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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. BANDIT

    BANDIT
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    6 Ottobre 2025

    prima volta che sento un paragone del genere. Direi che "Fighting the world" sia heavy metal bello e buono, dai, anche se più "orecchiabile" :)
     
  2. Dwight Fry

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    6 Ottobre 2025

    Mi riferivo al brano, per la cronaca.
    "Blow your speaker" sarebbe stato un esempio più calzante ma anche "Fighting the world" ha la sua componente hardrockeggiante.
     
  3. Dwight Fry

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    17 Ottobre 2025

    October 31, “Meet Thy Maker” (heavy metal, 2000)

    [​IMG]

    "King" Fowley dei Deceased è stato tra i primi musicisti estremi a riproporsi con un progetto di classico HM.
    I suoi October 31 venivano considerati tra i salvatori della patria, nel triste panorama americano di fine anni '90 e inizio 2000, ma a parte la passione e un sano approccio senza fronzoli non è che avessero chissà cosa da offrire, che io ricordi.

    “Meet Thy Maker” non ha apici particolari, la scrittura dei pezzi è solida ma troppo omogenea. Il fatto che Fowley sia discretamente stonato non aiuta. Piacciono certi passaggi, eh, chi ama il metallo classico ci trova per forza qualche spunto interessante (tipo nelle parti più epiche di “Far from danger now”), nell'insieme però l'album annaspa nella sufficienza di stima e il pezzo migliore risulta essere la cover della bellissima “Power and the glory” dei Saxon.

    L'ho preso a suo tempo per poterne parlare nei miei libricini sull'heavy metal. La ristampa del 2014 contiene, oltre all'album, anche l'EP del '98 (“Visions of the End”) e 4 demo. Jewel case e libretto nella norma, proprio come la proposta della band, ma le foto trasudano passione per queste sonorità... proprio come la proposta della band (florilegio di magliette classic metal, nelle foto a corredo del booklet, tra Liege Lord, Thrust, Anvil, Angel Witch, Raven, Lizzy Borden, Ostrogoth).

    Media voti attuale su RYM: 3,30/5 su una settantina di votazioni.
    Nessuna recensione su TM, così come in qualunque altra webzine italiana.
    Che cazzo, devo sempre pensare a tutto io...

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Meet thy Maker
     
  4. Dwight Fry

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    22 Ottobre 2025

    Warlord, “The holy empire” (2013, epic metal)

    [​IMG]

    Le prime volte che l'ho ascoltato non ci ho capito nulla. I pezzi sono lunghi (quasi tutti oltre i 6 minuti) e vanno assimilati con pazienza, o almeno io ho avuto bisogno di tanti ascolti per entrare nel cuore delle composizioni.

    L'album è anche molto omogeneo a livello qualitativo ma devo ammettere che la parte centrale mi entusiasma meno, in particolare “The City Walls Of Troy” (gran riff del compianto Tsamis ma troppo doom per i miei gusti) e la seguente “Kill zone”. Bellissime invece “Father” (di ascendenza Lordian Guard), “70000 sorrows” e la sorprendente, per intensità melodica, “Glory”.

    La chilometrica title track la piazzo più giù, di solito non amo i brani troppo lunghi e qui avverto un pizzico di prolissità, oltre a una flessione della componente metallica. Ho adorato la parte finale di “Night of the fury”, invece, con quei gorgheggi mediorientali che conferiscono un fascino tutto particolare al brano.

    So che la produzione è stata criticata ma io credo che album di questo tipo non necessitino di suoni grassi.
    Bene Anderson, che qua canta in modo diverso rispetto agli album coi Martiria, e testi di Tsamis che paiono scritti da Pietro l'eremita.
    Nell'insieme non lo considero un capolavoro come @The Dweller , ma di sicuro è un bell'album.

    Preso in versione digipack limitata a 500 copie (sono l'orgoglioso possessore della copia n. 288, stando all'adesivo della Alone Records) ma pagato poco, appena 9,30 euro nuovo. Soldi ben spesi.

    Media voti attuale su RYM: 3,43/5 su oltre trecento votazioni.
    Qui la recensione di TM (voto 100/100... un filino esagerato):
    Recensione The Holy Empire - truemetal.it

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    The Holy Empire
     
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  5. The Dweller

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    22 Ottobre 2025

    Aaaah che disco :sbav:

    Musica che è un tutt'uno con la copertina: enorme, glorioso, solenne.
    Ogni riff, ogni assolo, ogni melodia è una piccola opera, tutto è studiato nei minimi dettagli (come da tradizione Tsamis, uno dei grandi compositori del metal).

    Come voto gli darei tipo 95, perché obiettivamente esistono altri album dello stesso genere che sono ancora migliori, ma per me è davvero uno dei capolavori epic metal post anni 80
     
    #2690
    Ultima modifica: 22 Ottobre 2025
  6. Dwight Fry

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    22 Ottobre 2025

    Mi stupisce che un warlordiano come @Aslan lo giudichi noioso (sono andato a sbirciare nel topic della band) e abbia in maggior conto il disco con Cans al microfono, che a me piace meno di questo per la sua fastidiosa natura da "compilation re-recorded".
    E dire che lo comprai senza sapere che 8 pezzi su 9 fossero vecchi: non era facile, la vita senza internet...
    "The holy empire" mi sembra più compatto, epico e maestoso, anche se manca la potenza di una "Winds of Thor" (uno dei miei brani preferiti di Tsamis). Anche un lento alla "My name is name" non mi sarebbe dispiaciuto affatto.
     
  7. Aslan

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    22 Ottobre 2025

    Sto ascoltando in questi giorni l'ultimo, arrivatomi la scorsa settimana. Non è male, hanno conservato l'impronta di tsamis, ha una sua coerenza. E' molto più pimpante di the holy empire (che per certi versi vedo come una via di mezzo tra i warlord e i lordian guard, nonostante il monicker). Però non so, anche qui ci sono ripescaggi un po' inutili anche se ben eseguiti, evidentemente per allungare il minutaggio. Insomma, tolti i dischi storici e le 2 uscite dei lordian guard (che adoro), in tutte quelle successive c'è sempre un qualcosa di inespresso o raffazzonato (nel senso di messo insieme un po' per forza).

    L'album con cans l'ho rivalutato con gli anni, pur inficiato anch'esso dagli aspetti sopra citati.

    Poi a ben vedere c'è sempre stata una difficoltà di mettere a fuoco la band, anche cannons con il finto live ecc. pur bellissimo come brani eh

    Forse le uscite più complete sono il primo e i 2 lordian guard, quelle che ti danno l'impressione di concludere un qualcosa a tutto tondo insomma, senza sminuire la musica che ci ha proposto al di fuori di questi.

    A livello di carriera (non di sostanza musicale), tutto ciò si poteva gestire molto meglio

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  8. Dwight Fry

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    25 Ottobre 2025

    Heir Apparent, “Graceful Inheritance” (1986, US power)

    [​IMG]

    Annata incredibile, il 1986. Lo so che la mente va subito a un certo album thrash, ed è normale. A me però, causa gusti personali, sovvengono innanzitutto gli esordi di Fifth Angel, Crimson Glory, Elixir e Sword, oltre a “Larmes de Héros” dei Sortilege e altri album che hanno mantenuto su livelli altissimi l'heavy classico di metà anni '80, mentre molti eroi della prima ora annacquavano la proposta.

    Aggiungo al quadro questo disco di debutto degli Heir Apparent, per gusti personali meno avvincente rispetto ad alcuni dei lavori citati quassù, ma comunque validissimo. Contiene peraltro una delle mie canzoni heavy preferite, “Tear down the walls”.

    La proposta della band è strana perché magari un brano presenta una parte strumentale tutta contorta come “Running from the thunder” e poi ecco arrivare un ritornello melodico che ti rimane in testa immediatamente. L'album si gioca in effetti su questo equilibrio tra tecnica (quel basso...), melodia e irruenza heavy, una bilancia a tre piatti che funziona e spesso in modo eccellente.
    Difficile trovare un difetto, al massimo vado a sensazione e dico che un paio di pezzi non mi esaltano (tracklist lunga, del resto: 13 pezzi con intro) e che alcuni ritornelli si somigliano troppo o mi smorzano l'entusiasmo (“Nightmare” è una bomba ma reitera stancamente il refrain), tuttavia “Graceful Inheritance” è proprio un bell'album, uno di quelli che di norma riesce a mettere d'accordo i fan dell'heavy classico e i progster, sulla scia dei primi Queensryche o di realtà di nicchia come Lethal, Sacred Rite, Exxplorer, ecc.

    Preso nella bella versione rimasterizzata della Hammerheart (2022), in slipcase e con l'artwork “restaurato”, a un prezzo decisamente modico (8 euro nuovo).

    Media voti attuale su RYM: 3,67/5 su quasi settecento votazioni.
    Qui la recensione di TM (voto 83/100):
    Recensione Graceful Inheritance [Reissue] - truemetal.it

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Graceful Inheritance
     
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  9. Dwight Fry

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    3 Novembre 2025

    Jackal, “A safe look in mirrors” (heavy metal, 1994)

    [​IMG]

    A Brian Rich, morto suicida nel 2013, ho dedicato uno dei miei volumetti, e non per la sua drammatica uscita di scena ma in virtù delle bellissime cose registrate coi Jackal, gruppo danese che purtroppo non ha mai raggiunto il successo nonostante 3 ottimi album su 4 (l'ultimo non è all'altezza).

    Quello in oggetto è il terzo. Parte la title track e già mi sale il rammarico per l'anonimato che ha sempre circondato questa band, preparatissima sul piano tecnico e capace di scrivere dei pezzi di scoppiettante heavy metal, tanto da sembrare a volte dei Mr. Big in salsa US power.
    I pezzi dei Jackal rifuggono le strutture lineari, ci sono rallentamenti e ripartenze per cui occorre prestare attenzione quando li si ascolta. Le melodie però ti avvolgono subito: alla chitarra c'è lo spettacolare Benny Petersen, chitarrista nei primissimi Mercyful Fate, e Brian Rich era davvero un gran bel cantante, una specie di Mike Howe meno “acido” e più dickinsoniano nei pezzi heavy. Poi nei passaggi "tranquilli" il suo timbro acquisiva sfumature meravigliose, cfr. l'inizio di “When the light is coming down”.
    Album e band consigliatissimi (ma credo si fosse capito), specie ai fan dell'US power e dell'heavy progressivo o comunque più "tecnico".

    Preso nella ristampa JRR: jewel case con booklet da 12 pagine e due bonus (superflue), pagato meno di 7 euro nuovo ma ho visto che anche nell'usato si trova a buon prezzo.

    Media voti attuale su RYM: 3,37/5 su una trentina di votazioni.
    Nessuna recensione su TM e non cercatele neppure tra le altre webzine, tanto non c'è nulla.

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  10. Aslan

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    3 Novembre 2025

    Gli heir apparent hanno fatto solo album clamorosi, a parte l'ultimo recente che non mi è piaciuto per nulla.
    Ma...c'è un ma. I loro pezzi migliori in versione "definitiva" si trovano su Triad, che è poi una sorta di raccolta. Le versioni ivi contenute cagano in testa a quelle già superlative ascoltabili sugli album in studio, e in più contiene qualche bella chicca. Provare per credere

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  11. Dwight Fry

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    4 Novembre 2025

    Se togli l'ultimo non rimane un granché... giusto i due dischi degli anni '80.
    A me "Small voice" piace, ma non quanto il primo.

    Non conosco questa raccolta ma ho dato un'occhiata.
    Di "Graceful" c'è solo una canzone, di "One small voice" ben 7, quindi direi che la versione definitiva concerne più che altro il secondo album.
    A meno che in "Triad" non ci siano pezzi del primo disco con un titolo differente.
     
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  12. BANDIT

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    4 Novembre 2025

    ho ascoltato questo disco, che non conoscevo. Notevole, molto bravi, ma non entra molto nello spettro dei miei gusti. Lo sento già un pò troppo oltre i classici canoni ottantiani (oldschool) :P

    anche io ho questa edizione, decisamente peggiore come artwork.

    Che disco, signori, innarivabile....devo ammettere che ho solo questo e gli altri non ho mai ascoltato in maniera approfondita, devo tirarli fuori assolutamente.
     
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  13. Dwight Fry

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    4 Novembre 2025

    Grazie per aver ascoltato l'album: a volte ho la sensazione di scrivere solo per me stesso, in questo topic.
    Non che cambi qualcosa, eh, alla fine butto giù due righe per “inventariare” i miei ascolti, in più penso che per certi album sia quasi un dovere lasciare traccia... ma se qualcuno viene colto dalla curiosità mi fa piacere.

    Ovviamente capisco cosa intendi quando parli di superamento dei canoni anni '80, anche se in fondo pure i Metal Church degli anni '90 erano già oltre, pur mantenendo certe caratteristiche in fatto di proposta e stile. Per non parlare dei Queensryche, che erano oltre gli anni '80 già negli anni '80!

    A me i Jackal ricordano spesso i Metal Church dell'era Howe, appunto, ma in versione più asciutta e tecnica, con qualcosina dei Savatage in certe melodie e anche nel suono della chitarra di Petersen.
    Ascolta per esempio questo pezzo (che per impostazione e videoclip è comunque molto anni '80, pur essendo del '92), in particolare il bellissimo assolo, e dimmi se solo io sento qualcosa di Criss misto a Wolf Hoffmann:

     
  14. Aslan

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    4 Novembre 2025

    Ecco qui, così hai tutte le informazioni. Dei 3 cd è quello che ascolto con più frequenza. Per me one small voice è tranquilliamente al livello del debutto, seppur più pulito e rifinito, però appunto le versioni contenute in triad, per tutti i pezzi, per me sono migliori di quelle che compaiono negli album[​IMG]

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  15. Dwight Fry

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    5 Novembre 2025

    Chastain, “The 7th of Never” (1987, US power)

    [​IMG]

    Formazione di power americano nota per i barocchismi del guitar hero David T. Chastain che, come tutti i megalomani della chitarra, ha dato il suo nome a un progetto che però molti ricordano e apprezzano soprattutto per la presenza di Leather Leone al microfono, tostissima donzella che in un'epoca indiscutibilmente fallocentrica (cit.) per quanto attiene al rock-metal, seppe ritagliarsi un ruolo fondamentale nell'economia della band e conquistare il rispetto dei kids a suon di acuti e polmoni devastati.

    Ritengo che il metal si debba cantare preferibilmente così. Le vocine eteree, i mezzisoprani e le scatarratrici di bell'aspetto non fanno per me.

    L'album è molto bello, tecnico ma non sbrodolone, con un solo pezzo strumentale e quello schiacciasassi di Ken Mary alla batteria che conferisce ulteriore impeto alle composizioni, tutte all'insegna di un heavy-power dai grandi assoli tipicamente neoclassici, segnato da grandi linee melodiche e alcuni ritornelli contagiosi. Menzione a parte per la title track, una bordata pachidermica.
    Per Leather solo cuoricini e lo dice uno che ha sempre avuto problemi col metal declinato al femminile, vocalmente parlando.

    Anche questo CD l'ho preso nella ristampa JRR: jewel case con booklet da 12 pagine e due valide bonus, in particolare l'energica “Back on top again”.

    Media voti attuale su RYM: 3,64/5 su quasi 400 votazioni.
    Nessuna recensione su TM e solo una in italiano nell'intero web: strano, trattandosi di un piccolo classico degli anni '80.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    The 7th of Never
     
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