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Mekong delta

Discussione in 'Thrash Metal' iniziata da Valhnh, 10 Ottobre 2005.

  1. Thrashead

    Thrashead
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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    22 Gennaio 2013

    Personalmente non sono d'accordo Transgressor, per quanto i Watchtower, o i Mekong, o i Voivod (non in tutti i dischi) facciano un thrash progressive (anche se io li etichettavo techno-thrash), fanno sempre thrash. I DRI fanno un thrash hardcore, i Testament uno alla Bay Area, e i Toxik lo fanno tecnico, comunque sempre di thrash si tratta.
    Spostare i gruppi che dici te nella sezione progressive sminuisce questa sezione, non sarebbe giusto che qui non si potesse parlare di quegli artisti che hanno fatto la storia del thrash.
     
  2. Zerotolerance70

    Zerotolerance70
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    22 Gennaio 2013

    Rispondo ad alcuni punti, perchè la quastione che sollevi è interessante.
    Il prog non è assolutamente in antitesi con il thrash,d'altronde sono anni che lo dico: il thrash non è solo tupa tupa, non è solo Metallica e Slayer. Ma appunto per questo i gruppi come Voivod, Mekong Delta, Watchtower, e diversi altri che tra poco nominerò, stanno bene qui: perchè sono gli esponenti massimi di un certo modo di fare thrash, coniugando ritmiche e tematiche pesanti ad un approccio compositivo e tecnico nettamente più elaborato rispetto al cosiddetto 'thrash classico'. Perchè rappresentano emblematicamente che l'espressività del thrash poteva e può andare ben oltre i classici stilemi del genere. Il thrash vive e si nutre di evoluzione. L'immobilismo è il suo peggior nemico, e difatti, non appena si è arroccato su se stesso, è entrato in crisi e si è ripreso solo dopo una decina di anni di letargo.
    Non sono poche le band che hanno gettato un ponte fra thrash e prog: alcuni li abbiamo già nominati, ma ci sono anche i Coroner, gli Hades, i Mordred, i Wrathchild America, i Vendetta, gli Anacrusis, i Realm, i Sieges Even, gli Stone... Altri si sono mossi più sulle coordinate del techno thrash, come Annihilator, Intruder, Toxik, Target... ma sono sempre altre facce della stessa medaglia: l'evoluzione del genere, la voglia di sperimentare soluzioni diverse e inedite, il desiderio di spingere la propria crescita musicale, compositiva e tecnica sempre più in là, spesso inserendo influenze molteplici ed eterogenee, a volte persino totalmente estranee all'universo metal, proprio come i Mekong Delta (che giocavano con la musica classica) e i Coroner (che nella loro proposta buttavano dentro di tutto, persino la dance music ed il pop), oppure i Mordred (paladini del funk-thrash).
    Proprio per queste considerazioni, pur riconoscendo la validità di quello che dici riguardo la matrice nettamente progressive di certi lavori, quelle band non solo meitano, ma devono stare qui: per far capire ai più giovani che a questo genere si accostano ora o lo hanno fatto negli ultimi anni, che il thrash va molto oltre il puro scapocciamento. Togliere da questa sezione le band che abbiamo nominato, ancorchè corretto dal punto di vista prettamente tecnico, lancerebbe un segnale pericoloso: il thrash è un genere codificabile, etichettabile e con precise e ben determinate coordinate stilistiche, al di fuori dalle quali non è più thrash ma è "altro". Non posso essere d'accordo con questa categorizzazione del thrash. Come diceva Luca Signorelli, "il thrash è quanto di meglio potesse capitare al metal"; è una considerazione giustissima, da incorniciare, e lo è proprio in virtù della caratteristica fondamentale che il thrash ha in sè: quella di essere un genere di "rottura", difficilmente codificabile e avulso da ogni possibile etichetta.
     
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  3. HeavyGabry

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    22 Gennaio 2013

    Non ci sono parole migliori Zero, complimenti. :sisi:
     
  4. The Transgressor

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    Crimson King

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    26 Gennaio 2013

    Non ho molto tempo di affrontare una discussione lunga e complessa.
    Cercherò di rilevare i punti di non concordanza con il tuo ragionamento, perché è chiaro che qui vi sono differenti modi di intendere e concepire un genere.
    Iniziamo dalla fine, dalla parte che ho sottolineato. Genere difficilmente codificabile e avulso da ogni etichetta è assolutamente il progressive inteso nella sua accezione più ampia. Che appunto, soprattutto dopo l'epoca del prog rock dei ‘70, semplice genere(partendo da una definizione ampia, senza negare l'identificazione di un più definito genere) non è, ma è un modo di porsi e di approcciare la musica dedito alla sperimentazione (ad un certo tipo di sperimentazione) e a trovare vie traverse e devianti dalla forma canzone classica, oltre ad un approccio di continua evoluzione nel proprio percorso artistico. E' chiaro che più indicativo sarebbe un termine come avanguardia, ma dato che quest'ultimo è spesso fuorviante e pochi gruppi possono essere davvero definiti di sperimentazione pura, si usa il termine prog per incanalare tutte le bands che hanno quell'approccio musicale. E' ovvio che una certa codificazione ci voglia, altrimenti si finisce per farvi confluire troppe personalità.
    Necessariamente una definizione di genere, comprende e comporta una certa cristallizzazione di certe caratteristiche e non altre, finendo per implicare restrizione…è insita nella concezione di genere stesso, ogni visione che si riferisca ad un genere tende inevitabilmente allo stereotipo e a frenare la ricerca personale. Questo però non significa che esso non possa evolvere, come di fatto avviene. Spesso proprio l'andare avanti e provare nuove strade comporta un cambiamento che poi diviene radicale. Appunto, dal thrash abbiamo il death e in parte il black.
    Non ritengo esatto però sostenere che la caratteristica chiave del thrash sia quella evolutiva, poiché necessariamente un genere evolve . E il thrash è un sotto-genere, un approccio, un particolare stile di quell'Ur-genere che è il Metallo pesante. Che i gruppi thrash o provenienti dal thrash abbiano sperimentato molto, che il genere sia molto più malleabile di quanto si creda è verissimo, ma questa questione si potrebbe far valere anche per gli altri sotto-generi ovvero il death e il black, forse meno per il power (sia U.S. che europeo) e il doom che sono più statici...ma guarda caso troviamo anche qui i soliti gruppi che hanno sperimentato sul lato tecnico e prog. Appunto, perché è di prog che parliamo e non di black, death, doom, thrash etc ma di un particolare approccio alla musica, con determinate caratteristiche, che attraversa i vari sotto-generi.
    Sul thrash, o meglio sul periodo di fervore e sperimentazione in tutti i campi degli anni'80, ci sarebbe comunque molto altro da dire, ma chiudo qui.
    Riguardo il thrash ed un approccio compositivo più elaborato che esula dal “thrash classico”, beh non dobbiamo certo aspettare i Mekong delta e i Voivod. I Metallica hanno innestato influenze prog** da Ride the lightning, sempre in crescendo fino a Justice. I Megadeth hanno dato una bella spinta con un approccio tecnico, progressivo e destrutturante della forma canzone canonica, verso un vortice di riffs intricati.

    Poi ci sarebbe da dire ancora altro sulla musica dei Mekong e Voivod, ma mi fermo qui, perché perché mi sono stancato e neanche so se ho fatto un discorso pienamente coerente :D:sadic:

    P.S. ** per non incappare in incomprensioni varie, qui lo intendo nella tua bella defizione di "approccio compositivo più elaborato"
     
    #139
    Ultima modifica: 26 Gennaio 2013
  5. Blitz

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    26 Gennaio 2013

    Adesso non ho molto tempo, ma vorrei dire solo una cosa: non penso che per definire un gruppo "prog-qualcosa" basti solo che il gruppo stesso suoni con una tecnica media più alta di un altro eh...
    Allora chiediamo di spostare nella sezione Progressive l'80% dei gruppi Thrash, visto che (per esempio) i Testament hanno avuto praticamente sempre un comparto ritmico molto più tecnico ed avanzato degli Slayer (altro esempio).

    Statemi bene, ora si va in pizzeria :beer:
     
  6. The Transgressor

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    Crimson King

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    26 Gennaio 2013

    Nessuno ha mai sostenuto una cosa simile.
    Semmai è il modo odierno di classificare i gruppi "techno-thrash", dove tra due bands che hanno un approccio tecnico se ne sceglie quella più complessa e si scarta l'altra.
     
  7. Thrashead

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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    27 Gennaio 2013

    Prog sarà l'attitudine però il genere è sempre quello: thrash:
     
  8. The Transgressor

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    28 Gennaio 2013

    Il prog-techno thrash è sia un sottogenere del thrash che del progressive.
    Poi bisogna valutare gruppo per gruppo, vi sono bands come appunto i Voivod, dove la componente thrash faccio fatica a recepirla da Nothingface in poi che oltre a dischi prog thrash (dimension hatross) ne hanno altri prog (heavy)metal (The outer limits). Altri invece che sono saldamente ancorati al thrash.
    Il discorso è molto lungo e delicato, il punto è che non c’è bisogno di prendere dischi come Visions fugitives o l’ultimo dei Mekong delta per fare un discorso inerente al prog. Ma Dances of death. Il fatto che sia un disco thrash non lo rende inferiore ad un album dei Fates warning o Dream theater, intendo dal punto di vista prog; non lo rende minore perché è thrash. E’ solo un altro modo di fare del “metallo progressivo”.
     
  9. Zerotolerance70

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    28 Gennaio 2013

    A proposito di "Dances of death", lo sto ascoltando giusto ora. E' techno thrash, e su quello non ci piove. Il prog c'è, ma è comunque una componente all'interno di una proposta di notevole durezza ed impatto, caratteristiche che gli album dei Fates Warning (band che adoro) o dei Dream Theater non hanno, se non in alcuni frangenti.
    E comunque non mi pare che qui ci sia qualcuno che ha parlato di inferiorità o superiorità di questo o quel genere. Io per lo meno non mi sogno neanche di farlo. A parte che sono paragoni che secondo me non stanno nè in cielo nè in terra. Il prog ha una sua bellezza e una sua identità, il thrash pure, il techno thrash idem.
    Un disco di prog - techno thrash può essere visto in due modi: o come fai tu, "un altro modo di fare progressive"; oppure come faccio io, "un altro modo di fare thrash". Chi ha ragione? Entrambi (con alcuni distinguo, per esempio gli Annihilator, che di certo non fanno prog). Quindi, considerare quei gruppi progressive o thrash è del tutto indifferente.

    Fottute etichette...
     
  10. The Transgressor

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    31 Gennaio 2013

    Ma è ovvio che non troverai la stessa proposta di durezza né gli stessi riffs nei Theater o Fates warning, poiché non sono gruppi thrash metal, ma tutte e due partono da un heavy/U.S. power. Come è certo che il filone prog che parte dai Theater tende a restituire delle atmosfere più simili a quello che era il prog rock sinfonico, grazie soprattutto all’entrata in scena delle tastiere.

    Certo che Dances of death è techno-thrash. Appunto, thrash con strutture ritmiche particolari, complesse e contorte. Negli anni’80 il prog era praticamente morto e non si usava come termine per descrivere un album metal, proprio perché legato ad un particolare periodo e a determinati gruppi rock (soprattutto inglesi) dei ’70. Persino i primi dischi degli Psychotic waltz e dei Thought industry furono classificati come techno-thrash (sì vabbè, siamo nei primi anni '90, ma è per far capire il senso del discorso). Il prog, come termine, fu resuscitato soprattutto per quei gruppi che restituivano atmosfere sognanti tipiche di determinate bands del prog rock sinfonico dei ’70. L’uso delle tastiere poi da parte dei Theater ha permesso completamente all’etichetta di poter essere riesumata senza scandalizzare i vecchi fan del prog rock. Tuttavia, queste bands non erano le uniche che si rifacevano al prog (e alla psichedelia) dei ’70, ma anche in ambito speed and thrash c’era una ricerca simile, ma più particolare, visto il genere “estremo” e che riprendeva la lezione dei Rush dal punto di vista di struttura tecnica delle canzoni. Il termine techno-thrash non è errato, ma secondo me risulta un po’ troppo impreciso. Comunque sia il technical metal è considerato parte del calderone prog con gruppi come Watchtower, Spastic ink, Zero hour, Spiral architect ecc.

    Sul finale del tuo post, beh le due frasi non mi sembrano in contraddizione.

    P.S. piccolo appunto. I Mekong delta, a mio avviso, presentano indubbiamente caratteristiche technical metal ed è ovvio che possano essere fatti rientrare nel calderone (soprattutto per i dischi più furiosi), ma non sono un gruppo di "puro" technical metal a differenza delle bands nominate, poiché nonostante l’elevata complessità delle loro canzoni, questa ricerca per i MD non è il fine, ma solo un mezzo. La tecnica nei MD è sempre subordinata alla canzone, ecco perché per me non sono un gruppo technical puro come Watchtower o Spiral architect.
     
    #145
    Ultima modifica: 31 Gennaio 2013
  11. SkWoZ

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    14 Settembre 2013



    Dio onnipotente.
     
    #146
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  12. Zerotolerance70

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    15 Settembre 2013

    Bello, neh? E il resto della loro discografia è anche migliore, con album come "The principle of doubt" ancora tutti da scoprire e comprendere.
     
    #147
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  13. Orso80

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    15 Settembre 2013

    Puoi dirlo forte... è un disco bello ostico, ma ripaga in toto gli sforzi!
     
  14. The Transgressor

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    19 Settembre 2013

    Bè sui Mekong delta ho scritto abbastanza. Un gruppo fondamentale per il thrash il prog e il metal "d'avanguardia", poichè non è paragonabile a gente come Obliveon o D.B.C. o ad altri che hanno avuto stranamente più visibilità (vedi Toxik) ad esempio che hanno fatto due dischi immensi (Nemesis e Universe; soprattutto quello degli Obliveon che hanno anche un esordio molto bello, il terzo non l'ho mai ascoltato) e poi sono spariti dalla circolazione. Hubert è sempre stato lì e con costanza è andato avanti con le sue ricerche e la sua musica e i pochi (ma buoni) che l'hanno voluto seguire.
    Tutto fatto per pura passione, tra l'altro. Saranno ricordati come il gruppo metal tedesco riconducibile alle sperimentazioni dell'epoca Krautrock anni'70.
    La discografia è davvero eccellente, quindi è difficile districarvisi. The principle of doubt, disco più prog e meno thrash rispetto ai primi due è pari a The Muisc of Erich Zann.
    Purtroppo, bisogna scegliere da un punto di vista critico per dare delle coordinate.
    A mio modo di vedere il capolavoro assoluto della prima fase più thrash oriented è Dances of death. A seguire, in questa prima fase The music of erich Zann e poi The princple of doubt.
    Gli anni '90 sono più prog oriented e il capolavoro assoluto è Visions fugitives, da segnalare anche il bellissimo Pictures at an exhibition che rivaleggia con gli ELP e a mio parere li supera anche. Kaleidoscope è un album pari a The music of Erich Zann e Principle.
    Quindi direi, stringi stringi all'osso:

    Dances of death e Visions fugitives i due must have per forza se proprio vuoi ascoltare qualcosa del gruppo. A seguire Erich Zann e Principle/Kaleidoscope (davvero interscambiabili) che sono altri ascolti da fare. Pictures è un album un po' a parte.
    Poi diciamo che se sei più orientato verso il thrash allora direi: i primi due e Dances of death. Del "ritorno" invece Lurking fear una summa di quanto fatto più thrash oriented.
    Se invece tendi al prog allora Visions fugitives senza ombra di dubbio uno dei grandi album prog degli anni'90, poi Kaleidoscope/Principle of doubt e Pictures. Del "ritorno" invece Wanderer on the edge of time, disco anch'esso che è una summa dei mekong delta più orientata al prog; album che secondo me è il migliore del post-1997 e di sicuro è tra gli album prog più interessanti usciti negli ultimi anni (forse gli manca qualcosina per essere grandioso). Probabilmente dopo aver ascoltato Visions il progster dovrebbe optare proprio per quest'ultimo.
    Sono cose che ho già scritto, ma in finale è sempre meglio ribadirle, qualche "nuovo" utente potrebbe leggere e avere così un appiglio cui aggrapparsi per cominciare. La mia opinione, dettata da gusto e analisi stilistica, è comunque che se devono essere due album bè sono quelli lì: Dances e Visions. Se sei più progster allora ascolta prima il secondo.:sisi:

    P.S. Wanderer devo ancora inquadrarlo bene, così come la "terza fase" della band che per ora è in "stand-by" anche perché Hubert torna solo quando ha delle idee che reputa grandi per fare un disco, altrimenti non fa nulla.
     
    #149
    Ultima modifica: 19 Settembre 2013
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  15. The Transgressor

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    4 Ottobre 2013

    Qui praticamente scrivo solo io:lookaround:
    Per curiosità ho ascoltato Heartbeat rifatta dalla nuova formazione. All'inizio mi ha spiazzato. Sì, carina, musicalmente ci sono ottime soluzioni...ma cosa si perde fondamentalmente?
    Ecco:Mekong Delta-Heartbeat - YouTube questo riff circolare, la lentezza, e sopratutto la magnifica interpretazione di Doug Lee che dà un'atmosfera psichedelica alla musica. Martin LeMar è un cantante dieci volte migliore ed anche più spendibile "commercialmente parlando", ma Lee è insostituibile.:sisi: Con lui viaggi letteralmente.
     

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