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Fates Warning

Discussione in 'Progressive' iniziata da halloween, 31 Agosto 2004.

  1. The Transgressor

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    Crimson King

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    22 Gennaio 2018

    Concerto stupendo!
    And Yet it moves spettacolare. E poi Nothing Left to say!!! Silent Cries e Quietus (dalla suite) come chiccone...e non solo.
    Prestazione eccellente (va nominato anche Mike Abdow, sostituire Aresti non è affatto facile, ormai direi sempre più nuovo membro dei Fates Warning).
    Concerto molto, ma molto migliore di Bologna. Anche audio buono, a parte forse i bassi -- soprattutto la doppia cassa un po' troppo sovrastante, ma per il resto.

    Cose negative: affluenza di pubblico; non molto purtroppo. Pochi ma buoni, perché la partecipazione è stata calorosa ma cazzo troppo pochi. Speriamo rivengano lo stesso a Roma, ma ne dubito.
     
  2. dreamwarrior

    dreamwarrior
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    22 Gennaio 2018

    Ad occhio quante persone?
     
  3. Vittorio

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    22 Gennaio 2018

    A Milano il locale era strapieno, anche se il Legend non è enorme, ed era sabato.
     
  4. The Transgressor

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    Crimson King

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    22 Gennaio 2018

    Non sono molto pratico per queste cose, contando che una volta iniziato il concerto non mi sono più girato ed ero in seconda fila.
    Direi, 200. O tra 200 e 300, può essere.

    Purtroppo a Roma capita spesso e soprattutto all'Orion, che si trova a Ciampino per chi è del centro non è un posto molto pratico da raggiungere.
     
  5. thunderrising

    thunderrising
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    22 Gennaio 2018

    Ottimo concerto!Ventitre anni dopo l'apertura per i Dream Theater al Palladium finalmente di nuovo a Roma (ero convinto che nel frattempo mi fossi perso qualche loro tour nella Capitale ma pare proprio di no....Ray parlava di quindici anni di assenza ma è stato subito corretto dal pubblico:hihi: )
    Ho particolarmente apprezzato la prima parte e quella finale della setlist dove erano concentrati i pezzi dei miei album preferiti (mettiamoci anche in mezzo gli estratti di Theories che trovo eccellenti).
    Un po' di problemi riguardo all'acustica:ho provato a spostarmi ma in generale ho trovato le chitarre troppo sovraesposte rispetto alla voce, in particolare sugli assoli davvero troppo sparati).
    Poi verso la fine deve essere successo qualcosa perché sembrava tutto equilibrato e la voce di Alder si è sentita in tutto il suo splendore, per fortuna sui pezzi su cui più contavo.
    Confermo comunque le circa trecento persone (da vecchietto il concerto l'ho visto da dietro e ho fatto un conto di massima).​
     
  6. dreamwarrior

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    22 Gennaio 2018

    Ascoltate il suo ottimo lavoro solista Life Symbolic
     
  7. Ulo Ditark

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    22 Gennaio 2018

    Concerto da paura, impressionanti, di una qualità inarrivabile, non capisco perché un gruppo del genere venga snobatto così, a Roma avranno fatto 150 persone. I suoni all'inizio non erano ottimi ma poi sono migliorati, probabilmente perché il locale (da 1200 persone) era praticamente vuoto.
     
  8. Vittorio

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  9. maxthecat

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    25 Gennaio 2018

    Scusa ma l'Orion stipate ce ne possono entrare la metà.... certo 150 so poche!!!
     
  10. Vittorio

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    25 Gennaio 2018

    All'Orion

     
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  11. Flea

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    25 Gennaio 2018

    Io ho saputo che suonavano al Legend il giorno dopo :facepalm:
    Sono stato tutto il sabato sera senza fare un cazzo :crush:
     
  12. HeavyGabry

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    25 Gennaio 2018

    Pubblico di Roma più che sufficiente per i seguenti motivi: locale in Culonia e irraggiungibile senza mezzo proprio, ingresso caro, gruppo di nicchia. E non ditemi che non è vero, quanti ragazzini avete visto?

    In ogni caso, concerto splendido. Non mi aspettavo "Silent Cries"!
     
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  13. The Transgressor

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    25 Gennaio 2018

    Beh Monument non è una suite, al massimo diciamo come canzone estesa avresti potuto farci rientrare The Eleventh Hour.

    Comunque, un Ray Alder letteralmente rinato da Theories of Flight, disco e tuor di supporto. Secondo me, a questo punto - a parte rimettersi un pochetto in sesto - il problema maggiore era che non reggeva più due band. Non è un caso che in The Art of Loss ha dato una prestazione fiacca, mentre grandioso sui Fates Warning nello stesso anno. Essere stato cacciato dai Redemption - secondo me perché Van Dyck si è accorto che non dava più il massimo con loro - è stata una cosa positiva alla fine.

    Pezzi stupendi da Disconnected, ma fanno sempre One e/o Pieces of Me perché live funzionano e sopratutto occupano meno tempo. Una Something From Nothing, capolavoro assoluto quasi quanto Still Remains porta via dieci minuti come minimo. Purtroppo si devono fare delle scelte, con i Fates Warning alla fine anche con una setlist che si concentra solo su un periodo si tirano fuori sempre cose eccellenti. A Roma han fatto And Yet it moves per dire, che da sola valeva la serata...se ci aggungi le altre poi.
    Un mio piccolo desiderio è che in futuro Matheos scelga di chiudere i concerti ogni tanto con Guardian, che quella Ray può farla bene anche ora e non credo che vedrò mai Arch purtroppo.

    Poi ecco, non c'entra nulla ma pensando ad Eye to Eye, io mi domando come cazzo abbiano fatto quegli incompetenti della Metal Blade (e vabbè che è una piccola label) con quegli idioti di non-mi-ricordo-quale-major stava provando a puntare su di loro, a non far fare il botto ad un disco come Parallels, con canzoni come Eye to Eye e We Only Say Goodbye che riescono a coniugare magnificamente appeal radiofonico e "commerciale" con profondità artistica ....e vedi anni dopo con una Another Perfect Day su FWX. Canzoni che hanno la potenzialità di far breccia praticamente in qualunque ascoltatore "generico".
    Da una parte, meglio così; se fosse arrivato il successone c'era il rischio di fare la fine ingloriosa dei Queensryche, mentre invece la frustrazione per il periodo ha poi portato - a parte la separazione con alcuni membri storici - Matheos a chiudersi in se stesso, mandare affanculo il mondo, e partorire due gemme di valore assoluto.

    Eh, di questo purtroppo si è già discusso in passato. Diciamo che le ragioni sono tante, non ultimo il fatto che i Fates sono effettivamente una band "anziana". Bisognerebbe comunque far capire meglio ai giovanissimi, parlo per chi si occupa di diffusione della storia del metal, che i Fates Warning sono uno di quei gruppi cardine della storia che andrebbero conosciuti in generale. Al di là di quale sia il sottogenere che uno preferisce (ovviamente, obbligatoria la conoscenza per amanti del prog metal, il power e l'heavy classico, al di là di legittimi gusti personali).

    A Roma comunque non mi aspettavo il pienone, ma speravo in più gente e in locale più pieno. Almeno c'era possiblità di un ritorno futuro, che spero facciano lo stesso perché è utile fare concerti per accalappiare più gente. Va anche detto che all'Orion era normale aspettarsi questa situazione, con i Dillinger è stato anche peggio.
     
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  14. Vittorio

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    25 Gennaio 2018

    Infatti ho scritto "mini-suite". Comunque ottimo suggerimento, The Eleventh Hour è più lunga per cui corro a sostituire.

    PS Concordo su molti altri punti, specialmente sul possibile appeal commerciale di Parallels.

    Comunque non è il primo e non sarà l'ultimo paradosso commerciale del Rock. Col video di Pull Me Under i DT hanno sfondato. Ma probabilmente i poteri della major dell'epoca hanno avuto il loro peso.

    Se non erro, il grosso del botto commerciale dei Queensryche avvenne con Silent Lucidity, anche se buone basi erano già state messe con O.M.
     
  15. The Transgressor

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    Crimson King

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    25 Gennaio 2018

    Fino ad Empire, i Queensryche erano un gruppo piccolo. Avevano successo se paragonati all'undeground ovvio e più di quello dei Fates Warning, ma è normale che sia stato così. I due gruppi si possono paragonare per "atteggiamento verso la musica" e per quanto han dato al metal in quegli anni, ma nella sostanza erano e sono molto diversi: praticamente nel 1985-86 non esisteva nel metal un gruppo così complesso ed ermetico come i Fates (Watchtower a parte, ma è un altro discorso...) e negli anni successivi aumentarono di più la cerebralità, quindi normale quello iato.
    Poi, 1990 con Empire, studiato per essere più accessibile, i Queenryche riuscirono finalmente nell'impresa e fecero letteralmente il botto. Ed è solo da qui che anche Operation: Mindcrime ne giovò, prima quasi snobbato dal grande pubblico. Il colpo di genio fu quello di sfruttare il boom commerciale per promuovere....beh O:M. Nel 1991 partirono per un grande tour in cui riproposero il concept per intero, di fatto rilanciandolo commercialmente -e anche nei confronti della critica più "distratta".

    I Fates Warning, purtroppo, se ne uscirono nel 1991. Un anno dopo. Periodo 91-92: il boom del grunge. C'era una major - a cui si era appoggiata la Metal Blade per la distribuzone - che alla fine non credette più in loro, visto il vento "differente", smise di promuoverli e non si interessò più a fargli un contratto. In più, i Fates dovevano scontrarsi anche con i problemi "interni" (parlo soprattutto in USA): già troppi erano stati negli anni i cambiamenti e alcuni fan non apprezzarono del tutto la "commercializzazione" (metto tra parentesi), parte della critica li accusò anche copiare i Queensryche. Un po' una cosa simile accadde in quegli anni ai Voivod, con Angel Rat.

    Per i DT, sicuramente la major ha influito tantissimo e senza non ce l'avrebbero fatta. Ma va anche fatta una analisi più approfondita, data la genuinità di Images and Words: il colpo di genio dei DT è stato proprio quello di mantenere la grandeur epica e la complessità strutturale dei Fates anni'80 - epurata però da ogni ermetismo, arzigogoli ritmici e cerebralità - coniugandola con la giusta dose di melodia ed accessibilità (l'uso delle tastiere al posto della seconda chitarra ha aiutato ancora di più). E' vero che ci fu l'esplosione grunge, ma è anche vero che le cose per il metal, rispetto al 1985, erano cambiate; una cosa alla quale gli stessi Fates Warning avevano contribuito. Cioè, anche un metal tecnico e complesso aveva la possiblità di far breccia - se presentato però in una certa maniera - sia per le strade aperte dai gruppi pionieristici del prog e technical metal (su tutti i Fates appunto), sia per il successo di un disco come And Justice fo all dei Metallica e, soprattutto, Rust in Peace dei Megadeth. Detto in maniera semplice, secondo me, il successo dei Megadeth ha contribuito - tra le altre cose dette - ad aprire la possibilità al successo inaspettato dei DT. Perché ha creato la possiblità di un pubblico vasto per recepire quella proposta.
     
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