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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. damagedone

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    20 Agosto 2014

    Il protagonista è pessimo, non merita neanche di avere nome e cognome russi.
     
  2. Evillupo

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    bestemmie e parole d'orgoglio

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    20 Agosto 2014

    e patronimico...
     
  3. TrueNorwegianBlackMetal

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    28 Agosto 2014

    Resurrezione è un gran romanzo che, per essere compreso, deve contestualizzato e letto alla luce del pensiero filosofico e religioso di Tolstoj.
    E' un saggio fatto racconto dunque non segue la perfezione formale e contenutistica di Guerra e Pace, è ricco di eccessi e il protagonista subisce un travaglio spirituale più veloce, più rapido, quasi grezzo. Tuttavia rimane un lavoro commovente, profondo e accecante per la sua attualità. Venne concluso in tutta fretta (non come i due precedenti) in modo tale che il ricavato venisse devoluto ai duchobory, decisino che, forse, non permise a Tostoj di vincere il Nobel.
    Di certo leggerlo a caso ( senza conoscerne l'evoluzione) non è una colpa. Ma se così fosse rimane, per me, un capolavoro. Differente dagli altri romanzi, ma pur sempre un capolavoro.


    Appena finito "Le mani sporche" di Sartre. Nichilismo puro.
     
  4. damagedone

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    28 Agosto 2014

    Ma tutto questo lo sapevo benissimo prima di leggerlo, ci mancherebbe; il fatto è che uno può avere tutte le scusanti del mondo ma alla fine bisogna giudicare il risultato e per farlo bisogna proprio evitare di lasciarsi "accecare" dalle tematiche e dagli spunti filosofici che non possono che essere pregnanti visto il momento che stava attraversando l'autore. L'evoluzione spirituale del protagonista si svolge ad un ritmo schizofrenico, ai limiti del surreale e questo rende più difficile una partecipazione sentita da parte del lettore: questo per me è un handicap a prescindere da tutto il resto.
     
  5. TrueNorwegianBlackMetal

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    29 Agosto 2014

    Ma anche no. Accecare da che? Pure in Guerra e Pace è pienissimo di riflessioni simili e la "svolta" religiosa non rappresenta un deterrente (Tolstoj d'altra parte è sempre stato cristiano), tantomeno una scusante.


    Boh, dipende. Rispetto agli standard tolstojani succede tutto molto più in fretta ma, per quanto mi riguarda, la qualità del romanzo, di per sé altissima, non ne viene minimamente intaccata.
     
  6. damagedone

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    29 Agosto 2014

    Non mi sono spiegato bene; quello che intendevo è che da un punto di vista filosofico Tolstoj è sempre stimolante ed interessante e quindi si rischia di giudicare le sue opere unicamente da quella prospettiva anche quando dal punto di vista puramente formale non sono impeccabili.

    Una religiosità però tanto più interessante proprio in quanto tormentata all'inverosimile e mai del tutto definita.

    Ragionando così si potrebbe arrivare ad equiparare Resurrezione ai due pezzi grossi della sua prosa; questo per me è impensabile.
     
    #13296
    Ultima modifica: 29 Agosto 2014
  7. TrueNorwegianBlackMetal

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    30 Agosto 2014

    Beh era il periodo di Che cos'è l'arte? in cui al piano "formale"/esteriore (ovvero la bellezza dello stile) era subordinato a quello etico/morale: l'arte doveva essere comprensibile a tutti, sopprimere la violenza e "istruire".

    I romanzi sono paragonabili nel senso che in Tolstoj c'è sempre una continuità e molte riflessioni presenti in Resurrezione erano già state fatte da Bezuchov in Guerra e Pace. Anna Karenina è leggermente diverso, più in linea con la "moda" del tempo che voleva una maggior introspezione/evoluzione psicologica dei personaggi (dunque sono state eliminate le riflessioni filosofiche che interrompono la storia) ma, nonostante tutto, è a metà strada tra Guerra e Pace e Resurrezione.

    Se vuoi un testo simile ai due grandi romanzi ma precedente al periodo cristiano" leggi il racconto Chadzi-Murat, dovrebbe piacerti.
     
  8. damagedone

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    30 Agosto 2014

    Non ho mai letto nulla dei racconti di Tolstoj (al momento devo finire Guerra e Pace e ho alle spalle Anna Karenina, Confessione, Resurezione e Il Regno Di Dio è In Voi); si trovano raccolte decenti in giro?
     
  9. TrueNorwegianBlackMetal

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    30 Agosto 2014

    Io ho l'edizione "Tutti i racconti" in due volumi della Mondadori ma per i più famosi come Cholstomèr, La morte di Ivan il'ic, Sebastopoli e Chadzi-Murat penso che ci siano anche libricini singoli.
     
  10. TrueNorwegianBlackMetal

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    10 Settembre 2014

    Dato che qui, mi pare, molti sono interessati alla letteratura e alla filosofia russa, consiglio un testo illuminante: L'idea Russa di Nikolaj Berdjaev. Vero e proprio capolavoro che tratta dei problemi fondamenti del pensiero russo tra XIX e XX secolo.
    Ne sono rimasto folgorato.

    Enjoy Amazon.it: L'idea russa. I problemi fondamentali del pensiero russo (XIX e inizio XX secolo) - Nikolaj Berdjaev, C. De Lotto - Libri

    p.s essendo stato scritto nella prima metà del Novecento, andate sul sicuro. Non come i testi di oggi che fanno pena.
     
  11. Evillupo

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    10 Settembre 2014

    Secondo te i testi di oggi fanno pena perché la gente è più scema o perché si stava meglio sotto il baffone? :lookaround:
     
  12. sciacallo010

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    23 Settembre 2014

    Non fregherà niente a nessuno, ma mi sto trasferendo da Anobii a Goodreads che ho trovato molto meglio organizzato e funzionante (e ha pure un'app per smartphone che funziona molto bene a differenza di Anobii).
    Se usate quest'ultimo vi consiglio di dare una possibilità a GR che non ve ne pentirete ;)
     
  13. Ruggine22

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    23 Settembre 2014

    Ho sempre usato Anobii, e l'ho sempre trovato molto limitato (per quanto avrebbe notevoli potenzialità) per differenti motivi. Proverò questo Goodreads!
    Anyway, dopo aver letto Meno di zero, ho letto pure Le regole dell'attrazione di Bret Easton Ellis, avendo sentito parlare un po' in giro di questo autore e non avendone mai letto nulla. Personalmente non so che pensarne. I suoi libri (o meglio quelli letti da me fin ora) sono "piacevoli" (se mi si passa il termine, visto spesso le tematiche angosciose), nel senso che si leggono facilmente, e mi piace il suo modo di scrivere, ma non riesco a capire dove voglia andare a parare. Racconta di questi giovani americani viziati che passano la loro esistenza a farsi di qualunque droga su cui riescano a mettere mano e a scopare con chiunque. E quindi? Voglio dire, due libri sull'argomento mi sembrano un po' troppi. Ciononostante, trovo la lettura abbastanza interessante, tanto che proseguirò con American psycho.
    Qualche parere?
     
  14. sciacallo010

    sciacallo010
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    23 Settembre 2014

  15. DarkWing

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    23 Settembre 2014

    Ho letto soltanto American Psycho e l'ho trovato interessante, ma anche fastidiosamente disturbante. Da queste basi poco solide, la mia preferenza va al grande Nemico D.F.W.
     

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