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2024: Il meglio ed il peggio di questa annata musicale

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Vittorio, 1 Dicembre 2024.

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    Spiaze

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    20 Dicembre 2024

    Hybrid theory è uno degli album più importanti della mia vita musicali, avevo 15 anni all'epoca e la mia direzione musicale da quel momento è cambiata per sempre. Sono legato ai LP anche se dopo Meteora non li ho più seguiti molto. Questo nuovo album l'ho voluto ascoltare già solo per il fatto che ho apprezzato tantissimo il coraggio di rimettersi in gioco e la scelta della nuova voce. Ci sono 3-4 pezzi del nuovo album che mi hanno riportati indietro di 24 anni..e solo per questo mi tolgo il cappello di fronte a loro che per quanto se ne voglia parlare male rimangono una delle band più iconiche del panorama rock/metal.
     
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  2. The Dweller

    The Dweller
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    21 Dicembre 2024

    Credo sia andata così per davvero tanti millenial, anche fra i metallari
     
  3. requiemscript

    requiemscript
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    Bradipandoom (cit.)

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    21 Dicembre 2024

    L'ORRORE

    Neon nightmare - Faded dream

    I Type O negative son morti con Peter Steele e a nessuno dei membri è giustamente venuto in mente di proseguire...allora ci pensano questi qua a spingersi fino al vilipendio di cadavere. Dei cloni malriusciti senza la minima intenzione di metterci della farina del proprio sacco, a partire dal cantante che imita il buon Pietro al punto da scimmiottarne pure i respiri. E' stato l'unico disco uscito quest'anno a darmi un discreto fastidio.

    MI STAI DILUDENDO

    Ottone pesante - Scrolls of war

    Premetto che non è un brutto lavoro. Solo che io volevo più trombe e tromboni, mentre evidentemente la band ha preferito sbizzarrirsi con effetti e distorsioni varie, al punto da far sembrare tutto fin troppo chitarresco. In più rispetto ai precedenti sembra un po' spaesato riguardo la direzione da prendere. Vabbè, sarà per la prossima volta.

    Warlord - Free spirit soars
    Apprezzo il tributo a Tsamis, così come la qualità dei brani scritti da lui presenti in questo album. Il problema è che tutto ciò che non porta la sua firma sembra opera di una band totalmente estranea. Spero che Zonder abbia la decenza di fermarsi qui dal punto di vista discografico, perchè se l'andazzo dev'essere questo allora non ci siamo.

    CHI SONO? DOVE SONO?

    Lord goblin - Lord goblin

    Essendo un debutto, da qui in avanti tutto può succedere. Da un lato, potrebbero riuscire a limare un po' certe lungaggini, eccessi e scelte insensate (una traccia dedicata per un assolo di batteria? Nel 2024? Veramente?) e mettere così a posto uno dei sound potenzialmente più interessanti che ho scoperto quest'anno; dall'altro lato potrebbero incespicare e finire per perdersi negli eccessi di cui sopra...personalmente credo che a loro farebbe bene tenere a freno certe tentazioni prog e concentrarsi più sull'impatto, almeno all'inizio.

    MA CHE BELLO CHE BELLO CHE BELLO

    Etoile filante - Mare tranquillitatis

    Niente di nuovo sotto le stelle, ma tanto artigianato cosmico fatto come gli astri comandano. Black melodico ben fatto, mai troppo pacchiano o esagerato, con taaaaaanti bei sintetizzatori spaziali come piacciono a me, e anche qualche bell' assolo di chitarra. Già il debutto mi era piaciuto, qui sono migliorati ancora. Avanti così.

    Scavenger - Beyond the bells
    Premetto che tratto questo disco e questa band come se fossero novità assolute e non un'incarnazione di una band veterana che ha perso tutti i membri per strada; non ho ascoltato il loro lontanissimo debutto, quindi non me ne vogliano gli esperti per questa opinione da dichiarato ignorantone. Detto ciò: bello. Mi sembrano un incrocio tra power crucco (ci sento tracce di Blind guardian più stradaioli in certi passaggi) e NWOBHM, con alla voce una losca figura che viaggia perennemente tra lo sguaiato e l'intonato. Spero che non finiscano nel dimenticatoio, che questo è uno dei lavori che mi ha divertito di più.

    Triumpher - Spirit invictus
    Loro sono palesemente all'inizio di una strada che li porterà tra i nomi più apprezzati nell'underground epico, e se continueranno così i nostri timpani ne sentiranno delle belle (e sferraglianti). L'idea di aggiungere altri steroidi ai Manowar si sta rivelando vincente, e gli manca solo un passettino per fare il salto definitivo. Ricordiamoci che sono solo al secondo full lenght in due anni e son già migliorati esponenzialmente.

    EH LA MADONNA

    Hail spirit noir - Fossil gardens

    Loro erano morti. Li avevo ripudiati del tutto dopo quegli obbrobri dei due lavori precedenti, e la cosa mi aveva fatto malissimo perchè li adoravo, Poi si vede che nell'aldilà qualcuno li ha fatti rinsavire, perchè se ne sono tornati con una bomba di album...con sorpresa, perchè non ha niente a che fare coi vecchi Hail spirit noir. Niente più avantgarde sfumato nel vintage, mentre anche qui tante, tantissime passeggiate tra le stelle e deliri cosmici, con pure dei ritornelloni niente male. Da un lato capisci che son sempre loro, perchè certa follia ha un marchio distintivo, dall'altro sono completamente diversi. Bentornati.

    Scald-Ancient doom metal

    Loro erano morti...uno di loro letteralmente. E invece col cazzo. Si son trovati un cantante che, pur non potendo sostituire del tutto un mostro come Agyl, trova una sua dimensione perfettamente calata nel loro sound, finalmente valorizzato da un'ottima produzione, e il risultato è una sequela di mazzate colossali e senza fine che colpiscono dritte nell'anima. I figli di Bathory e Candlemass sono tornati, la guerra per il trono del doom metal più epico può cominciare.

    The foreshadowing - New wave order
    Un ritorno così efficace dopo tutto questo tempo onestamente non me lo aspettavo. Seven heads ten horns mi era sembrato un punto di arrivo difficilmente aggirabile a livello sonoro e temevo che potesse finire male perdendosi in inutili tentativi di superare quel metaforico muro. Invece loro hanno rimescolato le carte in tavola, riproponendo certe orecchiabilità presenti già nel debutto e approfondendone il discorso andando a navigare ancora di più nella loro adorata New wave, mantenendo comunque quel sottofondo apocalittico che si son sempre portati dietro. A questo punto spero tanto che riescano a farsi un giretto dalle mie parti.
     
  4. Vince Summers

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    21 Dicembre 2024

    La mia top 10, rigorosamente in ordine alfabetico:

    Axxis - Coming Home

    Challenger - Force Of Nature

    Daytona - Garder La Flamme

    Fighter V - Heart Of The Young

    Grand - Second To None

    Jim Peterik & World Stage - Roots & Shoots - Volume One

    Leatherhead - Leatherhead

    Nestor - Teenage Rebel

    Palace - Reckless Heart

    Suicide Bombers - All For The Candy


    Rivelazioni dell'anno, Challenger e Leatherhead, entrambi dischi di Heavy/Speed Metal composto, suonato e cantato alla grande.

    Aggiungo tra le rivelazioni i Daytona, anche se si tratta di un "supergruppo", col loro AOR anni 80, lontano da ogni tentazione moderna nell'approccio (riscontrabile in altre produzioni AOR odierne). In tal senso molto buono anche il disco dei Grand, che mi hanno ricordato a tratti i mitici Survivor.

    Fighter V e Nestor due ottime conferme (meglio i primi), e anche il buon Michael Palace tira fuori un disco frizzante ed estivo.

    Gli Axxis tornano un po' allo stile powereggiante di dischi come Doom Of Destiny o Paradise In Flames, dimostrandosi eterni ragazzini.

    Un altro ragazzino è il buon Jim Peterik, che raccoglie vecchi e nuovi amici e tira fuori un disco che è meglio dell'ultimo dei Pride Of Lions. Peccato che la seconda parte del progetto, uscita anch'essa quest'anno, sia molto peggio (degli scarti, immagino).

    Ah, e i Suicide Bombers ovviamente, che come se niente fosse tirano fuori un disco di potente Glam/sleaze come non se ne sentivano da anni!
     
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  5. Vic Rattlehead

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    21 Dicembre 2024

    Preoccupante, per me, che non ne conosca mezzo ma d'altronde sta lista ha anche lo scopo di far conoscere altre band. :ok:
    Magari provo a dare un ascolto a Challenger e Leatherhead.
     
  6. Idol

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    21 Dicembre 2024

    Prova anche gli Axxis, potrebbero piacerti.
    Per il resto sono gruppi Aor, sleaze, massimo hard rock, ovvio che non li conosci;)
     
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  7. Vic Rattlehead

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    21 Dicembre 2024

    Per carità so chi è Jim Peterik eh però in generale hai ragione.

    Leatherhead molto interessanti, i Challenger mi ero scordato di averli ascoltati e la voce non era di mio gusto.
    Gli Axxis no per carità, troppo power ed io con il genere non ci vado più d'accordo.
     
    #202
    Ultima modifica: 21 Dicembre 2024
  8. LucaGiulio

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    23 Dicembre 2024

    Top di fine anno, come sempre, facilissima: se non acquisto significa che non è scattato l’amore.

    Dei 75 dischi presi nel 2024, solo 8 sono usciti nel corso dell’anno, e sono quelli che, per un motivo o l’altro, mi hanno davvero segnato.

    In ordine di preferenza:

    Alcest - Les Chants de l'Aurore – per me l’apice assoluto dell’anno. Il concerto di Milano non ha fatto altro che confermare l’idea che la band sia in stato di grazia: mai, prima d’ora, li ho sentiti così emozionanti, compatti ed efficaci.

    Opeth - The Last Will and Testament – un ritorno così lascia increduli. Anni di delusioni spazzati via da un disco coerente, ma allo stesso tempo fresco, innovativo, potente ed avvincente. Sembra di vivere un film, di cogliere sempre qualcosa di nuovo. Più sedimenta e più mi rendo conto che tra qualche anno non avremo problemi a posizionarlo assieme ai loro capolavori del passato.

    Blood Incantation - Absolute Elsewhere – se n’è parlato tanto. Aggiungo solo che certi album vanno oltre il “banale” giudizio di gusto, sembrano usciti per marcare una stagione, diventare classici e fungere da riferimento per tutti. Questo è uno di quei dischi.

    Borknagar – Fall – album un po’ prevedibile e se volgiamo altalenante, ma alcuni picchi sono talmente alti da cancellare ogni dubbio: ma quanto è speciale Moon? Quando hai Vortex e Lazare in formazione è praticamente impossibile pubblicare qualcosa che non sia quantomeno buono/ottimo.

    DGM – Endless – non c’è nulla di più bello che approcciare un’opera con scetticismo, e trovarsi invischiato nella sua inattesa bellezza. Date un chance a questi ragazzi, perché questo è un disco che può soddisfare fan di Vision Divine e Symphny X, ma anche di Dream Theater, Ayreon e Angra

    Octoploid - Beyond the Aeons – un album per amanti dei primi Amorphis, in particolare del periodo Elegy. Chiamatemi nostalgico, ma questo è proprio quello che vorrei facesse la band madre… un vero viaggio cosmico oltre gli eoni..

    My Dying Bride - A Mortal Binding – non è un mistero che si tratta della mia band favorita. Anche questa uscita mi ha stregato: classe, coerenza, pesantezza. Siamo lontani dai fasti del passato? Sì, ma se questa è una band in crisi… allora ascoltatevi The Apocalyptist, poi ne riparliamo.

    Leprous - Melodies of Atonement – ho cominciato ad apprezzarlo davvero nelle sere autunnali. Quando si discute del futuro del metal qualcuno tira in ballo le contaminazioni con pop, rap e quant’altro. Per me il futuro del metal passa anche da qui.

    Per il resto, annata notevole, che dimostra che il metal gode di ottima salute.

    Non è stato amore vero, ma poco ci mancava, anche per Thy Catafalque, DVNE, Iotunn, Nile, Kanonenfieber, Chapel of Disease, Fleshgod Apocalypse, Myrath, Evergrey, Brodequin e The Foreshadowing (alcuni di questi penso li prenderò in futuro).

    Extra metal trovo sempre meno stimoli, non male il ritorno di Manson, Zach Bryan e Beth Gibbons, ma è davvero difficile che qualcosa mi appassioni tanto.

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  9. Idol

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    23 Dicembre 2024

    Tra i dischi dell'annata mi mancano i Vain, col disco Disintegrate together.
    Su Spotify c'è solo il singolo, qualcuno sa dove lo possa trovare in streaming? Grazie
     
  10. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    23 Dicembre 2024

    Non sembra esserci.
     
  11. Idol

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    23 Dicembre 2024

    :ueeee:
     
  12. Vittorio

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    23 Dicembre 2024

    In ogni caso, posizione dalla 11 alla 20....

    11. Hideous Divinity - Unextinct. Sempre loro, qualità costante e inziano ad avere un buon numero di album sul groppone.

    12. Never Obey Again - Trust. Si può fare Modern Metal di caratura internazionale anche partendo da Voghera

    13. Sabïre - Jätt. Niente di nuovo, ma fottutamente divertenti

    14. INGESTED - The Tide of Death and Fractured Dreams. Il mio preferito in ambito brutalcore quest'anno

    15. Castle - Evil Remains. Heavy doom duo, a breve la recensione

    16. HAUNTED - Stare At Nothing. Non molto inferiori a Messa e Ponte Del Diavolo, forse gli manca il network giusto, venendo dalla Sicilia.

    17. Impellitteri - War Machine. E ascoltatelo 'sto boomer. Non ha nemmeo una pagina Facebook, ma è puro US Heavy Metal.

    18. Brodequin - Harbringer Of Woe. Il miglior brutal death dell'anno.

    19. FLESHGOD APOCALYPSE - Opera. Mi è piaciuto molto il cambiamento che ha dato più responsabilità a Veronica, però in effetti il meglio era già presente nei singoli, per cui non c'è stato l'effetto "wow" che speravo.

    20. IOTUNN - Kinship. Così in basso solo perché ho appena iniziato ad ascoltarlo.

    Special thanks to: Body Count, Fulci, Dark Tranquillity, Judas Priest, The Warning, Necrowretch, Node, Lucifer, Vision Divine, Rage, Scott Stapp, Jerry Cantrell, Kanonenfieber
     
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  13. claudiop7878

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    23 Dicembre 2024

    credevo di essere l unico che avrebbe messo i never obey again in una classifica :zizizi:
     
  14. Vittorio

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    23 Dicembre 2024

    Diamogli fiducia.
     
  15. Apeiron

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    24 Dicembre 2024



    Vafurlogi - Í vökulli áþján
    Ho detto molte volte che reintrodurre melodia nelle frange più estreme del "dissonant" black e death mi sembra la via più interessante da percorrere. Gli Svartidaudi hanno rappresentato l'apice di quest'approccio in ambito black, ma ci hanno salutato proprio sul più bello. Þórir Garðarsson avrebbe potuto rimettere in piedi la band con un altra formazione, ma ha scelto il cambio di monicker. Non a caso, l'approccio è diverso, introverso, malinconico, mi ha ricordato i Blut Aus Nord del secondo e terzo Memoria Vetusta, che forse avevano anticipato questo filone. Una delle cose che ho riascoltato di più quest'anno.



    Aara - Eiger
    Probabilmente andava nella sezione sotto: gli Aara non si sono ripetuti, registrando un album di alto mestiere, ma a cui sembrano mancare i riff memorabili. Ma se la scelta è personale, il loro approccio alla materia black (atmosferico nell'anima, trucido nella forma) è quello che preferisco e il disco rimane fra quelli che più ho ascoltato quest'anno.



    The Omega Swarm - Crimson Demise
    Sostanzialmente sono i Sulphur Aeon, e si sente. Hanno solo messo da parte Lovecraft e spinto di più sull'atmosfera. Beh, fatto sta che l'impatto è enorme, sentite raramente melodie dal sapore tanto tragico, la colonna sonora del collasso dei mondi. Se devo trovargli un difetto è che è "cinematico" fin troppo, a tratti ti vien da pensare ad Hans Zimmer (e no, non è un bene), ma solo a tratti. Per il resto è black-death sulfureo e senza sconti.



    Kanonenfieber - Die Urkatastrophe
    La prima guerra mondiale è più black della seconda, e i Kanonenfieber lo hanno capito meglio di tutti, con un disco che è uno schiacciasassi che sa di fango e trincee, con tutta l'energia e la teatralità del passato, ma anche con una ricchezza melodica (quasi melodeath) che in passato a questi ragazzi tedeschi mancava. Il risultato è esaltante.



    Conifère - L'Impôt du Sang
    Non fatevi traviare dalla copertina, che sembra provenire da un demo black dei primi anni novanta, ma stranamente a colori. Si, può esserci qualcosa del "raw" black rozzo, può esserci qualcosa di un approccio quasi punk, ma ci sono anche finezze che non ti aspetteresti ed un rifferama fra i migliori sentiti da tempo. Un disco che da grandi soddisfazioni, che una volta finito vorresti rimettere subito su.

    Songs of Blood and Mire, by SPECTRAL WOUND

    Spectral Wound - Of Blood and Mire
    Forse (si vedano in questa lista Conìfere, Cantique Lepreaux, SIG:AR:TYR) questo è l'anno del Canada. Gli Spectral Wound non mi avevano mai convinto del tutto, ma con questo album hanno affinato il loro stile diretto, melodico, moderno ma fedele alla linea. Obiettivamente una delle uscite dell'anno nel genere.

    Citadel of Stars, by SIG:AR:TYR

    SIG:AR:TYR - Citadel of Stars
    In genere il viking in paesi in cui i vichinghi non ci sono stati mi convince poco, ma il Canada ha avuto pure i Vichinghi. Stupidaggini a parte, Citadel of Stars si segnala per il carisma, il suono denso e scuro, le aperture atmosferiche e il gusto melodico indiscutibilmente canadesi.

    Tassel of Ares, by Serpent Column

    Serpent Column - Tassel of Ares
    Math-core black nella mia lista? Si, ma chiariamo, qui del "math" ci sono solo i contorcimenti ritmici (che mi sono sempre piaciuti), il cuore è black, con i riff (anche belli melodici), con quel sapore arcano che non sa di alienazione urbana ma di caro vecchio inferno dantesco. D'altronde a tratti siamo vicini ai Deathspell Omega, a tratti ad altre realtà francesi più canoniche (anche se i nostri sono statunitensi). Potrebbe anche rientrare in quel filone di "dissonant-non-più-dissonant" a cui facevo riferimento in apertura.

    Drawbridge To Citadel Of No More Dawn, by Morcolac

    Dusktone - Drawbridge to Citadel of No More Dawn
    È solo un EP, ma merita di stare qui. Uno dei migliori esempi del nuovo meloblack virato in chiave fantasy-nerd statunitense - solo che loro sono italiani. C'è tutto il fascino dell'estetica dungeon synth, quella di un vecchio fumetto o videogame fantasy ricordato in dormiveglia con gli occhi dell'infanzia, ma con in più il metal. E i riff. E che riff!

    Nomad, by DARKESTRAH

    Darkestrah - Monad
    I Darkestrah vengono dal Kirghizistan, ma non sono dei pischelli e sono riusciti da tempo a sopravvivere alla curiosità effimera che poteva derivare dall'esotica collocazione geografica. Adattare il black metal, nato fra foreste e catacombe, alle desolate, immense pianure dell'Asia centrale richiede un talento che va oltre l'omaggio diligente. I Darkestrah si sono rivelati ancora una volta all'altezza.

    Harbinger of Woe, by Brodequin

    Brodequin - Harbringer of Woe
    Una macchina tritacarne, davvero, sarà una metafora banale ma non riesco a pensarne altre. I Brodequin sanno come iniettare melodia nel più brutale brutal death metal, non per alleggerirne, ma per potenziarne ulteriormente l'impatto. Un apice di quest'anno e mi sembra che siamo tutti d'accordo.

    OMEGON, by Wormed

    Wormed - Omegon
    Ah, che soddisfazione i Wormed! Non pareva esserci nulla di buono da sperare dopo la morte di un batterista insostituibile come Guillermo Calero, dopo un album-limite come Krighsu, ma i nostri hanno dato prova di invidiabile resistenza. Arruolato un altro fuori-classe a nome Gabriel Valcázar - freddo, preciso, senza il "tocco" di Calero, ma comunque adattissimo alla proposta - i Wormed hanno ampliato coraggiosamente il proprio spettro musicale, rallentando, esplorando paesaggi più compositi e quasi prog. È proprio ora che qualcuno si accorga di loro.

    Cutting the Throat of God, by Ulcerate

    Ulcerate - Cutting the Throat of God
    Bene, qui siamo su un altro piano. D'accordo, CTG è inferiore all'apice precedente, ma ciò che gli Ulcerate stanno facendo ha tutto il sapore di un manifesto. Tornati alla melodia non per annacquare, ma per arricchire il proprio inferno sonoro, i tre neozelandesi ci mostrano ciò che può essere il death e il metal estremo nella sua piena modernità. Un metal che ha messo da parte le prose provocatorie (titolo orrendo del disco a parte), le esaltazioni adrenaliniche, l'oltranzismo adolescenziale, per organizzare il caos in una colata lavica rigorosissima e asciutta, tecnica per necessità e non per sfoggio, impersonale come le forze della natura, annichilente fino all'estasi. Un linguaggio giunto a piena maturazione. C'è da vedere se qualcuno avrà il talento per raggiungerli e superarli, perché ad ora mi sembra che gli Ulcerate corrano soli su una pista tutta loro.

    Weird Tales, by The Vision Bleak

    The Vision Bleak - Weird Tales
    Non sono dei novellini i The Vision Bleak, ma non li avevo mai sentito nominare. Goth-metal a tinte estreme sulla scia dei Tribulation, questi ragazzi tedeschi dimostrano una classe ed un gusto che non è da tutti. Questo è un album da ascoltare seguendo i testi, di sorprendente qualità, un omaggio colto e non banale ad una certa letteratura gotica da cui tutto il metal si è abbeverato. Weird Tales, lo saprete, è la leggendaria rivista su cui pubblicarono gente come Lovecraft e Robert Howard, ma i nostri pescano da nomi meno noti, come l'ingiustamente sottovalutato Clark Ashton Smith. Mother of Toads è forse il suo racconto più disturbante e i TVB lo hanno reso ancora più disturbante.

    Darrkh... It Is!, by Aiwaz

    Aiwaz - Darrkh... It is
    Il prog alla Marillion calato nelle catacombe del doom metal. Dolci e velenose ninne-nanne per moribondi, cantate da una delle migliori voci che abbia sentito recentemente. Forse la componente strumentale-ritmica è meno memorabile di quella vocale e melodica, ma onestamente quest'ultima basta a sé stessa. Peccato per il growl pessimo, per fortuna non si sente quasi mai.

    Stare at Nothing, by Haunted

    Haunted - Stare at Nothing
    Vengono addirittura da Catania questi, ma se ce li presentassero come una band dei bassifondi più tetri di Londra o Brighton non faticheremmo a crederci. In questo doom sulfureo, pennellato di sludge e stoner, non ci trovi neppure una virgola di quel provincialismo tipico delle band nostrane. Asciutto e diretto, senza "trovate" messe lì per far scena, quest'album ha proprio l'odore acre della morte.



    ALTRO
    Vemod - The Deepening
    Il black atmosferico-malinconico-naturalistico come andava forte negli anni '00. Inevitabilmente un po' molle, ma comunque suggestivo.
    Mörk Gryning - Fasornas Tid Un altro dei ritorni di quest'anno. Forse un ascolto più attento potrebbe fargli scalare la classifica, comunque un bell'esempio di meloblack svedese ultraclassico, forse anche troppo.
    Gravenoire - Devant La Porte Des Etoiles EP d'esordio di classicissimo black alla francese, eccellente ma risaputo. Speriamo bene per il futuro.
    Griffon - De Repubblica La Francia non esaurisce mai le carte. Forse manca il quid in più a questo interessante concept storico, ma si ascolta con piacere.
    Paysage d'Hiver - Die Berge Ennesimo ritorno in minore, copia efficace ma con meno carisma dell'inarrivabile Im Wald (comunque meglio dell'inutile precedente)
    Cantique Lepreux - Le Bannissement La scena quebeca sembra veramente un miscuglio fra il "cascadian" nordamericano e la scena francese. O la scena francese lasciata a riverberare per spazi immensi e selvaggi, che in Francia non ci sono. Altro centro dal paese nordamericano.
    Akhlys - House Of The Black Geminus Ma sì, alla fine, preso a sé, è un bell'esempio di black feroce e spaventoso. Solo non paragonatelo ai precedenti.
    Saidan - Visual Kill - The Blossoming of Psychotic Depravity Nessun passo indietro e nessun passo avanti per i Saidan, che si ripetono alla lettera, forse con qualche riff memorabile in meno.
    Vimur - The Timeless Everpresent Bei riff per questo gruppo statunitense, a cui comunque manca un po' di personalità.
    Old Forest - Graveside L'inghilterra non è il paese del black metal, pur avendone battezzato il nome. I nostri, lungi dal cercare una via personale o nazionale, si lanciano sull'omaggio sfacciato, fra atmosfere da b-movie e vecchi castelli diroccati. E ci azzeccano.
    Sarcophagum - The Grand Arc of Madness Altro capitolo del volume "melodia nella dissonanza". Con grande gusto e precisione ritmica, unite alla capacità di tessere trame al contempo feroci e meditative, questi deathsters sono da tenere d'occhio, anche se manca ancora qualcosa per sfuggire alla monotonia.
    Defeated Sanity - Chronicles of Lunacy I fuoriclasse del brutal tecnico e slammeggiante mettono da parte gli sperimentalismi più urtanti per lanciarsi in un assalto maggiormente compatto. Buona decisione, ma è difficile impressionare davvero in un ambito tanto inflazionato.
    Mother of Graves - The Periapt of Absence Fra i recenti, timidi tentativi di far rinascere il death-doom anni '90, i Mother of Graves si segnalano per la capacità di trovare una cifra personale e moderna, che non sacada nel mero omaggio, perfettamente inutile in un genere che fa dell'autenticità emotiva il proprio perno.
    Piah Mater - The Shadow of a Foreign Sun Evidenti seguaci degli Opeth d'annata, questi portoghesi d'indubbio talento trovano la propria cifra in un curioso concept dedicato alla colonizzazione del Brasile.
    Crypt Sermon - The Stygian Rose Ormai abbandonato il doom delle origini, i Crypt Sermon ne mantengono l'anima cupa e dannata, introiettandola in un approccio apertamente epic-heavy.
    Satanic Warmaster - Exultation of Cruelty Celebrazione del più grezzo raw black d'annata, riff ottimi e suono eccelso (nella sua studiata grezzaggine).
     
    #210
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2024
    A corpsegrinder jon, LucaGiulio e claudiop7878 piace questo elemento.
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