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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    27 Giugno 2018

    Tra le biografie ho dimenticato di citare la migliore: quella di Frank Zappa pubblicata da Arcana. Davvero divertente e piena di aneddoti altrettanto divertenti. Fantastica la difesa dei giovani metallari anni Ottanta, i quali costituivano per Zappa lo spauracchio migliore per i genitori che votavano Reagan e volevano mandare i figli a combattere in Nicaragua.
     
  2. The Transgressor

    The Transgressor
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    27 Giugno 2018

    Sound of the Beast abbastanza mediocre e discutibile. Per metà è una biografia dei Metallica in pratica, ma fosse solo quello il problema. Certo, come ogni cosa, ha anche qualche punto di vista interessante.

    Metallus e HM sono mini guide sotanzialmente buone (preferisco quella curata dal Signorelli, anche se ormai è troppo vecchia) per chi inizia e non sa nulla. Anche queste tuttavia hanno errori e punti di vista abbastanza discutibili (d'altronde, in un testo che si basa su valutazioni, ci stanno in linea di massima), senza contare il fatto che si appoggiano troppo alla critica puramente italiana ignorando del tutto quella internazionale (curioso però che non consideri minimanente l'epic metal...).

    Comunque, se ti interessano i saggi ben fatti sul metal ti consiglio quello di Jeff Wagner sul prog metal (Mean Deviation il titolo orginale) che non è solo storico-critico, ma ha un taglio anche teorico: ovvero rilegge tutta la storia dell'Heavy Metal sotto il segno della "deviazione progressiva" legando idealmente i due movimenti del prog rock e dell'heavy metal, mostrando come l'idea di eccesso, di sperimentazione e di devianza prog sia un qualcosa di consustanziale al metal stesso e che ne sia una specie di Grande Altro che lo ha sempre ispirato ed alimentato, oltre ad averlo fatto costantemente evolvere.

    Se è una cosa che - ora come ora- sembra banale anche solo dire, bisogna anche considerare il fatto che per anni l'Heavy Metal sia stato sempre additato e considerato come qualcosa di stupido, di ignorante, di assolutamente antitetico al "raffinato ed artistico" prog rock o ad altre forme di rock sempre viste di buon occhio e che tutt'ora si tende a marginalizzare il prog metal come qualcosa di "estraneo" al "vero" metal (quando invece è prorpio nel metal più "vero" che vi è la radice della "deviazione prog") si capisce l'importanza di un saggio che sostiene questo, sorretto da una puntuale e precisa analisi storico-critica.

    Dato il taglio del saggio, sceglie il punto di vista della costante e concreta evoluzione ed innovazione quindi non è per nulla tenero con i gruppi che ritiene derivativi o con la successiva normalizzazione del progressive come genere standardizzato; tuttavia il punto di vista è coerente con quello che voleva dimostrare.
     
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  3. alexmai

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    28 Giugno 2018

    Voto per zio Steve :)
     
  4. JonSnow

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    28 Giugno 2018

    La prima edizione di Metallus da adolescente imberbe l'ho consumata... adesso come adesso, nell'era di internet, trovo che questo tipo di "compendi" abbiano poco senso.
    Ah, non si tratta di un libro di storia del metal, ma di una raccolta di brevi recensioni sui gruppi e dischi metal più importanti (secondo gli autori). Solo all'inizio c'è una breve storia del metal condensata in una decina scarsa di pagine... direi un libro divertente e forse anche appassionante per i neofiti, come lo ero io quasi vent'anni fa, ma poco utile se si è già esperti del metallo...
     
  5. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    28 Giugno 2018

    D'accordo su tutta la linea, Jon. Però non mi è ben chiara la precisazione sul fatto che non è una "storia del metal": l'ho scritto io da qualche parte e non lo sto ricordando? Mi sembra strano, conosco bene quel libro.
    Che poi "Metallus" fu creato accorpando i due volumi pubblicati dalla Giunti ("Heavy metal: i classici" + "Heavy metal: i moderni") a fine anni Novanta, con l'integrazione di altre band e qualche rattoppo qua e là (incredibile da dire ma in "Heavy metal: i moderni" dimenticarono di inserire gli Helloween). In seguito è arrivato il il terzo mini-volume della serie, "Heavy metal: i contemporanei".
     
  6. JonSnow

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    28 Giugno 2018

    Forse ho capito male io allora :sgrat:
    Credevo cercassi un libro sulla storia del metal, volevo solo dire che Metallus non avrebbe fatto al caso tuo... per quanto ci sia molto legato!
     
  7. Dwight Fry

    Dwight Fry
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    29 Giugno 2018

    Sì, in effetti hai frainteso. Si discuteva di libri sul metal col nuovo arrivato @Dustx85 ma nulla più.
    Fa piacere però constatare che molti di noi non abbiano disdegnato la possibilità, dovendo approcciare il genere, di imparare da chi all'epoca ne sapeva più di noi. Se penso che ci sono ragazzi e ragazze che evitano determinate band perché l'amico sfigato gli dice che è roba sopravvalutata o "per vecchi", allora mi tengo stretti i miei libri e le mie vecchie riviste.

    Il problema della saggistica sta nel fatto che il metal è troppo ampio per poter essere trattato approfonditamente dall'inizio alla fine, infatti sono sempre più frequenti i libri che affrontano esclusivamente un certo sottogenere. Se vuoi scrivere un saggio sul "metal" devi per forza essere conciso e saltare un mucchio di roba interessante. Questo non toglie che, almeno in piccolo, si possa essere esaustivi lo stesso.
    Molto dipende dalle scelte editoriali. Per tornare ai libri citati nei messaggi precedenti, in alcuni non ho davvero compreso l'inclusione di band niente affatto essenziali per capire l'evoluzione del metal (Skunk Anansie o Turbonegro, per citarne due) saltando a piè pari, come spesso accade, gente molto più attinente al genere musicale analizzato.
     
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  8. Aslan

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    29 Giugno 2018

    Verissimo. Mi pare ci fossero pure i coal chamber o robaccia simile. Ero giovane e me li gustavo prima di dormire quei libelli della giunti, ma già allora trivavo certe scelte stucchevoli
     
  9. Dustx85

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    L'elettrizzante

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    1 Luglio 2018

    Mi trovo solo in parte d'accordo perché per quanto su Internet si trovi di tutto su siti come true metal oppure allmusic o il mio amato rate your music, sono convinto che, alla luce delle innunerevoli uscite, sia sempre piú necessario il parere di "esperti" per fare una scrematura.
    Anche volendo ascoltare solo i "classici" non ci sarebbe abbastanza tempo per farlo. Infatti avrei un sacco di idee per quanto riguarda la "rivista musicale perfetta" per me.

    Ma riportando tutto IT..
    L'ultimo libro letto in vacanza é stato L'Arminuta di Donatella Di Pietrantonio. Consigliato a chi piacciono autori italiani o ha apprezzato "La luna e i faló" di Pavese.
     
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  10. giova

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    4 Luglio 2018

    anche per me metallus fu una specie di bibbia... uscì nel 2001 trovandomi tredicenne appena iniziato ad iron maiden e judas priest e posso fermarmi qui.

    a proposito di signorelli, l'anno scorso mi sono letto L'estetica del metallaro.. un libro assolutamente bislacco, spesso poco condivisibile ma godibile. non ha un filo conduttore definito, procede per messe a fuoco e più che un'estetica si occupa su per giù dell'antropologia del metallaro..

    @Dwight Fry ne scrivesti un mese fa, prima di rimanere completamente fagocitato dal lavoro.. mi consiglieresti un paio di titoli di Pontiggia?
     
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  11. Dwight Fry

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    4 Luglio 2018

    Io ho letto solo "Nati due volte" e te lo consiglio senz'altro; non ha una storia ben delineata e in tutta onestà non rientra fra i libri che ho amato di più, recentemente, ma è senza dubbio un insieme di belle riflessioni, soprattutto sul tema della diversità. Ti aiuta a vedere le cose da una prospettiva "altra" e per tale ragione in armonia con quella dei "diversi".
    Del Pontiggia saggista conosco inoltre "Dentro la sera", ottime riflessioni sull'arte dello scrivere ma anche sull'arte di leggere (Pontiggia è stato uno dei pochi insegnanti di scrittura utili alla nazione, poiché invogliava a leggere più che a scrivere). E più dei consigli tecnici, nel contesto di "Dentro la sera" emerge la passione dell'autore per queste due arti.
    Pontiggia era un uomo di grande cultura, cosa che emerge anche dalle sue opere di narrativa. Camminava spesso sul filo che separa il "dotto che insegna" dal semplice "narratore che racconta" per cui leggendo i suoi lavori, qualche volta, hai la sensazione (anche in "Nati due volte") che lui sia troppo presente, come scrittore. E l'uso della narrazione in prima persona amplifica tutto ciò.
    Ma che fosse un bravo autore è innegabile.
     
  12. xavier-75

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    4 Luglio 2018

    Bellissimo topic!
    Comincerò a seguire anche questo...

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  13. giova

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    16 Luglio 2018

    grazie del consiglio e della spiegazione. Tra le cose che ho letto forse quella che si avvicina di più è Illazioni su una sciabola di Claudio Magris. Per caso lo conosci?

    invece ne approfitto per fare il punto sui libri che in questi primi 15 di giorni di luglio ho letto o ho finito di leggere:

    esiodo - le opere e i giorni primo (breve) componimento che va ad esaltare il lavoro agreste, ma dentro ci si trova anche dei miti di fondazione come ad esempio quello del vaso di pandora. Letto all'interno di un corso di antropologia filosofica post lauream
    pessoa - l'enigma e le maschere lui è il poeta portoghese più importante del secolo scorso e uno dei più rappresentativi del sentire novecentesco. Spesso prevale il cinismo e pur essendo la raccolta molto esigua ci ho messo un sacco a leggerlo. Interessante ma non è una lettura che consiglierei.
    eluard - 44 poesie raccoltina mondadori dove la componente surrealista e quella politica de sinistra sono sacrificate a favore delle tematiche amorose che però ho trovato ammorbanti. qualcosa si salva, ad esempio la bella lirica che trovate nel mio piccolo blog che ho in firma.
    buzzati - i miracoli di val morel catalogo ben curato di una mostra in cui buzzati ha esposto degli ex voto immaginari da lui dipinti. bellissimo trovare rappresentati molti temi che ricorrono nei suoi racconti
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    buzzati - poema a fumetti anno domini 1969, il sopracitato fa uscire la prima graphic novel italiana rileggendo la storia di orfeo e trasportandola nella sua milano
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    baricco - castelli di rabbia me l'ha regalato una magnifica ragazza cui dirò essere il romanzo più bello che abbia mai letto
    tolkien (curatela) - sir gawain e il cavaliere verde, perla, sir orfeo il professor tolkien di cui sono affezionatissimo ha curato la pubblicazione questi tre testi medievali anonimi. molto bello il primo, sir gawain. a camelot, nella corte di re artù, l'ultimo dell'anno irrompe presso la tavola rotonda un imponente cavaliere completamente verde che sfida i prodi a colpirlo dicendo che l'anno seguente avrebbe restituito il colpo. sir galvano accetta e brandendo l'ascia stacca la testa al cavaliere. questi raccogliendola, sale a cavallo e se ne va dicendo: "ti aspetto tra un anno". l'anno seguente però, la tenzone a cui dovrà sottostare galvano avrà più a che fare con l'amore che con il coraggio. consigliatissimo, anche se l'ho apprezzato di più nell'edizione adelphi curata da boitani.
     
  14. DarkWing

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    16 Luglio 2018

    Anche io dissi la stessa cosa alla ragazza che me lo prestò. Mentivo spudoratamente.
     
  15. giova

    giova
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    17 Luglio 2018

    Sono menzogne a fin di pene :lookaround:
     
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