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Coronavirus

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Peste Noire, 31 Gennaio 2020.

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  1. Il Luppoooo

    Il Luppoooo
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    Piglia schiaffone su chiappa

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    6 Marzo 2020

    Cosa ti fa sospettare che i posti in ospedale finiranno entro la settimana prossima?
     
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  2. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    6 Marzo 2020

    Mah, a me più che matematica pare Netflix.:lookaround:
     
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  3. LostMetallerOnTheIsland

    LostMetallerOnTheIsland
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    aka Quorthon40

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    6 Marzo 2020

    Sono reduce insieme ai miei colleghi di 7 giorni di lavoro, 19 ore al giorno. E dopo aver letto e ascoltato qualsiasi cosa, voglio, per quello che faccio, prendermi e prendervi qualche minuto per dire la mia.

    Siamo una massa di imbecilli.
    Imbecilli che potrebbero leggere i numeri di questa emergenza sanitaria, capire e comportarci di conseguenza. Invece - in base a quanto siano coraggiosi o fatalisti - pensiamo a dividerci tra gli strafottenti "ma dai sù, è solo una influenza" e i cagasotto "credo nel complotto e saccheggio il supermercato".

    Una cosa che ho imparato da biologa.
    Capita - eccezionalmente - che i virus si trasmettano da un animale all'uomo, e che - ancora più eccezionalmente - il virus si addatti e si riesca a replicare nell'uomo e si trasmetta da un uomo ad un altro.
    Ma capita. E non è un complotto, è la natura.

    Alcune cose che ho visto in questi giorni - come capo delle operazioni
    di una rete di poliambulatori - in Lombardia.
    Gli ospedali hanno cancellato molte visite (se non stai tanto bene - e vuoi farti un controllo - devi aspettare).
    Gli ospedali hanno annullato molti interventi (se hai un male - anche grave - e ti devi operare devi aspettare).
    Gli ospedali stanno convertendo alcune stanze in terapia intensiva (per intenderci quelle in cui spesso hai un tubo in gola e un ventilatore meccanico che ti fa respirare).
    Gli ospedali non hanno dispositivi di sicurezza (le mascherine che in parte ci siamo comprati) e non se ne trovano perché la sfiga vuole che siano prodotti a Wuhan.

    Perchè?
    Perchè 30 persone su 100 che si prendono il Coronavirus finiscono in ospedale, e 7 - che non deve essere proprio bello - in terapia intensiva (Sì 37!!!).
    E questo comunque la vogliate chiamare: mini-influenza, influenza, super-influenza.

    I numeri - quelli che dovremmo leggere - ci dicono che gli infetti crescono di giorno in giorno intorno al 40-50%.
    E che presto in Lombardia finiranno i posti letto.
    Nonostante siano state cancellate le visite, nonostante siano stati annullati gli interventi e nonostante le nuove stanze di terapia intensiva.
    E molti di noi non potranno curarsi, di Coronavirus ma anche di altro.
    E che presto in Lombardia anche i medici e gli infermieri inizieranno (o continueranno) ad ammalarsi.
    E molti di loro non potranno curarci, di Coronavirus ma anche di altro.

    La coscienza - quella che dovremmo avere - ci dice che una certa % di noi (sì di NOI) - poco meno del 3% - non ce la farà a superare l'infezione.
    Chi è pluripatologico.
    Chi è anziano.
    Chi è immunodepresso.
    Chi è sfigato.
    Ma se voi foste pluripatologici, anziani, immunodepressi, sfigati vorreste morire?

    Eppure il servizio sanitario in Lombardia è il più forte in Italia ed è quello che sta dimostrando, senza alcun dubbio.

    E allora, cosa c'è da fare?
    Una sola cosa: RALLENTARE IL CONTAGIO.
    Che tradotto in parole semplici vuol dire: non ammalarci tutti insieme.

    E chi lo deve fare, noi? Sì NOI, quelli che pensano di finire nel 60% dei casi meno gravi e che invece sono occupati a dividersi tra gli strafottenti e i cagasotto.

    E perché dovremmo farlo noi?
    Per una cosa, così difficile per noi italiani, che si chiama RESPONSABILITÀ COLLETTIVA.
    Che niente ha a che vedere con la PAURA - fondata o meno - di ammalarsi! E che - ahimè - mi pare l'unica cosa - razionalmente e irrazionalmente - che ci sta muovendo.

    E che significa?
    Pensare a mia mamma che è in un letto a casa tracheostomizzata ma è pur sempre la mia mamma.
    Pensare al nonno della mia collega che ha superato gli ottant'anni ma è che così simpatico e le dà una mano coi bambini.
    Pensare alla sorella della mia amica che sta facendo la chemioterapia ma che ha tanti sogni per il futuro.
    Pensare a chi ha bisogno di una visita o un intervento, che nulla hanno a che vedere con il Coronavirus.
    Pensare ai medici che hanno fatto un giuramento e devono lavorare ma devono lavorare in sicurezza.
    Pensare a noi stessi, perché la sfiga - e la statistica - potrebbe portarci ad aver bisogno di un letto in ospedale, e forse anche della terapia intensiva.

    E concretamente? Una sola cosa: RIDURRE I CONTATTI.
    Evitiamo di spostarci dalle zone colpite, potremmo portare il virus altrove dove sono meno preparati a gestirlo.
    Evitiamo di andare nei posti affollati e i contatti stretti, potremmo contagiare - senza saperlo - o essere contagiati.
    Seguiamo le basilari e preventive norme igieniche diffuse (cosa che dovremmo già fare).
    Distinguiamo il necessario (lavorare come possibile, altrimenti tra qualche mese ci ritroviamo sani e senza un posto di lavoro e con un paese economicamente a terra) dal non necessario (che non vuol dire smettere di vivere o non dare una mano ai ristoratori: sono due sere che mangio d'asporto!).
    Seguiamo quanto indicato dalle istituzioni, senza polemizzare e lamentarci, senza ordinanze, eserciti e procedimenti penali.
    E laddove le istituzioni non vogliono e non possono arrivare usiamo il buon senso, conoscendo il problema (e guardando i numeri).

    E per favore, impegniamoci a contenere l'ansia. Che oggi - anche per via della nostra ansia - hanno rivisto il modo di fare i conti e rischiamo di non guardare i numeri reali e conoscere il virus e l’evoluzione dell’infezione.
    Vogliamo una bugia o la verità?

    Questa non è una partita che si può giocare da soli ma è necessario che tutti quanti, nelle proprie responsabilità, nei propri compiti, nei propri comportamenti diano una mano.

    Io penso che possiamo farcela, voi?

    Chiara Carrisi, biologa

    Chi di voi è veramente convinto che si stia esagerando e che questa sia una banale influenza, venga pure a fare un giro nelle rianimazioni e nei reparti di malattie infettive. E lo faccia senza protezioni. Così poi forse vi renderete conto della gravità della situazione. Se aspettate una settimana basterà entrare in qualunque reparto di un ospedale. Oppure attenderete di essere voi stessi pazienti, oppure che lo siano i vostri genitori. O un vostro caro. Aspetterete che vi dicano
    Che non si può fare più nulla perché non ci sono risorse. Umane ed economiche. Perché troppi si sono contagiati, troppo in fretta . Allora ricomincerete con le solite invettive contro i medici e contro il sistema sanitario in generale. Cercando sempre un capro espiatorio. Senza assumersi mai responsabilità in prima persona. Come lo facciamo noi, tutti i giorni. Quando dobbiamo fronteggiare tutto il resto delle patologie, oltre alla polmonite da Covid. Perché infarti, traumi e tumori non si fermano.
    Perché pensarci prima era troppo difficile.
    Perché tanto il week end programmato da tempo nelle zone a rischio non può saltare.
    Perché guai se salta una partita di campionato.
    Perché guai se per una volta prevale il senso del bene comune.
    Abbiate almeno la decenza di tacere e lasciateci in pace. A fare il nostro lavoro.
    Con o senza Coronavirus.

    Carmen Maccagnano, medico

    Tenere aperti stadi, scuole, università, palestre e quant'altro con lo scopo di frenare la recessione è una sciocchezza che potrebbe costarci cara.

    Se il contagio si diffonderà rapidamente in modo capillare tanto da far collassare il servizio sanitario nazionale, l'impatto sull'economia sarà molto più duro e meno reversibile in tempi brevi.

    Non c'è un virologo che non sostenga la necessità di rafforzare, prolungare ed estendere a tutto il paese le misure di contenimento, per rallentare la diffusione dell'epidemia e consentire al sistema sanitario di curarci tutti.

    A quanto pare a Bergamo una bimba di un anno è in terapia intensiva. Dicono sia in condizioni gravi, ma potrebbe salvarsi proprio perché nei reparti di terapia intensiva ci sono ancora posti liberi.

    La politica economica deve mostrare lungimiranza e ascoltare gli esperti, non le categorie sociali, i gruppi di pressione o, peggio, la pancia dei tifosi.

    Non ha senso prevenire il ridimensionamento delle attività economiche nei prossimi trenta giorni senza preoccuparsi di cosa accadrà tra novanta giorni.

    Meglio fare dei sacrifici nel breve periodo: ne raccoglieremo presto i frutti.

    Usiamo questa emergnza per sviluppare nuove forme di lavoro più efficienti e flessibili. Poiché i nostri consumi sono uno dei problemi, ricordiamoci che possiamo consumare online la maggior parte di ciò che compriamo offline.
    Lo so, le interazioni sociali non hanno surrogati. Ma non si tratta di sospenderle in eterno.

    E poi aprofittiamo dell'emergenza anche per avviare una riflessione di ampio respiro:

    1) Sull'importanza di allocare meglio le risorse pubbliche, rinunciando a quei programmi di spesa che servono solo a procacciare effimero consenso, e finanziando adeguatamente il sistema sanitario, per migliorarne l'efficienza e l'equità.

    2) Sulla struttura produttiva del paese, in parte adagiata su settori a bassa intensità tecnologica e modesta produttività, più vulnerabili non solo alla competizione internazionale ma anche agli shock esterni.

    Viviamo in una strana situazione in cui i rappresentanti delle istituzioni ridimensionano i rischi dell'epidemia - e con essi le raccomandazioni dei virologi che avvertono del pericolo - e sopravvalutano l'importanza del breve periodo per l'economia.

    I rischi per l'economia esistono, inutile negarlo, ma da economista preferirei che le istituzioni se ne preoccupassero nel lungo periodo, non nel mezzo di un'emergenza senza precedenti. Perché se non *freniamo* l'epidemia (mi sembra ormai acquisito che fermarla non si può), allora anche la recessione diventerà devastante.

    Fabio Sabatini, economista
     
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  4. sciacallo010

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    6 Marzo 2020

    Colpa mia, non sono molto portato in matematica.
    Sai, @metalrulez87 ieri sera aveva segnalato 3296 casi positivi, e nella mia ignoranza pensavo che il 20% di quel numero fosse 659 (.2 :lookaround:) e che quindi una fetta di 659 fosse un numero più basso, però ora vedo il mio errore, si tratta decisamente di più di un milione di morti :lookaround:

    Ah, poi immagino che anche la previsione che i posti in ospedale finiranno entro la prossima settimana sia matematica, giusto?
     
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  5. The Eternal Wayfarer

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    6 Marzo 2020

    Stavolta è vero (confermato da un medico che lavora lì, ora in isolamento). Già iniziata la corsa al supermercato.
     
  6. LostMetallerOnTheIsland

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    6 Marzo 2020

    La Terapia Intensiva del Civile di Brescia si sta già arrabattando in qualche modo perché i posti letto in reparto sono finiti. Non serve mica aspettare settimana prossima :blizzard:

    (questo non vuol dire che si morirà per strada ovviamente, ma il sovraccarico ospedaliero non è cosa da sottovalutare: il virus sta portando all'esasperazione problematiche che la Sanità italiana aveva già ma nessuno voleva vedere)
     
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  7. Evillupo

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    bestemmie e parole d'orgoglio

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    6 Marzo 2020

    Oh sai che ti dico? Che vista la merda che sta girando sul web ho pure il dubbio che questa gente esista davvero.

    Per quanto riguarda i numeri sparati da alexmai, sono IL DELIRIO, e c'è poco da argomentare.
    I numeri di metalrulez87 sono quelli da bollettino ufficiale.
    Ma una precisazione, visto che si sta confrontando il 3% che risultano dal covid19 con lo 0,1 dell'influenza (poi in realtà io sapevo fosse sopra l'1% ma vabbè). È un confronto sbagliato. Innanzitutto si confonde influenza con sindrome influenzale, che ha davvero una mortalità inferiore, perché si tratta solo di persone con sintomi dell'influenza che in una grandissima percentuale di casi non sono dovuti al virus dell'influenza ma ad altri virus (compresi coronavirus diversi dal covid19).
    Quelli con diagnosi di influenza da tampone sono pochissimi, quasi tutti malati gravi e ospedalizzati. Se consideri solo quei casi la mortalità da influenza cresce a dismisura per lo stesso motivo per cui è sfalsata questa del covid19, è un bias di selezione gigantesco. Se pensate che il 20% di chi si prende questo virus finisca in RIA vi sbagliate di grosso. Intanto avete già escluso chi se lo prende e non si fa nemmeno il raffreddore, giustamente non fa il tampone e non avrebbe motivo di farlo se non salta fuori un contatto certo, e non è un dato da poco.
    Cioè veramente calma con la lettura dei dati perché perdete veramente il senso della misura. E non sto minimizzando.
     
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  8. Evillupo

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    bestemmie e parole d'orgoglio

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    6 Marzo 2020

    Ah poi c'è pure il fatto che adesso si manda in RIA in via precauzionale più facilmente
     
  9. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    6 Marzo 2020

    Grazie.
     
  10. Ride_The_Sky

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    Post fata eadem mutata resurgo.

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    6 Marzo 2020

    :popcorn:
     
  11. RIP

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    6 Marzo 2020

    Tratto da un articolo sul Guardian

    What is the mortality rate of the new coronavirus?
    It is probably around or a bit less than 1%. Much higher figures have been flying about, but the chief medical officer, Chris Whitty, is one of those who believes it will prove to be 1% or lower. The World Health Organization’s director general, Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, talked of 3.4%, but his figure was calculated by dividing the number of deaths by the number of officially confirmed cases. We know there are many more mild cases that do not get to hospital and are not being counted, which would bring the mortality rate significantly down.

    Deaths are highest in the elderly, with very low rates among younger people, although medical staff who treat patients and get exposed to a lot of virus are thought to be more at risk. But even among the over-80s, 90% will recover.


    Tanto per ridimensionare gli scenari apocalittici
     
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  12. Evillupo

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    bestemmie e parole d'orgoglio

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    6 Marzo 2020

    poi se volete sono usciti i primi report con le caratteristiche cliniche della ARDS da covid19, per gli addetti ai lavori. La ARDS in italiano è sindrome da distress respiratorio acuto, che è un nome che descrive tutte quelle situazioni in cui per problemi polmonari della più svariata natura il sangue viene poco ossigenato. Sembra che risponda veramente molto bene alla ventilazione meccanica, i polmoni si riescono a gonfiare molto più facilmente che in altre forme di ARDS, e non è cosa da poco, e risponde altrettanto bene ad altre strategie che usano i rianimatori, come il cambiamento di decubito per far ventilare tutte le parti del polmone.
    Così, giusto per parlare di altro oltre alla diatriba moriremo tutti/ma che vuoi che sia.
     
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  13. dreamwarrior

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    6 Marzo 2020

    Vi è da dire che ognuno esorcizza quella che è indiscutibilmente una situazione drammarica a suo modo.
    A volte lo si fa proprio partendo dagli estremi.
     
  14. Vittorio

    Vittorio
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    6 Marzo 2020

    La situazione è drammatica.

    Lavorando nel mondo della distribuzione e della logistica, sto iniziando a vedere i primi impatti pesanti a livello di commercio internazionale che sono preoccupanti.

    Sto iniziando ad avere paura e non della malattia, ma dei suoi impatti economico-sociali e organizzativi.

    La repubblica ceca ha appena introdotto la quarantena obbligatoria per legge qualunque suo cittadino che stia rientrando dall'Italia. Non da Codogno, da qualsiasi angolo di Italia.

    Questo sarà il nostro 11 settembre.
     
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  15. IAmTheLaw

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    Non dipende quanti siamo, ma come siamo arrabbiati

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    6 Marzo 2020

    Pure mio padre, dal versante trasporti, è una settimana che ogni sera al telefono mi dice che si sta per mettere molto male.

    Misure come quelle della Repubblica Ceca, ad ogni modo, non dovrebbero esistere all'interno dell'Unione Europea. O meglio, le potrei comprendere, ma non nel giorno in cui Germania e Francia hanno praticamente dimostrato di essere al nostro medesimo livello. A livello europeo ci vorrebbe qualcuno che sappia intervenire mediando per l'interesse collettivo (AHAHAH) e a livello nazionale occorrerebbe una politica estera in grado di impedire di farci finire nell'occhio del ciclone (AHAHAH).
     
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