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I nostri ascolti

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da Zerotolerance70, 26 Ottobre 2014.

  1. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
    Membro dello Staff Moderatore

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    8 Ottobre 2016

    Bel post @mike_deflep&ledzep

    Il suono che parte dai Thin Lizzy e si sviluppa nello stile dei Riot...nient'altro da aggiungere.:love:
     
  2. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    12 Ottobre 2016

    Public Image Ltd
    First Issue
    1978
    [​IMG]

    Per chi non lo sapesse, i Public Image Ltd sono la creatura generata da John Lydon dopo l'implosione dei Sex Pistols.
    In genere adoro il post punk, ma il disco in questione non mi ha detto granchè a dir la verità. La marcia funerea con cui inizia il disco, che richiama un po' le cose più debosciate dei Birthday Party, si intitola Theme e sono 9 minuti di noia che onestamente non reggo. Delle ultime tre canzoni, Low Life e Attack sono canzoni buttate lì un po' alla qualche maniera e Fodderstompf non si può neanche definire una canzone (del resto le lyrics sono abbastanza chiare: "we only wanted to finish the album with the minimum amount of effort which we are now doing very successfully!").

    Tutto ciò lascia comunque spazio a qualche buon episodio: Public Image è una buona canzone dal sapore ancora vagamente punk ma con chitarre che mi ricordano molto a tratti il suono degli U2 (sembra un po' una delle canzone più spinte degli Echo and the Bunnymen con una dose di aggressività e marciume in più). L'invettiva iconoclasta di Religion I - Religion II nel suo incedere marziale e quadrato risulta convincente, e soprattutto il pezzo forte del disco, la devastante e parossistica Annalisa.

    Onestamente vedo solo due ragioni per procurarsi questo disco:

    1) E' un disco di importanza storica comunque notevole;
    2) La già citata Annalisa: è semplicemente terrificante, un vero e proprio assalto all'arma bianca post punk, con quel riffone galattico spigoloso come pochi. Su tutta la canzone la chitarra di Keith Levene risulta massacrante squarciando l'etere con la sua potenza, tale da far venire in mente nientepopodimeno che le cose migliori del mitico Andy Gill dei Gang of Four.
     
    A forza panino piace questo elemento.
  3. jesse_pinkman

    jesse_pinkman
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    30 Ottobre 2016

    Recentemente ho ascoltato "Master Control" dei Liege Lord. Non sono bravissimo con le descrizioni ma mi sembra un ottimo album di US Power, tutti pezzi di livello altissimo, mi dà solo un po' fastidio il mezzo plagio del riff di Master of Puppets nella seconda traccia ma vabbè; il cantante mi ricorda vagamente una versione un po' più "sgraziata" di Bruce Dickinson ma mi piace.
    Posto come esempio la bellissima opener:


    Leggo che da un po' si sono riformati (con Frank Gilchriest alla batteria, che a me piace molto) e che dovrebbero uscire un box set dei lavori precedenti e un nuovo album, ottime notizie.
     
    A mike_deflep&ledzep, Jaime Lannister, Zerotolerance70 e ad altre 3 persone piace questo elemento.
  4. mike_deflep&ledzep

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    5 Novembre 2016

    Tomorrow
    Tomorrow
    1968
    [​IMG]

    Oggi mi sto ascoltando questo DISCONE del rock psichedelico inglese, unico parto della band chiamata Tomorrow. Tra i membri del gruppo figura un certo STEVE HOWE, ai tempi ventenne (!) ma già strabiliante. A mio parere questo è un disco semplicemente stupendo, un capolavoro dell'epoca da avere assolutamente se vi piacciono le sonorità psichedeliche.

    Un gran bel disco in cui l'influenza di Sgt Pepper si fa sentire fortemente ma che mantiene un suono molto personale. Alcune canzoni sono semplicemente dei classici dell'era psichedelica: la bellissima opener My White Bicycle, la stupenda Real Life Permanent Dream (quando comincia sembra il solito lentone a base di sitar, poi si trasforma una scarica psichedelica tutta da ballare) e la grande ed eterea Revolution.

    Ottimi anche gli altri episodi: le beatlesiane Colonel Brown e Auntie Mary's Dress Shop, il pop baldanzoso di Three Jolly Little Dwarfs, la bella cover di Strawberry Fields Forever ma soprattutto Now Your Time Has Come, dove Steve Howe detta legge nel lungo assolo da due minuti e mezzo.

    La reissue del 1999 è una vera chicca: oltre a varie interessanti mono versions di alcune canzoni dell'album, offre anche una straordinaria cover di Why dei Byrds (anche qui Howe impressionante), 2 bonus tracks previously unreleased, quattro canzoni da solista del cantante Keith West, e pure tre canzoni degli Aquarian Age tra cui la mitica 10,000 Words in a Cardboard Box.
     
  5. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    24 Novembre 2016

    Oggi devo sfogarmi quindi duetto bello incazzoso:

    Dead Kennedys
    Fresh Fruit for Rotten Vegetables
    1980
    [​IMG]

    Cosa dire su questo classicone? Tra i dischi punk in mio possesso (non moltissimi, a dir la verità) è sicuramente il mio preferito e il più divertente. I riff sono pazzeschi tanto sono coinvolgenti e Biafra è un vocalist eccellente. Quasi ogni canzone è un classico, come si fa a non esaltarsi su Holiday in Cambodia, California Uber Alles o Let's Lynch the Landlord con quel giro di basso da capogiro? Ma sono quasi tutte bellissime. Le lyrics poi sono delle chicche. Ma come si fa a cantare allegramente "Crushed little kids adorn the boardwalk"? Geniale.

    Drug me with your magazines!
    Drug me with your fuck machines!
    Withafountainoffads, morerockandrollads, drug me drugme drugMEMEME!!!!!!

    Blue Cheer
    Vincebus Eruptum
    1968

    [​IMG]

    Questo disco è semplicemente mostruoso. Incredibile il casino che riescono a fare in 3. La pesantezza di quest'album è assolutamente incredibile per il 1968, nemmeno i MC5 si avvicinavano a queste vette. Per trovare qualcosa di più potente secondo me bisognerà aspettare il 1970 con In Rock. Per trovare qualcosa di più ignorante mi sa che bisogna aspettare il 73 coi New York Dolls e Raw Power degli Stooges.
    Si tratta di un disco sostanzialmente di blues elettrico stravolto e passato al tritacarne, dove la chitarra di Leigh Stephens è una potenza della natura che incute timore nell'ascoltatore. Aggiungetevi il batterista più primitivo e neandertaliano di sempre, un picchiatore senza ritegno, e avete gli ingredienti per creare un disco davvero memorabile.

    Ma sul serio, ascoltate qua da 3:40 a 4:45. Roba da chiedersi: "ma sto ascoltando un disco del 68 o l'ultimo dei Dying Fetus?"

     
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  6. mike_deflep&ledzep

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    7 Dicembre 2016

    Camel
    Mirage
    1974
    [​IMG]

    Oggi ho poco tempo, quindi mi limito a dire: ma quanti capolavori stratosferici ha partorito quella benedetta scena del progressive rock??? Continuo a comprare dischi prog da un bel po' e mi ritrovo nuovamente ad ascoltare un album a bocca aperta.

    Lady Fantasy di un altro pianeta, allucinante, ma il resto non è da meno, zero punti deboli. Bel prog rockeggiante con la chitarra bene in evidenza come piace a me. In Earthrise la sezione ritmica scatena un terremoto grado 9 della scala Richter.
     
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  7. jesse_pinkman

    jesse_pinkman
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    16 Dicembre 2016

    Ultimamente ho ascoltato l'ottimo The Shadow Cabinet dei Wuthering Heights. Un album power con tinte prog e folk e un cantante dalla voce molto simile a quella di Ronnie James Dio, che a differenza del lavoro più recente in cui l'ho sentito (l'ultimo Civil War, nel quale è molto più stridulo) mi piace un sacco. Un difetto, però, è che le canzoni tendono ad essere un po' troppo lunghe, qualche minuto in meno non sarebbe stato male.

     
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  8. vischious

    vischious
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    Føroyar mítt land

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    16 Dicembre 2016

    Io sul classico Heavy Metal di questa band giapponese

     
  9. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    23 Dicembre 2016

    Tuxedomoon
    Half-Mute
    1980
    New Wave

    [​IMG]

    Mi sto ascoltando questo disco di debutto della band Americana Tuxedomoon, che propone un bell’incrocio tra post-punk, musica elettronica e pop intellettuale spigoloso. Il trio di strumentisti e’ formato da Steven Brown (sax, tastiere e lead vocals), Peter Dachert (basso, chitarra) e Blaine Reininger (violino e chitarra).

    Il disco si compone di dieci canzoni e si chiama Half-Mute proprio perche’ cinque sono strumentali. Nel complesso e’ un disco molto vario, ma che mantiene un’atmosfera abbastanza cupa e inquietante che ricorda a tratti Killing Joke e Pere Ubu in salsa pop. Dei Depeche Mode piu' sperimentali. Secondo me le cose migliori sono da trovarsi nelle strumentali, tipicamente pezzi brevi da 3 minuti: Fifth column con le sue atmosfere tenebrose in sottofondo scandite da basso e sintetizzatore, sopra i quali il sassofono canta una nenia inquietante; Tritone (Musica Diablo), dal piglio nervoso con delle tastiere che sembrano uscite dal campionario di suoni di Windows 95 a ricamare una melodia schizofrenica sulla quale le scorribande dei violini fanno venire i brividi; Volo Vivace che segue la formula di Tritone ma con delle linee melodiche di violino ancora piu’ convincenti; e Nazca, dipinto soffuso dove il canto del sax si fa molto romantic e malinconico.

    Belle anche le cantate Loneliness, una litania funebre nello stile dei Depeche Mode piu’ notturni, e 7 Years che segue piu’ o meno gli stessi canoni. Da citare anche la buona 59 to 1, la canzone piu’ in stil post punk del lotto, scandita dal basso geometrico in stile Gang of Four, su cui il sax di Brown compie sortite un po’ alla Zappa.

    Bel disco, consigliato agli appassionati di sonorita’ New Wave.

    Nazca:

    Fifth Column:

    Tritone (Musica Diablo):

    Loneliness:
     
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  10. jesse_pinkman

    jesse_pinkman
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    6 Gennaio 2017

    Ultimamente sto ascoltando parecchio Enigmatic : Calling dei Pagan's Mind, scoperti grazie a Spotify.
    Un album che può fare la felicità di chi, come me, è fan del progressive più "tradizionale" e che strizza un occhio al power: niente filler nonostante la durata piuttosto lunga, sonorità "fredde" che si adattano benissimo alle tematiche sci-fi dei testi e grandi prestazioni dei membri del gruppo. Non è un album rivoluzionario (qua è là si sentono sprazzi di Dream Theater) ma comunque è ben lontano dall'essere puramente derivativo.

     
  11. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    5 Marzo 2017

    The Allman Brothers Band
    At Fillmore East
    1971

    [​IMG]

    Qualche mese fa mi sono comprato un po di classici che avevo colpevolmente trascurato, tra cui questo gioiello assoluto che ormai penso sia tra i migliori live album in mio possesso, un capolavoro storico.

    Prima facciata dedicata al blues, con delle cover di Statesboro Blues, Done Somebody Wrong, Stormy Monday e You Don't Love Me pazzesche. Seconda facciata dedicata alle composizioni originali Hot'Lanta, In Memory of Elizabeth Reed e Whipping Post dove si mostrano anche i lati hard rock e un pò di jazz della band.

    Un live semplicemente EPICO, i 23 minuti di Whipping Post sono la perfezione, roba che se l'avessi sentita dal vivo mi sarebbe esplosa la testa per la troppa epicità... il secondo assolo di Duane è mostruoso, totale, un vulcano in piena eruzione, un mare in tempesta. E poi quel meraviglioao break centrale struggente.. Ma che chitarrista era? Peccato per la sua prematuta scomparsa...
     
    A forza panino, Dwight Fry e Aguirre piace questo elemento.
  12. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    29 Marzo 2017

    Captain Beefheart and His Magic Band
    Safe As Milk
    1967

    [​IMG]


    Oggi mi sto ascoltando il debuto di Don Van Vliet, aka Captain Beefheart, e la sua Magic Band. La line-up della band e’ molto diversa rispetto a quella piu’ celebre che andra’ ad incidere “Trout Mask Replica”, con il solo John French alle pelli in comune, e su Safe As Milk troviamo alle chitarre un giovanissimo Ry Cooder.

    Un bel disco, particolare, e sicuramente scioccante nel 1967. Trattandosi del Capitano, ovviamente l’impasto di base e’ un sano vecchio Chicago blues, che viene pero’ strapazzato, inacidito e condito a sprazzi con le sonorita’ psyschedelic / garage in voga al tempo. L’impressione finale e’ quella di un disco certamente eccentrico, ma molto piu’ vicino ai canoni tradizionali del rock and roll rispetto alla follia musicale che il Capitano tirera’ fuori dal cappello solo due anni piu’ tardi.

    Tra le composizioni piu’ “tradizionali” troviamo “Sure ‘Nuff ‘N Yes I Do”, blues elettrico d’apertura, “Yellow Brick Road” (una capatina nel country che esplode nel ritornello in un coro quasi da stadio) e la cover del blues “Grown So Ugly”. Ma e’ nei momenti piu’ innovativi che il disco lascia intravedere le qualita’ del Capitano: “Zig Zag Wanderer”, uno stranulato e frenetico pezzo sulle orme del garage dei The Seeds, “Dropout Boogie” col suo magnetico incedere scandito dalla voce roca di Van Vliet, la fantastica “Electricity” (probabilmente la gemma del disco, indescrivibile) e la psichedelica e melodica “Autumn’s Child”.

    Gran bella sorpresa, non mi aspettavo un disco di tale fattura.
     
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  13. mike_deflep&ledzep

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    12 Maggio 2017

    Un aggiornamento veloce su alcuni miei ascolti recenti (perlopiu’ classici che vergognosamente non conoscevo ancora). Perdonatemi per gli accenti, ma e’ un casino con la tastiera inglese…

    Death – Human (1991)

    Che disco – all’epoca era probabilmente un modo interamente nuovo di concepire il metal “estremo”. Line-up da brividi. Disco molto tecnico ma al tempo stesso melodico e ancora strabordante di aggressivita’, contiene 8 gioielli che gettano le fondamenta per musica che si muove su nuove coordinate.. Lo preferisco a Individual Thought Patterns (benintesi, altro discone) in quanto a mio parere e’ piu’ coinvolgente all’ascolto in virtu’ di un’enfasi meno mirata sulle capacita’ tecniche del complesso.

    Il riff di Lack of Comprehension… che bomba…

    Genesis – Selling England By The Pound (1973)

    Continua il mio viaggio alla scoperta delle meraviglie di Gabriel e soci. Niente, anche stavolta bocca spalancata per tutto il disco. Dopo Nursery Cryme e Foxtrot, altro capolavoro pazzesco. Non mi dilungo oltre, ma mi limito a sottolineare quanto cazzo sia bella The Cinema Show. I-m-p-r-e-s-s-i-o-n-a-n-t-e. Non che Dancing With the Moonlit Knight e Firth of Fifth siano da meno… Tre canzoni del genere in un album solo dovrebbero essere illegali. E va bene se le altre non sono a questi livelli… Peraltro a me piace parecchio la strumentale After the Ordeal, che sembra che a parecchi faccia storcere il naso. Boh.

    The Doors – Strange Days (1967)

    Secondo album di Morrison & co, contiene canzoni che per la maggior parte erano state scritte per il primo ma successivamente scartate. Bhe, che scarti… Non sono mai stato un grandissimo fan dei The Doors ma questo disco secondo me e’ davvero molto bello, lo preferisco perfino al debutto. Chiaramente When The Music’s Over e’ il piatto forte, ma se devo andare per gusti personali posso dire che la title-track e’ forse la mia canzone preferita dei The Doors (tra quelle che conosco) insieme a Five To One. Ha un’atmosfera davvero magica e decadente…
     
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  14. Aguirre

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    18 Maggio 2017

    Trittico notevole.
    Human é Human, disco imprescindibile, anche se come alcuni sanno il MIO album dei Death é Individual Thought Patterns.
    Di Selling England...che dire ancora? I primi 4 dei Genesis sono patrimonio dell'umanità (eh sì, ci metto pure Trespass che è un capolavoro).
    Strange Days é il più duro, acido e potente dei Doors. Per me perfetto dall'inizio alla fine.
    Tre dischi da 10
     
  15. mike_deflep&ledzep

    mike_deflep&ledzep
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    20 Maggio 2017

    Il mio preferito dei Death rimane TSOP, forse perchè è il primo che ho ascoltato, anche se ammetto di non aver ascoltato nulla dai primi 3 album.

    Sui Genesis Trespass è in lista acquisti insieme a The lamb lies down on Broadway. Al prossimo ordine uno di questi due ce lo infilo.
     

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