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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Vic Rattlehead

    Vic Rattlehead
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    27 Aprile 2023

    Tiè
    Zeno Morf - s/t, CD
     
  2. Carnival900

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    27 Aprile 2023

    Minchia che sito interessante, coi dovuti filtri ha trovato ben 40 cd heavy sotto i 5 euro, roba anche a due euro per dire.
     
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  3. Vic Rattlehead

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    27 Aprile 2023

    Già mi sono preso le maledizioni di @Dwight Fry :rotfl:
    Almeno te l'hai presa bene!
     
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  4. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    27 Aprile 2023

    Anche a me, ho il loro debutto ed è davvero bello
     
  5. Dwight Fry

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    27 Aprile 2023

    Quelle arriveranno se e quando farò un ordine.
    Per ora mi limito alle parolacce.
     
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  6. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    27 Aprile 2023

    Tentation, “Le Berceau des Dieux” (heavy metal, 2021)

    [​IMG]

    Album di debutto di una formazione francese (consigliata dal buon @Vic Rattlehead ) che fin dall'inizio mi ha ricordato alla lontana un altro gruppo. Ovviamente ho pensato in primis a Sortilege e ADX ma non erano loro. Poi l'illuminazione: i Blitzkrieg! In alcune linee vocali, in certi fraseggi acustici e negli acuti in falsetto dell'ultimo brano (ma più in generale nelle linee vocali), ho percepito lo spirito oscuro di Brian Ross, rielaborato con personalità dai Tentation, i quali tendono all'epico ed evitano sterzate in territori thrash.

    Il buon Ricetti ne aveva già parlato qui su TM:
    Recensione Le Berceau Des Dieux - truemetal.it
    e il sunto della recensione è tutto in una frase: album fresco, potente, che non annoia.

    Verissimo. Sebbene i Tentation suonino un genere i cui canoni sono stati formalizzati decenni fa, e al di là di ogni possibile deja-vù, questo album spacca. Niente di nuovo sotto al sole ma tante belle canzoni.
    Gruppo intelligente: consci di dover rimestare tra riff e strutture già note, i quattro francesi aggiungono sempre qualcosina, dall'accelerazione inaspettata alla strumentale acustica all'inserto di tastiere/organo. Molto belli gli assoli di chitarra (su quel fronte invece mi sono venuti in mente spesso i primi Elixir) e cantante normodotato che affronta le strofe in modo incisivo, senza andare al di là delle sue non ampissime possibilità.
    Da notare che l'idioma francese si nota appena, è uno di quegli album che funziona perfettamente anche in una lingua diversa dal solito inglese.

    Buonissimo album, quindi. Per ragioni di tempo non ho potuto ascoltarlo più di tre volte (quelle che leggete sono prime impressioni o giù di lì) ma mi è rimasta addosso la voglia di riascoltarlo, quindi credo di poter garantire anche sulla sua longevità.

    Canzoni migliori? Per me “La chute des titans”, la semi-ballad “Baldr” e la fomentante “Heavy metal” (con un paio di ospiti al microfono).

    Se il prezzo calerà farò senz'altro un pensierino sull'acquisto del CD, attualmente si trova a 13 euro nello store della Cruz del Sur:
    TENTATION "Le Berceau Des Dieux" CD
    e a 16 in quello della Hellion:
    TENTATION – Le berceau des dieux CD › Hellion Records
     
    #1611
    Ultima modifica: 30 Aprile 2023
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  7. Vic Rattlehead

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    27 Aprile 2023

    Felice che ti sia piaciuto, mi ha colpito al primo ascolto ed ero sicuro che avresti apprezzato ;)
     
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  8. Dwight Fry

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    30 Aprile 2023

    Apprezzato un bel po', ho interrotto gli ascolti perché spero di godermelo in CD prima o poi.
     
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  9. Dwight Fry

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    30 Aprile 2023

    Bad Religion, “Against the grain” (hardcore-punk, 1990)

    [​IMG]

    Quinto album della formazione californiana, 35 minuti spalmati su ben 17 brani.

    Qualcuno sostiene che i pezzi dei Bad Religion si somiglino tutti e in parte (solo in parte) è vero, del resto lo stile è quello, un po' come per gli AC/DC e i Motorhead, ma se uno ascolta la discografia dei Bad Religion si accorge di quante piccole evoluzioni si sono succedute nel tempo.

    L'album in questione è veloce e diretto, a fare la differenza sono i tempi medi e le linee vocali, non a caso curatissime. Giustamente passate alla storia “Modern man”, l'atipica “Anesthesia”, la spassosa “Flat Earth Society” (che prendeva in giro i terrapiattisti già nel 1990),
    i 57 secondi puramente hardcore di “The Positive Aspects of Negative Thinking”, la title track e il grandioso tempo medio di “21st Century Digital Boy”

    Ammetto di avere un debole per la voce punk di Greg Graffin, obiettivamente tra le poche dotate di personalità e in grado, col supporto della band, di esibirsi in ottimi ritornelli e grandi armonizzazioni, a livello di metrica possiamo considerarlo il Martin Walkyier del punk.
    I testi vertono come al solito sui temi cari alla band, tutti incentrati sulla diseguaglianza sociale (“Unacceptable”), sull'anti-oscurantismo e in generale sulle battaglie care all'umanesimo contemporaneo. Tutto pane (gustosissimo) per i miei denti.

    Grand'album, l'ultimo della mark II/III.

    P.S.
    “21st Century Digital Boy” verrà risuonata pochi anni dopo per l'album “Stranger than Fiction”. Girarono anche un videoclip d'effetto, in stile “Poltergeist”
    ma io preferisco la versione originale.
     
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  10. The Dweller

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    30 Aprile 2023

    È un grande album, a me piacciono soprattutto le prime due canzoni e l'ultima. Comunque sulla Cruz del sur sta a 13 €

    Disco bellissimo, ha agganciato No Control nelle mie preferenze con gli ascolti, è forse un pelo più melodico ma si tratta di sfumature. Adesso mi manca Suffer per completare il terzetto
     
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  11. Dwight Fry

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    30 Aprile 2023

    Ho editato, grazie per la dritta.
     
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  12. Idol

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    3 Maggio 2023

    [​IMG]

    LOCK UP - SOMETHING BITCHIN THIS WAY COMES

    Tutti conoscono Tom Morello (spero:lookaround:), prima nei Rage Against the Machine, poi negli Audioslave e poi come solista.
    Pochi però forse sanno che Tom il suo esordio è con un altro gruppo, i Lock Up (non quelli death, grind o cosa sia quella roba lì), un gruppo di funk metal che pubblico' il suo unico album nel 1989.
    La formazione oltre a Morello alla chitarra era composta dal cantante Brian Grillo, dal bassista Chris Beebe e dal batterista Vince Ostertag.
    Come detto lo stile era un funk metal che in pratica anticipava quello che verrà di lì a qualche anno. Il basso, accompagnato dalla batteria, detta i ritmi, in cui Morello cesella i suoi riff.
    C'è da dire che quasi non si riconosce lo stile di Tom, quello che poi troverà spazio dai RATM in poi, soprattutto negli assoli, molto più "normali", e solo in alcune canzoni si possono intravedere i suoni che userà.
    Nel disco grande protagonista è il cantante Grillo, che aveva una voce molto soul, ma che cantava anche con metriche quasi rap/hiphop in talune canzoni.
    Everywhere I go it look likes rain è la canzone più lenta e profondamente soul del disco, per il resto lungo le altre undici tracce si trovano trascinanti canzoni con riff hard rock/metal spesso mischiati con tipici hook funk, con le prime tre probabilmente tra le migliori.




    Nonostante fosse uscito per la Geffen ovviamente il disco non ebbe il minimo successo ed il gruppo si sciolse, anche se in questo caso fu una fortuna visto cosa farà Morello di lì a poco.
    Però il disco ha un suo perché e consiglio vivamente l'ascolto, per scoprire che aria tirava alla fine degli anni ottanta.
     
  13. ReignInBlood_1986

    ReignInBlood_1986
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    De la Coronilla y Azevedo

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    3 Maggio 2023

    Grindcore, death/grind... Grande gruppo comunque, grandi album
     
  14. Dwight Fry

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    7 Maggio 2023

    Titan Force, “Titan force” (1989, US power)

    [​IMG]

    Mai stato un grande fan dei Titan Force ma qualche mese fa ho adocchiato l'esordio omonimo a pochi euro, a una fiera del disco. Ho deciso di comprarlo, perché l'ascolto su CD (ormai mi conosco) mi permette di entrare meglio tra le note di un album e la necessità di dare un senso ai soldi spesi elude il pericolo dell'accantonamento dovuto a prime, superficiali impressioni (quelle che scaturiscono dai due ascolti iniziali, per capirci).
    Qui il discorso è un po' diverso perché “Titan force” lo conosco da tanto e mi è sempre piaciuto discretamente, quindi l'idea era più che altro quella di verificare se nel 2023 potesse piacermi di più, grazie anche alla possibilità di un ascolto lento e ragionato.

    La risposta è . L'album è senz'altro cresciuto, ma non tantissimo: in un'ipotetica playlist sull'US power, oltre alla fantastica “Blaze of glory”, che amo da anni, oggi aggiungerei almeno “New age rebels” (fantastico il coro/ritornello in chiusura) e “Chase your dreams” (pressoché perfetta).
    L'idea generale che ho dell'album, però, resta immutata: qualità medio-alta, Conklin fantastico, ma al di là di pochi episodi isolati non si raggiungono i picchi dei veri classici dell'US power.
     
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  15. Carnival900

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    8 Maggio 2023

    King‘s X (1979-oggi)

    [​IMG]

    I King’s X hanno inventato il grunge”, così diceva Jeff Ament, bassista dei Pearl Jam, poco più di trent’anni fa.

    Dichiarazioni contestabili certo, fatto sta che questi King’s X sono un gran gruppo. Peccato per il nome, poco iconico a dir poco (come gli Y&T, altro grande gruppo ma se forse si fosse chiamato in un’altra maniera avrebbe avuto tutt’altro successo), anche se un libro non si dovrebbe giudicare dalla copertina.

    Ad ogni modo, trattasi di un power trio di culto statunitense formatosi quasi 45 anni fa coi primi album che arriveranno però solo negli ultimi due anni degli anni ‘80.

    Si tratta di una sorta di alternative metal suonato con gran classe, precisione e maestria, quindi probabilmente anche progressive allo stesso tempo.
    Io non sono un gran esperto né dell’uno né dell’altro genere, quindi più di tanto non posso “descrivere”, ma il terzo album (“Faith Love Hope”) e quarto (omonimo) mi sono piaciuti così tanto che quasi quasi avrei voglia di approfondirli, questi generi.

    Tanta classe, nei ritmi, negli assoli, nella voce, nelle costruzioni articolate dei pezzi. A momenti mi hanno ricordato i Rush, se mi possono permettere un paragone azzardato.

    Anche il quinto album, “Dogman” (1993) è molto buono, anzi, è proprio qui magari che l’accostamento col grunge diventa più marcato (mettere su una “Go To Hell” a caso per rendersene conto).
    Anche se comunque bisogna dire che in quegli anni lì, più di una band ha provato a cavalcare la corrente di Seattle.

    Dopo un ultimo album con un’etichetta importante, nel ‘96 con la Atlantic (“Ear Candy”) i King’s X hanno eseguito il passaggio di millennio con la Metal Blade.

    Metal Blade che li accompagnerà fino alla fine del primo lustro del nuovo decennio, facendo culminare col loro primo live album, un’era composta da quattro album di stile sostanzialmente diverso rispetto a ciò che era stato fatto fino ad allora. Sono stati infatti introdotti inserti elettronici e un genere più marcatamente rock.

    Metallo che quindi viene messo da parte in favore di un rock simile a Pearl Jam e compagnia. Musica a tratti delicata ma sempre molto buona. Di questi album mi sono piaciuti particolarmente “Black Like Sunday” di vent’anni fa, uno degli album più pesanti della loro seconda parte di carriera e “Three Sides of One”, uscito lo scorso autunno. (“Black Like Sunday” che comunque constatava di pezzi originariamente concepiti nei primi anni della band.)

    Consigliati agli amanti della musica di classe e del post grunge.




    Pretty Maids (1981-oggi)
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    Chris Boltendhal! Sono state le due parole che mi sono instantemente venute in testa quando ho sentito per la prima volta le urla di Ronnie Atkins, contenute nei primi due album di questi Pretty Maids (mettere play nel loro primo video linkato sotto per credere), gruppo danese formatosi la bellezza di 42 anni fa!

    Similitudini che sostanzialmente si andranno a concludere lì visto che in verità la proposta dei PM è ben diversa da quella dei GD.

    Primo album, “Red Hot and Heavy” praticamente NWOBHM in ritardo e a qualche migliaio di miglia di distanza.
    Heavy quindi classico che aumenta subito di personalità con i successivi “Future World” e “Jump the Gun/Lethal Heroes”, entrambi grandiosi esempi di metallo con inserti melodici.

    Ottimo anche il quarto, “Sin-Decade”, disco molto più duro dei precedenti con i Pretty Maids che poi sembrano quasi in procinto di infilare il quinto grande album di fila. Così non sarà però, perlomeno secondo me, con “Scream” che è buono soltanto per metà (grandiosa traccia titolo comunque, una delle più belle del loro intero repertorio).

    Da lì in poi si sono susseguiti altri quattro album purtroppo non presenti su Spotify (Ronnie James benedica YouTube:pray:).

    Di questi, pollice su per l’eccezionale finale di millennio (Anything Worth Doing Is Worth Overdoing), del quale si è parlato anche qualche pagina fa e motivo principale del mio (secondo tentativo ma primo vero) interessamento per la band.

    “Spooked” così così, ammodernamenti del suono secondo me non hanno giovato molto a questa band (anche se pur sempre meglio della per me, non troppo buona virata melodic rock, tuttora in corso, che intraprenderanno dopo).

    Del nuovo millennio infatti mi viene da segnalare (nel senso di pollicione sù sù) solo Carpe Diem (2000), Wake Up ti The Real World (2006) e Pandemonium (2010) con in particolare modo quest’ultimo facilmente accostabile alla magistralità dei primi album! Perché dopo si siano messi a fare un generico melodic hard rock non mi torna, so solo che i Motherland o Kingmaker a caso (giusto per citarne due dell’ultima dozzina d’anni) sono stati uno sbadiglio dopo l’altro.


     
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