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Attualità, politica e società

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Elrond, 3 Novembre 2008.

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  1. Damned In Black

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    14 Aprile 2017

    Non si capisce mai se fanno sul serio nel voler distruggere l'isis. Con Obama si è capito che non hanno voluto fare sul serio, ora anche con trump rimango scettico. Dopotutto l'isis potrebbe ancora tornare utile nel combattere Assad che non va più bene ad alcun settore americano, questo è chiaro.
    Questi dirigenti barbari usano missili e bombe ( contro il nemico non in esercitazioni) come messaggi, segnali e prese di posizione. Però il punto è che non sono apertamente dichiarazioni di guerra che preludono a combattimenti fino alla sconfitta del nemico.
    Un po' come le atomiche sul Giappone che sono servite a provocare l'URSS dimostrando la loro potenza, dando inizio alla guerra fredda.
    Se queste azioni le prendessero altri stati sarebbero considerati atti di guerra, per loro e per l'Europa che non alza un sopracciglio sono mezzi diplomatici praticamente.
     
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  2. Byford86

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    14 Aprile 2017

    E' chiaramente riportato sulla via tracciata per il post Obama dall'enstablishment. Basta vedersi i programmi dello stato profondo, dei generali militari, e della Clinton, che era il candidato scelto fin dall'inizio. Quindi l'opzione è la seconda. Già prima dei missili alla base siriana, la scelta di sostituire Bannon ha fatto intendere la svolta. Bannon era l'ideologo principale del programma di politica estera che Trump sosteneva in campagna elettorale.

    Se si va a scandagliare questo tipo di progetto fin dalla fine dell'era Obama, l'intenzione primaria degli Usa era non permettere alla Corea del Nord di poter sviluppare vettori che potessero minacciare il territorio americano(quindi le Hawaii). La linea rossa era quella già dall'anno scorso, e gli ultimi test atomici di Kim hanno fatto si che si alzasse il livello dello scontro.

    Infatti credo poco alla lotta all'Isis e anche all'intervento in Siria(che non ha provocato danni). Sono tutti messaggi rivolti alla Corea. Come dimostra pure il dialogo con la Cina.
     
  3. Byford86

    Byford86
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    14 Aprile 2017

    Anche a me sembra che tu stia cercando la polemica fine a sè stessa. Chi sta giusticando Trump? Io stesso ho detto di essere deluso da queste azioni. E non si tratta di preferire ora Trump alla Clinton. Il concetto è che la Clinton questo proponeva, e lo sapevamo. Con Trump si spareva in un cambiamento, che finora non c'è stato. Per questo dico che anche girando la testa indietro, non avrebbe avuto senso preferirgli la Clinton, che era esattamente la figura scelta per questo tipo di iniziative.
     
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  4. TrueNorwegianBlackMetal

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    15 Aprile 2017

    Il fatto è che chi ha visto in Trump un rappresentante dell'anti enstablishment è stato oggetto di perniciosi deliri proiettivi. Non lo è mai stato e mai lo sarà. Quelle poche promesse fatte in campagna elettorale e lo slogan da lui stesso creato (i poteri forti non mi vogliono) sono fumo negli occhi.
    Concordo sul fatto che tornare a parlare delle insipida querelle elettorale non serva ma un dato è chiaro. Con Clinton avremmo avuto la solita maschera moralista dei diritti civili e la pillola della guerra sarebbe stata indorata, mentre con Trump quella maschera si è presentata sin da subito come una falsità. Con lui al potere la realtà è chiara e meno equivoca (forse) di come lo sarebbe stato se avesse vinto Clinton. Dopotutto, rimangono discorsi poco interessanti.
    Il punto è che chi spera in una svolta con Trump si sbaglia e si è sempre sbagliato. Per il semplice motivo che la politica finanziaria e il libero mercato non si combattono dallo scranno del presidente USA (sopratutto quando c'è uno come Trump, prodotto di quello stesso mondo nei momenti della sua piena imposizione globale) ma in altri spazi e contesti.
     
  5. JonSnow

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    15 Aprile 2017

    @Byford86 : questo ^

    Il discorso "con Trump abbiamo preso un granchio colossale ma tanto con la Clinton sarebbe stato uguale" è chiaramente un meccanismo giustificativo, tanto della priopria miopia nel riconoscere difetti macroscopici di Trump, quanto dello stesso Trump.

    Tra l'altro un risvolto non da poco della faccenda, alquanto sottovalutato, è che la Clinton, pur "guerrafondaia", era favorevole ai bombardamenti nei confronti di Isis e Taliban vari; mentre quello che ha fatto è sta facendo Trump, quale l'attacco a un alleato diretto di una superpotenza militare di pari livello (la Russia) e le continue provocazioni ai un nemico imprevidibile e decisamente pericoloso come la Corea del Nord, è decisamente tutt'altra faccena.
     
  6. Byford86

    Byford86
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    15 Aprile 2017

    Secondo me continui a confondere due piani diversi, la vita privata di Trump e ciò che potesse fare come politico. Mentre della Clinton conoscevamo tutto proprio dell'ambito politico. Quindi se da una parte avevamo la certezza di ciò che sarebbe accaduto, dall'altra c'era la speranza di un cambiamento. Non capisco cosa c'è di poco chiaro in questo ragionamento. Ci stiamo ripetendo da pagine e pagine.

    E comunque la questione in SIria è in divenire, e non possiamo dire ad oggi che Trump abbia cambiato il programma in quell'area. Ha lanciato dei missili, probabilmente come segnale, e non per cambiare completamente rotta, almeno per ora. Già con Obama gli Usa hanno bombardato Assad, con risultati molto più pesanti(60 morti e danni rilavanti in uno dei raid), pur non intervenendo con una strategia più ampia. Il parrucchino sta facendo la stessa cosa. La priorità della Clinton invece era intervenire direttamente contro Assad entrando di fatto ufficialmente nel conflitto siriano. E' una strategia ben diversa.

    Riguardo la Corea del Nord, come già detto la linea rossa per gli Stati Uniti era già stata tracciata l'anno scorso. Trump sta eseguendo ciò che gli apparati avevano messo in agenda, ovvero neutralizzare lo sviluppo atomico di Kim prima che potesse minacciare le Hawaii. Non a caso guarda cosa ne pensava la CLinton Hillary:
    “Pechino controlli la Corea del Nord oppure ci difenderemo da soli”
    “Circonderemo la Cina con le difese missilistiche”
     
  7. Helevorn

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    15 Aprile 2017

    voglio riproporre in maniera breve alcune cose di cui si discusse nel thread politica estera anni fa senza spiegazioni e lungaggini

    tema stato islamico: il generale dottor carlo jean fu interpellato verso la fine del 2014, gli vennero chieste numerose domande a riguardo tra cui alcune di strategia militare e lui sostanzialmente sostenne che tramite due divisioni ( Division (military) - Wikipedia ) si sarebbe potuto eliminare completamente questo organismo politico-religioso nel giro di pochissimo tempo senza il minimo problema, adducendo tutte le motivazioni del caso, tra cui l'assenza totale di contraerea in iraq e siria

    tema nord corea: mutuai anni fa da un esperto di politica cinese che da decenni risiede a pechino un paragone estremamente calzante che non esplicherò, sostanzialmente egli documentò che per valori di ogni tipo (non solo economici) lo stato più simile alla nord corea è il mozambico, e interpellatolo a seguito di un test nucleare effettuato nel 2013 sostenne che per farsi notare alla comunità mondiale, parlando di due stati completamente falliti, l'unico modo che ha il WKP è quello di fare queste baggianate, comprendendo ovviamente che se ci fosse un minimo pericolo nel giro di due minuti tra vladivostok e seoul si verrebbe a creare un immenso pascolo per mucche (non per niente del mozambico non si sa neanche la capitale in occidente, nonostante appunto abbia le stesse potenzialità della corea del nord senza aver mai fatto propaganda)
     
  8. JonSnow

    JonSnow
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    15 Aprile 2017

    Niente, 'gna fai.

    Per punto:

    1) non sto parlando della vita privata di Trump ma di tutto l'entourage che lo ha sostenuto prima, durante e dopo l'elezione: sono quelli che anche poco fa TNBM ti ha elencato per la trecentesima volta, quelli che tu consideri irrilevanti ma che evidentemente un peso ce l'hanno eccome.

    Volendo tuttavia concentrarci su quell'insieme di fattori che tu chiami "vita privata", sono aspetti della personalità dell'individuo che finiscono inevitabilmente per essere presi in considerazione quando si valuta la bontà di un esponente politico: se questi ha una storia passata di fallimenti, menzogne ed eccessi di ogni genere, tutto ciò si ripercuote per forza di cose sul giudizio che se ne dà; perchè un politico resta innianzitutto questo, una persona, le cui caratteristiche pubbliche e private finiscono per intrcciarsi nel momento in cui si espone al giudizio della collettività e il suo passato, quantunque tu ne dica, non sparisce per magia.
    Ci sono aspetti privati che sicuramente sono irrilevanti nel giudicare politicamente una persona: abitudini che qualcuno potrebbe giudicare disdicevoli e non condivisibili, come mangiarsi le caccole, praticare il sadomaso eccetera (sono esempi, naturalmente), ma senz'altro irrilevanti da questo punto di vista.

    Dall'altro lato ci sono elementi che assumono rilevanza politica non di per sè stessi, ma su come gli stessi potrebbero traslarsi nell'amministrazione della cosa pubblica.
    Il fatto che Trump abbia una storia di fallimenti alle spalle non è di per sè qualificante dal punto di vista politico: qualunque impresa è soggetta al rischio di impresa (per definizione!), e può capitare. Tuttavia il fatto che abbia una storia di fallimenti plurimi alle spalle può far sorgere dei dubbi legittimi sulla sua capacità di amministrare un'organizzazione, azienda privata o amministrazione pubblica che essa sia.
    Analoghe considerazioni per il fatto che Trump sia noto per essere eccentrico ed impulsivo: fintanto che resta sul fronte privato, poco male, sono affari suoi. Ma se questo si riflette in ambito pubblico in decisioni analoghe a quella del bombardamento della scorsa settimana, ecco che il giudizio cambia.

    Questa cosa della "sfera privata" sta diventando un inesistente paravento per qualsiasi comportamento pregresso di Trump, come se il personaggio che già era in precedenza non contasse.

    Perdonami, ma se gli ex AD di MPS o Banca Etruria, o qualsiasi altra delle banche recentemente fallite, si candidassero quali prossimi Presidenti del Consiglio, non ci penseresti due volte prima di votarli, proprio per le proprie vicende private passate (quale era l'attività di amministrazione di dette banche), a prescindere dalla bontà delle proposte politiche?

    2) la situazione è sicuramente in divenire, supponiamo anche che Trump non abbia un programma per l'area: è ugualmente preoccupante perchè significa, come dicevo in qualche post più addietro, che è il classico caso di "oggi faccio così perchè mi gira".
    Tra l'altro, pur essendo vero quello che dici su Obama/Clinton, va considerato tuttavia che si tratta di attacchi condotti in modo diverso rispetto all'esplicito e diretto atto di offesa della scorsa settimana. Se l'obiettivo dichiarato era smorzare le tensioni, direi che è andato in direzione esattamente opposta.

    Infine, sulla Corea del Nord, è interessante notare che alle dichiarazioni da te citate non siano seguite azioni concrete e che quelle di Trump devono essere misurate necessariamente secondo un metro diverso visto che sono contestuali ai citati avvenimenti dei giorni scorsi.
     
  9. Byford86

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    15 Aprile 2017

    Sei tu che non ce la fai. Vuoi che ti dia ragione e basta.

    -Stai dicendo che la lista dei sostenitori di Trump fosse peggiore di quella della Clinton?

    -E qui continui con storie legate alla sua sfera personale e imprenditoriale. Che fosse eccentrico lo sapevamo, ma questo non vuol dire che in ambito politico puoi fare ciò che vuoi. Infatti i suoi progetti politici sono stati prima azzoppati in politica interna, e poi dirottati, almeno apparentemente, in politica estera. Questo dimostra l'esatto opposto di ciò che sostieni. Ovvero che la sua personalità da presidente degli Stati Uniti debba necessariamente passare per il confronto con l'amministrazione e gli apparati.

    Ogni relazione con la campagna elettorale americana deve essere declinata a questo tipo di contesto particolare. Ovvero la sfida tra un politico deleterio, manifestamente dannoso per le mie(e di altri) idee strategiche e geopolitiche. E un personaggio bizzarro dell'imprenditoria americana che comunque prometteva un cambiamento in linea con le aspettative.

    Voglio che qualcuno mi spiegasse perchè sarebbe stata preferibile la Clinton. Stiamo girando intorno a questa domanda da giorni. Perchè? Da una parte ho una strada sicura verso un burrone, dall'altra ho qualcuno che promette di cambiare la strada, pur non sapendo se possa o voglia mantenere realmente le promesse.

    -Non sono seguite azioni concrete perchè da allora ci sono stati un altro girone di test atomici, quindi era ancora indietro rispetto al livello d'attenzione prefissato. Inoltre quella era la posizione della Clinton, che era la candidata alla presidenza, ma non ricopriva più ruoli effettivi. Ma possiamo scorgere facilmente quale fosse la sua politica. E quale sia ancora, visto l'improvviso sostegno a Trump.
     
  10. JonSnow

    JonSnow
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    15 Aprile 2017

    Sto dicendo che se sei sostenuto dalla lobby delle armi difficilmente puoi risultare credibile se una proponi una linea pacifista o quantomeno isolazionista.
    Lo sei per un allocco o un interlocutore in malafede.

    Dal momento che chiunque sa come funziona la politica americana su questo fronte è chiaro che ogni gruppo di interesse che sostenga l'uno o l'altro candidato ha un proprio tornaconto che prima o poi farà valere.

    Se argomenti che la Clinton era sostenuta dall'establishment finanziario perchè questo aveva intenzione a poter continuare ad operare liberamente come ha sempre fatto, devi anche saper fare due più due se l'altro candidato è sostenuto dall'industria bellica.

    L'ovvietà.

    Tra l'altro non hai spiegato perchè non si dovrebbe prendere in considerazione la precedente vita privata di un politico, soprattutto negli aspetti che hanno dei risvolti pubblici.
    Se l'eccentricità di Trump ha trovato nel caso specifico delle limitazioni, poteva avvenire benissimo il contrario, perchè questo è frutto di fattori temporanei (avere o meno un congresso favorevole, saper tradurre i propri progetti in leggi costituzionali o meno, ecc) e prescinde dall'eccentricità in sè di una decisione.

    Per la risposta a questa prima domanda ti rimando al primo quote.

    Eh già, perchè la Corea del Nord ha iniziato i testi nucleari nei primi tre mesi di Presidenza Trump :già:
     
  11. TrueNorwegianBlackMetal

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    15 Aprile 2017

    Ripeto: nessuno dice che la Clinton fosse preferibile a Trump. Nel bipartitismo USA le variazioni si assestano su un terreno sostanzialmente omogeneo. Credere il contrario è sbagliato e la storia lo dimostra.
    Infine, declassare Trump a personaggio bizzarro o eclettico significa mascherarsi dietro i propri errori (oppure tentare di stemperarne la gravità): Trump non è una macchietta e nemmeno uno strambo giocoliere. E' il presidente degli Stati Uniti che, non so per quale motivo, è stato assunto a combattente dei poteri forti (deliri proiettivi...) salvo poi rendersi conto che erano (buone) aspettative false sin da subito. Pure la sua storia personale è fondamentale. Com'è che con Bush si parlava di petrolio (essendo una famiglia di petrolieri) e con Trump si dice che la sua vicenda imprenditoriale è da escludere dal'analisi politica? Due pesi e due misure.
    Credere nell'indipendenza di pensiero e di azione di un qualsiasi presidente è negare la complessità del reale. Sopratutto se si parla del presidente USA.
    Insomma, abbiamo intuito la comodità dei paraocchi e delle costruzioni personali ideologiche, ma almeno un po' di serena analisi della realtà non farebbe male. Per una volta.
     
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  12. Byford86

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    15 Aprile 2017

    -Per prima cosa, politica isolazionista non vuol dire pacifista. Non significa non intervenire, se si ritiene ci siano pericoli. Significa non offrirsi come soluzione politica in altre parti del mondo, intervenendo quindi con una strategia volta a cambiare l'aspetto di altri paesi, ad esempio esportando la democrazia.

    In secondo luogo, non hai tenuto conto dell'aspetto probabilmente principale del sostegno dell'industria bellica. Infatti tu dai per scontato che questo sia avvenuto perchè si promettevano altre guerre fuori dal paese. Sembra che questo sia l'argomento principale che ti abbia fatto sospettare riguardo la candidatura di Trump. In realtà le industrie guadagnano vendendo armi, e questo lo puoi fare indipendentemente dalle politiche interventiste del tuo paese. Basta dare un'occhiata alle spese militari dei vari paesi e alle fonti di guadagno dell'industria bellica. Il sostegno a Trump è dovuto principalmente alla prospettiva di Obama(e dei democratici) di una svolta rispetto alla vendita libera di armi in America. Rischio che con Trump non si sarebbe corso.

    Ora, dovessimo parlare di chi sosteneva la Clinton, apriremmo un vaso di Pandora, lo sappiamo tutti. Quindi non mi dilungo ancora su questo argomento.

    -E' un'ovvietà appunto. Quindi i fattori negativi della personalità di Trump e i suoi precedenti in altri ambiti di cui parli andavano calcolati anche tenendo conto del fatto che non avrebbe governato da solo, ma con una struttura solida dietro pronta al braccio di ferro in caso di megalomania eccessiva. Quindi è un punto a favore del mio ragionamento, mi pare.

    -Ti ho già spiegato prima qual'era la linea rossa che gli americani non potevano permettere di passare. Più Kim va avanti coi test nucleari, più aumenta il rischio calcolato per gli states. Questo indipendentemente da come la si pensa.

    Tu come la pensi sulla Corea, come la Clinton o diversamente? E su Putin, Assad, e la Siria? Ancora non ho capito la tua posizione.
     
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  13. Thrashead

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    15 Aprile 2017

  14. Tigersuit

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    16 Aprile 2017

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