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Techno-thrash

Discussione in 'Thrash Metal' iniziata da otrebla86, 1 Novembre 2006.

  1. Adam 2

    Adam 2
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    20 Agosto 2025

    La band polacca arrivava sul mercato, verso la fine degli anni '80, assieme ai compagni d'avventura Wolf Spider e Acrimony.
    Per la verità tutte e tre le formazioni, nonostante un'ottima tecnica e degli ottimi album, faticarono a farsi conoscere nell'affollato panorama thrash di quegli anni.
    Ma a parer mio gli Astharoth della chitarrista Dorota Homme, avevano una marcia in più e non solo rispetto ai colleghi polacchi, ma anche rispetto agli altri colleghi dell'est europeo.

    Il loro sound era una sintesi di cattiveria (mi vengono in mente i Kreator di "Extreme Aggression") e tecnica (e quì non si può non citare i Voivod di "Killing Technology" e i primi Coroner).
    Senza dimenticare i testi di tipo "psicologico", che potevano farli avvicinare ai Dark Angel di "Leave Scars" e del masterpiece "Time Does Not Heal".
    I brani sono tutti di ottima qualità, di cui spicca per creatività "Good Night My Dear", che inizia con un assolo di basso jazzato, per poi svilupparsi in un brano intricato e claustrofobico.

    La band dopo la pubblicazione dell'album e relativo tour, si sposta nella Bay Area. Una mossa piuttosto fallimentare, visto che l'era del thrash stava per volgersi al termine, in favore del death.
    A San Francisco i polacchi incisero quattro demo. Verso la metà degli anni '90, non riuscendo a trovare nessun contratto, la band si sciolse."Gloomy Experiments" verrà ristampato nel 2018, dalla Dark Symphonies, con l'aggiunta dei demo degli anni '90.

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  2. Helstar

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    20 Agosto 2025

    Gli Psycho Symphony non li conoscevo, veramente fuori di testa (sembra quasi incredibile sia un album del 1997 di una band rumena), mi intrigano. Ottima cosa che é uscita la ristampa di recente, l'originale era in cassetta oppure un cdr (probabilmente nessuna copia suona piú :D )
     
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  3. Adam 2

    Adam 2
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    22 Agosto 2025

    Gli Altered Moves Two erano una band olandese di thrash tecnico, nata nell'88.
    La band esordisce nel '92 con l'album "Shifter of Minds", pubblicato in modo indipendente (senza l'ausilio di un'etichetta).

    L'album inizia con "Fear's The Conductor", un brano tecnico in continua evoluzione, che cambia costantemente riff e ritmica. La title track, un mid tempo intricato, cambia verso la metà in un brano veloce e spericolato. "Ramstein (Murderous Rashness)" è piena di arrangiamenti, con un passaggio veloce a fine brano. "Action Speaks (Louder Than Words)" parte con melodie strane, per poi trasformarsi in un pezzo sfrenato. "La Villa Strangiato" è una cover dei Rush, più dura e thrash dell'originale. Si chiude con "Six Strings" un outro atmosferico, dal sapore quasi new age.

    Un album molto valido, per un gruppo molto misterioso, persino esoterico se vogliamo, che continua ad incuriosire ancora oggi.

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  4. Adam 2

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    22 Agosto 2025

    Parlo un po' dei Skeptic Sense di "Presence of Mind" ('94).

    Dopo due demo molto apprezzati nell'underground tedesco, la band da sfoggio di tutta la sua tecnica, basata su ritmiche intricate e continui stacchi, cambi di tempo e ripartenze varie.
    Sparsi quà e la ci sono anche degli stacchetti influenzati dalla fusion e dalla musica spagnola. L'album rimane uno dei lavori più elaborati di quegli anni (siamo ancora nel '94), una magistrale esibizione di tecnica, unita alla violenza del thrash.
    Le tracce più lunghe e più complesse sono i primi due brani, "Structures and Interruptions" e "Harmony of Souls", con i loro ritmi in continuo cambiamento.
    Altri brani da citare sono sicuramente "Raped", un vortice allucinato, dove si respira l'aria del jazz, "Norm Always Wins", un labirinto di riff sovrapposti e la conclusiva "Capital Punishment", con i suoi strani cambi di tempo.
    Da citare anche il cantato di Cornelius "Conny" Halder, a metà strada tra un Russ Anderson (Forbidden) più drammatico e Jason McMaster (dei Watchtower).

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  5. Adam 2

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    22 Agosto 2025

    Nel '92 ci fu una miracolosa collaborazione tra i Deathrow (Uwe Osterlehner, voce/chitarra/tastiere, autore della svolta di "Deception Ignored") e i Psychotic Waltz (Dan Rock e Norm Leggio) più lo sconosciuto bassista Siggi Blasey (che formerà i Darkstar).
    Il nome della band è End Amen e l'album s'intitola "Your Last Orison".

    Si parte con la sinfonica "World in Decay", una novità per entrambi le band chiamate in causa, buono il lavoro dietro al microfono di Osterlehner.
    La seconda traccia "Prisons of Posterity" entra con un bellissimo arpeggio "operistico" da parte dei synth, dopo di che si parte un ottimo esempio di thrash progressivo, complesso ma accessibile.
    Dopo una stranissima intro parte "End Amen", doomeggiante e orientaleggiante, con una batteria leggermente tribale (decisamente interessante come trovata). Si ritorna in territori progressive thrash con la seguente "Rebirth", dal riff portante che ricorda molto i Deathrow, e con un bell'assolo nella parte centrale. Dopo uno stravagante strumentale, che ricorda più la musica elettronica che non il metal (e che in qualche modo mi ha ricordato certi Rush), ritorna la batteria tribale, che fa da intro alla bella "A New Day's Absurdity", forse la composizione più varia dell'intero platter, dove il progresseve thrash si sposa meglio con le tastiere sinfoniche.
    La mistica "Nocturnal March" è un altro compendio della bravura di Osterlehner, tra riffoni thrash intricati e tastiere davvero epicheggianti.
    La penultima traccia "Your Last Orison", spiazza con le sue parti elettroniche, ma il lavoro di chitarra è decisamente ispirato.
    L'album si chiude con un'altro pezzo strumentale, anch'esso più vicino all'elettronica che non al metal.

    Alla fine dell'album rimane un po' di rammarico, per il fatto che questa unione, tra Uwe Osterlehner e i Psychotic Waltz, sia durata solo un album.
    Un album che di certo non è un capolavoro, ma è sicuramente un buon album.

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  6. HeavyGabry

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    23 Agosto 2025

    Visto che questo topic sta vivendo un nuovo momento di vita... eccovi una recentissima uscita non scontata.

    "Abnormal Attachments", secondo album dei Benefactor Decease dalla Grecia, nuovamente su Xtreem Music. Più articolato e più interessante del precedente, l'impostazione vocale caotica mi ha (vagamente) ricordato i Terrahsphere, il che ne fa un punto di forza e debolezza contemporaneamente. Comunque promossi.

     
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  7. Adam 2

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    29 Agosto 2025

    Parlo un po' degli Unleashed Power di "Quintet of Spheres".

    Un album il loro, fatto di un thrash che non lascia nulla al caso, tecnico e progressivo, che strizza l'occhio all'U.S.power e all'heavy/power.
    Le atmosfere sono innovative, ma anche cupe e intricate, con un ottimo gusto per gli assoli e bisogna segnalare sopratutto tracce come "Blindfolded", "The Envoy of Sophistry" e "Unleashed Power". Mentre a metà album c'è la title track, ben 12 minuti (!), che si segnala per un ottimo gusto per la chitarra acustica, che viene inglobata in una traccia comunque potente e progressiva. Da segnalare sicuramente la prova del chitarrista Ken C. Jacobsen (che produce anche l'album), per le sue trovate melodiche, che danno respiro ad un thrash decisamente tecnico.
    Altra segnalazione per il batterista, Edward A. Owen (che scrive tutti i testi di "Quintet of Spheres"), autore di una prova molto precisa e dall'alto tasso tecnico.

    Un debutto quindi notevole, seguito da un secondo album altrettanto convincente, ma più monolitico e pesante nell'articolare i brani.

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    29 Agosto 2025

    Nel 1991 ad Amburgo esordivano i Megace di "Human Errors".
    La band era ispirata dai maestri tedeschi del thrash tecnico e progressivo, e anticipava certe soluzioni care ai Depressive Age del primo album.
    La particolarità della band era la voce della cantante Melanie Bock, molto varia e versatile, con parti pulite, in growl e in screaming.
    Il sound complessivo era piuttosto cervellotico, con momenti piuttosto intricati e con qualche sperimentazione.
    Lo speed/thrash progressivo di canzoni come "Something Incomprehensible" e "Law Enforcement Agency" era pieno di cambi di tempo e riff surreali. Una canzone come "Repetitions of Human Errors" alternava parti complesse con momenti di quiete, mentre "No Brain/No Pain" era inquetante ed eclettica. "Monofaces" era piena di riff contorti, infine la conclusiva "Better To Forget" alternava parti tirate, break acustici e lunghi assoli, in pratica la canzone più varia.

    Ultima curiosità per l'infelice nome della band, infatti "Megace" è il nome di un farmaco che serve per curare l'anoressia e i malati di AIDS (!).

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  9. Adam 2

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    29 Agosto 2025

    Vado negli U.S.A., più precisamente a Chicago, con gli Aftermath di "Eyes of Tomorrow".

    Che dire di un album che doveva uscire nel 1990 e che per varie vicessitudini è uscito nel 1994, ma che suona attuale ancora oggi?
    Niente, solo "chapeau"! Si parte alla grande con "Words That Echo Fear", che ha un intermezzo davvero strano e oscuro, "Being" è un pezzo che parte in modo contorto e surreale, con una parte centrale più riflessiva e drammatica. Con "Experience", ben otto minuti e passa di canzone, un tour de force dove si alternano parti ragionate e misteriose, con altre più incazzate. "Afraid of Time" è molto più diretta, con un assolo orientaleggiante in mezzo. "Reflecting Pictures" ha un andamento un po' folle, con le sue voci filtrate e una parte più melodica, ma sempre intricata verso la fine. "Change of Mood" alterna passaggi atmosferici, con altri più convulsi, con un bell'assolo verso la fine.
    "Whisper of a Dream" gioca molto con la voce, ora campionata e ora al contrario (!), un brano intricato, ma anche un po' inquetante. Si arriva così alla fine dell'album con lo "scherzo" strumetale di "Snuff", dal basso molto funk.

    Cosa dire alla fine di questo "Eyes of Tomorrow" ? Beh che se i Coroner continuavano nel sentiero tracciato da "Mental Vortex", probabilmente si sarebbe sentito un album simile a quello degli americani.

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  10. Adam 2

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    31 Agosto 2025

    Band svedese, parente degli Hexenhaus, che verso la fine degli anni '80 disse la sua per quanto riguarda il technical speed/thrash metal.

    Il "tocco di (re) Mida" nacque ad Uppsala nel 1985, e dopo due demo, ben accolti nell'underground metal, firmarono per Noise Records.
    Nel loro unico album, "Presage of Disaster" ('89), alternano pezzi più vicini al classico thrash americano, con altri più tecnici e progressivi.
    Molto probabilmente, il collante tra i due mondi sono i Metallica di "...and Justice for All", anche se non sono l'unica influenza degli svedesi.
    L'album, ascoltato ai giorni nostri, ha delle affinità con lo stile (contorto, freddo e meccanico) dei Meshuggah di "Contradictions Collapse".

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  11. Adam 2

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    31 Agosto 2025



    Parlo un po' degli olandesi Genetic Wisdom, di "The Fear Dimension".

    L'album è del '93 e secondo me porta avanti il discorso di "...and Justice for All" e "Victims of Deception", senza dimenticare la lezione dei compatrioti Sacrosanct. Si parte con "Perseverance Kills the Game", brano energico e tecnico, che può ricordare i Sacrosanct. "Why Don't You?", con i suoi otto minuti e passa, rallenta i ritmi, avvicinandosi al doom. "Psycho Love" è una ballata ipnotica, che va oltre i nove minuti di durata. "Afraid of Life" è il pezzo forte dell'album, con il suo ottimo thrash progressivo, che dura ben otto minuti.
    Infine con "Inside the Triangle of Death" la band schiaccia il pedale sull'acceleratore, mantenedo un'ottima tecnica.
    Un album più che buono, che spesso indulge in un'atmosfera oscura e a rallentamenti al limite con il doom, ma che denota anche una certa qualità.

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  12. Adam 2

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    31 Agosto 2025



    Parlo anche degli olandesi Paralysis di "Visions".

    La band olandese esordì con uno spettacolare ep del '91, dal nome di "Arctic Sleep", influenzato da gente come Deathrow, Realm e primi Sieges Even. Ma con "Visions" portò avanti il sound verso sì un thrash progressivo e tecnico, che aveva ancora le influenze dei gruppi sopra citati, ma in un certo senso andava oltre. E sì andava oltre, anticipando certe soluzioni degli amati/odiati Nevermore, senza però mai entrare in contatto con il sound "groove" di quest'ultimi. Tra i brani migliori c'è sicuramente "Lost in the Darkness", dove ci si perde nel labirinto di riff taglienti e sinistri, mentre con "The Waters Cry" si torna indietro all'ep d'esordio. "Point of No Return" è cupa e pesante, "Twisted" è veloce e parecchio tecnica, mentre "Tardis" sembra un pezzo power/speed con passaggi atmosferici. Ultima citazione per "In Memoriam", che parte in un modo simile al power metal, per poi traformarsi in un pezzo tecnico e violento.
    Che dire di più? Sicuramente un buon album, che fa da ponte tra il classico e il moderno, senza però mai entrare realmente nel moderno.

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  13. HeavyGabry

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    6 Settembre 2025

    Ma l'avete sentito il disco dell'anno? E se no, cosa aspettate?

     
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  14. PaulThrash

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    6 Settembre 2025

    Non è postato qui, ma nel topic thrash "normale", però direi che ci sta anche
     
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  15. HeavyGabry

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    6 Settembre 2025

    L'ho visto dopo, ma non dargli un posto anche qui era proprio ingiusto.
    Disco dell'anno finché non sentiamo anche i Coroner, s'intende.
     
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