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Queensryche

Discussione in 'Progressive' iniziata da Thor-Indara, 21 Novembre 2004.

  1. angus81

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    26 Giugno 2013

    bè ma tu puoi continuare ad ascoltare l'aborto del disco di tate
    :già:
     
  2. strutter1966

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  3. The Transgressor

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    26 Giugno 2013

    Ma ben vengano i cd di 30 minuti come un tempo cavolo. Qualità, la sola cosa che conta. Ma poi davvero non capisco come si faccia ad ascoltare una marea di grandi dischi del passato che durano mezz'ora e poi lamentarsi se uno ripropone questa formula oggi. Boh, davvero non riesco a comprendere...:headshak: Mi lamento nel caso i 35 minuti di musica facciano cagare, allora è diverso. Senza contare che non esiste una durata "perfetta" ma dipende dal disco, dalla sua intensità e dalla sua "natura": la durata di and Justice for all dei Metallica ad esempio è giusta così di oltre 60 minuti, come è giusta la durata di 35 minuti "scarsi" di So far so good... so what! dei "rivali" Megadeth (fermo restando che c'è anche chi si lamenta di tutte e due sul loro minutaggio, con qualche ragionamento diciamo "giusto"; ma li ho presi solo come semplici esempi:sisi:).
    Ah e dato che già so che verrò ripreso sul fattore "prog", non sta scritto da nessuna parte che un album progressive debba durare 120 minuti, ammesso e non concesso che sia giusto continuare a catalogare i Queensryche odierni (odierni eh) come prog.
     
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  4. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    26 Giugno 2013

    Reign In Blood, meno di mezz'ora. La perfezione.
     
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  5. alessio73

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    26 Giugno 2013

    :prrr::prrr::prrr::prrr::prrr::prrr::prrr::prrr::prrr:
     
  6. angus81

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    fight fire with spitfire

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    26 Giugno 2013

    ma anche quelli passati è tutto sommato un pò una forzatura chiamarli prog
     
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  7. Vittorio

    Vittorio
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    Fatela l'invasione, fatela...
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    26 Giugno 2013

    Vero. Il "prog metal" per antonomasia è nato certamente dopo i loro lavori fondamentali.
    Quando li ho conosciuti (89/90), ricordo bene che, se proprio li si doveva etichettare in qualche modo specifico, si usava l'espressione 'tecno-metal', termine oggi caduto in disuso.
     
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  8. The Transgressor

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    Crimson King

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    27 Giugno 2013

    Ne ho già parlato in un vecchio post, di scrivere le stesse cose non mi va. Comunque, indubbiamente i Queensryche (come i Crimson glory che hai in firma con il grandioso Trascendence) nella forma sono più metal tradizionale. Ma quello che hanno fatto i 'ryche all'epoca è progressive, anche se rispetto ai Fates rimanevano un gruppo di semplice heavy metal.

    Quello di cui parli tu è un'altra concezione del prog come genere specifico, con precise caratteristiche ben definite che una volta rispettate stai facendo "prog". I Queensryche sono più progressive e "sperimentali" della maggior parte dei gruppi sorti nei '90 a cui è stata appiccicata l'etichetta "prog" (e ovviamente, sono uno dei gruppi da ascoltare per forza). Per me, anche se è ovvio e giusto avere dei punti di riferimento e delle caratteristiche, il progressive non può essere inscatolato in un genere preciso e completamente definito, altrimenti equivarrebbe ad uccidere la stessa idea che sottende il concetto che sta dietro al termine progressive.

    Il Prog metal come genere preciso e incapsulato è nato appunto all'inizio dei '90; quando si sono riprese le cose fatte da Rush, Kansas Queensryche, Fates warning e altri più qualche influenze dai vecchi gruppi prog rock. I Dream theater sono stati fondamentali in questo processo, ovviamente. Indubbiamente, i Fates warning sono il gruppo "true prog"(della corrente power/heavy) degli '80 per forma, decisamente più dei Queensryche che appunto restano un gruppo di heavy metal raffinato, particolare e intellettuale. Ma è proprio questo che fa di loro prog, senza contare che a livello di suono sono stati fondamentali.

    Cito comunque Portnoy: "Non è neppure necessariamente un genere musicale in sé (il progressive); è più uno stato mentale, rappresenta la volontà di osare."
     
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  9. The Cerberman

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    27 Giugno 2013

    La questione genere è decisamente complessa... Se per progressive intendiamo sperimentazione ed attitudine ad osare allora sarebbero definibili prog un sacco di gruppi che mai vengono etichettati prog, come ad esempio i gruppi trip-hop, industrial, indie, alternative rock, ecc... Perché non consideriamo prog anche loro, dato che sperimentano e osano???

    Invece il concetto più enciclopedico che solitamente viene affibbiato al prog è generalmente, seppur discutibilmente, un altro, ovvero il distaccarsi dalla classica canzone prediligendo qualcosa di più articolato e imprevedibile, concedendosi però anche alla sperimentazione. Non guarda tanto (e ci sarebbe anche qui da discuterne) a cosa è già stato fatto o meno. È considerato più che altro un genere.

    I Queensryche pur provando cose nuove hanno quasi sempre composto brani abbastanza orecchiabili, con non molte variazioni dinamiche anche se tecnicamente non sono certo prescindibili. Sono tranquillamente confondibili con il classico gruppo hard'n'heavy, anche se qualcosa di diverso dagli altri hanno. Pertanto, stando al concetto di progressive più universalmente riconosciuto sarebbe forzato considerarli prog solo per qualche brano più lungo o più libero nelle forme.

    Comunque ripeto, il discorso è molto complicato e non del tutto conveniente, dato che prog può voler dire tutto e niente e perfino gli stessi amanti del genere forse non hanno ben chiaro cosa sia veramente il progressive...
     
  10. P2K!

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    28 Giugno 2013

    Recensione by P2K!

    Lunedì scorso mi è arrivato a casa il nuovo "Queensrÿche" in edizione limitata. :hihi:

    Splendida confezione in digipack, molto cicciuta.
    Ottimo il packaging e il booklet, con foto, testi e note. :già:

    2 cd. Sul primo ovviamente il disco mentre sul secondo come bonus ci sono 3 tracce live ("Queen Of The Reich", "Child Of Fire" e "The Prophecy"), un po' pochino ma forse dovrebbe trattarsi di un media-cd quindi forse qualche altro contenuto c'è ma è da spizzare sul PC... :sgrat:

    Veniamo al disco.
    Si può dire con certezza che questo è un disco Queensryche come non se ne sentiva dal 1990 (e in parte 1994). :happy:

    La produzione di James "Jimbo" Barton, produttore storico della band, è un lieto ritorno che dona un valore aggiunto di inestimabile valore. Il suono degli strumenti torna quindi ad essere brillante e definito come non accadeva dal 1999 anno dell'ingresso nella band di Kelly Grey (e quindi alla scellerata produzione).
    Stilisticamente parlando il disco torna a suonare heavy tralasciando quelle influenze "Alternative Rock" presenti nei loro dischi dal 1997 ad oggi.
    La band è in palla, suona convinta e convincente. Erano anni che non sentivo Rockenfield e Jackson macinare ritmiche così forsennate pur rimanendo estremamente eleganti nelle loro partiture. Anche le chitarre tornano ad infarcire riff, obbligati e assoli gemellati, con Wilton che sembra aver trovato in Parker Lundgren (EX genero di Tate) il suo giusto complice.
    Ovviamente molta curiosità girava intorno alla riuscita di La Torre su un repertorio inedito nato anche dalla sua personalità. Finora ha ben brillato in sede live nel'interpretare un repertorio già esistente. Ma come se la sarebbe cavata alla prova in studio?
    Bene si può assolutamente dire che il buon Todd supera di slancio la prova dimostrandosi cavallo di razza. Non esagera negli acuti (cosa che invece pensavo avrebbe fatto). A paragonarlo con il Tate di oggi esce sicuramente a testa alta come estensione vocale, perdendo a mio avviso il confronto sul lato interpretativo. La Torre non possiede (ancora?) quella teatralità che ha reso Tate un cantante tanto ammirato (nonostante la perdita di numerose ottave). Ma alla fine è bene precisare, che se si evitano (inevitabili?) confronti, La Torre esce bene anche da questo punto. Quindi giudico eccellente la sua prova, confermandosi come l'uomo che mancava ai 3 'ryche superstiti per ritrovare lo slancio perso.
    Il disco come scritto sopra suona heavy, tornando in parte a riabbracciare quello stile dei primissimi anni che tanto hanno contribuito alla fama dei Queenrcyhe nel mondo. Il tutto però aggiornato seguendo l'evoluzione della band.
    Siamo di fronte ad un disco di "breve" durata. Poco più di 35 minuti. Questo aspetto, leggendo in giro le recensioni e i forum, è stato spesso criticato o comunque apostrofato, ma a mio avviso non si tratta di un difetto ma di un pregio che rende il disco scorrevole ed estramemente efficace. Non ci sono filler, escludendo l'intro (X2) e l'interludio (Midnight Lullaby) che rimandano alle atmosfere cupe di "Promised Land", il resto suona maledettamente bene. Ma in finale negli anni d'oro della nostra amata musica i dischi avevano una durata media che non superava i 40 minuti. Oggi invece i dischi tirano avanti per oltre 60 minuti muovendosi spesso tra numerosi filler, stremando l'ascoltatore che difficilmente avrà la concentrazione necessaria per sorbirsi tutta quella musica. Quindi ribadisco, a mio avviso questo è un aspetto vincente per questo disco. Poi certo la breve durata è dovuta anche alla fretta con cui la band ha voluto far uscire il disco per le ormai note disquisizioni legali sulla proprietà del marchio Queensryche.
    Nella tracklist non ho trovato nessun pezzo mal o poco riuscito. Suonano tutti maledettamente bene e vincenti. Oltretutto se si leggono i crediti dei brani si noterà il ritorno di tutti i memebri della band in fase compositiva, con una predominanza di Scott Rockenfield e di Todd La Torre (avevo pensato che Wilton avrebbe spadroneggiato).
    Tra tutti mi preme segnalarne tre. "In This Light" è una power ballad molto intensa e con un chorus di rara efficacia. "A World Without" altra power ballad pregna di dramma, che vede tornare ai controcanti Pamela Moore. "Fallout" pezzo tiratissimo graziato da un refrain corale.
    Anche il resto della tracklist è densa di ottimi episodi come l'apertura affidata a "Where Dreams Go To Die", pezzo scritto da Parker Lundgren oppure le più heavy "Spore", "Vindication", "Redemption" e "Don't Look Back".
    Quindi si può dire che finalmente i Queensryche hanno fatto uscire un album che saprà riconsolare i suoi fan scoraggiati da anni di svolta "alternative". A patto che non ci si aspetti un nuovo "Operation: Mindcrime".
    Io personalmente li ho seguiti ed apprezzati anche durante quel periodo, pur avendo abdicato con l'osceno "Dedicated To Chaos", disco che però alla luce delle recenti uscite ("Frequency Unknown" da un lato e "Queensryche" dall'altro) guardo adesso con favore, perché ha avuto il merito di aver fatto toccare quel fondo necessario alla band e di squoterla per farle prendere quelle decisioni necessarie per il suo giusto rilancio. E questo Queensryche ne è la conferma. :sadic:
     
  11. strutter1966

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    29 Giugno 2013

  12. TheWorld

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    3 Luglio 2013

    Beh direi "the fans have spoken" :D .

    The new self-titled album from the Todd La Torre-fronted version of QUEENSRŸCHE, sold around 13,500 copies in the United States in its first week of release to land at position No. 23 on The Billboard 200 chart. The record arrived in stores on June 25 via Century Media Records.

    "Frequency Unknown", the latest album from the Geoff Tate-fronted version of QUEENSRŸCHE, opened with around 5,500 units to debut at No. 82.
     
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  13. irondelvif83

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    3 Luglio 2013

    L'ho ascoltato distrattamente e poco....però non mi ha emozionato il nuovo Queensryche-La Torre......dovrò impegnarmi di più...piace a tutti ;)
     
  14. thunderrising

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    3 Luglio 2013

    4-5 pezzi sono buoni, indubbiamente;altri 2-3 non mi piacciono proprio.Su 35 minuti totali e' un po' pochino per dare un giudizio superiore al sufficiente/discreto.Attendiamo il prossimo lavoro per vedere effettivamente cosa sono in grado di fare.
    Il sound e' molto piu' Qr rispetto al lavoro di Tate, che mantiene un approccio piu' sperimentale.Quest'ultimo ha anch'esso delle canzoni valide, ma in un disco che dura piu' di un'ora vengono maggiormente"diluite" da altri pezzi decisamente sottotono.
     
  15. daveg68

    daveg68
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    Perché mi piace la musica di ferro..

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    3 Luglio 2013

    ascoltato solo due volte, ma ancora non mi accende il cuore, la seconda parte di OM pt.2 la preferisco.
    spero che con ripetuti ascolti cresca...
     

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