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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Zerotolerance70

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    18 Agosto 2017

    Il resto del disco è per gran parte su questi livelli.
     
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  2. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    19 Agosto 2017

    Traffic
    John Barleycorn Must Die
    1970

    [​IMG]

    Steve Winwood, dopo l'esperienza con i Blind Faith, comincia a comporre materialr per un disco solista. Ma presto richiama i vecchi colleghi dei Traffic Jim Capaldi e Chris Wood, e il trio sforna un altro album a nome Traffic.

    Un gran disco, che in sei tracce e 35 minuti totali riesce a generare un affascinante mix di rock, blues, jazz e soul. Dietro la sua solo apparente semplicità è a mio parere un album molto intelligente e sofisticato!

    Glad apre le danze col botto. Winwood sforna un giro di pianoforte molto jazzy, a su cui poi si inserisce Wood al sassofono. Il trascinante tema iniziale prosegue e sfocia in un grandissimo assolo di sassofono, e la canzone si chiude con in outro sinistra e densa di mistero in cui le tastiere di winwood fanno da protagonista.

    Freedom rider si apre su un tema malinconico di sassofono ed è un grande pezzo pieno di feeling con un bell'assolo di flauto al centro e un finale travolgente. Le vocals di Winwood sono favolose... Empty Pages è un altro grandioso pezzo, solare e allegro nelld strofe che suonano molto soul, condito da un assolo alle tastiere dal sapore vagamente jazz.

    Stranger to himself è un pezzo più tradizionale dall'impianto blues e un altro assolo memorabile, stavolta di chitarra. Ma il pezzo più famoso dell'album deve ancora cominciare: la title track è un arrangiamento maestoso di una canzone folk britannica, in cui la strumentazione si fa man mano più corposa con l'andare della canzone. Semplicemente spettacolare, bellissima.
    L'album si chiude con "Every mother's son", pezzo molto soul per certi versi con forse la miglior prova di winwood alla voce. Le strofe in crescendo che sfociano nel ritornello sono fantastiche...

    Un classico.
     
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  3. Textures

    Textures
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    19 Agosto 2017

    Ce l'ho anche in vinile, era di mio padre.....:sad:
     
  4. mike_deflep&ledzep

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    29 Agosto 2017

    Un po’ di ascolti negli ultimi mesi… Direi che mi sto trattando bene :lookaround:

    Joy Division – Unknown Pleasures (1979)

    Avevo gia’ ascoltato il successivo Closer, che avevo trovato affascinante ma se devo essere sincero un po’ pesante. Bel disco, ma facevo un po’ di fatica ad ascoltarlo tutto dall’inizio alla fine. Devo dire che il debutto dei Joy Division e’ piu’ nelle mie corde, in quanto l’influenza post-punk e’ piu’ marcata e presenta qualche brano piu’ uptempo. Le atmosfere glaciali di Closer sono per certi versi irraggiungibili ma tutto sommato preferisco questo disco in virtu’ della sua maggiore facilita’ all’ascolto.

    Sul debutto ce n’e’ davvero per tutti, con un ampio ventaglio di soluzioni che vanno dal post punk piu’ schietto (Interzone, Wilderness) a esperimenti in chiave piu’ decadente (Candidate, I Remember Nothing, quest’ultima ad essere onesto mi fa venire i colpi di sonno). Le cose migliori secondo me sono l’asfissiante Day of The Lords, col suo riff pesantissimo e opprimente e la grande prova vocale di Curtis, la movimentata She’s Lost Control (ma quanto e’ bello il contrasto tra il basso pulito di Hook e la chitarra graffiante di sumner?) e la mastodontica New Dawn Fades, davvero un grande capolavoro e secondo me di gran lunga la miglior canzone del gruppo (i ricami di chitarra nelle strofe… Dio mio). Interessante anche Insight, dove se non sbaglio Curtis fu registrato mentre cantava attraverso un telefono per suonare il piu’ distante possibile.

    Gran disco, decadente e oscuro ma al contempo di forte impatto e 100% godibile.

    Bob Dylan – Bringing It All Back Home (1965)

    In genere non sono tipo da cantautori, ma come non fare un’eccezione per Bob Dylan?

    Questo ai tempi fu il disco della discordia. Il Bob Dylan eroe del folk rock di protesta sforna un disco con un lato A elettrico, che non piacque alla comunita’ del Greenwich Village e dei suoi fan della prima ora. Discordia che culminera’ nell’ormai famosissima esibizione a Newport dove una parte (a quanto pare, minoritaria) del gruppo fischio’ apertamente Bob Dylan per la sua svolta.

    Bhe, sti cazzi. Sto disco e’ una canzone incredibile dietro l’altra. Bellissimo il lato elettrico, forse e’ difficile rendersi conto oggi di che cataclisma potesse essere una canzone come Subterranean Homesick Blues nel 1965 (!). Ho sempre avuto un debole anche per la bellissima Love Minus Zero / No Limit. Il lato acustico pero’ e’ forse quello che ci ha consegnato alcune delle piu’ grandi perle della carrier di Bob Dylan. Quattro canzoni: Mr. Tambourine Man, Gates of Eden, It’s Alright Ma, It’s All Over Now Baby Blue. Quattro capolavori immortali uno dietro l’altro.

    Non ho tutta la discografia di Dylan, ma tra quelli che ho questo e’ quello che preferisco dopo Blonde on Blonde.

    Van De Graaf Generator – Pawn Hearts (1971)

    Mi ricordo la prima volta che ho ascoltato questo disco. Alla fine dell’ascolto, una sensazione di vuoto… Il disco mi aveva lasciato abbastanza indifferente – troppo strano, troppe soluzioni che sembravano forzate, mi sembrava un disco confuso e con poche idee sparse in un mare di sperimentazione alla fine sgradevole. Pero’ avevo sentito dire grandi cose su questo album, quindi come faccio sempre, gli ho dato una chance e l’ho riascoltato qualche altra volta. MAI ho visto un disco crescere cosi’ tanto con gli ascolti rispetto all’impressione iniziale che mi ero fatto.

    La mia opinione personale e’ che questo disco sia un capolavoro della Madonna, perfetto, 100, 1000, totale. Nulla o poco a che fare con altri tipi di progressive a cui sono piu’ abituato (quello sinfonico, quello “pastorale”, quello con influenze jazzy). Quasi niente assoli, di alcuno strumento. Questo e’ progressive che punta a farti torcere le budella da tanto e’ intenso: armonie dissonanti, improvvisi cambi d’atmosfera, melodie ardite. La forza del disco risiede nell’incredibile capacita’ espressiva delle composizioni e nella voce di Peter Hammill, di un’espressivita’ rara, di fatto utilizzata come uno strumento. L’iniziale Lemmings (including Cog) si apre su un apparentemente innocuo arpeggio di chitarra acustica, ma subito la voce di Hammill innalza la tensione e a 0:50 qualsiasi aurora di convenzionalita’ e’ gia’ sparita, avvolta in un terrificante sabba guidato dai sassofoni di David Jackson.

    Ed e’ solo l’inizio. Le altre due canzoni che compongono il platter, “Man-Erg” (che secondo me Bowie ha ascoltato parecchio!) e “A Plague of Lighthouse Keeper”, sono capolavori stratosferici della musica tutta, che chiunque dovrebbe ascoltare. Commoventi, indescrivibili. Emozioni allo stato puro, e poi dicono che il prog e’ un genere freddo. Brividi sulla schiena dall’inizio alla fine, quando il tema “dolce” e il tema “aggressivo” si sovrappongono alla fine di Man-Erg e’ il paradiso.

    Ultima nota, testi bellissimi. Immortale.
     
    #709
    Ultima modifica: 29 Agosto 2017
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  5. The Thunder God

    The Thunder God
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    Samurai che profuma di girasoli

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    29 Agosto 2017

    Sai che anche io la prima volta con Pawn Hearts sono rimasto indifferente? Eppure avevo giá ascoltato piú volte H to He, apprezzato da subito. Naturalmente Pawn Hearts è stato riascoltato e apprezzato, ma quando voglio ascoltare i VDGG il mio primo pensiero va a H to He.
     
  6. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    29 Agosto 2017

    H to He è in lista acquisti assieme a Godbluff, se mi dici così magari lo infilo nel prossimo ordine. Poi dovrò capire da dove partire per esplorare la sterminata discografia solista di Hammill...
     
  7. The Thunder God

    The Thunder God
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    Samurai che profuma di girasoli

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    29 Agosto 2017

    Per la discografia solista io partirei (partiró, devo esplorarla anche io) da Nadir's Big Chance e Silent Corner. Sembra che anche Over sia bello, ma, almeno sulla carta, non so se mi interessa, comunque un ascolto lo meriterá
     
  8. The Transgressor

    The Transgressor
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    Crimson King

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    29 Agosto 2017

    Di Pawn Hearts ti consiglio l'ottimo libro italiano, ti aiuterà a comprenderlo ancora meglio. Sul disco (e la band) inutile sprecare tante parole: semplicemente, è una di quelle (poche) che cambiano per sempre il modo di considerare la musica rock (e la vita di ascoltatore). Godbluff venne stroncato all'epoca, per determinati motivi. Chiaramente, l'innovazione della musica rock (ma non del prog) si ferma a Pawn Hearts, resta il fatto che Godbluff ne è ik contraltare. Disco bellissimo, sicuramente da riscoprire. Ottimi anche quelli dopo, qualità sempre molto alta. Di Hammill obbligatori Chameleon in the shadow of the night e The silent corner... Che è un po' un disco dei Van der Graff. Poi Nadir's big chance. Non che gli altri siano da meno in quanto a qualità della proposta in Camera, Over soprattutto. Purtroppo non ho proseguito l'ascolto oltre i 70, perché la discografia è consistente e mi sono diretto verso altri ascolti senza aver avuto modo di tornarci. Non ho dubbi che contenga sicuramente ancora dischi o brani estremamente interessanti. Ah, molto buoni anche i dischi più recenti dei VdGG. L:ultimo carino, nulla di eccezionale ma diciamo che alla loro età (e senza Jackson) fa sicuramente la sua degna figura. P. S. Dal cellulare non riesco ad andare a capo :lookaround:
     
    #713
    Ultima modifica: 30 Agosto 2017
  9. Aguirre

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    29 Agosto 2017

    Di Dylan oltre ai due che citi (capolavoroni) superbo pure è Blood on the Tracks. Mi è sempre sembrato che nei '70 fosse pure "migliorato" a cantare! Comunque ripeto Blood on the Tracks è tanta roba.
    Dei VDGG che dire...gruppo come non ce ne saranno più. E non sono un nostalgico (vabbè forse solo un pochino!) Godbluff prendilo subito! 4 pezzi leggendari. Su Arrow ad esempio Hammill spacca i culi, cantante fuori dal comune. Una potenza, un'espressività e una camaleonticità straordinarie. Tutti erano fortissimi lì, parlare solo di Hammill, seppur fuoriclasse, è riduttivo.
    Ultimamente ho preso il doppio live alla BBC uscito un paio d'anni fa, versioni di ManErg e Refugees da "che te lo dico a fare"!
    Obiettivamente penso che fino a The Quiet Zone del '77 sono tutti da avere, a parte il primo.
     
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  10. Aguirre

    Aguirre
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    29 Agosto 2017

    Dei più recenti ho ascoltato e mi è piaciuto abbastanza il doppio Present del 2005. Il primo disco è notevole.
    Per i solisti di Hammill ci vogliono due vite intere, ha scritto di tutto e di più, attraversato fasi e generi diversi, influenzato tanti musicisti. Sicuramente una delle grandi personalità musicali viventi.
     
  11. ador dorath

    ador dorath
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    2 Settembre 2017


    Con questo disco fecero il botto, ma la vera bomba è il successivo Oceanic.
    Prendete 50 minuti della vostra vita, chiudete gli occhi e premete sull'acceleratore delle vostre emozioni: roba da perdere la testa.
     
  12. forza panino

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    Rockettaro estremo (cit.)

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    3 Settembre 2017

    In effetti una qualche correlazione tra Isis e bombe c'è.:look:
     
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  13. Dwight Fry

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    20 Settembre 2017

    Saxon, “Call to arms”

    Preso in CD pochi mesi fa, è in heavy rotation nel mio lettore MP3. Lo ricordavo bello ma non così bello. Sarò sincero: seguo i Saxon dacché ho iniziato ad ascoltare metal e gli album che meno mi hanno entusiasmato, negli ultimi anni, sono stati quelli tutti “chiacchiere e doppia cassa”, in sostanza quelli che precedono “Call to arms”, album molto più vario e “british”, Saxon al 100%. A tratti entusiasmante, l'ascolto di “Call to arms” andrebbe imposto a chi ritiene che per scrivere ottima musica sia necessario per forza inventare qualcosa di nuovo. Tracklist senza cedimenti, a parte quella ruffianata di “Back in 79”, bruttina ed evitabilissima.
    Biff canta da Dio, non so come faccia quell'uomo a migliorare invecchiando!

    Raven, “Walk through fire”

    Altra sorpresa, direttamente dalla NWOBHM. Sono un fan della band e non lo nego, ma rimango super partes, per cui posso affermare senza problemi che un ritorno così (dopo 9 anni di stop forzato) non me l'aspettavo. Ho ascoltato l'album una sola volta eppure posso dire che il mix di aggressività e melodia, tipico della band, non raggiungeva questi livelli da parecchio. Avevano un brano dal discreto potenziale commerciale, peraltro, ma a livello di singoli hanno preferito riaffacciarsi con la comunque bella title track (l'hit potenziale sarebbe “Trainwreck”, che ha un ritornello irresistibile... anche se mi ricorda qualche altro pezzo). Peccato solo per il furtarello ai danni dei Pantera di “Walk” (in “Bulldozer”), per il resto un gran bell'album. Da segnalare l'azzeccata cover di “Space station #5” dei Montrose.
    Chissà se @Orso80 la pensa come me.

    Overkill, “White devil armory”

    In pratica non lo conoscevo, pur amando molto il suo predecessore. Che dire? Partenza dell'album che non mi ha convinto, con tre pezzi grintosi ma scolastici e un'introduzione che per la sua inutilità fa rimpiangere quelle dei Riot di “The privilege of power”. Poi arriva “Bitter Pill” e la situazione cambia, d'altronde se ricordo bene fu lanciato come singolo: gran pezzo, con un break centrale da urlo. Geniale piazzare un riff boogie in un contesto thrash, anche se quel riff l'han fregato ai Vardis di “Gary Glitter part one” (i quali a loro volta l'avevano fregato agli Status Quo ma transeat). Da lì in poi l'album tende a piacermi di più (soprattutto “In the name”). Squallida, come sempre, la produzione Nuclear Blast.
    Presto per dirlo, ma penso che difficilmente potrà piacermi più di “The electric age” e “The grinding wheel”.
     
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  14. Orso80

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    22 Settembre 2017

    E' un disco veramente fresco e ispirato. Lo preferisco anche all'ultimo ExtermiNation. Sì fosse mantenuto tutto sui livelli dei primi brani in scaletta se ne parlerebbe in altri termini. La title track, per esempio, è favolosa... Invece la seconda metà del disco cala un pochino d'ispirazione. Poco male, comunque. Tra l'altro in quel tour erano veramente in tiro (e quando non lo sono stati?), show dinamitardo!

    Ottimo acquisto Dwight :headbang:
     
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  15. Blitz

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    22 Settembre 2017

    Sarò breve e circonciso (cit): oggi in macchina ho rimesso State of Euphoria e niente, continuo a considerarlo un discone della Madonna!!! :headbang:

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