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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Textures

    Textures
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    4 Febbraio 2023

    Lo comprai all'uscita....bellissimo!
     
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  2. ReignInBlood_1986

    ReignInBlood_1986
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    De la Coronilla y Azevedo

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    5 Febbraio 2023

    Ultimamente ho ascoltato e riascoltato il primo album (nonché omonimo) dei Galactic cowboys del 1991, proposti dal nostro idolo Idol, dopo averlo solo ascolticchiato appunto quanto ne fu scritto qua

    Viste la durata e la mole di musica che contiene non basta un attimo, serve un po' di tempo. Ho fatto fatica ad assimilarlo, perché si passa attraverso tanti tipi di musica: dalle sfuriate controllate tipicamente metal alle aperture melodiche ai confini del rock melodico. Ecco, ho fatto fatica inizialmente ad apprezzare tali momenti così melodici e leggeri, ma ce ne sono di clamorosi. Certamente non ogni singolo istante di un album così lungo e variegato può piacere, ma certe soluzioni bellissime compensano quelle che piacciono meno. Il ritornello melodico della traccia #2 "My school" con quell'intreccio morbidissimo di voci è uno dei miei momenti preferiti dell'album, ma dall'iniziale "I'm not amused" fino alla conclusiva "Speak to me" (linkata dall'Idol) sono tutte ottime canzoni.

    In definitiva comunque direi - tenetevi forte - che si potrebbe parlare di un album progressive metal, proprio per via di tutti quegli stati d'animo diversi tradotti in musica dalla band e tra i quali si passa anche e soprattutto all'interno delle singole tracce.

    Sto ascoltando il secondo, "Space in your face" del 1993, che sembra mantenere sia le (ampie) coordinate stilistiche che l'ispirazione del primo.
     
  3. Dwight Fry

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    6 Febbraio 2023

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    Zeno Morf, “Kingdom of ice” (heavy-power, 2013)

    Terzo album per questa band ormai disciolta, tra le poche a proporre qualcosa di non-estremo lì in Norvegia.

    Ascoltato a un solo anno di distanza dall'acquisto del CD, devo dire che ancora una volta ho avuto qualche difficoltà con la voce strozzata e baritonale del cantante, un po' strana nel contesto. Ci si abitua, comunque, anche perché i cori rudi, vichinghi, lo supportano a dovere nei pezzi migliori dell'album, 'Hammersquad' e 'The home of the brave':
    che pur restando nei margini del power-heavy giocano bene con l'epicità, ti danno quasi la sensazione di attraversare la tundra con passo marziale.

    Il tipico album che si ascolta un tot di volte, cresce, poi si mette da parte e chissà. Nel mentre tiene buona compagnia. Rimane il neo della voce ma nel contesto dell'heavy metal battagliero alla Grave Digger preferisco un cantante limitato piuttosto che sorbirmi le solite voci femminili alternate a quelle maschili in growl.

    Unica nota davvero stonata: il furto ai danni degli Holocaust. Che cazzo, dopo che è stata coverizzata dai Metallica la conoscono tutti, 'The small hours'! Potevano saccheggiare un riff meno noto, almeno.
     
  4. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    6 Febbraio 2023

    Galactic Cowboys sicuramente un gruppo da riscoprire, che anche io sto riascoltando in questi giorni.

    Vittime di una certa indifferenza ai tempi ma anche di un monicker stupidino.

    No, non sono stupito dalla tua definizione, il termine progressive metal ci può stare benissimo, non per niente aprirono il tour dei Dream Theater nel 1993, pur non potendo essere inseriti nello stesso tipo di filone a livello prog.

    Una data di quel tour, dovrebbe esserci anche Portnoy guest da qualche parte nel video.

     
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  5. Dwight Fry

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    9 Febbraio 2023

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    Bovver Boys, “Tooled for trouble” (2008, punk rock)

    Uno degli album punk-rock (vecchia maniera) migliori che mia sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi. Fulminato sulla via di Damasco dalla rocciosa 'Stupid faces'
    che come ho scritto altrove
    ho deciso di comprare il CD e ho scoperto che l'album contiene un po' tutto quello che cerco in un album di genere, dai testi in pieno stile noi perdiamo ma i perdenti siete voi alle stoccate verso chi parla tanto di rivoluzione e poi abbandona la lotta non appena il sistema asseconda le sue aspirazioni (where are they now?, chiede ironicamente il cantante nell'anonima traccia n. 8).
    Musicalmente, l'album presenta quel mix di aggressività e melodia tipico del punk '77. In effetti echeggiano nomi come Business e Ramones, tra i solchi, ma c'è anche un pizzico di cowpunk (cioè punk addizionato con folk e country) nella conclusiva 'Downtown' e nell'irresistibile 'Rock city':
    La cover di “Pogo in Togo” degli United Balls, già rifatta dai Tankard, è più rock e meno ska rispetto all'originale ma perde inevitabilmente qualcosa, nel confronto. Poco male, l'album non ne risente e nell'insieme conferma una solidità che non pensavo di poter attribuire al lavoro di una sconosciutissima band tedesca.

    Pagato letteralmente 2 euro, arrivato in condizioni perfette da Medimops nonostante si tratti di un digipack. L'elenco dei brani riportato sul retro è sbagliato: anche questo è molto punk.
     
  6. Dwight Fry

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    12 Febbraio 2023

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    Tribulance, “Trials & Tribulations” (1995, US power metal)

    Curioso il rapporto di amore/odio che ho instaurato con questo album, comprato l'anno scorso quasi per scherzo: il prezzo era ridicolo e in più era indicato come power americano, lo lasciavo lì?

    Su YouTube l'album non c'era, all'epoca, a parte un brano: una cover della famosissima 'La bamba', che io sappia l'unica mai realizzata da una formazione metal (tre membri su quattro dei Tribulance sono di origine ispanica, non a caso):

    Rapporto di amore-odio, dicevo, e il perché è presto detto: la voce del cantante è spesso fuori tonalità, ai limiti della stonatura (inascoltabile in 'Outkast', la cosa bella è che non è stonato), ma apprezzo le canzoni. Beh, non tutte-tutte, ma resta il fatto che una cosa del genere non mi era mai capitata prima, o almeno non nel metal. Ho dovuto sentire l'album una decina di volte per metabolizzarlo però cavolo, nell'ascolto di alcuni pezzi mi ci sono proprio infognato.
    Cioè, il riff portante e il ritornello di 'Hollow dreams' (so many dreams, so many lies!) mi esaltano un sacco, la riffatissima 'Deceitful mind' è una legnata di puro thrash metal
    e la cover di 'La bamba' è simpatica. Poi la band sa il fatto suo dal punto di vista strumentale.

    È ancora attiva, tra l'altro: nel 2016 ha rilasciato un secondo album apprezzatissimo all'estero (qui da noi non l'ha recensito nessuno, del resto come fai a star dietro a tutto?) ma si sono spostati sul thrash puro e secondo me la proposta della band ha perso qualcosa.
     
  7. Dwight Fry

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    14 Febbraio 2023

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    Wildfire, “Brute force & ignorance” (hard & heavy, 1983)

    Piccolo classico della tarda NWOBHM, con Paul Mario Day (già nella prima incarnazione degli Iron Maiden) al microfono. L'ho recuperato in CD pochi mesi fa e per vari giorni è tornato a girare nel mio stereo.

    Il titolo è curioso, considerando che qui di “forza bruta” ce n'è poca. Non che sia per forza un difetto, solo che uno legge il titolo e magari si aspetta una roba alla Jaguar o alla Warfare. Invece il disco in questione resta sospeso tra heavy metal inglese e quell'hard rock melodico che avrebbe rovinato la carriera di parecchie band britanniche, proprio dall'83 in poi, segnando la fine di un movimento che era nato per contrapporsi alla furia del punk e che in un lustro era già approdato miseramente su lidi commerciali.

    I Wildfire però non fecero l'errore compiuto da altri, non iniziarono col metal (di allora) per poi sputtanarsi con l'hard melodico: cercarono subito una sintesi e con ottimi risultati, direi. In quest'album ci sono sia pezzi come 'Victim of love', 'Search and destroy' (altro titolo fuorviante) o 'If I tried', che accentuano le melodie senza però risultare svenevoli, sia pezzi heavy metal al 100% come l'ottima 'Redline'.
    Insomma, le due anime convivono senza calpestarsi i piedi.

    Peccato per la produzione scadente ma l'album merita, anche in virtù del bravo Paul Day al microfono (l'emozionante introduzione a cappella della già citata 'If I tried' ha un piglio drammatico che lo avvicina al soul). Non aveva la strafottenza punk di un Di'Anno o l'aggressività di un Bruce Bruce, però era un gran bel cantante e a breve dovrei tornare a parlare di lui per via di un altro album. Non dico quale per scaramanzia: sfighe permettendo, dovrebbe arrivarmi la settimana prossima.
     
  8. Carnival900

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    16 Febbraio 2023

    Y&T (1974-in attività)

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    Che goduria, questo gruppo americano nato la bellezza di 49 anni fa!!

    I primi due album recitavano in copertina Yesterday & Today, dal nome di un LP dei Beatles. Nome poi abbreviato nel noto e attuale Y&T. Gruppo che dobbiamo ringraziare tra l'altro principalmente per la scelta di Lars Ulrich di diventare musicista e fondare poi i Metallica!

    Ma andiamo per gradi, il debutto è un qualcosa di semplicemente sbalorditivo. Blues, hard rock, e heavy metal vengono uniti in una miscela assolutamente sublime, perlomeno per il sottoscritto.:sbav:
    Gli stilemi tipici della prima metà dei '70 dell'hard & heavy mondiale racchiusi in 40 minuti di pura e vera perfezione. Questo vuol dire nella pratica Whitesnake, Gary Moore, Boston, Triumph, eccetera, eccetera. Assoli, sezione ritmica (batteria di tale Leonard Haze semplicemente da lezioni di musica) riff e vocals di livello eccelso; trovo assurdo aver sentito così poco parlare di quest'album prima d'ora.

    Il secondo bissa sostanzialmente il primo, durando però meno, ovvero poco più di mezzora.

    È invece con "Earthshaker", terzo album e primo col nuovo denominativo accorciato, che si ha a che fare col primo capolavoro. Un album che trasuda HARD ROCK FEAT. HEAVY METAL da OGNI poro. Per non parlare dei primi segnali di quel genere che successivamente diventerà noto con l'appellativo Glam Metal.

    Band stratosferica comunque, negli anni '80 hanno fatto uscire, dopo il già citato e meraviglioso "Earthshaker", la bellezza di altri cinque album in sette anni, tutti lavori di ottima fattura, con presenti alcune canzoni davvero memorabili ("Don't Stop Runnin", "Summertime Girls" e "Contagious", tra le altre).

    Tantissima produzione negli anni '80 quindi, al netto di soli quattro album però negli altri 33 anni, con l'ultimo uscito addirittura nel 2010.

    Tra tutti questi menzione d'onore per esattamente il primo (Ten, del 1990) e l'ultimo (Facemelter, del 2010). Questi due album contengono, tra gli altri, pezzoni come "Going Off the Deep End", "Survive", "Don't Be Afraid of the Dark", "I'm coming Home".

    Questo fa sì che questa band abbia avuto praticamente solo due passi veramente falsi nel corso del loro quasi mezzo secolo di esistenza, e mi riferisco all'accoppiata uscita tra il '95 e il '97. Il resto è infatti semplicemente superbo, roba che fan di Bon Jovi, Van Halen (e sinceramente ci infilerei anche AC/DC e Dio) ma in generale amanti dell'hard & heavy con sonorità tra i '70 e gli '80 si dovrebbero segnare e annotare bene. :deal: Dave Meniketti (il cantante) è realmente uno dei top del campo e la band è tuttora in attività (anche se facente parte di quella categoria di artisti che si esibiscono praticamente solo negli Stati Uniti, complice anche una non-presenza discografica ormai ultra-decennale. Meniketti che tra l'altro sta combattendo contro un tumore bastardo alla prostata da circa un annetto.




    The Darkness (2003-in attività)

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    Ho vissuto la nascita (e la prima morte) di questa band in diretta. Esattamente vent'anni fa :minchiacomecorreiltempo cominciavano ad uscire su MTV dei video bellissimi e sulla radio delle canzoni stupende che avevano un retrogusto di passato, con il gruppo che era però nuovo. Si chiamavano The Darkness e col debutto "Permission to Land" e il seguito "One Way Ticket To Hell... and Back" proponevano musica hard rock (di stampo simil Uriah Heep, AC/DC e altri) con vocals rimembranti vagamente i Queen.

    Band inspiegabilmente sciolta (perlomeno per il me stesso dell'epoca) dopo dei successi sicuramente non piccoli, per poi riformarsi circa dieci anni fa.

    Dei primi due non ho molta voglia di parlare, li conoscevo e riascoltarli non ha fatto altro che peggiorarne il ricordo. Derivativi a dir poco e radiofonici come pochi altri. E il problema sostanzialmente sta lì, infatti per essere radiofonico devi scendere a compromessi, ed è che qui l'hard rock puro deve per forza di cose lasciare spazio a generi più pop-eggianti. Genere assolutamente che ripudio, perlomeno quando fatto da gente che si (auto)proclama Rock & Roll. Ma il modernismo è anche questo, e forse anche ai tempi dei Queen alcuni fan avranno sicuramente guardato storto di fronte ai loro ammorbidimenti successivi agli inizi di carriera.. Li però forse c'erano dei chili di classe in piu. Nei Darkness invece quello che manca è proprio l'originalità, ogni pezzo sa di già sentito (un riff, una parte vocale, un assolo ecc.)

    Band che quindi si scioglie dopo un secondo album assolutamente non all'altezza del primo, anche se le premesse erano ottime (fenomenale la traccia titolo) per poi riformarsi nel 2012 facendo uscire "Hot Cakes", terzo album.

    Da lì hanno avuto una mostruosa regolarità facendo fuori un musica nuova ogni due anni spaccati.

    "Seconda fase" che sembra un po' una versione leggermente più matura e consapevole (e originale) della prima. La band è composta da dei fuoriclasse quali sono i fratelli Hawkins. Il cantante, Justin è davvero una macchina concertistica e ha tutto quello che un frontman dovrebbe avere, voce, carisma, energia, spettacolarità (anche se proprio di recente ha fatto un salto alla David Lee Roth non ottenendo purtroppo esattamente proprio gli stessi risultati).

    In conclusione devo quindi dire che non mi hanno fatto impazzire, alla fine ai tratta di un rock base che solo a volte divaga nell'hard. Sono molto più simili agli attuali Foo Fighters che agli AC/DC, ecco.



     
  9. ReignInBlood_1986

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    16 Febbraio 2023

    I The Darkness mi hanno sempre fatto una brutta impressione, troppo radiofonici e leggerini, e tu hai confermato tutto
     
  10. Vittorio

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    16 Febbraio 2023

    Simpatici i singoli dei primi anni, quelli del loro boom. Poi non li ho più seguiti troppo.

    Comunque, concordo, pop hard rock semplice, sicuramente più adatto al pubblico di Foo Fighters, Green Day, etc.
     
  11. Carnival900

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    16 Febbraio 2023

    Però quando fanno i pezzi heavy sono una goduria, e una "Easter Is Cancelled" a caso è lì a dimostrarlo (titolo fantastico poi, "La Pasqua è cancellata":rotfl:). Peccato appunto questa disomogeneità nei vari album.
    Per dire, hanno addirittura fatto da support act in un tour di Lady Gaga.:roll:

    Recuperate gli Y&T più che altro, fannulloni!
     
  12. Idol

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    16 Febbraio 2023

    Sugli Y&T niente da dire, grande e purtroppo sottovalutato gruppo.
    Sugli The Darkness non sono per niente d'accordo.
    Prima di tutto è uno dei gruppi che ha riportato l'hard rock dove gli spetta, dopo anni di depressione a cominciare dal grunge.
    Secondo, il loro debutto è considerato un quasi classico, di certo derivativo (soprattutto dagli AC/DC e Queen, gli Uriah Heep non c'entrano niente) ma è un concentrato di hard rock con dei pezzi meravigliosi.
    Anche il secondo, più "calmo" e meno d'impatto, ma con una qualità sempre alta.
    Si sono sciolti per scazzi interni, dovuti soprattutto alle dipendenze del cantante, che una volta superate allo riportato alla reunion.
    Gli album post reunion sono molto diversi, con varie influenze, anche pop (d'altronde sono inglesi) ma sempre molto hard rockeggianti.
    Last of our kind è sicuramente il migliore, veramente ottimo, mentre ritengo Eastern il peggiore.
    E comunque non c'entrano niente con Foo Fighters e Green Day, tutt'altro genere, e qualità.
     
  13. Carnival900

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    16 Febbraio 2023

    Gli Uriah Heep di David Byron io invece ce li sento eccome, specialmente in alcuni urli degli album post-reunion. Per quanto riguarda Foo Fighters invece secondo me ti sbagli, mentre per i Green Day te la devi vedere con @Vittorio :lookaround:
     
  14. Idol

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    16 Febbraio 2023

    Gli urli ed il falsetto di Justin sono di derivazione Freddie Mercury, non di Byron
    Basta che senti English country garden, dove fu usato lo stesso pianoforte che usarono i Queen di Bohemian Rapsody.
    Ribadisco che il background dei The Darkness è ben diverso dai FF.
    I Green Day @Vittorio non intendeva come musica ma bacino di utenti, presumo;)
     
  15. Carnival900

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    16 Febbraio 2023

    Minchia mi fai davvero andare a risentire gli album per dimostrarti che ho ragione? Freddie è ispirazione primaria ovviamente ma fidati che in alcune cose io ci ho sentito urla stile "Sunrise" degli Heep.
    Parlo unicamente di voce eh, se non si fosse capito.
     

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