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Storia

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Djmz, 27 Giugno 2007.

  1. Aslan

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    1 Maggio 2016

    Dave, l'argomento è vastissimo e si potrebbe parlarne per settimane, francamente io non ho tempo. Quello che scrivi è abbastanza in linea con quello che si trova negli attuali libri di storia ad orientamento didattico (elementari/medie/superiori) che riportano dati storicamente inconfutabili, giocando peró alla grande su clamorose omissioni, dando quindi una lettura in gran parte falsata di quel periodo. Perchè, oltre a quello che giustamente riporti, sia in campo industriale che in quello agricolo in quel decennio vengono introdotte forme partecipative con intuizioni di portata tale che rapportate ai tempi erano avanguardia. Gli ideologi di queste piccole "rivoluzioni" erano esponenti fascistissimi di impostazione socialista. Poi chiaramente l'evoluzione di queste politiche fu in parte soffocata dai venti di guerra e, sicuramente, dalle anime piú "conservatrici" del regime. Se vai a riprenderti le idee del fascismo sansepolcrista o la stessa carta del carnaro, o gli studi di ugo spirito, emilio gentile e dei sindacalisti rivoluzionari sergio panunzio e alceste de ambris e gli esponenti del fascismo rosso come bombacci (uno dei fondatori del pci tra l'altro) ce n'è da far impallidire anche i "progressisti" di oggi.
    La bibliografia volendo è sterminata, io ormai 11 anni fa avevo raccolto quanto era possibile cercando di fare una sintesi estrema nella mia tesi di laurea su "il capitalismo e la partecipazione del lavoratore, teorie economiche e sociali dall'Ottocento ad oggi" che, eventualmente, posso condividere, e redatta in una delle universitá piú rosse d'italia senza trovare opposizione alcuna da parte dei docenti.
    Il problema è che spesso si utilizzano veritá storiche riportate parzialmente per sostenere tesi ideologiche. Il fascismo, come tutte le esperienze storiche compresa la realtá di oggi, portò con se luci ed ombre. Sarebbe peró importante, ormai, lasciare indietro letture ideologiche ormai prive di senso e, a vantaggio della veritá, cercare di portare avanti analisi lucide, che poi vanno a vantaggio di tutti.
    Come diceva jacopetti, non esiste un modo neutrale di riportare i fatti, poichè essi sono sempre filtrati anche inconsciamente da chi li analizza, ma esiste peró un modo onesto di esporli.

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  2. daveg68

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    1 Maggio 2016

    Aslan, ma è proprio nel rapporto tra luci e ombre che si alternarono durante il ventennio che, col cuore in mano uno studioso e appassionato di quel periodo storico dovrebbe giungere a oneste conclusioni.
    Cosa pesa di più nel bilancio della storia, l'istituzione della previdenza sociale, le otto ore lavorative, o la scelta di invadere paesi stranieri, peraltro con un esercito non all'altezza , o addirittura allearsi con un regime che era l'antitesi del vero socialismo e la conseguente morte di milioni di persone. Cosa pesa di più, quale deve essere il giudizio storico, quanti sanno che nicola bombacci era col duce anche durante la crisi del regime proprio per dargli un senso socialista, e quanti invece non sanno neppure chi fosse, ma ricordano volentieri, quel pagliaccio di starace, che studiava le coreografie per accogliere il duce in modo plateale durante i discorsi pubblici, o addirittura quell'assassino folle di farinacci, vero e proprio mito dei fascistelli di sempre per non parlare di v. j. borghese e la X' mas. Mai sentito un fascista prendere le distanze dalle nefandezze del vecchio regime e riconoscere l'immenso vuoto politico creato dall'uomo solo al comando: credere, obbedire combattere, sempre: al costo di giustificare (e parteciparvi) i massacri della 16ma divisione panzer nel 44 un po' in tutto il nord Italia o addirittura divenendo negazionisti dell'olocausto, come se uccidere migliaia di persone e non milioni sia diverso oppure non farlo nelle camere a gas ma per inedia possa assolvere i carnefici, assurdo e vergognoso. Cattivi maestri che riempiono la testa vuota di migliaia di fascistelli oggi come ieri col fascino della mistica cameratistica fascista è pieno, e sono proprio i consapevoli studiosi di quel periodo come te che dovrebbero fare da argine a tutto ciò.
     
  3. Aslan

    Aslan
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    1 Maggio 2016

    Il colonialismo e le guerre di aggressione erano prerogativa anche degli stati "democratici" in quegli anni. Era un'epoca diversa e una mentalitá diversa. Che le atrocitá perpetrate dagli inglesi o dai francesi non hanno paragoni.
    L'imperialismo era il verbo di tutte le grandi nazioni. La questione ebraica, invece, al di lá della ferocia e tutto quello che vuoi, era una conseguenza proprio delle politiche attuate dopo la grande guerra dalle grandi potenze democratiche nei confronti della germania, che avevano innescato una miscela esplosiva dal punto di vista politico-sociale. Certe forzature avevano creato una situazione iniqua nelle rappresentanze sedicenti democratiche, in un paese schiacciato dalla crisi e dai debiti di guerra. Dopo, si puó contestare il metodo, ma non deresponsabilizzare gli artefici di tutto questo. Questa cosa al solo pensiero dovrebbe far prudere le mani a quelli che si riempiono la bocca di rappresentanza dal basso e di equitá sociale

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  4. Byford86

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    1 Maggio 2016

    Un chiaro esempio dell'atteggiamento tendenzioso della storiografia marxista(perchè di questa si tratta) nel proporre un fascismo filo-borghese è proprio prendere provvedimenti di stampo liberista e farne il cardine della critica, decontestualizzandoli e omettendo l'insieme delle politiche adottate in un intero periodo. Mentre invece ciò dimostra esattamente ciò che ho specificato prima, ovvero che il fascismo non seguiva nè il socialismo nè il capitalismo, ma si proponeva come Terza Via, quindi aprendo di fatto ad esperienze provenienti da entrambi i lati. Tra l'altro le iniziative in campo economico di cui parli portarono ad un aumento della produzione e ad un calo clamoroso della disoccupazione, per chiarezza.

    Parli dei sindacati e delle proteste azzoppate, ma il corporativismo supera i sindacati nella logica fascista e se proteste di grande portata non vi furono non si può certo tirare in ballo l'olio di ricino(!), ma evidentemente ciò va letto come il raggiungimento di un livello di pace sociale tale da rendere le iniziative rosse fuori tempo e superate.

    Infatti quando mi assicuri un contratto decente, un'assicurazione sul lavoro(a partire dal 1923), sulla maternità, migliori il sistema previdenziale, introduci il TFR(1927), la tredicesima(1937), regolamentazione dell'orario sul lavoro(1923), assegni e sgravi fiscali per le famiglie, dopo-lavoro e case del popolo e via discorrendo, magari le leghe rosse le ho già dimenticate, che dici?;)

    Sul corporativismo e il modo di concepire il lavoro durante il ventennio è bene leggersi la Carta del Lavoro(1927) prima di lanciarsi in altre analisi: http://www.historia.unimi.it/sezione/fonti/codificazione/cartalavoro.pdf Questi concetti si tradussero in seguito nella socializzazione delle imprese durante la RSI, un'innovazione epocale nei rapporti di produzione.

    E non dimentichiamoci la nazionalizzazione di banche e imprese, i vari istituti per la partecipazione(e la direzione) statale alla vita economica e finanziaria del paese, segnali indiscutibili sulla natura del regime.

    Ora vorrei sapere da te Daveg, dopo aver letto la carta del lavoro, dopo aver preso atto delle normative sul lavoro e dell'istituzione di organi e apparati dirigisti, come si concilia tutto questo con ciò che tu e i circoli marxisti andate a ripetere, ovvero che il fascismo sarebbe stato il bastone del capitalismo?

    Il resto dei tuoi interventi è riferito ad altri aspetti, non mischiamo le carte facendo il solito pastrocchio. Parliamo del lavoro e delle politiche economiche.
     
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  5. Byford86

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    1 Maggio 2016

    Lo vedi che ricaschi nella solita retorica cominciando a parlare di crimini e riscaldando la solita minestra rancida dell'antifascismo? Stavamo parlando di politiche economiche mi pare. Una discussione storica non è una gara a chi ce l'ha più lungo, ma un'analisi di fatti e circostanze, senza giudizi morali, che sono per definizione sempre di parte.
     
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  6. daveg68

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    1 Maggio 2016

    Quando intendo che il regime fascista ci portò alla tragedia e alla morte di milioni di persone, mi riferisco non al colonialismo poiché fu iniziato da altri come giustamente puntualizzavi, ma alla seconda guerra mondiale. Lo sai che mussolini detestava Hitler, il fatto che invadesse paesi come belgio, francia, cecoslovacchia, senza mai condividerne i piani con l'alleato italiano lo mandava in bestia. Purtroppo la Germania era l'alleato forte e faceva il cazzo che gli pareva, L'Italia che voleva tenersi stretto L'alto Adige, si guardò bene dal prendere le distanze dal regime tedesco. L'allora ministro degli esteri Galeazzo Ciano era per la rottura totale con Hitler soprattutto dopo l'invasione della Ceocoslovacchia e la figura di merda nei trattati di pace a Monaco con Inghilterra e Francia durante i quali mussolini aveva garantito (dando la sua parola) che Hitler si sarebbe annesso i sudeti e si sarebbe fermato a quello, palle poi s'è visto cosa valeva la parola di hitler.
    L'atteggiamento italiano fu sempre quello di subalterno servilismo nei confronti della germania, persino quando mussolini per dimostrare audacia e potenza bellica invase la grecia all'insaputa di Hitler, così per ripagarlo della stessa moneta, dovette accettare in un secondo momento le divisioni corazzate tedesche in supporto perché l'esercito italiano non era in grado di conquistare la grecia. Quindi con un esercito scalcinato, con un alleato imbarazzante e completamente folle che aveva dichiarato guerra al mondo, il duce incoscientemente lo segue in un conflitto mondiale che causerà la morte di milioni di persone. Questo è il grande errore di mussolini di fronte a quale i provvedimenti di politica interna di matrice socialista sono meno di zero al suo confronto. Mi viene in mente lo spettacolo di Benigni tanti anni fa, che pressappoco faceva così: il duce era come l'elettricista che ti entrava in casa per l'impianto elettrico, bravissimo tecnico oh niente da dire, ti aveva stuprato la mamma e la moglie, ma le luci si accendevano tutte eh!!

    Questo è un discorso molto articolato, la campagna di demonizzazione sugli ebrei in germania non è in rapporto diretto con la sconfitta nella grande guerra. La crisi conseguente alla 1° guerra mondiale c'entra nel senso che i governi tedeschi sono deboli e la popolazione affamata, ma non può in nessun modo fare da alibi alla barbarie perpetrata dai nazisti, anzi essi hanno cavalcato l'onda nazionalista antiebraica proprio per cementare un fronte compatto nazionalista tedesco capace di creare consenso e andare al potere puntando il dito contro un nemico al proprio interno considerato non-tedesco. E' un po' lo spettro che aleggia nei giorni nostri, coloro che non conoscono la storia sono i potenziali nuovi nazionalisti che potrebbero far partire un movimento di massa antidemocratico e altamente offensivo in europa sapientemente manipolato da qualche personaggio politico capace di sfruttare la crisi di questi anni e l'odio per i "nuovi ebrei", motivo per cui l'opinione pubblica consapevole deve fare da argine in ogni modo al ritorno della possibile barbarie. Hai mai letto il programma politico di certi movimenti di extr. destra italiana, c'è da rabbrividire..
     
  7. Byford86

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    1 Maggio 2016

    Ci sarebbe molto da discutere anche sulla guerra. Anche qui la ricostruzione degli eventi viene spesso forzata e semplificata a mò di filastrocca in ragione delle potenze vincitrici, come è ovvio che sia.
     
  8. Aslan

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    1 Maggio 2016

    Fintanto che il popolo viene espropriato della possiblitá di scegliere e l'accoglienza diventa un pretesto per espropriare i cittadini dei propri diritti e togliere loro tutele avremo sempre nuove guerre tra poveri e "nuovi ebrei" da cercare.
    Il problema sono le elite intellettuali e politiche, che pianificano dall'alto e non si rendono conto delle fratture sociali che stanno creando. Se invece dei salotti frequentassero di piú le fabbriche e la gente comune si renderebbero conto che i primi ad averne le palle piene sono proprio operai e ceto medio, persone normalissime che nulla hanno a che fare con fascismo o xenofobia.
    Io credo che questi intellettuali/politici conoscano la storia ma non la capiscano granchè, e che un bel bagno di ignoranza potrebbe aiutare a fare un po' di pulizia. La nuova guerra è tra ceto popolare ed elite, non tra "padroni" e operai.
    Ma i "nuovi" progressisti ragionano per "vecchi" schemi, e l'ottusitá è piú pericolosa dell'ignoranza.

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  9. Byford86

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    1 Maggio 2016

    Eh si guarda c'è un pericolo di ritorno alla barbarie. Un ritorno? Forse vi siete persi qualche decennio di guerre rovinose, milioni di morti sparsi in ogni parte del globo e interi continenti devastati dalle logiche di chi all'epoca salvò il pianeta, almeno così raccontano.
     
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  10. Byford86

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    1 Maggio 2016

    Oltre all'inettitudine c'è anche malafede. Se certe dinamiche riescono a comprenderle semplici appassionati di storia, attualità e geo-politica, non possono non arrivarci figure istituzionali dotate di tutti gli strumenti utili. Vi sono tutta una serie di professionisti, dalla politica all'informazione, che svolgono un ruolo di propaganda e di indirizzo perfettamente cosciente. Mi riferisco in particolare ai fenomeni migratori, alle guerre, al terrorismo, alla lotta per i diritti. Oltre a questi professionisti c'è ovviamente un meccanismo che si auto-alimenta e va avanti da solo seguendo la tendenza imposta.
     
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  11. The Neuromancer

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    1 Maggio 2016

    Più che altro a livello storico l'antisemitismo non è assolutamente un'esclusiva del nazionalsocialismo; può essere di matrice religiosa, laica, nazionalista, sociale (mi viene in mente Proudhon in questo senso).

    Ma un nazionalsocialista è per forza di cose antisemita. Gli ebrei non sono volksgenossen a prescindere dal fatto che siano banchieri, panettieri, disoccupati o operai - questo mi pare inconfutabile - e il motivo è meramente razziale.
     
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  12. daveg68

    daveg68
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    1 Maggio 2016

    Quello che continuo a ripetere ma fai finta di non capire è che io da operaio, non voglio un governo buono che pensa a tutto lui per il mio bene, il fatto che esso decida cosa è giusto per me come le otto ore lavorative o la pensione o altro, non devono essere il dono dall'alto, l'ho già scritto prima.
    Io oltre a giuste condizioni di lavoro, voglio anche sentirmi uomo libero di associarmi nel mondo del lavoro e poter decidere io interloquendo direttamente con la controparte che non deve in nessun modo essere un governo politico ma il mondo degli imprenditori, da pari a pari.
    Prima o poi nel tuo mondo fiabesco del fascismo, capiterà un provvedimento poco gradevole, chessò l'abolizione dello sciopero magari (esempio a caso), il fatto che non ho diritto io in prima persona di decidere, ma è il governo che tratta con la confindustria, lo considero gravissimo perché mi viene tolto un sacrosanto diritto.
    Tu che sei obbediente credi e combatti fino alla morte, ti accontenti di ciò che il governo decide per te giusto o sbagliato che sia, ma io che non sono come te intendo decidere in prima persona la mediazione sindacale. Tutte le cose buone dall'alto non mi interessano perché sono miei diritti e perché un giorno potrebbero non essere buone e le dovrei accettare lo stesso, abbiamo una differente impostazione filosofica della vita, solo che la mia non intacca la tua libertà, anzi la eleva se proprio devo dirlo, la tua invece intacca la mia libertà.

    Questo è il grave errore del fascismo, il decidere tutto dall'alto, nel socialismo italiano i diritti dei lavoratori li decidono i lavoratori mediando con la controparte. Come diceva Pertini:
    „Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [... ] (da un'Intervista - Centro Espositivo Sandro Pertini)“
    – Sandro Pertini
     
    #897
    Ultima modifica: 1 Maggio 2016
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  13. Aslan

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    1 Maggio 2016

    L'ha detto prima o dopo aver baciato la bara di Tito?

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  14. daveg68

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    1 Maggio 2016

    In parte sono d'accordo con te, nel senso che le elìte economiche mondiali negli ultimi decenni hanno fatto fare passi indietro da gigante al movimento operaio di tutto il mondo, questo mi rode il fegato tutti i giorni, ma è anche vero che certi movimenti xenofobi proprio come nella germania di Hitler, sfruttano il disagio del mio ceto alimentando una guerra tra poveri quando i veri avversari sono in alto e continuano a portare avanti le peggio politiche neo liberiste. Dobbiamo smetterla di demonizzare chi prova solidarietà verso i migranti, ma dobbiamo capire quali sono le cause radice che stanno spingendo i migranti verso l'Europa. Non è seminando odio per i neri che si risolve il problema, ma anzi facendo in modo che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità (u.s.a. in primis) della scellerata politica estera dell'occidente di questi anni e lo si costringa a porre rimedio, boots on ground.
    Ti faccio un esempio di quanto stiano sbagliando certi movimenti nazionalisti e/o xenofobi.
    Salvini che va a leccare il culo a trump, ma ti sembra una cosa sensata? capisco che per l'elettorato medio dei due ci può essere sintonia, quello odia messicani e neri e questi odiano arabi e neri, ma in politica estera quel fenomeno di trump cos'ha promesso? che gli usa si faranno solo i cazzi loro, cioè dopo tutto il casino che hanno combinato al mondo con Saddam l'iraq, l'isis l'afghanistan e quant'altro questi si trincerano nella loro terra se vince trump e salvini cosa fa va ad applaudirlo, non ho parole.
    vabbeh piccola divagazione dall'argomento storia.
     
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  15. daveg68

    daveg68
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    Comunque BUON 1° MAGGIO A TUTTI .... ma proprio tutti eh
     
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