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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    25 Agosto 2025

    Vardis, “Quo vardis” (hard & heavy, 1982)

    [​IMG]

    Uno dei miei album preferiti della NWOBHM, anche se qui di heavy in senso stretto c'è poco. Non mancano riffoni, assoli (del grande Steve Zodiac) e grandi rullate ma il tutto è rivisto in chiave rock 'n roll.
    Aggiungete la presenza di piano, sassofono, violini, armonica... e il quadro è completo.

    Un lavoro atipico e coraggioso, insomma, nel quale l'energia è al servizio di una forma-canzone che guarda al passato più che al presente, il tutto in chiave moderna dal momento che gli Status Quo o Gary Glitter non avrebbero mai potuto concepire pezzi come “Do I Stand Accused?” (la mia preferita del lotto), “Together Tonight” o “The Plot to Rock the World”. Ma anche l'accelerazione finale di una “Gary Glitter part 1” è decisamente figlia di un'altra scena musicale, quella metal appunto, e la presenza di strumenti “altri” non sposta un granché gli equilibri.

    Quando sento “Quo Vardis”, in sostanza, non avverto la sensazione di inconciliabilità che mi fa storcere il naso ascoltando certe formazioni funk con le chitarre distorte e i fiati. Si sente eccome che qua, a suonare, è una formazione heavy metal dal taglio old school.

    Album consigliatissimo ai fan della NWOBHM più rolleggiante e dell'hard-blues. Io l'ho acquistato in CD a inizio anno, spendendoci qualcosina in più del solito perché ci tenevo ad averlo nella mia collezione. Il digipack a 3 ante evita l'effetto sottiletta, il booklet riporta tutti i testi e asseconda l'ego di Steve Zodiac, visto che in 4 foto su 5 c'è solo lui.
    Sempre bello adocchiare la scritta “GUARANTEED NO SYNTHESIZERS”, inoltre.
    Chissà se qualcuno, ai giorni nostri, già scrive “GUARANTEED NO A.I.” nei propri album.

    Nessuna recensione su TM.
    Media voti attuale su RYM: 3,26/5 su una novantina di votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Quo Vardis
     
  2. Adam 2

    Adam 2
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    26 Agosto 2025

    Non li ho mai sentiti, sapevo però che erano particolari, li devo recuperare :sisi:
     
  3. LucaGiulio

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    26 Agosto 2025

    Machiavellian God - Beyond the Void
    2024

    Una vera sorpresa questi Machiavellian God.

    Ascoltati per curiosità qualche giorno prima di vederli live ad Astra Rock, Sibiu, Romania.

    Autori di un death-metal abbastanza melodico, che mi ha colpito al primo impatto per la somiglianza con un gruppo che adoro, ovvero i Fires in the Distance, con i quali hanno in comune un approccio atmosferico, tendente al doom melodico (in alcuni solos e momenti di pianoforte ricordano moltissimo i Saturnus), ma che non disdegna accelerazioni e qualche passaggio in stile Gothenburg.

    Questi rumeni sanno miscelare con sapienza, attingendo dal passato (il riff iniziale di Shadows and Chains è puro “Amon Amarth-style” o, meglio, “Amon Amarth vecchio style”), creando però un suono personale, massiccio e ricco di pathos, vagamente progressivo, per via di costruzioni lunghe ed articolate.

    Ottima la voce: un growl cavernoso, alternato ad un clean abbastanza classico, che non guasta, soprattutto perché dosato con parsimonia.

    Dal vivo mi hanno emozionato non poco, ed è scattato subito l’acquisto del cd in questione (il secondo album della band).

    Per cominciare.
    Into the Abyss

    Qui la recensione di Truemetal (85/100).

    Recensione Beyond the Void - truemetal.it
     
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  4. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    26 Agosto 2025

    Salvati da un pezzo, devo ancora approfondire ma certamente un album che vale.
     
  5. ReignInBlood_1986

    ReignInBlood_1986
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    De la Coronilla y Azevedo

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    26 Agosto 2025

    Me ne ha parlato un amico chitarrista che vive a Bucarest ma avevo dimenticato di segnarmeli

    Lo faccio ora
     
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  6. Adam 2

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    27 Agosto 2025

    Nel '94 uscì un album più unico che raro, "The Last Day Begins?" degli inglesi Hybernoid.

    Il sound era influenzato dai primi Tiamat e Paradise Lost, ma anche dallo shoegaze (di gente come Lush e My Bloody Valentine).
    La band inoltre era affascinata dagli scritti di Zecharia Sitchin. Alle vocals c'era un cantante, che cantava in growl e una cantante, con la voce normale. Altre band nel metal hanno tentato il connubio con lo shoegaze, tipo gli Alcest e i Jesu, ma nessuno è mai arrivato a un sound così esoterico e mistico.

    Tutto l'album:
     
  7. BANDIT

    BANDIT
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    29 Agosto 2025

    Visto che se ne parlava recentemente, ho tolto dalla naftalina questo:

    THE RODS: LET THEM EAT METAL, 1984

    Se qualcuno mi chiederebbe qual'è l'album heavy metal più anni 80 possibile? Le prime cose che mi verrebbero in mente sarebbero probabilmente un Defenders of the faith, ma credo che alla fine la scelta sarebbe caduta su LET THEM EAT METAL. Frontman che non è che altresì cuginetto del buon Ronnie; in giro dall'inizio della decade; diversi album pubblicati. Ammetto di non essere un amante nè dei album precedenti, nè di quello successivo. Ma questo qua, signori, è un album con i controcazzi. Ha tutte le caratteristiche che un gran album di metallo colante deve avere.
    -Copertina degna dei migliori Spinal tap;
    -Produzione tipica dell'epoca con quella batteria ultra-riverberata, così come la voce, chitarre ciccione;
    -Songwriting semplice ma di gran effetto; chorus da stadio
    -Assoli piazzati quando e dove serve, non stiamo parlando di guitar heroes, ma di assoloni belli con melodie che te le ricordi anche dopo anni.

    Si parte con la title track, un rocciosissimo mid-tempo, la doppia cassa di White lighting. Adoro quell'intermezzo a metà pezzo acustico, doppia cassa e assolo...e poi

    Lasers cutting with fire
    Pierce the night like a knife
    Metal showers of iron
    All will watch as I take your life


    La bellissima Nuclear skies, con un testo putroppo ancora attuale, si pesta nuovamente con Rock warriors e Bad blood (sembra a tratti un rip-off di Breaking the law).
    Un nuovo mid tempo potente con She's so tight. Le due successive mi ricordano un pò i pezzi dei album precedenti ma hanno una personalità più spiccata, bella la conclusiva She's such a bitch, forse dedicata a qualche ex fidanzata acidona del buon "Rock" Feinstein.

    Brutti, cazzuti, petti villosi e vestitini improbabili, come non amarli.

    [​IMG]

    un anticipo:

     
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  8. Dwight Fry

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    30 Agosto 2025

    Fa molto primi Anvil, ma come ho scritto altrove lo considero inferiore al seguente "Heavier Than Thou", che trovo più imponente.
    Inoltre la voce di Feinstein, non di rado, non dà spessore alle linee vocali e soprattutto ai ritornelli.
    Su quel fronte, a mio giudizio Avigal ha conferito una marcia in più (facciamo due) al disco successivo: un pezzo banale come "I'm gonna rock" si salva solo grazie alla sua voce e la cover di "Communication breakdown" non sarebbe mai venuta così bene, cantata da David.

    Tamarrissima, con una donna che stringe una banana sbucciata dalla quale fa capolino... un sex toy anni '80, credo.
    Sempre trovato esilarante l'espressione della donna, con la linguetta in bella evidenza.
    Dovrebbe essere eccitata?
     
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  9. Dwight Fry

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    30 Agosto 2025

    Solo quest'album è così particolare.
    "100 Mph", sebbene la matrice rock 'n roll sia già presente, è molto più duro e veloce ("If I were king" era una discreta mazzata, per l'epoca). Erano considerati dei mezzi parenti dei Motorhead.
    Gli altri rientrano nel consueto hard & heavy dal taglio blues tipico degli album di fine anni '70 e inizio anni '80.
     
    #2664
    Ultima modifica: 30 Agosto 2025
  10. Dwight Fry

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    30 Agosto 2025

    Hawaii, “The Natives Are Restless” (heavy metal, 1985)

    [​IMG]

    Conosciuti per essere stati la prima band di Marty Friedman, in realtà gli Hawaii sono gli autori di uno dei primi album speed metal della storia (“One Nation Underground”, 1983, roba decisamente all'avanguardia per i tempi) e hanno visto militare tra le sue fila Gary St. Pierre, primo cantante dei Vicious Rumors, anche se io lo preferisco proprio negli Hawaii.

    Questo secondo e ultimo album della band non c'entra niente col primo, è molto più tranquillo e hard rock, viaggia a velocità quasi sempre ridotta (“Unfinished Business” e “Proud to be loud” sono addirittura due pezzi di scuola AC/DC) ma quando il songwriting lo assiste molla discrete scariche di energia, rammentando un po' i Judas Priest meno impetuosi.

    Innegabile l'ammorbidimento del suono, era il 1985 e un pensierino alle classifiche devono averlo fatto, gli Hawaii; gli ammiccamenti alla scena glam non sono male, si resta sempre nei paraggi dell'heavy metal, però trovo troppa distanza tra i pezzi migliori dell'album (“Call of the wild” e “Beg for mercy” su tutti, per quanto mi riguarda) e gli altri, per cui alla fine la qualità media è buona ma non eccezionale.
    Bravissimo Friedman, come sempre (il doppio assolo di "Beg for mercy" è il suo pezzo di bravura), e nota di merito anche per St. Pierre.

    Comprato la bellezza di 5 anni fa, l'ho tenuto nel cellofan per un lustro. La recente scarsità di musica da ascoltare in formato fisico mi ha spinto a “liberarlo”, riascoltarlo e guardarlo. La ristampa della Axe Killer presenta un booklet spartano, con copertina originale (non un granché, ma sempre meglio di quella schifezza della versione digitale 2011) e una breve storia della band riportata sia in inglese che in francese (qualcuno dica a quei signori che “thrash” si scrive con due acca).

    Qui la rece di TM (voto 77 su 100):
    Recensione The Natives Are Restless - truemetal.it
    Media voti attuale su RYM: 3,25/5 su circa 150 votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    The Natives Are Restless
     
    #2665
    Ultima modifica: 11 Ottobre 2025
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  11. Adam 2

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    30 Agosto 2025

    Band di nicchia, è un peccato che non si trovino i loro due album (il primo mai stampato in cd).
     
  12. BANDIT

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    31 Agosto 2025

    Ma io invece trovo la massima espressione della band qua; è come HEADHUNTER dei Krokus, puro metallo colante ottantiano base, semplice e onesto :) Feinstein non è mai stato un grande cantante, ma ha uno stile tutto suo che rende godibili i pezzi.

    Si, credo sia un dildo anni 80 :)
    Mah, non so cosa dovrebbe essere, ma è ai massimi livelli di kitchs dell'epoca, haha veramente favolosa la copertina.
     
  13. BANDIT

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    31 Agosto 2025

    non conosco molto bene questa band, il fatto di essere molto rock e con sfumature glam non mi ha mai spinto ad approfondire; Friedman sempre incredibile, vero.

    Certo che questi voti di sto RYM che posti sono tutti uguali, tra 3,25 e 3,75 a occhio
     
  14. Dwight Fry

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    8 Settembre 2025

    Jag Panzer, “Mechanized Warfare” (US power, 2001)

    [​IMG]

    Credo sia stato questo, il primo lavoro dei Jag Panzer transitato dai miei padiglioni auricolari.
    Curiosamente scattò il colpo di fulmine con la band ma non con l'album: una banale questione di “vibrazioni”, d'altronde sono al corrente del fatto che molti fan (compreso il buon @Aslan , se non sbaglio) tendano a indicarlo come l'apice della produzione di Briody e soci.
    Ritengo in ogni caso che sia un disco particolare nella discografia dei nostri, più oscuro (i canti gregoriani di “Unworthy”) e proggy (“Choir of tears” è a tutti gli effetti un pezzo prog metal), quindi meno d'impatto rispetto ad altri.
    Per le stesse ragioni non ho problemi a considerarlo uno dei loro album più affascinanti, visto il mix di elementi.
    Sempre apprezzata, inoltre, la presenza dei violini, marchio di fabbrica della band.

    L'ho comprato in CD un po' di tempo fa (digipack limited edition 2001, io però avrei preferito la ristampa del 2019 targata Punishment 19 perché è in versione jewel case) e in virtù di alcuni lavori in casa mi è capitato per le mani. Ho avvertito il bisogno di un ripasso e che dire? Non sarà sul podio della mia personale classifica jagpanzeriana, ma se la gioca.
    Poi mica è facile battere gli altri dischi di un gruppo come questo, rimasto di nicchia solo in virtù delle sciocchezzuole musicali che si sono imposte nella seconda metà degli anni '90 grazie a una torma di metallari dai pessimi gusti musicali.

    Qui la rece di TM (voto 85/100):
    Recensione Mechanized Warfare - truemetal.it
    Media voti attuale su RYM: 3,49/5 su oltre quattrocento votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Mechanized Warfare
     
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  15. Aslan

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    8 Settembre 2025

    Non so se sia il migliore (davvero non sono in grado di dirlo), ma è sicuramente un discone. Come dissi addietro, per me i jp hanno dato il meglio nei 90/2000. Dico il meglio, ma già erano partiti col botto e ancora oggi si difendono benissimo, non limitandosi al mestiere. Una band tutta cuore.

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