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Filosofia

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalPeppe, 12 Gennaio 2006.

  1. Ross the Boss

    Ross the Boss
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    X-MONA

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    16 Agosto 2006

    Se è veramente così allora dev'essere uno tosto! :hihi:
    Scherzi a parte non è una cattiva idea: i princìpi cristiani (ovviamente con cristiani intendo solo di Cristo, e di nessun altro in sua vece!) sono tutt'ora validi, e anche se una persona pensa che Dio non esista su questa terra non vedo che male ci sarebbe se i suddetti venissero comunque insegnati ai figli ed applicati nella vita quotidiana (Nietsche si starà rivoltando nella tomba :grin:).
    Il problema con il cristianesimo è che non dovrebbe avere un'autorità centrale in quanto in qualunque religione tali autorità godono sempre di privilegi di cui abusano spesso e volentieri. Applicare la filosofia epicurea presuppone un distacco da un sistema religioso "centralizzato" ed un approccio più libero alla propria etica morale. Io sono d'accordo con la Chiesa quando dice che c'è uno smarrimento dei valori in questa società, ma non credo che per risolvere il problema sia giusto dare ad essa maggior potere decisionale sulle questioni socio-politiche: semplicemente dovremmo cercare di documentarci un po' di più e di vivere in modo più intelligente e rispettoso del prossimo. E dovremmo anche smettere di pensare ad una divinità che con una bacchetta magica scenderà un giorno o l'altro risolvendo tutto. Il miracolo lo deve fare l'uomo, non lo può delegare sempre ai piani alti. ;)
     
  2. MetalPeppe

    MetalPeppe
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    Nolo Lingere Plichardus

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    19 Agosto 2006

    Ragazzi, ho saputo che l' opera di Kant, i Periparaprolegomeni (non ricordo bene il nome! Rover, aiutami Tu!:D :rotfl: ), sono in realtà la versioone "più semplice da capire" della Critica della Ragion Pura. Ma allora, è più utile leggere prima questa, anche se è stata scritta dopo, oppure prima leggere la CRP e poi questa?
     
  3. Rover84

    Rover84
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    Schöne Seele

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    19 Agosto 2006

    ...che i Prolegomeni ad ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza (pubblicati nel 1783, 2 anni più tardi della prima edizione della Critica della ragion pura) siano una "versione facilitata per non addetti ai lavori" della Critica non è proprio esatto: va infatti comunque considerato che Kant si rivolgeva ad ogni modo ad un pubblico composto di filosofi, scienzati, docenti universitari, studiosi ed esperti del settore, e mai ad un vasto auditorio a digiuno di filosofia (il plauso della folla fa arrossire il filosofo, diceva). L'opera in questione è dunque complessa e articolata e contiene essenzialmente ampliamenti e correzioni che Kant scrisse rivolgendosi ai dotti del suo ambiente con lo scopo di chiarire quei fraintedimenti e quelle incomprensioni di cui era stata oggetto la prima edizione della sua opera sempre nel contesto di un pubblico di specialisti.
    ...io ti consiglio Critica della ragion pura + Guida alla lettura + molta scrupolosa attenzione. In seguito, se ne avrai ancora voglia, passa a leggere i Prolegomeni.
     
    #153
    Ultima modifica: 19 Agosto 2006
  4. MetalPeppe

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    Nolo Lingere Plichardus

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    19 Agosto 2006

    Grazie del consiglio! Lo farossi! :D
     
  5. Cowboys from Sardinia

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    20 Agosto 2006

    Una buona guida alla lettura della Critica della Pagion Pura è quella edita da La Terza di Marcucci...Lo dice mia Sorella Neo-Laureata in Filosofia con 110 e lode!!!8-] 8-]
     
  6. dreamtheater84

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    Satur9, LA PATENTEEE

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    20 Agosto 2006

    complimenti :)
     
  7. strongerthanall

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    24 Agosto 2006

    Leggere i classici di filosofia è qualcosa di meraviglioso, anche se facciamo sempre riferimento a mondi concettuali dotati di altre categorie interpretative del reale, sì insomma metafisica e gnoseologia erano considerate le scienze massime al cospetto delle quali andavano vagliate le cosiddette scienze empiriche (dove l'empirico era già sinonimo di terra-terra)...
    Adesso? Adesso non resta che scrivere in disparte, su qualche pagina sfigata, la morte e l'illusione della filosofia...
    La filosofia tocca riabilitarla, non riesumarla.
    Saluti
     
  8. Ross the Boss

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    24 Agosto 2006

    Chiariamo una cosa: non sono affatto d'accordo sul considerare metafisica e gnoseologia non solo scienze massime, ma nemmeno scienze. A mio avviso sono tra le cose più belle che possano essere discusse, ma la matematica resta un gradino sopra, in quanto rappresenta la perfezione che non ci è propria come specie umana (e che, difatti, è detestata da quasi tutti per invidia :hihi:).
    Detto questo, resto comunque d'accordo sulla necessità di una buona dose di filosofia in più in questi tempi bui, ma a mio avviso dovrebbe essere introdotta a livello dilettevole, tipo in compagnia con gli amici per riflettere su quanto detto a scuola durante i momenti morti di un after (sì, lo so, sto delirando in modo utopistico, ma ai miei amici la cosa è piaciuta dopo 2 bicchierozzi di birra, a me anche senza :rotfl:).
    A mio avviso si dovrebbe cercare di interessarsi più spesso, e non perché i prof obbligano a farlo, a qualcosa che vada oltre il "panem et circenses", e questo qualcosa non può che essere la filosofia, o quantomeno averne una forte componente.
     
  9. strongerthanall

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    24 Agosto 2006

    Già, la matematica è sempre qualcosa di perfetto... Ma infatti le due cose non si escludono. Penso che siano entrambi due ottimi esercizi per la mente.
    Però con la filosofia si tromba di più...:shutup:
     
  10. Ross the Boss

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    X-MONA

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    24 Agosto 2006

    Puoi anche evitare il :shutup:, hai palesemente ragione: se poi guardiamo la persona che ha aperto il topic... :hihi:
    Comunque la filosofia è molto legata alla matematica, ma parlare di filosofia effettivamente è più interessante e con le ragazze magari ti dà quell'aria intelettuale. :rotfl: Detto questo aggiungo che le discussioni di un'ora passate in interrogazione con il mio prof di matematica ad insultarci a vicenda è una delle cose che ricordo con piacere del mio liceo, ne uscivo distrutto ma soddisfatto, eppoi lui era troppo fuori di testa! :D
     
  11. strongerthanall

    strongerthanall
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    24 Agosto 2006

    Bah, secondo me la matematica non può che essere affrontata all'università, al liceo ci son troppe situazioni contingenti che non te la fanno percepire in maniera oggettiva (le interrogazioni a sorpresa generano sempre malumore, compiti in classe generano ansie e patemi, ci sono tante altre materie da seguire).
    Intendiamoci, sono d'accordo con te quando parli della difficoltà della matematica, ma oltre all'oggettivo grado di difficoltà ci aggiungerei come requisito di comprensione quel pizzico di passione contemplativa che questa scuola meritocratico-tecnicistica ha fatto perdere alle persone.:rage:
    Lo stress da esame ne è il tipico caso.
     
  12. Rover84

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    24 Agosto 2006

    ...:sgrat: ...come puoi dire che la metafisica e la gnoseologia, le quali sono due rami della filosofia che è essa stessa scienza (certamente nel senso di conoscenza e sapere), non siano scienze, ossia metodi di conoscenza e organizzazione e ricerca del sapere e della verità? O che siano discipline di seconda categoria, quando esiste anche una filosofia della scienza, la quale si interroga sul concetto stesso di scienza...? Dire che la matematica sia da porre un gradino sopra rispetto alle conoscenze filosofiche per via di una presunta "perfezione" (cosa significherebbe, "perfezione"? quando nella matematica attuale vi sono ancora numerosi problemi irrisolti...?) mi sembra un giudizio affrettato e piuttosto banale, e che comunica l'impressione (confermata anzi dalle tue parole) che consideri la filosofia solo un diletto al quale dedicarsi durante i tempi morti...? :roll:
    ...io non sono un esperto nè di filosofia nè tantomeno di matematica, ma non direi che le cose stanno realmente come dici: a mio avviso filosofia e matematica (nessuna delle quali può dirsi "scienza perfetta", anzi, credo che nessuna scienza per sua stessa natura possa dirsi tale) e in genere filosofia e sapere più strettamente scientifico-tecnico, si compenetrano e completano a vicenda, intrecciando in diversi punti le proprie ricerche. (A prova di questo il fatto che molti filosofi si occuparono anche di matematica e viceversa, quasi come se le due cose fossero due facce di una stessa medaglia).
    La filosofia è scienza e non scienza al tempo stesso: scienza nel senso di conoscenza sistematizzata in ogni campo del sapere, non scienza per il suo carattere libero, aperto, ibrido, personale, svincolato dal materiale, di ricerca della verità e di amore per la sapienza. (Questo in sintesi). Ma di certo non si tratta di qualcosa di astruso e di seconda categoria, da usarsi solo come chiacchiera.

    Ecco, lo sapevo che dovevo essere l'eccezione che conferma la regola.
     
  13. CarolinaIV

    CarolinaIV
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    8 Novembre 2006

    Grande Rover, proprio così:)
    anch' io studio filosofia e non è affatto monotona:
    1)Abbraccia un po' tutto, si possono fare collegamenti a tutto.
    2)Si possono fare molte materie non filosofiche, anche nella mia facoltà (Statale di Milano).
    Poi è tutto molto elastico: non c'è nessun corso obbligatorio, nei piano di studi hai una libertà che non trovi da nessun' altra parte
     
  14. FleshProjector

    FleshProjector
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    8 Novembre 2006

    quoto
    per quanto mi riguarda la matematica non fa più parte della filosofia dato che adesso è un'insieme di rigide regole e di schemi che Vietano completamente l'astrusione a causa appunto di regole e piani su cui attenersi e da ricordare a memoria,una materia fatta di una logistica chiusa che a mio avviso non ha alcun rapporto anche con la vera sapienza e la conoscenza.La filosofia è cultura e applicazione della propria personalità e del proprio pensiero,è riflessione non forzata e completamente non lineare che risulterà diversa per ognuno di noi
     
  15. devil

    devil
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    10 Novembre 2006

    confermo: mi sono laureato proprio alla statale in filosofia ad indirizzo psicologico e confermo che è la facoltà con il piano di studi più libero di tutte.
    aldilà di qualche critica che anche io personalmente faccio a questa materia (a volte eccessiva astrusità e s**** mentali, libri scritti malissimo perchè i professori si autocompiacciono ed invece di pensare alla divulgazione come dovrebbero si crogiolano nel loro linguaggio "iniziatico", ecc.) non si può certo considerare questa materia come un passatempo per chiacchiere da bar: non lo dico perchè sono di parte, in quanto fortunatamente sono dotato di spirito critico, ma perchè la filosofia, pur con tutte le sue pecche, è amore per il sapere. e aldilà di tutti i discorsi su scienza/non scienza (ma come ha scritto qualcuno prima, è proprio il confronto tra di esse che dà valore ad entrambe) la filosofia, come dice la parola stessa, è amore per il sapere, interesse per la conoscenza, è un percorso di ricerca che io reputo molto stimolante per lo sviluppo e la crescita della nostra personalità. e questo senza pretendere di cercare e trovare verità assolute. l'importante è il percorso, non la meta
     

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