registrato il disco in una sola sessione partendo da un canovaccio e montando tutto insieme al limite dell'improvvisazione, quindi ci può stare. La scrittura di getto e la produttività sembrano essere il fulcro dell'estetica del progetto. Tracce come "Smashing the chandelier of the meanest ghost" mostrano tanto potenziale a mio avviso. C'è un nuovo disco in uscita il 5 sotto lo stesso monicker.

    Al contrario Forhist, anche se mi accorgo che il mio parere è contro tendenza, non ha rispettato le mie aspettative, l'ho trovato fiacco e privo di idee di rilievo. Trovo l'hype che sta generando abbastanza ingiustificato. La mancanza di riff memorabili già da te sottolineata secondo me affossa il tutto. L'atmosfera c'è, e ci mancherebbe altro trattandosi di Vindsval, ma nella sostanza mi ha dato più l'idea di una collezione di b-sides. Si lascia ascoltare ma è già uscita roba decisamente più interessante in questo 2021, e non penso che ci tornerò solo per il nome dietro o per nostalgia di un suono che tra l'altro trova esponenti più convincenti al momento. Adoro comunque Memoria Vetusta III e ho apprezzato molto anche Hallucinogen, ma questo Forhist semplicemente non è un gran che, almeno a parere mio.
     
  7. Apeiron

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    2 Marzo 2021

    Ieri l'ho ascoltato tre volte (due di fila) e confermo i pregi e i difetti che sottolineavo nel mio post. Non è un capolavoro, è inferiore a Memoria Vetusta III, però in qualche modo lo si ascolta con più piacere. È un disco con una bella copertina e che quando lo metti su ti offre esattamente quel che la copertina suggerisce: starsene accoccolati in un tronco mentre fuori infuriano la tempesta e la tenebra. Se c'è l'hype che dici vuol dire che non sono l'unico ad apprezzare ancora quel mood, e mi fa piacere.

    In qualche modo le tempeste nei boschi sono sempre uguali a sé stesse, non hanno riff memorabili, però rimani a guardarle incantato lo stesso. E così quest'album, che fa dannatamente bene il suo dovere.
    Detto ciò, io mi auguro che questo sia solo il primo timido passo e che al secondo giro (che speriamo non arrivi troppo tardi) Vindsval ci metta dentro anche i riff memorabili e un batterista di talento, lasciando immutato il resto. Allora mi avrà fatto ancora più felice.
     
  8. ReignInBlood_1986

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    2 Marzo 2021

    Quali sono i lavori migliori dei Blut aus nord? Conosco vagamente i Memoria vetusta e credo di poter dire che III > II > I
     
  9. Ωmeditant

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    2 Marzo 2021

    il primo e i memoria vetusta in ambito atmosferico, the work which, i 777 e l'ultimo in quello sperimentale
     
  10. Apeiron

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    4 Marzo 2021

    Fixed: I - III (ex aequo) > II

    Il primo e gli altri sono cose totalmente diverse, praticamente hanno preso l'idea della trilogia solo per non lasciarla incompiuta, ma in realtà ormai erano un'altra band. Memoria Vetusta I, di fatto, è il seguito di Ultima Thulée, quando erano una band di black anni '90 classicissimo, marcissimo, di chiara impronta scandinava. M.V. I - Father's of the Icy Age è la maturità di quell'approccio, ma rimane sullo stesso solco di Ultima Thulée: grezzo, metifico quanto mai (sembra una palude piena di cadaveri riprodotta in frequenze sonore), nordicheggiante e barbarico, fortemente riff-centered. È da ascoltare seguendo i testi perché è un concept che racconta un'unica storia, poi abbandonata nei dischi successivi della serie.

    Memoria Vetusta II invece è un primo esperimento, pienamente compiuto solo con il III.
     
  11. Esperis

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    5 Marzo 2021

    Ultima Thulee e Memoria Vetusta I sono dischi imprescindibili, capisaldi del genere. Però il mio preferito della sua discografia è sempre stato The Work Which Transforms God, l'album con cui ha espresso alcuni dei concetti che sarebbero diventati quelli portanti del black metal degli anni 2000. Apprezzo tantissimo anche molte altre sue opere, ma sono sempre stato affezionato a questi 3 in modo particolare.



    Segnalo questo, appena uscito, per ora la mia copertina preferita del 2021 a mani basse. Il disco non è da meno, anche se forse un paio di canzoni in più non avrebbero stonato, visto il livello.
     
  12. nergal1988

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    21 Marzo 2021

    finalmente è uscito


    anche questo menschenmühle dei Kanonenfieber è fantastico anche se non è propriamente black ma ci sono parti old school death ed altre parti che a me hanno ricordato gli heaven shall burn.
     
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  13. ReignInBlood_1986

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    21 Marzo 2021

    Evviva i Sarkrista, evviva Satana
     
  14. Ωmeditant

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    21 Marzo 2021

    satana si dissocia
     
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