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Filosofia

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalPeppe, 12 Gennaio 2006.

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    Je suis Mirco

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    18 Gennaio 2006

    esatto, proprio così. l'unica cosa che può risultare ostica ne l'arte di ottenere ragione sono i vari rimandi ad opere di autori classci, portati a esempio dell'applicazione dello stratagemma. cmq sia parlando di nietzsche... se si leggono l'anticristo, e, ad esempio, una delle considerazioni inattuali, il primo risulta mooolto più scorrevole, nei primi libri lo stile è più "accademico" diciamo... di fatti io mi sono avvicinato a quest'autore proprio grazie alle ultime opere (anticristo, crepuscolo degli idoli, ecc.)... la cosa migliore è cmq leggerle cronologicamente, di modo da seguire lo sviluppo del pensiero e della filosofia di N.
     
    #46
  2. newblackclown

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    19 Gennaio 2006

    la frase che ho in firma è presa da Aut Aut...bacarospo peloso ti sei addormentato :evil: come hai osato? :evil:

    Cmq hai ragione :D A volte il Soren è un pò noioso...
    Eppure io amo Kierkegaard....ma amo anche Engash...non so cosa scegliere..:ueeee:
     
    #47
  3. Rover84

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    20 Gennaio 2006

    Amo il pensiero di Soren Kierkegaard. La sua produzione è sterminata, ed egli è considerato il più grande e importante prosatore danese di sempre, nonchè padre della filosofia esistenzialista, fondamento del pensiero del novecento.
    Qualche tempo fa iniziai a leggere quella che probabilmente è considerata essere la sua opera principale, Enten-eller (tradotta di solito in italiano con Aut-aut), nell'edizione Adelphi in 5 volumi. Per ora ho terminato il primo e ho intenzione di continuare la lettura. Si tratta di un pensatore grandissimo.

    Lascio una sua frase:

    Io ho un solo amico, è l'eco: e perché è mio amico? Perché io amo il mio dolore e l'eco non me lo toglie. Io ho un solo confidente, è il silenzio della notte. E perché è il mio confidente? Perché il silenzio tace.
     
    #48
  4. Darkest Endeavor

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    20 Gennaio 2006

    Scusate l'intromissione ma mi preme commentare su Schopenauer..
    Ora, non so cosa ne penserete voi, io posso trovare molto interessante il Velo Di Maia (che comunque non è tutta farina del suo sacco, deriva dalla tradizione orientale) e tutto il resto come trovare affascinante per certi versi il suo pessimismo, tuttavia io non me la sento di stimare troppo come filosofo un uomo che proponeva l'ascetismo, la depurazione degli istinti fisici (ignorando comunque in primis la nostra stessa natura di ormai "ex-animali") e la rigidità della vita da lui proposta come modello quando lui stesso per primo peccava di gola all'inverosimile, non riusciva ad isolarsi dal mondo (e quì non siamo nemmeno ai principi dell'ascetismo...) e soddisfava, come dire, le proprie pulsioni senza problemi. Davvero, fatico a comprendere come si possa apprezzare un filosofo che ha fatto della negazione della sua filosofia la regola di vita. Niente di personale dei confronti di chi ama Schopenauer, però se qualcuno mi spiegasse com'è possibile portare avanti questa contraddizione gliene sarei grato...

    Riguardo a Nietzche invece anch'io sono dell'opinione che la sua sia una filosofia molto scorrevole e al contempo fruibile solo da pochi (d'altronde è "un libro per tutti e per nessuno", no?). Sicuramente il Zarathustra è il più difficile da comprendere, in quel libro tra una favella e l'altra il buon Federico Guglielmo sfoderà praticamente tutti i cardini del suo "essere dinamite". "L'Anticristo" invece è davvero di una semplicità disarmante da leggere e contiene in ognuno dei 62 pensieri almeno uno spunto interessante e vincente. Anche i suoi scritti giovanili non sono niente male... Ma che dire di "Al di là del bene e del male"? Penso si il mio libro preferito scritto da Nietzche e forse non solo. Il buon Nietzche sprigiona la bellezza di un Michelangelo in quel libro, costruisce il suo David personale. E non ditemi che sono l'unico ad avere questo "abissale pensiero"... :)
     
    #49
  5. Rover84

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    20 Gennaio 2006

    ...Io non conosco nei dettagli la vita di Schopenhauer, ma non mi interessa molto sapere se egli mettesse in pratica il suo pensiero, non mi sembra il punto più importante in questo caso. Io lo ammiro per il suo pensiero, la sua visione del mondo e il coraggio avuto nel pubblicarlo. Ciò che egli faceva nella sua vita privata non mi interessa molto, e sono sicuro che in ogni caso fosse un uomo consapevole delle sue azioni, anche se incoerenti. Giudicare la sua vita non mi interessa molto.
     
    #50
  6. Engash-Krul

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    il Divoratore di Menti

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    20 Gennaio 2006

    beh, guarda... io devo ancora rifare un esame in università a causa di Nietzsche...

    e non perchè studi filosofia... difatti faccio Design, e neanche perchè la materia richiedesse fondamenti di filosofia... ma solo perchè il mio professore si era impuntato di essere LUI un filosofo... e praticamente gli ho fatto fare una figura di merda di fronte a tutto il corso dimostrandogli che Nietzsche centrava poco con il nazismo come invece sosteneva lui...
     
    #51
  7. Darkest Endeavor

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    20 Gennaio 2006

    Se io stesso non sono capace o forse non volgio mettere in pratica il mio pensiero forse c'è un motivo, non credi? Il coraggio di pubblicarlo è niente se poi non sai essere coerente...
     
    #52
  8. Rover84

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    20 Gennaio 2006

    Non so, io continuo ad ammirare il fatto che egli abbia solo pensato e concepito una visione del mondo che mi sembra per molti aspetti esatta e lodevole. Che poi non sia riuscito ogni volta nella sua vita privata a mettere in pratica il suo pensiero, non mi interessa più di tanto. Egli ha mostrato le cose.
     
    #53
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    Je suis Mirco

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    20 Gennaio 2006

    magari fosse solo lui... ma dopotutto è normale, è pieno di persone che non sanno ciò che dicono... il problema è che la maggior parte delle persone conosce la filosofia solo attraverso testi scolastici al liceo, e in futuro ne conserva solo un vago ricordo, eppure si sente in diritto di sparare sentenze perchè "l'ha studiato a scuola"... poi sul livello dei testi di liceo ci sarebbe da aprire un topic a parte, ma tant'è... per il resto grande engash, di prof sputasentenze ce ne sono decisamente troppi (una cosa simile l'avevo fatta io quando il prof. d'inglese spiegò il beowulf, per fortuna senza conseguenze!)....
     
    #54
  10. Engash-Krul

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    il Divoratore di Menti

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    20 Gennaio 2006

    purtroppo io invece non son stato neanche ammesso all'esame nonostante avessi le presenze necessarie e mi fossi regolarmente iscritto... mi ha fatto rifare l'esame 2 volte con lui (delle farse in ufficio da lui, noi due soli in cui mi rinfacciava: "e così abbiamo qui il professorone che sa tutto lui... vediamo con che voto se ne andrà a casa oggi, sicuramente un 30 e lode, tanto sa tutto...")
    alla fine tramite discussioni infinite in segreteria studenti son riuscito a ottenere la grazia... di dover rifrequentare tutto il corso da capo e di rifare l'esame con un altro prof... e ho dovuto pure ringrazie di avere l'occasione di perdere un anno intero solo per fare quell'esame... vabbeh... torniamo In Topic...

    e parliamo di Schopenauer... in effetti il confine tra giusto e ingiusto è piuttosto sottile, il mondo è pieno di gente che predica bene e razzola male... se una persona dicesse che uccidere è male, ma poi si trovasse nell'obbligo di uccidere, il suo insegnamento sarebbe forse meno importante? domanda interessante che potrebbe dare spunto a digressioni filosofiche molto accese...
    Schopenauer ha definito quelle che secondo lui erano delle norme da seguire... però non vi si è attenuto, il motivo? potrebbe essere che lui per primo non si considerasse un essere umano così "evoluto" da poter seguire i propri dettami, in fondo "lo spirito è forte, ma la carne è debole"... indipendentemente da quanto abbia fatto lui nella sua vita, queste leggi di comportamento che ha scritto e pubblicato, sono effettivamente valide? oppure sono un mero esercizio di stile? secondo è molto più importante soffermarci su questo che su quanto abbia fatto lui nel corso della sua vita...
     
    #55
  11. Darkest Endeavor

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    20 Gennaio 2006

    Appunto per questo, io ho l'impressione che le sue fossero esercizi di stile. Della gran bella accademia, era proprio quì che volevo arrivare.
     
    #56
  12. Rover84

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    20 Gennaio 2006

    Sono sicuro che Schopenhauer è l'ultimo dei filosofi che possa essere tacciato di accademismo e di pensare e scrivere solamente per esercizio di stile. Il suo pensiero e la sua vita dimostrano piuttosto il contrario. Negli anni in cui visse infatti, la sua filosofia non fu affatto apprezzata e condivisa, proprio perchè la stella del firmamento filosofico e accademico del tempo era Hegel, al punto che, nonostante i due pensatori insegnassero nella stessa università, quella di Berlino, le sue lezioni erano deserte e affollate erano quelle di Hegel. Se vi era dunque una filosofia celebrata e seguita nel mondo accademico era quella hegeliana e non certo il pensiero pessimista, selvaggio, dissacrante e dagli echi mistici di Schopenhauer. Il suo è uno stile brillante, mai piatto o accademico.
    Nelle sue opere egli, inoltre, non stabilisce norme da seguire o detta leggi di comportamento a nessuno: si limita ad esporre il suo pensiero e la sua visione del mondo. Egli sostiene, ad esempio, che l'ascesi è una delle vie per liberarsi dalla sofferenza, ma non dichiara certo che necessariamente si debba seguire tale via o che essa è l'unico modo di vivere. Come dicevo prima, sono sicuro che egli fosse ben cosciente delle sue azioni, ma nulla gli impediva di agire come meglio credeva. Tra l'altro, se non ricordo male, vi sono dei passi in cui egli confessa sinceramente di aver tentato, ma di non averne avuto la forza a sufficienza, di seguire il suo pensiero sin nelle conseguenze ultime.
     
    #57
  13. ShredderManiac

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    20 Gennaio 2006

    La più grande pecca di Schopenhauer è aver distinto una filosofia del discorso da una filosofia di vita. La filosofia intesa come linguaggio non ha senso se non ha un risvolto pratico, come scelta di vita. Così è da Socrate in poi. Quando Zenone di Cizio (il fondatore della Stoà, non uno qualunque) venne ad Atene ed ascoltò per caso le Memorie di Socrate, scritte da Senofonte, recitate da un libraio, chiese a questi: "Come posso diventare saggio come l' uomo di cui parli?". E lui, vedendo che di là passava Cratete, un seguace di Socrate, gli disse: "Segui quell' uomo!". Tutto questo per dire che la filosofia non è semplicemente un discorso teorico ma è una scelta di vita, ed il primo è funzionale a sostenere e giustificare la seconda. Soprattutto nel caso di un discorso così estremo come quello svolto da Schopenhauer: la soluzione conseguente sembrava essere proprio quella della vita filosofica per eccellenza, quella contemplativa ed ascetica. Ma lui l' ha evitata, e questa incoerenza indebolisce la sua pur mirabile filosofia di cui sono comunque grande ammiratore.
     
    #58
    Ultima modifica: 20 Gennaio 2006
  14. Darkest Endeavor

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    21 Gennaio 2006

    Mi permetto di rimembrarti che l'ascetismo era il mezzo ultimo per liberarsi dalla Volontà, mi sembra quindi necessario che Schopenauer dovesse mettere in pratica quanto detto o almeno provarci.
    Mi permetto poi di dire che per "pura accademia" in questo caso, prendendo l'espressione alla lettera, si intende "mero esercizio di bel pensiero" e non "grande seguito e consenso".

    Per il resto mi permetto di dire che ShredderManiac si è spiegato molto bene, oltre che per lui, anche per il sottoscritto, sono completamente d'accordo con lui.
     
    #59
  15. Engash-Krul

    Engash-Krul
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    il Divoratore di Menti

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    21 Gennaio 2006

    mmm... non so... in realtà un discorso simile potrebbe essere fatto anche per Nietzsche, ma finora si è solo detto quanto fosse geniale e via discorrendo...

    Nietzsche descrive il "superuomo", quello che lui chiama "uber-mensch", l'uomo superiore, colui che si erge sopra alla morale, alle leggi e al comune modo di intendere la vita... la filosofia di Nietzsche ha influenzato generazioni e generazioni di pensatori, scrittori, politici, uomini di potere e persone normalissime... ma se seguiamo il discorso fatto poco fa, dovremmo dedurne che il suo pensiero sia falsato dal fatto che pur avendo descritto il "superuomo", poi lui non si sia adeguato al suo pensiero e non si sia comportato da superuomo, al contrario è sempre rimasto all'interno dei vincoli rigidamente imposti dalla società in cui viveva...

    mi domando quindi... il fatto di avere una intuizione geniale, viene quindi sminuito dall'essere fisicamente inadatti a seguirla? se Schopenauer e Nietzsche sono stati tanto umili da dire: "questa è la via... è la via GIUSTA... ma io sono troppo PICCOLO, troppo NORMALE, troppo UMANO, per seguirla... non ci posso riuscire..." allora significa che non debbono provare a seguirla neanche coloro che avrebbero le possibilità di riuscire a percorrerla? questi pensatori avrebbero dovuto forse MODIFICARE il proprio pensiero per adattarlo al proprio modo di riuscire a seguirlo per poter essere maggiormente considerati?
     
    #60

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