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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    10 Gennaio 2025

    Ascolto i primi Black Sabbath nonostante la sua voce, che a me fa abbastanza cagare da sempre.

    Voto personale: 10/10
    Nel contest sul miglior brano hard rock degli anni '70 ho inserito in lista, di quest'album, "Hard rain fallin", ma quei puzzoni l'hanno già bocciata.
     
  2. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    10 Gennaio 2025

    Saxon, “Carpe diem” (heavy metal, 2022)

    [​IMG]

    Non credo di dover ribadire l'amore che nutro per i Saxon, band fondamentale per il mio passaggio dall'hard rock al metal.
    È il 19° album che compro di Biff e soci, d'altro canto.
    Ciò detto, rispolvero un mio commento del 2022:

    Per carità, c'è del buono in ogni loro disco ma fatico a ricordare come suonano i brani post-Into the Labyrinth e talvolta, in giro, vedo voti altisonanti che non condivido.

    Nella sua recensione per TM, Stefano Ricetti ci avvisa che Carpe Diem abbisogna del tempo necessario per entrare in circolo, una volta assimilato fornisce le dovute soddisfazioni richieste.
    Verissimo. Al primo ascolto mi ha deluso, al secondo non mi ha convinto del tutto, al terzo è cresciuto grazie all'emergere di dettagli che inizialmente sfuggono.

    A mente fredda è difficile trovargli un punto debole, se si esclude qualche deja-vù (“Remember the fallen” è “Forever free” in una nuova veste, così come “Pilgrimage” ricorda “Crusader” mischiata a “Hells bells” degli AC/DC), ma in generale “Carpe diem” ha dalla sua tutti i punti di forza delle ricette preparate da Biff e soci negli ultimi anni, con un songwriting snello e britannico.

    Di contro, non colgo apici assoluti in questo dischetto, escludendo forse “Lady in gray” (a proposito: non sapevo che grigio si potesse scrivere anche così, in inglese), canzone elegante e dalla forte personalità.
    È un disco molto omogeneo nei valori e scalda il cuore a chi, come me, cerca del sano heavy metal fatto bene, per cui lo promuovo senza remore.
    Mi chiedo solo se e quando tornerò a metterlo sul piatto, tanto lo so che prima o poi il digipack mi ricapiterà fra le mani.
    Male che vada mi godrò la bella copertina di scuola Wishbone Ash, ho preso il CD in formato fisico anche per questo motivo.

    Aggiungo che il booklet riporta gli spassosi ringraziamenti di Nibbs, del quale ignoravo la profusione di prole (4). Considerando che John Deacon ha sei figli, Steve Harris pure e Paul McCartney cinque, ne deduco che i bassisti scopano un sacco e/o non sanno usare un preservativo.

    Media voti attuale su RYM: 3,41/5 su oltre seicento votazioni.
    Qui la recensione di TM (voto 77 su 100):
    Recensione Carpe Diem - truemetal.it

    Per iniziare a conoscere l'album:

    Per ascoltare l'intero album:
    Carpe Diem
     
    #2522
    Ultima modifica: 10 Gennaio 2025
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  3. elpata86

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    The Thing From Another World

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    10 Gennaio 2025

    Anche io ho smesso di seguire i Saxon, però dopo Call To Arms. Senza una particolare motivazione in realtà.

    Fino a lì mi sono sempre piaciuti tutti, devo dire.

    Post 2000, ho una predilezione per Killing Ground e The Inner Sanctum.
     
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  4. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    10 Gennaio 2025

    Forse ho scritto qualcosa che può aver dato questa impressione, quindi specifico: mai smesso di seguire i Saxon.
    Da un po' di anni mi entusiasmano meno (in occasione di "Thunderbolt" molto meno), ma è tutt'altra cosa.

    "Killing ground" il mio preferito post-2000, a mani bassissime.

    "The inner sanctum" non ce l'ho neppure in CD, nonostante mi sia passato davanti agli occhi a prezzi assai convenienti nel corso degli anni.
    Mai piaciuto.
     
  5. Dustx85

    Dustx85
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    L'elettrizzante

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    10 Gennaio 2025

    Nelle mie liste fotovoltaiche si è preso un 3,78/5
     
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  6. ador dorath

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    Leah at races

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    10 Gennaio 2025

    Trail of tears - Disclosure in red.

    A prima vista, o a primo ascolto, sembra il classico polpettone che prese piede negli anni 95-98 ed essendo questo album del 98 si può bollare come derivativo, scontato, la solita solfa. In realtà ho sempre stravisto per questo album, tanto da metterlo sotto solo ai primi due lavori dei Tristania e dei Theatre of Tragedy e al gioiello unico Lake of Sorrow dei The sins of thy beloved. Questo perché è diverso dagli album elencati e per chi se ne intende sa quanto siano differenti le interpretazioni delle band citate.
    Si avvicina a Beyond the veil per una morbidezza death (nell'accezione scandinava), per questo meno malinconico di Lake of sorrow, meno etereo di Theatre of tragedy, ma assolutamente compatto, solo pochi passaggi a vuoto.
    Un album che a distanza di molti anni non mi stanca mai, merito del growl maschile valido e della Michaelsen, per la quale nutro un feeling particolare, con uno stile poi che verrà portato in auge da Floor negli After Forever anni dopo.
    Un ottimo album di una band minore, ma che non sfigura.
    E poi con una copertina bellissima.
    Non indico una dei migliori brani dell'album perché sarebbe troppo facile:
    Trail of Tears - Words Of The Fly - YouTube
     
  7. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    6 Febbraio 2025

    David Bowie, “Diamond dogs” (rock, 1974)

    [​IMG]

    Bowie è uno di quei musicisti che mi ha aperto un mondo. Alle scuole superiori ero l'unico, in classe, ad ascoltarlo, e i fan di AC/DC e Motorhead mi prendevano (bonariamente, eh: all'epoca non ce la prendevamo per ogni cazzata) in giro.
    Che poi quella era gente che apprezzava i Queen pre-sovraesposizione, mai capito cosa ci trovassero di strano in me che ascoltavo Bowie. Io glielo dicevo pure:
    “1982... Under pressure... pronto?”
    Ma loro niente.

    Ho scoperto poi che la voce del Duca Bianco non piace a molti, in effetti quand'ero giovanissimo anche a me sembrava un po' strana, bassa com'era. Ma tempo due-tre anni e l'avrei adorata.

    Ovviamente ci sarebbe tutta una storia da raccontare, dietro al concept di “Diamond dogs” e le sue origini letterarie, dietro il mood del disco e il modo di cantare di Bowie, ma io non sono un critico e nessuno mi paga per istruire voi zoticoni, quindi mi limiterò a dire che al di là dei proclami il Duca Bianco non recise del tutto il legame con la sua musica precedente: qui troviamo infatti “Rebel Rebel” e la title track, due bei pezzi energici coi riff di chitarra suonati dallo stesso Bowie.

    È vero però che la frattura tra prima e dopo c'è e inizia ad allargarsi: troppi i pezzi lenti e crescente l'influenza funky, sebbene amalgamata discretamente alla rock music, in certe canzoni.

    In generale a me quest'album piace il giusto, di sicuro non sarebbe il primo che consiglierei a chi volesse conoscere il Bowie anni '70.

    Insopportabile la chiusura del disco con “Chant of the Ever Circling Skeletal Family”, per mia fortuna la versione in CD che ho comprato presenta in coda una bonus salvifica, la simpatica “Dodo”, il cui testo mi affascina ma non capisco di preciso a chi/cosa faccia riferimento.

    Nel 1975, con “Young americans”, Bowie ucciderà definitivamente la versione glam di se stesso e si darà alla black music: si alienerà così la simpatia di un futuro fan, un tale che vent'anni dopo verrà preso in giro dai suoi amici a causa della fissazione per un album intitolato “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”.

    Media voti attuale su RYM: 3,57/5 su oltre 17.000 votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    Diamond Dogs
     
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  8. Aslan

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    10 Febbraio 2025

    L'ho trovato solo ora a prezzo molto ribassato. Per me è un gran ritorno, hanno abbandonato quelle sfumature moderniste che non avevo mai digerito. Album fantastico, assolutamente al livello di mirage e verdict of posterity. Non ci posso ancora credere.
    All'uscita l'avevo ascoltato solo sul tubo in maniera un po' distratta. Mannaggia a me

    Inviato dal mio SM-A145R utilizzando Tapatalk
     
  9. otrebla86

    otrebla86
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    Soldier of Fortune

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    10 Febbraio 2025

    Io vado con la modalità di ordinamento per data di aggiunta
     
  10. Idol

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    11 Febbraio 2025

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    ELECTRIC CALLBOY - TEKKNO 2022

    Probabilmente sarò insultato da tanti, ma dopo aver scoperto questo gruppo da poco questo album l'ho ascoltato di continuo negli ultimi giorni diventando una droga.
    Il gruppo tedesco, precedentemente noto come Eskimo Callboy, nel 2021 cambia il proprio nome perché altrimenti avrebbe offeso determinati popoli eschimesi (sto cazzo di cancel culture), e pure un cantante con l'entrata di Nico Sallach, assieme all'altro singer Kevin Ratajczak.
    Questo album è quindi un nuovo inizio e non può essere che esaltante.
    Il genere, boh, mischia meralcore elettronica, trance, pop e alternative, con 10 canzoni piene di ritornelli che ti si stampano in testa, parti techno trashissine, riff metal da headbanging furioso, il tutto accompagnato da video goliardici, che però mi interessano ben poco, anche se quello di Spaceman lo trovo stupendo, sarà che è la mia canzone preferita del disco, che vede la partecipazione dell'artista tedesco Finch (no comment sulla sua musica), un pezzo assolutamente geniale:


    Un anno dopo verrà aggiunta nella nuova versione la cover di Everytime we touch, brano pop dance di Cascada (non so neanche chi sia), trasformato in un pezzo metal dance assolutamente irresistibile:


    Tra l 'altro nel loro paese sono famosissimi (e non solo lì) facendo live con migliaia di persone (e pure spettacolari).

    Ok, adesso linciatemi pure:killer:
     
  11. Dwight Fry

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    18 Febbraio 2025

    Sweet, “Desolation Boulevard” (hard rock, 1974)

    [​IMG]


    Preso l'anno scorso in CD, purtroppo in una ristampa tipicamente a basso costo, col solito “booklet” (parola enorme, nella fattispecie) che pare il menu di un ristorante di quarta categoria.

    Per fortuna l'album vale i soldi spesi, con un piccolo capolavoro presente nella track list (“Six teens”, perfetto anello di congiunzione tra primi Queen, Magnum e Uriah Heep) in aggiunta a un lotto di canzoni che oscillano tra il buono e l'ottimo, ivi compresa quella “Fox on the run” che è tra le hit della band. Occhio però: la versione da studio differisce da quella del singolo. Io preferisco la versione originale dell'album, più hard rock e senza quella brutta componente sintetizzata.

    Sorprendono alcuni spunti strumentali, con gli Sweet che non si risparmiano sul fronte tecnico (“Medusa” ha una parte centrale jazzata mica male, e la cover di “Man with the golden arm” certifica un eclettismo che è tipico delle grandi band anni '70), così come restano impressi i riff hard rock di Andy Scott, chitarrista da rivalutare assolutamente.

    Buonissimo album, in definitiva. Nel 2025 spero di acquistare “Sweet Fanny Adams” e “Give us a wink”, che in casa Sweet vanno a completare il più classico dei podi.

    Inaspettatamente assente nelle liste del desaparecido elettrico @Dustx85
    Nessuna recensione su TM.
    Media voti attuale su RYM: 3,56/5 su oltre mille votazioni.

    Per iniziare a conoscere l'album:

    Per ascoltare l'intero album:
    Desolation Boulevard (New Extended Version)
     
  12. Carnival900

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    Legal at Last

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    28 Febbraio 2025

    HIRAX

    Era da tantissimo tempo che un gruppo non mi attizzava come questi thrasher americani col cantante nero. A occhio direi sei mesi, ma forse anche di più, fatto sta che sono fogato mentre scrivo e li ho in cuffia, il che vuol dire solo una cosa, parlarne bene nel “topic dove la gente prende appunti”.

    Allora, cosa dire di loro? Si sono formati nel lontanissimo 1984, anno in cui uscivano cose come “Ride the Lightning”, “Haunting the Chapel”, “Fistful of Metal”. Fanno uno speed/crossover thrash che più classico non si può. Hanno pubblicato due album (raccolti poi in uno unico, “Not Dead Yet”, vista la durata complessiva di poco più di 45 min). Dopodiché, nel 1989, mentre il mondo si deliziava con “The Morning After”, “Agent Orange” ed “Extreme Aggression”, hanno deciso purtroppo di sciogliersi, col cantante impegnato come dipendente di un negozio di musica fino praticamente agli inizi del nuovo millennio.

    Complice infatti un apparente rinvigorito interesse grazie anche all’arrivo di internet, Katon W. de Pena (il cantante) decide quindi di richiamare in servizio tutti i membri originali e riformare la band, che però non durerà nemmeno stavolta molto ma che, con cambi continui di formazione arriverà fino ai giorni nostri, anzi al giorno odierno, vista la pubblicazione appunto oggi del nuovo lavoro in studio. Thrash alla Exodus, thrash classico, onesto e con una Passione davvero con la P maiuscola. Katon frontman della madonna, sentire questo pezzo tratto dal live album “Thrash and Destroy” per credere:


    Come si può notare, la canzone viene interrotta a metà visto lo scatenarsi presumibilmente di una rissa, per poi riprenderla dopo una specie di ammonizione ai presenti. Live bestiale comunque, erano in tour per “The New Age of Terror”, ovvero il loro album del ritorno (e che album :sbav:) in più di un occasione Katon m’ha ricordato quell’altra meravigliosa persona che è Blaze Bayley, in riferimento agli stacchi parlati ovviamente.

    Un gruppo veramente da conoscere, da approfondire e da supportare, divertentissimi e foganti come pochi.

    Ora comunque mi fermo e vado a risentire “Bonded By Blood”, perché questo cantante non ha fatto altro che ricordarmi Paul Baloff tutto il tempo…
     
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  13. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    28 Febbraio 2025

    Katon De Pena è un grande, poi è veramente della vecchia scuola, se la faceva con Metallica ed Exodus su e giù per la bay area ai bei tempi.

    Io non li ho mai approfonditi più di tanto, ma adoro questo pezzo

     
  14. PaulThrash

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    Roundabout

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    28 Febbraio 2025

    Mi spiace solo di non essere andato a vedere gli Hirax quando sono passati in Italia qualche anno fa, non credo di sbagliare nell'asserire che sarebbe stata l'unica occasione per gustare Katon & co
     
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  15. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    9 Marzo 2025

    Ho ascoltato gli Hirax nella mia fase thrash, risalente più o meno al 2002-2003.

    Gruppo di terza fascia, per i miei gusti.
    La voce di Katon non mi piaceva per niente.
     

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