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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. gobbonero

    gobbonero
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    puppa-in-posa

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    23 Marzo 2012

    è vero che editorialmente il fantasy è un pianeta spazzatura, però ci sono le dovute eccezioni, anche tra i contemporanei. non serve avere la capacità di sintesi di hemingway o l'incredibile penna fluente di mann per scrivere un buon libro, il buon vecchio zio dick insegna: servono soprattutto le idee, e la perseveranza nel credere nel proprio progetto (basta ciò per scartare a priori, come si è detto il 90% del fantasy sugli scaffali, ma rimane un buon 10%, che non è poco) un paio di nomi: Hobb, Stroud, autori di cicli eccellenti. e aspetto al varco la traduzione del ciclo di Morgan che, dopo la fantastica sf della trilogia di Kovaks sembra stia mettendo su un ciclo fantasy sopra gli schemi.. insomma, basta cercare tra gli scaffali con spirito critico e non bestemmiare scoprendo poi che si è letto un buon libro di intrattenimento ma che non ha lo spessore dell'idiota o dei miserabili.
     
  2. GIX

    GIX
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    24 Marzo 2012

    Bellissimo "Cat's Cradle" (Ghiaccio Nove) e finito in pochissimo tempo: come diceva Engash è in effetti più "accessibile" di Slaughterhouse-5. Anche più bello, mi ha stuzzicato di più. Tantissima inventiva, sottigliezza e dark humour per trattare temi importanti.
    Piaciuto tanto che ho immediatamente comprato "The Sirens of Titan" :)
     
  3. gianowar

    gianowar
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    è ora di basta1!1!

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    4 Aprile 2012

    Finalmente ho messo le mani su Dracula di Stoker e lo sto leggendo,scorre che è una meraviglia nonostante il secolo e passa che ha sul groppone,atmosfere lugubri stupende e una certa carica di sensualità (la scena tra Jonathan Harker e le tre donne vampiro)
     
    A Saturnine. e Fux89 piace questo messaggio.
  4. Saturnine.

    Saturnine.
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    5 Aprile 2012

    Gran libro :love: Uno dei miei preferiti con Frankenstein della Shelley!
     
    #10879
    Ultima modifica: 5 Aprile 2012
    A gianowar piace questo elemento.
  5. Edoné

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    6 Aprile 2012

    Penso di essermi seriamente innamorata di Heinrich Böll, dopo "L'onore perduto di Katharina Blum", e ancora più con "Opinioni di un clown" :love:
     
  6. Snake

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    6 Aprile 2012

    Eh rulla lui :) la malinconia e la sottile disperazione di opinioni di un clown, dove proprio nessuno si salva per davvero o spicca come personaggio positivo, è davvero qualcosa di toccante, specie per la scelta di non renderla mai totalmente urlata o completamente manifesta...
     
  7. Edoné

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    6 Aprile 2012

    Si ti giuro quando l'ho finito ho avuto il magone per una settimana. Attendo con ansia il giorno in cui sarò in grado di leggerlo in tedesco, in lingua originale deve lasciarti davvero.. Sprachlos.. :D
     
  8. Zahyra

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    8 Aprile 2012

    Oggi ho finito "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegger. Un piantino me lo sono fatto. Nella prima parte mi sembrava la solita cazzata di letteratura contemporanea, poi però andando avanti ho colto la profondità del romanzo... Molto bello...ma anche molto triste... Riflette fra amore, vita e tempo.
     
  9. The Neuromancer

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    10 Aprile 2012

    Il libro di Boll - Opinioni di un clown - ce l'ho ma non l'ho mai letto.
    Ieri ho finito Da un Castello all'altro, primo romanzo della Trilogia del Nord, e sono indeciso se prendermi una "pausa" con qualcosa di P. K. Dick piuttosto che Il Mondo Nuovo di Huxley. Ma probabilmente proseguirò con la Trilogia...ora che si scappa verso la Danimarca la cosa si fa più intrigante!
     
  10. Snake

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    10 Aprile 2012

    In questi giorni inizio la noia di Moravia, ce l'ho da un pò ma non l'ho mai letto...
     
  11. Edoné

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    10 Aprile 2012

    Beh, Moravia non fa schifo.. Io mi sto dedicando a L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera. Tanto amore anche per lui, anche se non ai livelli di Boell.
     
  12. Snake

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    10 Aprile 2012

    Rulla Moravia, ha persino anticipato alcuni temi dell'esistenzialismo con il suo primo romanzo, scritto giovanissimo (diciottenne o poco più), nel 1929 Gli indifferenti - Wikipedia :)

    L'insostenibile leggerezza dell'essere è stupendo, lo lessi a diciotto anni e mi segnò profondamente...Kundera è uno scrittore meravigliosamente eclettico e introspettivo senza mai essere pesante o ferraginoso.
    Anche qui, l'impronta esistenzialista-filosofica dell'opera è molto evidente, così come il contesto storico difficile che Kundera si trovò a vivere a Praga (non a caso il romanzo è ambientato nel '68).

    Stupendo anche l'immortalità, che ho letto pochi mesi fa, dove l'alternanza fra romanzo e temi saggistici è forse ai suoi livelli più alti, con piacevolissimo excursus nella letteratura, nella storia, nella filosofia...veramente un gioiello :)
     
  13. Edoné

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    10 Aprile 2012

    Beh, io ho non ho ancora 18 anni, diciamo che sto formando il mio bagaglio culturale.. Comunque sì, diciamo che scrittori che danno importanza all'introspezione psicologica dei personaggi, come possono essere Kundera o Boell, mi affascinano molto.. Però è un filone anche molto limitato a mio parere. Ritengo che sia una cosa simile al pensiero libero scrivere dei testi del genere.. Magari no, ma facendo il paragone con altri romanzi di introspezione psicologica, come, ad esempio, Palomar di Calvino, mi risulta che questo sia assai limitato, quasi noioso..
     
  14. Snake

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    10 Aprile 2012

    Fai benissimo, questi sono anni decisivi in cui si poggiano le pietre angolari della personalità. Coltivarti ora significa farti un grande bene per il futuro e anche per il presente :)

    Comunque ci sono tantissimi modi diversi di esprimere le profondità dell'animo umano, così come infinite sono le sfaccettature dello stesso :)
    Calvino è un maestro di introspezione, come dimostra anche lo stupendo "le città invisibili", però è un'introspezione "a specchio" che ususa gli oggetti e il mondo come superficie di rimando per l'interiorità dei personaggi. mentre scrittori come Kundera o Boll sono più diretti e non usano questi "rimbalzi" se così vogliamo chiamarli. :)

    Un'altra forma di introspezione che personalmente amo molto è quella del minimalismo giapponese, che spesso usa le immagini della natura e il linguaggio della poesia per amplificare il senso del flusso di coscienza dei personaggi, spesso con trame minimali o inesistenti: un ottimo esempio è "la casa delle belle addormentate" di Kawabata, un brevissimo romanzo minimale dalla trama praticamente assente ma ricco di questi rimandi, che poi rimandano a riflessioni sull'eros e sulla morte; sulla fragilità e la bellezza e così via, tutto a coppie di opposti, un pò come aprire un delicatissimo origami.

    Insomma, l'importante è saper cogliere e comprendere aldilà della differenza delle forme. Quando si è in grado di farlo, la noia spesso sparisce... :)
     
  15. Zahyra

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    10 Aprile 2012

    A me è piaciuto molto!
    All'inizio lo stile mi era un po' difficile da digerire, ma dopo una cinquantina di pagine è andato tutto molto meglio :)
     

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