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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Dustx85

    Dustx85
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    L'elettrizzante

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    4 Maggio 2024

    Pearl Jam - Dark Matter (2024)

    IMG_20240504_204146.jpg

    Dodicesimo album in studio per il gruppo di Seattle che, dopo l'esperienza positiva di Eddie Vedder per il suo disco solista Earthling, decide di mettersi nelle mani del giovane Andrew Watt, produttore di grido in ambito pop, che annovera nel suo portfolio anche lavori come Hackney Diamonds dei Rolling Stones, Every Loser di Iggy Pop, Ordinary Man e Patient Number 9 di Ozzy Osbourne.

    Dopo qualche suono ambientale e un colpo di stecca da biliardo dell'amico Sean Penn tocca a Scared of Fear aprire le danze in modo diretto e veloce, riportando alla mente i pezzi più tesi di Riot Act.
    In React, Respond i ritmi non calano piazzando un uno-due d'apertura sicuramente incoraggiante. Non impazzisco per il ritornello (mi succede spesso con i pezzi di Ament anche se le canzoni sono accreditate a tutti) ma qui è la grinta che la fa da padrone oltre a un ottimo lavoro del bassista.
    Con Wreckage (proposta come terzo singolo), la band toglie il piede dall'acceleratore sfornando un mid tempo (la loro specialità) di ottima fattura. Le pennate iniziali sono ruffiane perchè richiamano quella Daughter che è spesso il fulcro dei loro concerti. Il resto viaggia sulle atmosfere del Vedder solista ma con alle spalle una band al top della forma che riesce probabilmente a fare meglio rispetto a quella Sirens di qualche anno fa.
    La traccia titolo è stato il primo singolo estratto per presentare questo lavoro. E' la canzone con i suoni "meno Pearl Jam" di tutto il disco. In questo caso si può pensare a un parallelismo con Dance of the Clairvoyants del disco precedente che tanto aveva fatto ben sperare in una svolta ma che è stato solo un fuoco di paglia nel poco apprezzato Gigaton. Qui però non siamo così estremi nei cambiamenti, ci sono tastiere ma anche tante chitarre rock e nel complesso il brano è incisivo, soprattutto inserito in questo punto della scaletta. Qui i suoni effettati riportano a quella "sperimentale" You Are di Riot Act. Il crescendo finale del pezzo si apprezza sempre di più ad ogni ascolto perchè fa aumentare il phatos che viene interrotto dal mid tempo successivo.
    Con Won't Tell ci addentriamo nel blocco più apprezzato dai fan. Qui siamo davanti a un pezzo che starebbe benissimo nel disco omonimo del 2006. Non c'è ombra di dubbio, arrivati fino qui, di trovarsi davanti ai Pearl Jam più ispirati degli ultimi quindici anni almeno.
    Proseguendo questa carrellata si trova un altro pezzo da novanta ovvero Upper Hand, anche questo probabilmente inquadrabile nel mood "Avocado", che continua a mantenere i ritmi abbastanza blandi fino al bel crescendo finale.
    Waiting For Stevie è nata durante le sessioni di Earthling mentre il produttore e Eddie strimpellavano le chitarre in attesa che Stevie Wonder si presentasse in studio per registrare la sua parte di armonica su Try. In questo pezzo le chitarre richiamano il loro amato rock settantiano e potrebbero addirittura riportare ai tempi di Yield (In Hiding), oppure restando sempre nel core di questi pezzi, ai momenti più ispirati di Pearl Jam come Inside Job, Gone, e Come Back, con un assolo di McCready sul finale che sarebbe stato criminale sfumare. Chiusura d'effetto con una coda che richiama il ritornello della canzone stessa.
    Il secondo singolo estratto è stato Running che a primo impatto non aveva lasciato un'ottima impressione ma che a questo punto del disco guadagna punti e fa risalire di parecchio la velocità. E' un'iniezione di adrenalina in un pezzo punk rock, elemento classico della band, con un'apertura nella parte centrale per chiudersi a tutta velocità come una Lukin.
    Andrew Watt conosce i suoi polli (i potenziali ascoltatori, ma soprattutto i fan) e quindi piazza a questo punto della scaletta Something Special, pezzo dal mood tra gli anni cinquanta e sessanta che riporta alla mente alcune cover proposte in passato e molto amate dai fan come Last Kiss e Soldier of Love. Il testo é trascurabile, forse tra i peggiori del disco, in cui Eddie fa il papà comprensivo, fiero e apprensivo allo stesso tempo. Niente di straordinario ma molto orecchiabile.
    Con Got to Give ritorniamo nei territori del Vedder di Into the Wild, un grintoso mid tempo semi acustico in cui Matt Cameron pesta con un certo divertimento. Parte della melodia della strofa ricorda i Pink Floyd di Take it Back.
    La chiusura è del disco é lasciata a Setting Sun che parte soffusa come una Parting Ways (da Binaural) per trasformarsi in una delle migliori canzoni del disco sia dal punto di vista compositivo che di performance. Ottima apertura del ritornello e un crescendo di emozioni che si placano nelle sussurrate parole di chiusura "Let us not Fade". Quindi non resta che rimettere su questo disco e sentirsi nuovamente in pace col mondo e con i Pearl Jam, specialmente con Vedder.

    Ci sono parecchie critiche alla produzione, o per meglio dire ai suoni del disco, ma io ho trovato solamente chitarre secche e chiare e un sound di facile ascolto.
    Probabilmente questi difetti sono imputabili all'eccessiva stratificazione di strumenti (diverse chitarre e tastiere) sommata alla compressione "Loudness War" che appiattisce un po' le dinamiche e sacrifica i suoni.
    Il produttore riesce a ringiovanire il gruppo di circa una ventina d'anni riportandolo in un periodo temporale che abbraccia Binaural e l'album omonimo del 2006 con qualche fuga nella discografia solista di Vedder.
    Ha i suoni aperti che avrebbero meritato Binaural e Avocado e una durata più consona che avrebbe alleggerito Riot Act. Ma soprattutto un'ottima performance vocale di Vedder, sicuramente la migliore da Backspacer, un McCready ispiratissimo e una sezione ritmica impeccabile.

    In definitiva si sente che questo è un disco prodotto da un fan (della mia generazione) che, probabilmente, come tanti di noi pregava che qualcuno ci restituisse i "nostri" Pearl Jam. Secondo me il compito è ampiamente riuscito e credo che dovremmo solo ringraziarlo per la passione (e l'astuzia) che ha infuso in quest'opera che spazza via tutti questi anni di "delusioni".
    GRAZIE ANDREW, GRAZIE PEARL JAM.
     
    #2266
    Ultima modifica: 4 Maggio 2024
    A Dwight Fry, Carnival900 e Vittorio piace questo elemento.
  2. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    4 Maggio 2024

    Mettila anche nel relativo topic che è un mortorio.
     
  3. Dustx85

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    L'elettrizzante

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    4 Maggio 2024

    Spione
     
  4. otrebla86

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    Soldier of Fortune

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    5 Maggio 2024

    DVNE - Voidkind (2024)

    [​IMG]

    I Dvne si sono formati nel 2013 e hanno all'attivo 3 album. Le tematiche sono prettamente Sci-fi che spaziano spesso sul mistico/religioso.
    E' un progressive metal abbastanza post, molto atmosferico e suggestivo, accordi prevalentemente minori e, sempre mia personalissima opinione, mi ricordano molto gli Amon Amarth.

    In verità questo album lo trovo con alti e bassi, alcune canzone monotone, altre trascinanti e godibili. Ma la vera perla del disco è Plērōma, songwriting di alto livello, strofa e ritornello memorabili, ottimo riffing. Penso che l'ascolterò spesso.


    Voto, per eccesso perché 3 mi sembrava troppo poco: 3.5/5
     
  5. ReignInBlood_1986

    ReignInBlood_1986
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    De la Coronilla y Azevedo

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    5 Maggio 2024

    Come fa a ricordare gli Amon Amarth un gruppo progressive post metal?
     
  6. otrebla86

    otrebla86
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    Soldier of Fortune

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    6 Maggio 2024

    Il post metal è un miscuglio di vari generi, fra cui anche metalcore che è un po' imparentato con il melodic death. Poi è una sensazione
     
  7. Ωmeditant

    Ωmeditant
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    6 Maggio 2024

    voidkind per me deludente, molto lontano dall'eccellenza dei 2 full precedenti. Si sente che è fatto da musicisti di livello ma non c'è niente che mi esalta. Salvo pleroma e pochissimo altro

    poi, siccome non scriverò più nei topic musicali soliti (tranne forse in 2, prog e metalcore) a causa della presenza per me insopportabile di un utente, e non solo (troppi topic specifici, più degli utenti, troppa dispersione, confusione, ecc), c'è qualcuno interessato a commentare il metal estremo, il mondo doom e dintorni?
    Io potrei passare ogni tanto qui a fare un riassuntino, vorrei capire se ne varrebbe la pena
     
  8. The Dweller

    The Dweller
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    6 Maggio 2024

    Un pò lo penso anch'io che ci sono troppi topic specifici, ne ho aperto uno anch'io ma forse è stato un errore. Comunque esiste la funzione ignore se vuoi evitare un utente in particolare
     
  9. Ωmeditant

    Ωmeditant
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    Guest

    6 Maggio 2024

    lo ignoro già ma gli altri no, quindi vedo sempre delle discussioni che non capisco
     
  10. Carnival900

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    7 Maggio 2024

    Riot - Nightbreaker (1993)

    IMG_5893.jpeg

    Da quando l’ho sentito per la prima volta, quando l’ultimo decennio era ancora ai suoi albori (2012) ho consumato le cuffie per giorni e settimane di fila. Anche se sarebbe più corretto dire notti, a Firenze, per la precisione.

    Ora, ad oltre una dozzina di anni da quegli ascolti, a 31 anni dalla pubblicazione originale dell’album, con una situazione personale, privata ed economica completamente differente, vivendo in un territorio altrettanto differente, la magia di questa stupenda ora di musica è rimasta immutata e questo album continua ad essere il mio preferito di questa meravigliosa band. Non è sicuramente il loro migliore, tra i precedenti e i successivi infatti si possono trovare voci univoche a smentire il mio favoritismo. Ma per me, nel suo, “Nightbreaker” rimane perfetto.

    Un inizio con “Soldier/Destiny” è subito si capisce che anche se non c’è (il Dio) Tony Moore alla voce, questo quarto cantante, tale Mike DiMeo, è la scelta azzeccata e le canzoni sono di una bellezza unica. Del resto l’altro Dio, fondatore, chitarrista, leader e principale compositore è ancora lì, ovvero il compianto Mark Reale.

    Come terza canzone viene piazza la cover dei Purple “Burn”, più bella cover di sempre della canzone, e una delle migliori cover di sempre, a mio modesto parere. Dopo questa tripletta da sogno si prende fiato con “In Your Eyes”, ballata strappalacrime a cui è impossibile resistere e poi via di nuovo di corsa con la title track, che anticipa qualche lavoro alla batteria di Painkiller, e “Medicine Man”. La classe che è presente qui è semplicemente assurda, metà album andato, una canzone dietro l’altro, zero filler, e il meglio deve ancora venire.

    “Silent Scream” è probabilmente la mia canzone preferita dell’album, la posto infatti sotto come rappresentativa (ai posteri l’ardua sentenza).

    Si riprende fiato (necessario, dopo tale goduria, per poter godere di nuovo) con la cover di “A Wither Shade of Pale” e si conclude in bellezza con “Magic Maker” (il titolo è tutto un programma), la ormai classicissima “Babylon” e il rifacimento di Outlaw, quarta traccia di “Swords and Tequila”. I Riot in due canzoni, praticamente, ottime per i neofiti.

    Il gruppo andrà avanti con questo cantante fino al nuovo millennio, ma questo livello purtroppo non sarà mai più raggiunto (nonostante dischi medio/ottimi) e si dovrà aspettare il rientro di Tony Moore con “Immortal Soul”, che allo stesso tempo sarà l’epitaffio di Reale, per potere di nuovo assistere ad un album di queste proporzioni. Ovviamente Moore vocalmente è unico, il suo range di voce è difficilmente imitabile da chiunque, ma questo album, queste canzoni, questo Mike DiMeo, se domani facessero un tour di questo, andrei a vederli anche in Australia!


     
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  11. Sinner

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    Gloria Cremisi

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    7 Maggio 2024

    La copertina con lo squalo e' figa, purtroppo io ho l'ultima versione uscita col cartonatino sega.

    L'album non e' tra i miei preferiti del gruppo, non apprezzo troppo Di Meo, spesso lo trovo privo di nerbo. Comunque le canzoni ci sono, anche se avrei preferito un po' piu' di velocita'
     
  12. Carnival900

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    7 Maggio 2024

    Quello con la copertina con lo squalo lo inseguo da anni, ma le cifre e le provenienze sono purtroppo ancora proibitive! Tra l’altro valore aggiunto a mani basse (non se infatti se con un altra copertina l’avrei apprezzato nello stesso modo).:innocent:
     
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  13. Dwight Fry

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    7 Maggio 2024

    Proprio ieri ascoltavo il live "Shine on", preso di recente in CD.

    Io amo MIke DiMeo, lo preferisco a Todd per via del timbro vocale più caldo e blues.
    "Nightbreaker" non lo ascolto da anni, purtroppo anch'io l'ho recuperato nella versione sottiletta della Metal Blade (mortacci loro), per fortuna all'epoca c'era Dodax e con 6-7 euro te la cavavi.
    Gran disco anche per me, per quanto non saprei sceglierne uno tra i primi 4 con DiMeo al microfono, tutti molto significativi per la mia crescita metallara. Forse "Inishmore", anche per questioni affettive.
    Comunque Riot = band immensa, e Mark Reale nella top ten dei più grandi chitarristi metal di ogni epoca.
     
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  14. Vince Summers

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    7 Maggio 2024

    Non sottovalutiamo DiMeo però, anche se ha una voce meno squillante rispetto a chi lo ha preceduto.
    Sentitelo sulla cover di A Wither Shade Of Pale, è mostruoso!
     
  15. Carnival900

    Carnival900
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    7 Maggio 2024

    Non ci crederai ma lo sto ascoltando ora, sta finendo „Danny Boy“ (a cui seguirà „Liberty“) :seghe:
     
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