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Heavy metal. Suoni barbarici antiliberisti

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Giulio il superbo, 3 Novembre 2011.

  1. Zanna

    Zanna
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    Soldier of fortune

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    8 Novembre 2011

    Sono d'accordo.
    La sottocultura Heavy Metal nasce con dei propositi e degli intenti ben precisi: anticonformismo, ribellione a certe regole, lotta di classe, ecc. ecc.
    Che possono piacere o no.
    Il fatto che adesso queste caratteristiche si siano sfumate e scolorite e che il metallaro medio di oggi ha l'i-pad ed esce con i discotecari, non significa che questi connotati non siamo mai esistiti, nemmeno agli esordi.
    Come tutti i movimenti e le sottoculture...nulla è immutabile ed immune a cambiamenti anche drastici e contaminazioni.

    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Quel che so io è che il Viking Metal nasce da una costola del Black Metal, ad opera soprattutto di Quorthon e dei suoi Bathory e di pochi sparuti altri gruppi.
    Entrambi i sottogeneri hanno radici pagane ed anticristiane.
    Anticristiane non è sinonimo di sataniste, ovviamente.
    Il satanismo è utilizzato, almeno dalla maggior parte dei gruppi che vi ricorrono nei loro testi ( cosa più frequente nel Black, piuttosto che nel Viking), per contrapporsi fortemente e provocatoriamente al Cristianesimo e alle sue regole, anche e soprattutto a causa dei precedenti storici che hanno coinvolto soprattutto la Scandinavia, dove è nato un certo tipo di Black Metal.
     
    #61
    Ultima modifica: 8 Novembre 2011
  2. The Neuromancer

    The Neuromancer
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    9 Novembre 2011

    Il capitale se ne frega dell'integrità dei popoli, delle culture, dei confini statali, della sovranità territoriale etc.
    Perché non dovrebbe essere un ragionamento lecito?
    Qualsiasi inter-nazionale è composta da nazioni, l'unica "internazionale" non omogenea è il melting pot statunitense, quindi...

    Poi devo dire che se il Rimbotti che scrive l'articolo nel farlo calca la mano in un senso (fedeltà alle radici, sangue e suolo --> simpatia per un paio di regimi del secolo scorso :)) tu lo fai dall'altra parte.
    Perché alla fine che il metal sia un genere ribelle non ci piove (io non capisco neanche cosa ci dovrebbe essere essere di più borghese - di "deviante" - nei Darkthrone o in Burzum rispetto agli Angel Witch, per esempio) ma anche sta cosa che se Halford fosse stato economista avrebbe fatto combutta con Marx mi sembra uno sbilanciamento non da poco.

    Certamente "anti-liberista" vuol dire tutto e nulla, infatti io avrei detto più genericamente "anti-establishment", ma l'uso di quel termine fa parte dell'orientamento ideologico dell'autore, tutt'altro che nascosto.

    Ciò detto visto che ho sottomano l'autobiografia di Byford vedrò di leggerla al più presto perché ammetto di non essere ferratissimo sul contesto generale in cui è maturato l'heavy metal, ho solo letto testimonianza valide ma sempre di singoli protagonisti.
     
    #62
  3. Rasputin

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    9 Novembre 2011

    Infatti l'atteggiamento del singolo ascoltatore non ha nessuna valenza (compreso il mio, sia chiaro :)).
    Uno può ascoltare Operation Mindcrime dei Queensryche e votare Bush o Berlusconi, non avere per nulla un look e un atteggiamento legato all'ambiente metal; ma il soggetto è Operation Mindcrime, il messaggio che il gruppo ha deciso di veicolare e come (compreso quindi l'atteggiamento, il look, ecc.), anche se il singolo ascoltatore decide di fregarsene e ascoltare solo la melodia e gli assoli.
    Il problema è che il metal ha al suo interno tutto e il contrario di tutto, dal black al christian metal, non ci si può limitare a prendere i testi dei gruppi come esempio di un'ideologia.
    A meno di restringere il campo a un genere o a una cerchia di gruppi specifici, la vedo dura.
    Se c'è qualcosa che unisce i 100 e più sottogeneri non è il messaggio in sé, è più probabile che sia il modo in cui il messaggio viene veicolato.
     
    #63
  4. Riky

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    9 Novembre 2011

    Il grosso errore che fa l’autore (penso voluto) è quello di non tener conto delle origini dei vari artisti, decontestualizzandone il messaggio per farsene l’uso che più gli fa comodo.

    E leggendo l’articolo mi è venuto in mente subito un esempio analogo, ovvero quello accaduto al libro Il signore degli Anelli durante gli anni 70 con la destra italiana.
     
    #64
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  5. Annica

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    9 Novembre 2011

    Proprio perché il capitale, come dici giustamente tu, “se ne frega”. Se il fenomeno non ha confini, il movimento che gli si oppone non può avere confini.

    Perdonami, “internazionale” (anche nell'ottica dell'articolo) vuol dire altro.

    Io ho detto che i musicisti del periodo hanno contestato il sistema con la propria vita, nei fatti, e che i musicisti fanno i musicisti, non gli economisti. Non credo che siamo in disaccordo, su questo.

    Hai ragione, non c’è una risposta unica. Proprio per questo suggerivo di considerare i vari sottogeneri metal separatamente, se vogliamo continuare a parlarne.
     
    #65
  6. The Neuromancer

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    10 Novembre 2011

    Cito testualmente:
    Comunque non mi interessa molto questa disputa ideologizzata, anzi la trovo abbastanza sterile perché autoreferenziale ed estranea al fenomeno originario.

    Sì ma io ho messo tra parentesi una domanda che rilancio, visto che si parla di deviazioni rispetto alle origini, altrimenti non ci capiremo mai: cosa c'è di "deviante" nei Darkthrone che invece non ci sarebbe negli Angel Witch o nei Venom?
     
    #66
  7. Annica

    Annica
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    10 Novembre 2011

    Sì, l’heavy metal. Ma non un’”internazionale”.

    L’articolo sbaglia, perché usa l'internazionalismo nell'accezione marx-engelsiana (“contrasto al dominio capitalistico-internazionalista”, “rivolta anti-borghese”, “rifiuto convinto e senza sconti del sistema capitalistico-democratico”) e poi lo associa a cose che sono la sua totale negazione (“tribalismo”, “orgoglio etnico”, divisioni geografico-culturali e questioni estetiche che con il rapporto capitale-lavoro non hanno niente a che fare).

    Oh, più chiara di così non posso essere.

    Dici che i Darkthrone sono antagonisti? Io proprio non lo so. Se li conosci bene, parlacene tu.
    (e comunque attenzione, io fino ad ora ho parlato solo dell’heavy dei ’70, non della NWOBHM o di altre correnti).
     
    #67
  8. Kirjava

    Kirjava
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    12 Novembre 2011

    No, non credo che usi le stesse categorie di Marx. O meglio parla delle stesse cose, ma col un significato molto diverso di una "rivolta" che coinvolge prima di tutto i valori e la visione del mondo che i rapporti economici, e che appunto ricomprende anche la riscoperta delle proprie radici culturali/etniche.
    Cosa c'entri con l'heavy metal nel suo complesso, sinceramente mi sfugge un po' xD
     
    #68
  9. necrodeceitdoctrinator

    necrodeceitdoctrinator
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    17 Marzo 2012

    Vabbè apparte il citare Marx ed Engels a sproposito ed il dare molta più importanza ad aspetti metaforici e secondari dell'articolo... lo stesso c'ha preso in pieno! Le radici etniche/culturali, per un metalhead, si da il caso, sono PROPRIO l'essere anti, l'essere quello che si era quando il movimento nacque. Non è che si è anticonformisti (esempio) perchè bisogna riscoprire le proprie tradizioni. I gruppi dell'epoca erano fieri di dire quello che erano senza doversi giustificare, senza aggiungere motivazioni del tipo appunto di "ritorno alle origini" et similia. Oggi però se non è al 100% necessario, sicuramente è comprensibile, in quanto, purtroppo, dopo anni di (dis)evoluzione di questa cultura, vari miscugli provenienti da altre sottoculture hanno inficiato, quasi sempre negativamente (quasi sempre) l'heavy metal rendendolo, in larga scala, la puttanata per quattordicenni esaltati e brufolanti che è oggi. Se oggi si visitano, per fare un esempio, quelle zone in cui la scena vive in situazioni sociali e civili alquanto disagiate (sud-est asiatico, sud America...) guardate un pò...abbiamo i migliori gruppi! Incazzati e che suonano assatanati ed inferociti, suonando e dicendo esattamete le cose che un metallaro dovrebbe dire in quanto proprio bagaglio culturale e propria identità da fieramente esternare (e vedete come si trovano in armonia tutti questi termini citati appunto dall'articolo...). L'heavy metal è una cultura...di nicchia (e per questo SOTTOcultura*, elitaria se vogliamo, e VOGLIO!) e di rimpetto ha propri cliche, caratteristiche, "mode", ideologie e sottofrange come qualsiasi altra cultura esistente! Ed è giusto quindi lottare per essa (i vari "Fight For Metal" che si usano sovente in canzoni, album e quantaltro nel metal...non sono solo paroline messe a caso perchè fa figo.). METAL FOR MANIACS PURE.
     
    #69
  10. SporcoRozzo&Primitivo

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    18 Marzo 2012

    SporcoRozzo&Primitivo, appunto!
     
    #70
  11. Wizard_87

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    18 Marzo 2012

    Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives - Kulto Maldito :headbang::grin:
     
    #71
    Ultima modifica: 18 Marzo 2012
  12. Dreki

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    19 Marzo 2012

    Non avevo visto che il topic si fosse risvegliato

    Come ho scritto a pag. 2... io sono relativamente d'accordo con le PREMESSE di cui parla l'articolo (alla fine... non ho mai letto questo libro), ma non sono per nulla d'accordo con le CONCLUSIONI.

    Ovvero: penso anche io che il Metallo nasca come musica "da antagonismo", da battaglia, da confronto, da scontro. Ma... in senso anche morale, e perché no psicologico: e non solo in senso sociale! Il sentimento di ribellione proprio dei gruppi di una certa fascia... non era altro che il sentimento tipico di una certa gioventù dell'epoca. Punto. Che si è afogata più nel punk che nell'Heavy Metal. Mentre invece la scena HM abbonda di gruppi ultra-conservatori: gli Slayer, per dirne uno, incarnano la meravigliosa violenza sonora, ma non certo la ribellione sociale!

    E proprio quello che tu notavi sull'elitarismo dell'HM... sulla passione per il gruppo chiuso, sulla gerarchia e sul definrie il "metallaro" (che per me, ormai qua lo sanno anche i muri, ESISTE ECCOME) dimostra che... il Metallo NON HA ALCUNA attinenza con sentimenti di ribellione di massa! Altrimenti... si sarebbe abbassato di violume e avrebbe cercato di spargersi, no?
    Invece: NO.
    L'HM resta musica di nicchia, resta musica che a tratti fa di tutto per allontanare il proprio fans. Come comunicazione è estremamente più "spirituale", che sociale. Più religiosa, che politica. per UNA band che usa parole come "lotta", ce ne sono trecento che invece usano concetti di violenza pura sradicati da qualunque contesto sociale.
    Insomma: c'è sicuramente l'antagonismo... ma non ci vedo la sovversione del sistema. Proprio perché NON E' MUSICA PER LE MASSE.
    Il senso di ribellione del metallo, per come la vedo io (che adoro questo tipo di temi e discorsi, quindi ho più volte cercato di districare il bandolo della matassa, per dire :D) è quello di isolarsi dal resto del mondo, di tenersene distante, magari di demolirlo, distruggerlo... ma non certo di cambiarlo.
     
    #72
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  13. necrodeceitdoctrinator

    necrodeceitdoctrinator
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    19 Marzo 2012

    Allora: in primis c'è una privata e relativa visione di quello che può comportare una "rivoluzione" che non deve per forza essere insurrezionalista, verso qualunque forma di potere e controllo la si voglia scatenare (non per ultima l'omologazione morbosa e massiccia di mode imposte e modelli di vita fuorviante [e qui ci vedo un modo "spirituale e psicologico" come hai detto tu di attuarla questa rivoluzione). Ovviamente si parla di rivoluzione quasi esclusivamente della proprio forma mentis, un modo per innalzarsi ad un livello letteralmente superiore dal quale si può avere un occhio più critico e giudizievole della società, dell'avanzamento sempre più marcato verso la fine di una civiltà che ha perso valori e baluardi eccetera. E di conseguenza, sebbene molti degli ascoltatori di heavy metal "si fanno i cazzi loro" questa rimane comunque un'arma, sia psicologica per una vittoria sul proprio "io" (si leggano i testi dei vari gruppi black metal che parlano, invece che dei soliti satanelli nominati giusto per il gusto di farlo, del Superion) sia socialmente "pericolosa" in quanto la conseguenza del "superare se stessi" è per l'appunto, oggettivamente constatare che si è "superiori" alle masse succitate (non per partito preso o per deliri d'onnipotenza...semplicemente perchè a differenza di mode IMPOSTE, valori perduti, effimere ricerche di "piaceri" dal dubbio gusto e dubbia utilità... il VERO metalhead dei principi e valori veri li ha e li difende (FIGHT for metal appunto). Il discorso di preferire come musica di protesta il punk all'heavy metal è un falso storico per quanto mi riguarda (ed ammesso e non concesso che non lo sia, in ogni caso, non cambierebbe nulla in quanto...): "gli operai inglesi quando alla sera tornavano a casa sporchi di grasso ed unti di olio, non mettevano certo su i Sex Pistols, ma gli Iron Maiden" <citazione più o meno letterale in quanto l'ho ripresa a memoria, dal primo dei tre volumi di "Heavy Metal - I Classici">. Si può facilmente constatare infatti che a discapito di liriche ed atteggiamenti provocatori e sobillatori, l'immagine dei Sex Pistols perse quasi immediatamente, per l'ascoltare più attento si intende, quell'aura di ribellione in quanto il fenomeno commerciale nel giro di pochi anni (mesi!) prese il sopravvento. Oggi è ancora più facile dirlo e prenderne coscienza, ma se notiamo la crescita dei vari gruppi della NWOBHM (nati in primis anche perchè contro la tachter, netta opposizione sociale d'altronde, vedasi i primi singoli dei Maiden riproposti anche nei primi due full) dai più sputtanati Maiden appunto ai più underground a caso vediamo proprio che, anche il successo come nel caso della vergine di ferro, non ha intaccato lo status di gruppo guida di un movimento di ribellione come l'heavy metal. I Maiden non sono mai cambiati, e con loro il resto dei gruppi d'allora, ed era ovvio e GIUSTO che una persona disagiata ed incazzata ci si ritrovasse più in loro che in "punk" tutto fumo e niente arrosto.
    La si può concludere così: l'heavy metal è talmente ribellione che questa stessa ribellione la si può leggere e perpetrare in più modi, ti cito ancora perchè mi sono sia piaciuti sia ritrovati utili i tuoi termini :) ...a livello psicologico, a livello di forma mentis ed a livello sociale uguale! Di conseguenza si può leggere in diversi modi si, ma non interpretare in quanto alla fine l'obietivo comunque è lo stesso, lo si può leggere solo da angolature diverse (esattamente come la sua matrice).
    PS: gli Slayer ci stanno dentro al 100% in questo discorso..altirmenti non avrebbero mai fatto un tributo addirittura con un full a gruppi "ribelli" per antonomasia. Però sul discorso che sono conservatori sono d'accordo e va bene così! Perchè è un modo di conservare intatti i valori e la mentalità HM, e questa forma di ribellione succitata ne fa parte e va mantenuta insieme a tutto il resto. Poi vabbè...purtroppo per me gli Slayer hanno fatto una brutta fine anche loro quindi...xD
     
    #73
  14. TrueNorwegianBlackMetal

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    19 Marzo 2012

    :rotfl::rotfl::rotfl:

    Il libro di Christe non lo so (e non credo che mai lo leggerò) ma questo articolo è una cagata pazzesca.

    P.s dani66 io ascolto (poco) Metal ed ho l'iPhone, ci sono problemi?
     
    #74
  15. necrodeceitdoctrinator

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    19 Marzo 2012

    ha senso ciò con stare su un forum metal allora. Comunque per inciso, il problema non è avere l'Iphone.
     
    #75

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