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Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da alexmai, 12 Settembre 2011.

  1. NeroArtico

    NeroArtico
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    28 Dicembre 2015

    Concordo.
     
  2. UomoStrano

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    28 Dicembre 2015

    « hai una faccia falsa », disse Antonio.
    « a bucchina essrreta », disse Pasquale.
    « 50 euro bocca culo », disse la coreana.
    « va bene », disse Antonio.
     
  3. madelyne

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    28 Dicembre 2015

    Io ricordo che spedii circa 60 euro di manoscritto, solo il costo della posta, dico, mica pure delle copie del manoscritto, che grazie a Dio lucravo sulla fotocopiatrice dell'ufficio. :fesso:












    Ah, poi mi hanno licenziato, ma io dicevo "fanculo, tanto divento il nuovo Culicchia". :killer:
     
  4. UomoStrano

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    28 Dicembre 2015

    stavo in trip mentre ascoltavo le luci della centrale elettrica e ho scritto due pagine circa del nuovo (terzo) romanzo. ero bloccato da due settimane.
     
  5. madelyne

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    28 Dicembre 2015

  6. Aslan

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    29 Dicembre 2015

  7. UomoStrano

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    4 Gennaio 2016

    ho trovato una casa editrice molto carina che non si fa problemi riguardo ai generi, pubblica in cartaceo e chiede solo tre mesi di tempo. peccato l'abbia scoperta solo ora, devo aspettare marzo :(
     
  8. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    4 Gennaio 2016

    Posso sapere il nome? :lookaround:
     
  9. UomoStrano

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    4 Gennaio 2016

    eden edizioni, ma non garantisco
     
  10. The Thunder God

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    Samurai che profuma di girasoli

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    4 Gennaio 2016

    Grazie comunque
     
  11. alexmai

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    5 Gennaio 2016

    A The Thunder God piace questo elemento.
  12. UomoStrano

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    5 Gennaio 2016

    Tutte le case editrici free, piccole e serie sono uguali alla fine. Poi c'è quella senza ufficio stampa, quella che ha l'ufficio stampa, quella che distribuisce meno, quella di più, blabla. Questo se si parla di gente che pubblica sia cartaceo che e.book, le realtà prettamente virtuali non le conosco ma tra l'altro mi sa che si vende di più su internet piuttosto che facendosi stampare il proprio librettino che nessuno pubblicizza e che i conoscenti liquidano con un "fa cagare ma l'ho comprato per farlo contento". Alla fine la casa editrice buona ce l'avevo pure prima, tanto non cambia niente.
     
  13. madelyne

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    9 Gennaio 2016

    La distribuzione, prima di tutto.
    E i giusti agganci.
    Se si vuole vendere.
     
    A alexmai piace questo elemento.
  14. alexmai

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    15 Gennaio 2016

    Ciao a tutti, mi serve un consiglio da lettori e scrittori.
    Sto scrivendo l'autobiografia di un personaggio pubblico, l'ho intervistato per decine di ore e ho avuto accesso a ogni tipo di materiale documentale.
    Questa persona è un grosso imprenditore che ha avuto guai con la giustizia per almeno tre problemi diversi (salvo uscirne sempre innocente, perchè è tutta una manovra per incastrarlo), e quindi non si può fare un'unica storia con un inizio e una fine chiari...
    Ho provato a impostare il tutto in varie forme: narrativa (con personaggi che trovano pezzi delle inchieste, il protagonista che ha perso la memoria e non sa se è il buono o il cattivo, eccetera), intercettazioni (un elenco di scene "in audio" di colloqui tra diverse persone coinvolte, in ambienti diversi), intervista (soprattutto per gli approfondimenti, in concerto con gli altri due sistemi), ma non sono convinto che sia il modo migliore.
    Voi in che formato preferireste leggere una storia del genere?
     
    A madelyne piace questo elemento.
  15. Engash-Krul

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    il Divoratore di Menti

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    15 Gennaio 2016

    dici "autobiografia" perché poi uscirà a nome suo e non tuo, giusto?
    trattandosi di una "autobiografia", in realtà, credo ci sia un solo modo per scriverla e cioè in ordine cronologico. puoi anche fare un inizio in medias-res e con la scusa di un evento che scatena un fiume di ricordi ripartire dall'inizio e scrivere tutto (o quasi) in flash-back. tipo potresti iniziare che è fuori dall'aula di tribunale dove stanno per emettere la sentenza dell'ultimo processo in cui è coinvolto e ripensa a come tutto è iniziato e perché. ovviamente finisce quando si arriva con la narrazione al presente e lui viene richiamato in aula per la pronuncia della sentenza, ma lasciando in sospeso se sarà positiva o negativa (tanto il lettore a questo punto si è fatto l'idea che volevi tu, quindi non conta, il lettore sarà in ogni caso dalla sua parte).
    se, invece, è una "biografia", a mio avviso hai più libertà nello stile narrativo perché puoi rivolgerti a N modi diversi e alcuni ho visto che li hai già enumerati. su quale sia il migliore, però, non saprei dirlo, temo che solo tu che hai in mano tutti i dettagli, possa deciderlo. devi focalizzare quali sono i passaggi più importanti secondo te, che devono avere più spazio e drammaticità. sulla base del modo migliore per rendere quei passaggi, stabilirai e ci costruirai attorno tutto il resto ;)
     

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