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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. augusstiner

    augusstiner
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    27 Ottobre 2013

    Non è un idiozia ma è una domanda lecita!
    Ogni credente ti risponderà magari in maniera diversa ma credo che le fede sia qualcosa di inspiegabile, ovvero, per lui arriva il momento in cui ha fede in ciò che è il messaggio biblico.
    La fede è impossibile da spiegare proprio perchè è irrazionale e non si basa su teorie o su argomentazioni scientifiche! C'è e basta, un po' come quando ti innamori di una persona!

    Poi ovviamente credere non significa capire tutto o sapere le verità assolute, in quanto siamo pur sempre umani e quindi limitati, così come io non potrei mai vedere il credo religioso separato dalla scienza, così come alcuni cristiani tendono a fare!

    Il mondo si basa su leggi fisiche studiate e dimostrate dagli studiosi e anche un cristiano deve secondo me accettare questo.
    Poi il credente sarà convinto che queste leggi sono state create da Dio, il non credente penserà che sono semplici leggi naturali nelle quali non esiste mano divina, ma ciò non toglie che discernere religione da scienza è come pensare che si può volare senza le ali, solo perchè lo fanno gli angeli, dimenticandoci che sulla terra ciò è impossibile grazie alla forza di gravità!

    Dubito che un qualunque cristiano si lancerebbe dal balcone convinto che una forza divina lo possa sollevare prima che arrivi a sfracellarsi al suolo!
     
  2. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    28 Ottobre 2013

    Una volta in questo topic prendevano in giro Dio, ora prendete in giro altri utenti. Come siamo caduti in basso!

    Riscoprire religioni pagane morte e sepolte? per carità. Il Cristianesimo è la miglior religione che l'Occidente potesse avere.
    E credo che sia anche l'ultima.
     
  3. Dreki

    Dreki
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    Heart of Steel

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    28 Ottobre 2013

    Veramente, io l'ho sempre detto che per me è stato così. Sì: c'è stato un momento (non inteso come "un minuto", chiaro: un percorso). Al termine del quale, ho compreso. "Senza alcuna ragione": affatto: una maturazione ben precisa. Ma, no: non è stato per cercare risposta a domande esistenziali. La nascita del percorso può anche essere quella, per alcuni, ma non è così che automaticamente si raggiunge la fede.


    No no no, aspetta! Io non ho mai detto questo :)
    La dottrina è fondamentale per crescere e comprendere. Senza quella il percorso è monco. Che senso avrebbe "conoscere Cristo"... senza seguirne la sua Chiesa? Certo: se un credente pensa questo.... hai ragione tu, non è cattolico - nulla di male, eh! Sia chiaro :) Ma non è cattolico.
    Io ho detto che Dio si può trovare anche senza dottrina - ed è stato così per migliaia di persone.
     
  4. Dreki

    Dreki
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    28 Ottobre 2013

    Eccomi, scusa il delay :)
    Difficile star fuori dalla dottrina, visto che sposti il discorsi su toni quasi filosofici. Anzi, è impossibile. Ma ci metto comunque del mio, per capirci megli.

    1) la risposta paracula è che questa domanda, per un cattolico, non ha senso :)
    Ok, partiamo dalla dottrina. Ma non mi fermo qua, eh. La domanda non ha senso, dicevo... ma non è la domanda in sé, il problema. E' che non si applica a "questo Dio". Di fatto il concetto stesso di trascendenza e immanenza di Dio basta a "spazzar via" il nocciolo della domanda. Dio non è semplicemente "origine del mondo": è... un'altra roba. Non è un pre-big bang, un "qualcosa" che fa parte dell'universo e che ha creato il resto. Il nulla non sarebbe un'alternativa all'esistenza di Dio. Dunque: non ha neppure senso chiedersi "perché esista"
    Esiste, passami il termine, "a prescindere" da quelle che per noi possono essere cause o spiegazioni. Questa è la trascendenza.
    ...
    ...
    Ok, scendo di gradino :D Come la concilio col mio pensiero razionale? Non la concicilio. Comprendo che è una domanda al di là della mia portata. E' come se un libro si interrogasse sulle intenzioni che hanno portato lo scrittore a scriverlo: non ha senso. La tua domanda è umanamente sensata. Dio è "al di là" dell'umano. E questa risposta, CHE SA DI FRUSTRANTE (perché negarlo?) in assenza di fede, anzi lo scrivo: che in assenza di fede E' UNA RISPOSTA ANTIPATICA, brutta, chiaramente "illecita"... è l'unica risposta che si può dare.



    2) Non so se ho capito bene che cosa intendi con "caratteristiche". Perché di fatto, per me Dio ne ha una sola: è amore puro.
    Sulle "motivazioni", ti ho risposto prima: non ha senso chiederselo. Anzi, semmai è il contrario: non è Dio che si confà al nostro concetto, ma noi che siamo in grado di percepirlo perché lui ci ha creato così.
    Invece, sul perché riconosco questa sua caratteristica: no, qua non posso nascondermi dietro al dito... qua, per Dreki, è questione puramente dottrinale. E la risposta è che ti posso dare io è: questo è l'insegnamento di Cristo.
    Per darti una risposta PERSONALE, dovrei aver fatto un'esperienza mistica... e io non l'ho mai avuta :) Un mistico, ovviamente, ha percepito in prima persona... e potrebbe dirti "Perché lo so, l'ho avvertito io stesso".
    (vorrei averlo fatto? NO. Sono troppo inquieto, come animo - non so come reagirei a un'esperienza del genere, ma penso molto male)
     
  5. Dreki

    Dreki
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    28 Ottobre 2013

    Bella domanda.
    Più che altro, mi chiedo: come sarebbe possibile?

    Come fai a "recuperare" un culto... quando , in larga maggioranza, questi culti non rientrano fra le religioni rivelate? Non abbiamo alcun testo scritto, non abbiamo dottrine precise. Abbiamo resti di testimonianze di quelle che erano di fatto pure tradizioni orali. Che magari variavano di regione in regione. Il neo paganesimo non ha probabilmente nulla (o ha molto poco) in comune con i culti di secoli o millenni fa.

    Tralasciando il punto spirituale (come fai a "recuperare" una fede, dico per esempio, mitraica?) e limitandoci al culto... come lo "definisci"? Quali riti includi, e quali no? Quali fonti delle molte (e discordanti) accetti e quali respingi? Quali miti?

    Solo per fare un esempio "in tema", visto che questo topic si chiama Nordheim, prendiamo la religione norrena (termine improprio, ma per capirci). Le uniche tracce che ne abbiamo, sono trascrizioni dei miti fatti a cristianizzazione ormai ultimata o quasi. Ergo: chissà quali cambiamenti han fatto (te ne butto una: io dubito, MOOOOLTO FORTEMENTE :D che per gli scandinavi la figura di Baldr abbia mai avuto quelle "strane" connotazioni un po'... un po' come dire... un po' cristologiche, che sono arrivate a noi - e dubito anche che credessero nella venuta di "qualcuno" dopo il Ragnarok). Ma non solo: a ogni carme, divinità e miti cambiano a volte in maniera anche profonda. Sempre ammesso che alcune parti siano mai state davvero conosciute dai credenti. E questi sono solo esempi banali: davanti a una analisi seria, chissà che verrebbe fuori. Basta guardare l'Asatru, per capirci: mi pare che ci siano differenze notevoli.

    Quindi... seriamente: come potresti fare?
     
    #22235
    Ultima modifica: 28 Ottobre 2013
  6. nordicmensch

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    28 Ottobre 2013

    Guarda, la questione è complessa, ma per fortuna non tutto è andato perduto e spesso parallelamente alle versioni ufficiali in molte zone si è tramandata una tradizione locale.
    Personalmente comunque credo che un culto di tipo pagano/neo pagano dovrebbe soprattutto essere di ispirazione per l'individuo, dovrebbe essere un punto di collegamento con la natura, con la propria terra, il fatto di rifarsi il più possibile ai culti antichi può essere un modo per avere continuità col proprio passato.

    Credo che il dibattito sia comunque molto interessante e certamente devono essere fatti più studi possibili per ricostruire fin dove si può.
     
  7. Dreki

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    28 Ottobre 2013

    Se è solo per questo... anche a un credente cambia abbastanza poco il fatto che il nuovo papa sia simpatico e chiami la gente a casa :D
    Magari questo papa farà altre cose, più importanti, per smuovere ingranaggi DENTRO la macchina. Lì sì che c'è da lavorare - e alcuni passaggi della sua recente intervista a Repubblica lo fanno capire.
    Non sto dicendo che Bergoglio non mi piace, eh: anzi, mi piace molto. Anche per la svolta comunicativa. Però... non è con una telefonata che cambi le cose.

    Invece una frase tipo "la corte è la lebbra del papato"... e soprattutto la specifica fatta subito dopo ("È quella che negli eserciti si chiama l’intendenza, gestisce i servizi che servono alla Santa Sede. Però ha un difetto: è Vaticano-centrica. Vede e cura gli interessi del Vaticano, che sono ancora, in gran parte, interessi temporali. Questa visione Vaticano-centrica trascura il mondo che ci circonda. Non condivido questa visione e farò di tutto per cambiarla")... ecco, queste sì che sono interessanti.


    Certo, uno può dire: sì, bravo Francè... son solo belle parole.
    Vero, potrebbero rivelarsi solo questo.
    Intanto, però, è già cosa buona che siano state pronunciate. Stiamo a vedere.
     
  8. Dreki

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    28 Ottobre 2013

    Verissimo... cioè, per certi verso è scontato, visto che è dalla natura che vengono certi riti. Il calendario religioso delle festività... al 90% coincide col calendario dei raccolti contadini :D

    Qui sta il punto: di che passato parliamo?
    Io sono piemontese. Per quel che ne so io, la mia famiglia è piemontese da almeno 5 generazioni. Un secolo, diciamo un secolo e mezzo. In altre parole: l'atroieri. Nulla. La più grande tradizione che posso trovare del mio passato personale, sarà la festa il giorno del raccolto dell'uva. Per il resto, quelli che so DAVVERO essere "i miei avi", andavano in chiesa la domenica e recitavano penitenze il venerdì.
    Credo valga per la stragrande maggioranza delle persone che vedo intorno a me.
    Da qui, mi chiedo: se uno mi venisse a chiedere qual è la religione dei miei antenati... ma cosa dovrei rispondere?

    Potrei fare riferimenti alla mia terra.
    Ma... per quali ragioni dovrei sentire "mie" le tradizioni praticate 2 mila anni fa sul suolo in cui ora vivo? Queste erano terre sicuramente abitate, migliaia di anni fa, dai celtoliguri. Dovrei fare riferimento a queste? E per quale ragione non a quelle precedenti O non a quelle romane? O non a quelle saracene (ci son stati pure loro, nella "Marca Aleramica")?

    Qua sta il mio dubbio. Dovrei scegliermi arbitrariamente QUAL E' la tradizione di riferimento.. E che senso ha?
    Quali sono i miei "antenati"? O meglio: quali, fra le centinaia, sono quelli a cui dovrei riferirmi? Dove mi fermo? L'araldica dice che il mio cognome, se scaviamo nei secoli, ha sicuramente origine NON locale - probabilmente, appunto, saracena.


    Io credo che oggi chi voglia intraprendere un percorso spirituale pagano (e dico pagano e basta... perché si deve essere "neo" pagani?) non abbia bisogno di altro che della sua volontà. Non capisco perché cercare giustificazioni storiche, etniche o geografiche.
     
    A sciacallo010 piace questo elemento.
  9. nordicmensch

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    28 Ottobre 2013

    Hai fatto delle osservazioni giuste.
    Diciamo che innanzitutto come "pagano" uno potrebbe semplicemente osservare i cicli della natura e fare di tutto, per quanto possibile, per essere in sintonia con essa e rispettarla. Poi uno potrebbe rifarsi ad eventuali tradizioni locali, potresti rifarti ai Romani o scavare più indietro alle radici comuni indoeuropee.

    Perchè sono tue di fatto, a meno che tu non abbia un albero genealogico particolare da farti credere e il contrario.

    Dipende tutto da quanto vuoi e ti interessa approfondire la cosa.
    Ripeto, potresti anche scavalcare e rifarti alle radici primordiali europee o semplicemente rifarti ai cicli naturali/contadini.

    Senz'altro, infatti come dicevo prima dipende uno come vuole affrontare la cosa.
    Chiaramente non mi definirei mai uno Shintoista o non mi rifarei a qualche culto slavo o all'induismo, posso studiarli, li rispetto, posso ammirarli, ma sarebbe alquanto forzato
    rifarmi a culti così radicati nel territorio e nella cultura di popoli così distanti.
    I culti autoctoni e locali assumo importanza se interessa mantenere continuità con la propria storia e sono di fatto il più diretto punto di incontro tra il proprio territorioe noi stessi.
     
  10. Blitz

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    28 Ottobre 2013

    Io da piccolo credevo in Dio. Perché? Perché lo “sentivo” dentro di me? Non scherziamo… all’età delle elementari certe percezioni non ci sono ancora. Semplicemente, come ogni famiglia cristiana / cattolica, i miei (soprattutto la mamma) mi spiegava della sua esistenza, andavamo a messa, andavo a catechismo, facevo l’ora di religione a scuola ecc.

    Poi, crescendo e sviluppando la personalità, le cose sono cambiate. Semplicemente, non trovavo un riscontro pratico tra come mi veniva descritto Dio e ciò che vedevo nel mondo. Troppe ingiustizie, troppa cattiveria, troppe cose che non andavano. Allora ho iniziato a farmi delle domande.

    Ho iniziato a leggere, a documentarmi, a sentire anche “l’altra campana”. Alla fine della fiera sono giunto alla conclusione che io non “sento” proprio un bel niente. Credo che la chiesa e la sua storia siano una vergogna per tutti.

    Tante buone azioni, certamente, macchiate però da episodi ai limiti dell’immaginabile. Il Vaticano è la più grossa contraddizione che io abbia mai visto nei miei 29 anni. Predicare bene e razzolare male.

    Probabilmente dipende anche dal carattere. Io credo in ciò che porta un miglioramento TANGIBILE alla condizione umana. Quando un tumore sarà guarito dallo spirito santo, crederò. Finchè vedrò MIRACOLI (spedizioni nello spazio, operazioni di chirurgia che salvano delle vite, studi del DNA, bambini tenuti in vita e salvati da macchinari ecc.) fatti dall’uomo grazie alla SCIENZA, saprò in cosa credere.

    Alla fine della fiera, posso ritenermi un ateo / illuminista :hihi:

    Ah, tempo fa guardavo un documentario Metal dove un tizio si recò in Norvegia per parlare con varie band a proposito delle chiese bruciate negli anni 90. La risposta più interessante secondo me è stata data dagli Enslaved (se non ricordo male erano loro).

    La risposta recitava più o meno così:

    I don’t want to say if those actions were right or not… What I mean is only that… from an historical point of view, Christianity deserved it.

    Traduco per chi non avesse particolari affinità con l’inglese:

    Non voglio dire se quelle azioni fossero giuste o meno… Ciò che intendo dire è solo che… da un punto di vista storico, il Cristianesimo se lo meritava

    Riflettiamo.
     
  11. Dreki

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    28 Ottobre 2013

    Capisco BENISSIMO.
    Praticamente, è il mio pensiero fino a un certo punto della mia vita (e spero tu non lo prenda come un'offesa). Quasi identico, compresa la considerazione finale (anche se non ho mai visto quel documentario)
     
  12. Blitz

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    28 Ottobre 2013

    Perché dovrei prenderla come un'offesa scusa? :D
     
  13. Dreki

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    28 Ottobre 2013

    Non si sa mai :)
    Magari non gradisci il paragone... :D
     
  14. Blitz

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    28 Ottobre 2013

    Ma figurati :D Più che altro, sarei curioso di sapere come è cambiato il tuo pensiero DOPO quel punto della tua vita. Da come ne parli, sembra che fino a X anni la pensavi così ma poi un evento particolare ti ha fatto cambiare radicalmente idea.

    Mi sbaglio?
     
  15. Dreki

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    28 Ottobre 2013

    Non è stato un "evento particolare". E' stato "radicale" negli effetti... ma non lo è stato come impatto su di me. Nel senso: è stata l'acquisizione di una consapevolezza (non saprei come descriverla, se non così) ma diversa da un "sollievo". Faccio queste precisazione solo per evitare i fraintendimenti del caso... perché so che ci si può incappare.
    Con "sollievo" intendo (anche per rifarci ai discorsi delle scorse pagine) la risposta a paure o ansie: ecco, non è stata così.
    Piuttosto, è stato simile al comprendere qualcosa che prima non sapevi, che non stavi neppure cercando, ma che ti risulta immediatamente CERTO.

    Diciamo che sono arrivato a un punto in cui mi sono reso conto che... quello che avevo non mi bastava. Non per mancanza di risposte alle domande esistenziali, ma per pura sensazione interiore. Le domande me le ponevo anche prima (come tutti), e alcune risposte vanno bene ora come andavano bene prima. Altre domande, continuerò a farmele per tutta la vita (e NO, questo non è strano per un credente).

    Però in una certa fase della mia vita, senza "eventi particolari", ho sentito il bisogno di riflettere un po'. Se qualcuno mi chiedesse: perché? cosa ti è successo? ... la risposta è: non ne ho idea. Mi è successo e basta, non avevo ragione per decidere di riflettere sul tema religioso e "riconsiderare" il mio rapporto con Dio.
    ("riconsiderare" non nel senso che anni prima ero stato credente, tantomeno fervente: no, era banale questione di catechismo giovanile. Quindi dico "tornare" semplicemente perché mi sono avvicinato a qualcosa che, quantomeno superficialmente, conoscevo già. Non ho esplorato nuove filosofie, ecco).
    Comunque, l'ho fatto. Quasi per sfida, se devo dire la verità: perché, francamente, il sentimento più forte che avevo all'epoca era DIFFIDENZA (che, per certi veri, è un vero opposto della fede, della fiducia). La "risposta" che mi è arrivata è stata... beh, inequivocabile.
     

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