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Fates Warning

Discussione in 'Progressive' iniziata da halloween, 31 Agosto 2004.

  1. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    13 Luglio 2016

    Consiglio banale: approfondisci allora! :)
     
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  2. The Transgressor

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    13 Luglio 2016

    Per me hai fatto bene ad iniziare con Awaken: nel percorso discografico-artistico della band lo considero un po' quello che per i Dream Theater è stato Images and words, per i Rush 2112 e soprattutto per i Queensryche Rage for order. Sempre con i relativi distinguo, tra i vari dischi (non è che le cose coincidano perfettamente).
    Da dove partire con Alder è difficile dirlo. Nel senso, va bene tutto dato che sono tutti dischi notevoli ed importanti (qualcuno più qualcuno meno); alcuni sono più simili di altri ma i Fates si sono sempre evoluti quindi se un disco non ti piace non vuol dire che non ne trovi un altro che invece incontrerà i tuoi gusti. Perfino tra Parallels ed Inside Out, tra loro simili, può essere che uno ti piaccia e l'altro no o quantomeno non allo stesso modo.

    A Pleasant Shade of Gray (1997) - un'unica composizione divisa in 12 parti - è ritenuto da molti sia il capolavoro dell'epoca Alder sia il capolavoro della band e/o dell'epoca di "puro" prog (anche in totale proprio). E' un disco che vive dell'atmosfera giusta per approcciarlo, molto floydiano (seconda era). Partire da questo? Bè io ho iniziato con questo ed è un album che non si può evitare, ma alcuni lo trovano un disco "scomodo". Perché è uno di quegli album che o entri nel suo mood o non ti dirà mai nulla sul piano emotivo (come Awaken, d'altronde; solo questo è molto ermetico).
    No Exit (1998) prosegue il discorso di Awaken, con ancora più sperimentazione tecnico-ritmica soprattutto nella struttura libera delle canzoni: qui c'è quella che possiamo considerare la prima suite del prog metal. Alder prova stellare, però non è il suo vero stile che inizia dal disco successivo e matura in Parallels.
    Perfect Symmetry (1989) è sicuramente il disco più sperimentale ed innovativo degli '80 dei Fates (e forse della carriera): qui praticamente c'è contenuto in nuce gran parte del prog metal "puro o melodico" a venire, senza contare che è una base irrinunciabile per il techno-prog. Ha il negativo di risultare troppo freddo e clinico, ci vogliono molti ascolti per coglierne "il sentimento".
    Parallels (1991): un PS privo della complessità di quest'ultimo; vengono abbandonati i tecnicismi puntando alla forma canzone "standard" e diretta (ma sempre deviata da arrangiamenti complessi), per soffermarsi sulle emozioni intime e malinconiche. Produzione d'avanguardia e divenuta esemplare (d'altronde, è non a caso il produttore storico dei Rush), un classico del Prog metal melodico. Per alcuni la vetta dei FW. Come punto di partenza per il mondo dei FW di solito viene spesso indicato questo disco.

    Inside Out (1994): prosegue il discorso di Parallels, con più sperimentazione sonora ma forse meno compattezza (la band poi era allo sbando come rapporti personali) e fa da ponte per APSOG. Queste cose portano quasi sempre a considerarlo l'opera minore di quelle dei '90 (e non) dei FW; da alcuni è in realtà amato molto e considerato anche più di Parallels o di altri dischi. Di sicuro, ha avuto il suo peso non indifferente nel prog di quegli anni - pur se molto meno dei dischi precedenti - con una Monument che resta un classico.

    Disconnected (2000): nuove influenze, nuova sperimentazione, elettronica e alternative metal. Per tanti è un altro gioiello, per alcuni siamo di fronte al vero capolavoro finale e definitivo (una Still remains è di sicuro un classico del prog); questo disco nell'economia della band lo paragonerei un po' quello che per i Dream Theater è stato Six deegrees.

    ....dovrei parlare di FWX e Darkenss ma mi sono rotto:lookaround:

    Alla fine per me, al netto di storia, importanza, classici ecc... Questo Theories of Flight (ma anche Darkness in fondo) è o quanto meno pare essere - secondo me - perfetto per iniziare ad approcciare i Fates Warning (ora) perché magari non sarà il disco migliore o più importante e manca - forse - di una vera canzone capolavoro. Ma c'è tutto quello - in sintesi - che sono stati i Fates, con i suoni in linea con la contemporaneità. Poi si può andare alla riscoperta dei classici.
     
    #1157
    Ultima modifica: 13 Luglio 2016
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  3. jesse_pinkman

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    13 Luglio 2016

    Wow, dire che sei stato esaustivo è poco, grazie mille!

    (però avevo dimenticato di dire che Awaken non l'ho mai apprezzato fino in fondo perché non mi fanno impazzire le linee vocali, anche se è strano perché non ho nulla contro le voci acute, anzi :lookaround: :lookaround: )
     
  4. The Transgressor

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    13 Luglio 2016

    Arch usa la voce come fosse uno strumento, per questo le canzoni sono fitte di strofe melodiche e vocalizzi. Ci vuole un bel po' per digerirlo. Io ti posso solo consigliare di ascoltarlo davvero molto, anche perché gli arrangiamenti come solito dei Fates sono abbastanza complessi e in quel disco appaiono anche più semplici di quello che sono. Le innumerevoli sfumature del disco si colgono solo una volta che uno se l'è bene stampato in capoccia. L'album crescerà con il tempo, fino al momento in cui arriverai alla "chiave di volta" che ti permetterà di comprenderlo appieno (parlo di piacere nell'ascolto, non di razionalizzazione critica).Ovviamente può essere che non non ti si apra mai nulla, questo dipende dla singolo. Vale per un bel po' di dischi dei Fates comunque.

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    #1159
    Ultima modifica: 13 Luglio 2016
  5. jesse_pinkman

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    13 Luglio 2016

    Beh per esempio all'inizio non riuscivo ad ascoltare King Diamond, adesso mi piace un sacco sia nei MF che come solista, quindi può benissimo essere come dici tu..... :D
     
  6. The Transgressor

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    13 Luglio 2016

    D'altronde, non è certo per caso se i Fates Warning non hanno avuto il successo dei Dream Theater o dei "rivali" 'ryche. Troppo cerebrali, contorti ed oscuri negli '80 e troppo intimisti, minimali e astratti nei '90.

    Comunque, per aiutarti con lo stile di Arch ti consiglio un ascolto all'EP solista A Twist of Fate che è un gioiellino (due suite per 30 minuti lo trovi tutto su youtube
    ). Su Awaken - dopo la grande prestazione di Spectre - trova pienamente il suo stile, ma era comunque un ragazzo. Dopo essere uscito del tutto dal mondo della musica, torna negli anni 2000 raggiungendo la piena maturità stilistica con l'EP (2003) e poi con il disco Arch/Matheos (sorta di tredicesimo album dei FW); solo il primo è più accessibile ed emotivo pur se complesso, il secondo- per quanto bello - è una mattonata intricatissima quindi non lo trovo proprio adatto per ora se ancora non digerisci il suo stile.

    Riguardo gli altri due dischi: Night on Brocken (1984) - che è tra l'altro un demo "gonfiato"- è un buon disco molto debitore della NWOBHM (Maiden su tutti), una sorta di Piece of Mind più complesso: per quelli che amano l'heavy classico ma non digeriscono il technical e prog metal, questo è di sicuro il preferito. The Spectre Within (1985) è una sorta di quint'essenza del disco heavy metal "totale", ancora troppo maideniano in alcune canzoni ma già personale e particolare. L'heavy classico (a tinte power) viene portato fino all'eccesso di complessità ritmico-strutturale progressiva; classici come The apparition ed Epitaph prefigurano già il prog. Questo è il disco che di solito piace di più a chi cerca un heavy-power ricercato, complesso e raffinato ma che ancora non sfocia del tutto nel technical prog; non è raro trovare appassionati di heavy classico che lo adorano e lo considerano il migliore (contro Awaken).
     
  7. Progceval

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    13 Luglio 2016

    oggi ho ordinato l'ultimo a 14€ spedito in doppio cd. me lo hanno spedito col corriere della posta, che tende a ritardare ma spero bene. intanto mi sto risentendo perfect simmetry, un album meraviglioso con una perfetta simmetria anche compositiva tra aresti e matheos (3 e 1/3 delle canzoni composte sia da aresti che da matheos). un'alchimia perfetta
    Mi correggo: l'ottava (che non vedevo nel libretto, perché dopo la foto, e colpevolmente non ricordavo) è di Matheos, quindi quest'ultimo vince 4 e 1/3 a 3 e 1/3 ma l'opinione che ci sia una perfetta alchimia resta
     
    #1162
    Ultima modifica: 13 Luglio 2016
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  8. Progceval

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    26 Luglio 2016

    dopo vari ascolti mi sono voluto riposare, per lasciarlo fermentare e ascoltare altro, e mi sento di poter affermare con serenità che per quanto mi riguarda è uno dei migliori loro album con una sintesi pazzesca di potenza, stile, profondità e altezza compositiva. anche i testi mi sono piaciuti molto.
     
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  9. Xan

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    27 Luglio 2016

    Io da non fan, posso dire che è un grande disco, e certe atmosfere mi riportano a Disconnected (ma con un taglio più moderno e meno intimistico) che è quello di loro che preferisco. Quest'ultimo si mangia tranquillamente i 2 precedenti
     
  10. The Transgressor

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    27 Luglio 2016

    Toglimi una curiosità Xan, dato che a quanto ho capito non sei diciamo particolarmente amante di A Pleasant Shade of Gray e Parallels - e però ti piace sia il power alla Blind Guardian sia un prog metal "emotivo" - ma tu i Fates Warning anni '80, soprattutto quelli con Arch li hai mai ascoltati? E per ascoltati intendo anche ascoltati bene (cioè con attenzione) soprattutto.

    Perchè comprendo che il problema, con alcuni dischi con Alder, possa essere il fatto di essere così ipercurati e cristallini da risultare freddi. E quelli che ti piacciono dell'era Alder sono proprio difatti gli album che - come impatto iniziale - risultano più "caldi" e sono meno minimalisti e monolitici. Se non ti piace Parallels, la vedo dura anche per un disco come Perfect Symmetry che ne è la versione complessa e tecnica (e in fondo anche No Exit); poiché anch'essi essendo molto tecnici possono apparire troppo clinici e freddi.

    Al contrario, nel caso ancora non lo avessi fatto, ti consiglio proprio di esplorare l'altra anima dei Fates Warning fatta di atmosfere sognanti, evocative, magiche e venata di nostalgia (ma non della malinconia intimista alderiana)- che ha tra l'altro avuto tanta influenza su tutti i vari "epic prog", su il concetto di "musica sognante" del "teatro di Sogno" (appunto) e sul power successivo specie quello "fantasy". L'unico problema - ma questo in fondo vale per qualsiasi musica - è che si può avere una idionsicrasia con il modo di cantare, modulare la voce e la melodia da parte di Arch (all'inizio ci si deve fare abitudine) che per alcuni risulta fastidioso, come per altri risulta palloso Alder; ma se non avrai problemi in tal senso allora avrai una musica che ti colpisce dentro toccando profondamente le tue corde emotive, in quella unione di "cuore e mente" che purtroppo non hai ravvisato in A pleasant shade of gray ma trovato - un poco o abbastanza - in Disconnected.
     
  11. Xan

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    27 Luglio 2016

    No, se devo essere sincero no. Istintivamente, a qualche ascolto, mi ha respinto, soprattutto la voce. Però non ho approfondito ...

    Ok, proverò:)
     
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  12. The Transgressor

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    28 Luglio 2016

    Ti consiglio di inziare con Awaken the Guardian (ovvio), ma anche l'EP A Twist of Fate. Pur non essendo un disco dei Fates Warning in quest'ultimo c'è sempre Matheos (oltre a Joey Vera) ed è un perfetto connubio tra il passato e il presente ponte poi per il disco Arch/Matheos, stupendo ma che ti consiglio di approcciare solo dopo essere entrato appieno nello stile di Arch perché è veramente tanto intricato come album.

    Night on Brocken buon disco con ottime canzoni, ma ancora troppo derivativo (immaginati un po' come l'esordio dei Rush con i Led Zeppelin); The Spectre Within inizia a mostrare la particolarità della band verso una forma canzone progressiva con delle piccole mini suite articolate; in certe canzoni e melodie c'è ancora troppo l'influenza dei Maiden. In questa fase è stato molto importante il primo chitarrista, Victor Arduini. E' qui che lo stile di Arch-Matheos inizia a prendere completamente forma: canzoni complesse, articolate dove la voce agisce da vero e proprio strumento - per certe cose affine a certo canto medioorientale - assieme alle chitarre disegnando sensazioni, atmosfere; i testi sono allegorici, metaforici a volte criptici sempre però legati a meditazioni sul senso della vita, della morte, dell'arte, sul tempo e la memoria. The Spectre Within e Awaken sono legati tematicamente, se l'uno è cupo e disperato (lo Spettro da affrontare è la paura, la morte, il sé interiore ecc), l'altro invece vuole essere la reazione allo "Spettro" facendo risvegliare il "Guardiano" cioè combattere il vuoto dell'esistenza, vincere la tristezza della vita. In Awaken l'accoppiata Arch/Matheos trova finalmente il suo stile; l'heavy metal classico viene "trasceso" nel prog metal in un disco alla fine unico proprio perché al limite tra due generi o meglio due modi di intendere il metal.

    Il disco della maturità dei Fates con Arch è però ovviamente Sympathetic Resonance (2011), dato che li erano giovanissimi; qui il prog moderno si incontra con il classico. Anche il timbro di Arch è maturo, già da Awaken si era liberato abbastanza dell'influenza di Dickinson ma dall'EP è proprio un'altra cosa.

    Fermo restando che ognuno poi ha il suo modo, riguardo l'ascolto trovo difficile che ti possano piacere "tanto" subito. Se Arch ti risulta indigesto è allora proprio impossibile. Sono dischi che richiedono non solo molti ascolti, ma tempo per crescere. Il mio consiglio è ascoltarli regolarmente con attenzione ogni tot, ma solo se con i primi ascolti trovi cose interessanti altrimenti è chiaramente una tortura :hihi: Con i dischi degli '80 non fermarti alle prime canzoni, il meglio viene dopo.

    Per i primi due con Alder invece prova a dare un ascolto a At Fates Hands da Perfect Symmetry (che questo disco possa piacerti la vedo dura) e - vabbè- in teoria la suite di No Exit ma sono 22 minuti:lookaround: prova almeno la parte IV Quietus.
     
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  13. Vittorio

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    28 Luglio 2016

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  14. ReunionDay

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    28 Luglio 2016

    Approfitto per una domanda...ho comprato a relativamente buon prezzo il live doppio Still Life. Come lo giudicate? Suono, prestazioni, scaletta ecc :)
     
  15. The Transgressor

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    28 Luglio 2016

    Ottimo. Nel primo cd A Pleasant Shade of Gray è riproposto nella sua interezza ed emoziona come su disco; nel cd 2 si ripercorre quasi tutta la carriera della band proponendo i pezzi da 90 dei singoli dischi: la suite The Ivory Gate of Dreams, The eleventh hour, Monument e poi At Fates Hands con addirittura Prelude To Ruin (Alder interpreta benissimo). Ray in formissima, Zonder è Zonder mettendoci del suo nelle canzoni con Zinnerman. Il guest Bernie Versailles fa un ottimo lavoro, con Jason Kiezer alle tastiere.
    Avrebbe potuto essere IL live definitivo dei Fates. Le cose negative sono:
    La band era momentaneamente disgregata dopo la defezione di Aresti e DiBiase. Joey Vera non era ancora un membro effettivo del gruppo. Diciamo che l'eventuale live perfetto per me prevederebbe ovviamente i membri storici o quantomeno una nuova formazione affiatata come quella odierna. Il suono del basso per me, in alcune parti, doveva essere evidenziato meglio, specie nelle canzoni di Parallels (in Point of View lo voglio che pompi :hihi:); Monument stupenda, la chitarra elettrica ne fa un'ottima versione alternativa ma avrei preferito quella acustica (comprendo però che per Jim era una rottura); spettacolare l'accoppiata At Fates Hands/Prelude To Ruin che poi si lega alla conclusiva We only say Goodbye, ma di Prelude ne fanno metà, tutta sarebbe stato meglio. Avrebbero potuto aggiungere altre canzoni e riempire tutto il secondo cd (se magari tornavano anche più indietro negli anni sarebbe stato spettacolare); ma se contiamo che il tour era quello del '98 in Europa -per la maggior parte di supporto ai Dream Theater - e che proponevano tutto APSOG non è che ci si possa lamentare tanto anzi. La sola suite vale l'ascolto.

    In sostanza un bel live album, degno della qualità di uscite del gruppo e che potrebbe funzionare anche come compendio generale per il neofita.

    P.S. la scelta di mettere per intero APSOG può far discutere ma 1. era il tour di supporto 2. ritengo che quel disco acquisti senso per intero, le singoli parti da sole sono ovviamente incompiute; stesso discorso per la suite.
     
    #1170
    Ultima modifica: 28 Luglio 2016

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